Clara Greco – ACQUASANTA > Mostra fotografica Vernissage 07.07.2026, ore 19 presso Le alcove di…
“Acquasanta”: Clara Greco fonde corpi, miti e Natura a Pantelleria
08/07/2026Inaugurata ieri a Pantelleria la mostra fotografica di Clara Greco: un’esposizione profonda e dirompente, dove l’isola diventa universo e l’acqua specchio dell’anima
di Francesca Marrucci
Ci sono mostre, pittoriche, grafiche, fotografiche, che sono solo immagini in sequenza, esercizi di stile, esposizioni di ego. Si fruiscono per curiosità, per dovere, per caso, ma usciti dal luogo che le ospita non rimane nulla e quel momento si perde nel tempo e nella memoria dell’osservatore.
Questo non succede con Acquasanta, la mostra fotografica di Clara Greco che è stata inaugurata ieri sera alla Galleria Le Alcove di Van Der Grinten in Corso Umberto I a Pantelleria Centro e dove rimarrà aperta fino al 1° agosto.
Clara Greco è una scoperta continua, un talento multiforme, poliedrico che si esprime in tante direzioni diverse e con un solo fil rouge: la sua particolare, unica essenza.
Tutta la creatività, la sua capacità di analizzare ed esprimere le cose in modo mai banale, di entrarci dentro, con un registro essenziale eppure pregno, li abbiamo visti espressi nella cornice del teatro, sul palco, ma anche del piccolo e grande schermo, dove da attrice porta pezzi del suo mondo e la sua rappresentazione di quello che c’è fuori.
L’amore per la sua isola, il coraggio di vederla con occhi nuovi, profondi, da angolazioni inusuali, ma dense di significato, associando la Natura, in tutte le sue forme, alla tradizione, la riscopriamo nelle immagini della sua mostra, dove corpi nudi si fondono con i paesaggi, li arricchiscono, ne diventano struttura.
Dove la suggestione diventa guida e chi guarda si perde nell’evocazione delle sfumature, dei chiaro-scuri, delle linee dei corpi, nelle spirali dei rami, nelle curve di una bolla d’aria sull’acqua che assume i contorni di Pantelleria.
Non è un’immagine che parla, ma un universo. L’universo sempre diverso di chi osserva, misto a quello evocativo dell’essenza di Clara.
E l’acqua, nucleo centrale che unisce i contorni dell’isola, le tradizioni religiose, i miti e le leggende, trova espressione soprattutto nel corpo femminile, che fluttua, esplode, s’adagia in alcuni casi e in altri vuole uscire dalle due dimensioni a cui è relegato, in un contrasto solo apparente. Perché tra la donna santa delle immagini religiose e quella tentatrice delle sirene di Ulisse, passano generazioni di donne vere, nei millenni idealizzate, utilizzate, rappresentate.
E quelle donne vere, in contesti sognanti come l’Ofelia di Millais, e a volte inquietanti come nelle tragedie senechiane, diventano motore dell’azione. Non più vittime passive, ma contesto sconvolgente, passione, magia e anche isolamento e solitudine.
Nelle immagini di Clara l’unica compagna di queste figure, a volte anche maschili, è l’isola stessa che diviene madre, ventre, culla, rifugio. Che accarezza i corpi con l’acqua, si modella su di essi, li stringe, li abbraccia e li lega a sé, proprio come ogni isolano, e come l’Autrice stessa, è legato all’isola.
Nelle foto di Acquasanta c’è un universo fatto di terra, ma soprattutto di acqua. È un’espressione viva, dirompente di amore per l’evocazione che dona Pantelleria a chi la sa guardare. Un’emozione laica, terrena, che pure raggiunge nelle sue espressioni più alte una connotazione quasi divina, che si ritrova negli sfondi, nei secondi piani, nei contorni che assumono il ruolo di protagonisti in queste opere.
C’è tanto in questa mostra. C’è tutto quello che un osservatore attento e amante dell’isola riesce a captare. C’è quello che si porta a casa e rielabora in una lettura più riflessiva, più audace. C’è il mondo di un’artista che sa esprimere la bellezza in forme che stupiscono, meravigliano e emozionano. Chi osserva le opere di Clara si trova a guardare Pantelleria con i suoi occhi, ma soprattutto con le sue emozioni. E comprende.
Comprende perché è Pantelleria che sceglie i suoi figli, mai il contrario.

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.













