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La Cantina D’Ancona: piccolo regno di cultura e buone letture
31/07/2026Quando una cantina apre le porte ai libri: la Cantina D’Ancona, piccolo regno di cultura e buone letture
di Lucia Boldi
Quando una cantina apre le sue porte ai libri, succede qualcosa che va oltre la semplice presentazione di un romanzo: nasce un luogo d’incontro dove il vino e la cultura imparano a raccontarsi.
È questo lo spirito con cui la Cantina D’Ancona, attraverso il suo suggestivo jardinu pantiscu, si prepara a ospitare una piccola stagione dedicata ai libri, trasformando uno spazio legato alla tradizione vitivinicola in un salotto culturale dell’estate pantesca.
La rassegna, curata da UNIPANT – Università Popolare di Pantelleria e patrocinata dal Comune di Pantelleria, nasce dalla volontà di creare occasioni di incontro tra autori e lettori in un luogo capace di coniugare bellezza, ospitalità e identità.
Oggi alle 19.00 sarà protagonista Giusy Andaloro, che presenterà il suo romanzo La Porta Dimensionale – Amore e mistero oltre il confine. Un’occasione per incontrare un’autrice che, attraverso la scrittura, invita il lettore a superare i confini del reale e a lasciarsi guidare dall’immaginazione.
Il 4 agosto, nello stesso giardino, toccherà invece a me raccontare Cicalis. Confesso che assistere alla presentazione di domani avrà anche un piccolo risvolto professionale: sarà un sopralluogo. Controllerò che le sedie siano comode, che il Maestrale sia fresco al punto giusto e che il jardinu pantiscu di Ketty D’Ancona sappia accogliere autori e lettori con il calore che lo contraddistingue.
E la storia non sembra fermarsi qui. Ad agosto, infatti, il jardinu pantiscu dovrebbe accogliere anche Speranza Casillo, con la presentazione del suo nuovo libro Quelli che restano. Se il calendario sarà confermato, saranno tre autrici e tre romanzi diversi a condividere lo stesso spazio, a testimonianza di una scelta precisa: fare della Cantina D’Ancona un luogo dove il vino incontra le storie e le storie incontrano le persone.
In fondo è questo il senso più bello di una comunità che legge: gli autori non si contendono il pubblico, lo fanno crescere.
E c’è un ultimo rischio di cui è giusto avvisare chi verrà alla Cantina D’Ancona: entrare per un calice di vino e uscire con un libro sotto il braccio. O viceversa. In ogni caso, sarà difficile tornare a casa a mani vuote.

Lucia Boldi, nata a Palermo nel 1961, ama definirsi una collezionista di storie e di emozioni. Da giovanissima ha firmato articoli di attualità per il giornale L’Ora. Negli anni ottanta, nella storica via Libertà, ha aperto una boutique, diventata presto luogo di nicchia per le appassionate di moda. Per quasi quarant’anni ha ricercato la bellezza nei vestiti e fatto emozionare tante donne grazie alla linea ardita di un abito, alla consistenza eterea di un caftano in seta o alla forma originale di una collana. Quando la moda ha smesso di darle il batticuore, ha scoperto che con la penna poteva ricreare lo stesso incanto. Scegliere le collezioni o scrivere libri sono due attività che, a suo dire, si somigliano: si tratta sempre di esprimere la propria personalità e i propri sentimenti, anche se in maniera diversa. Cucurummà è il suo romanzo d’esordio.


