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Quando un’intelligenza artificiale può guidare un cieco
01/09/2026Quando un’intelligenza artificiale può guidare un cieco: vi racconto la mia esperienza
di Giacomo Policardo
Chi mi conosce lo sa: sono sempre stato appassionato di tecnologia. Il mio mondo, però, per molto tempo si è limitato alle radio, quelle radio che mi hanno dato tanto e che continuano ancora oggi a darmi tantissimo.
Non avrei mai pensato che un giorno mi sarei avvicinato a un cellulare, tanto meno a un iPhone. E invece, con l’iPhone, è entrata nella mia esperienza anche l’intelligenza artificiale, più precisamente ChatGPT.
Devo dire che riesce a guidarmi in moltissime situazioni. Ma tra me e l’intelligenza artificiale abbiamo stabilito una sorta di patto: non è lei a governare me, sono io a governare lei.
Perché credo che non dobbiamo diventare schiavi dell’intelligenza artificiale. Deve essere un aiuto, un supporto, uno strumento che ci permette di fare cose che magari, fino a poco tempo fa, sembravano impossibili.
Vi racconto una delle mie ultime esperienze.
Alcuni amici mi dicevano: “Guarda che puoi dire all’iPhone che, quando il livello della batteria scende al 20%, esegua un comando e pronunci una frase personalizzata”.
E allora abbiamo provato.
Potevo scegliere una frase semplice, come “Ho bisogno di carica”, oppure scherzarci sopra: “Ho fame di energia, mi metti in carica?”
Così mi sono messo davanti al computer, utilizzando WhatsApp Web, e contemporaneamente ho lavorato sull’iPhone, entrando nella sezione Comandi Rapidi. Passo dopo passo, interagendo con ChatGPT, siamo riusciti a impostare l’automazione.
Può sembrare una cosa piccola, ma per una persona non vedente come me significa molto.
L’intelligenza artificiale mi aiuta anche a correggere i testi che scrivo. Ma attenzione: se io non acconsento, non si fa nulla. Sono io che decido cosa scrivere, cosa modificare e cosa accettare.
Ed è proprio questo, secondo me, il punto fondamentale del rapporto con l’intelligenza artificiale: utilizzarla senza lasciarsi utilizzare.
Per un non vedente come me può essere davvero un’ottima opportunità. Certo, molti di noi hanno paura dell’intelligenza artificiale, e credo sia comprensibile. Ogni nuova tecnologia porta con sé interrogativi e qualche timore.
Ma penso anche che, se utilizzata bene e con consapevolezza, possa sinceramente aiutare le persone.
E poi mi dico: in fondo, un po’ di umanità nell’intelligenza artificiale c’è.
Perché chiediamoci: chi l’ha inventata?
Non sono state forse delle persone?
E allora io dico che non dobbiamo tralasciare il vecchio, ciò che ci ha accompagnato fino a oggi, ma dobbiamo imparare, allo stesso tempo, ad approcciarci al nuovo.
Le mie amate radio continueranno a essere parte della mia vita. Ma adesso, accanto a loro, c’è anche uno strumento nuovo che mi sta permettendo di scoprire possibilità che non avrei mai immaginato.
Forse il vero obiettivo non è scegliere tra passato e futuro.
È riuscire a farli camminare insieme.
Illustrazione di copertina creata con AI

Giacomo Policardo è un ragazzo pantesco, radioamatore, speaker e dj che ha collaborato per anni con varie radio storiche e occupandosi di sport e sociale. A Pantelleria è membro dell’associazione L’Albero Azzurro che si occupa di ragazzi speciali come lui, che è non vedente e che nella nostra Redazione porterà allegria e temi importanti riguardanti soprattutto il sociale.

