LeAli per Pantelleria sull’accorpamento delle scuole pantesche: l’Amministrazione Comunale che intende fare? Con la riforma…
Accorpamento a Pantelleria: genitori dicono NO alla “classe pollaio”
17/09/2025Ventotto studenti in una classe, di due indirizzi diversi: Scienze Umane e Liceo Scientifico. I genitori panteschi hanno denunciato la decisione dell’Ufficio Scolastico Provinciale
di Francesca Marrucci
Una decisione dell’Ufficio Scolastico Provinciale ha scatenato la protesta dei genitori dell’istituto superiore a Pantelleria. Il motivo? L’accorpamento delle classi del Liceo Scientifico e del Liceo delle Scienze Umane in un’unica sezione per il prossimo anno scolastico 2025–2026.
L’iniziativa ha sollevato preoccupazioni sulla qualità didattica e sul diritto alla libertà di scelta degli studenti.
Liceo Pantelleria: 28 studenti in un’unica classe, genitori denunciano violazione del diritto allo studio
Una lettera firmata dai genitori degli alunni iscritti al primo anno del Liceo “V. Almanza – A. D’Ajetti” di Pantelleria denuncia la formazione di un’unica classe di ben 28 studenti. La classe, che unisce 15 iscritti a Scienze Umane e 12 a Scientifico (più un ripetente), è considerata dai firmatari una violazione dei diritti fondamentali degli studenti.
Le famiglie sottolineano che questa scelta annulla di fatto l’indirizzo di Scienze Umane a Pantelleria, ignorando le aspirazioni di 15 ragazzi che avevano fatto una scelta consapevole. Viene richiamato l’articolo 34 della Costituzione, a difesa del diritto di ogni studente a un’istruzione che rispetti le proprie inclinazioni.
Classe sovraffollata e disabilità: rischio didattico e norme ignorate
La protesta non riguarda solo la fusione degli indirizzi. I genitori definiscono la futura classe una “classe pollaio”, sottolineando il rischio per la qualità dell’apprendimento. Con 28 alunni, di cui tre con certificazione di disabilità, la didattica inclusiva e personalizzata diventa un’impresa quasi impossibile.
Nel testo della lettera si fa riferimento a normative chiare, come il D.P.R. 81/2009 e la Nota Ministeriale n. 25088/2023, che stabiliscono un limite massimo di 20 alunni per le classi con studenti con disabilità. La decisione dell’Ufficio Scolastico Provinciale, secondo le famiglie, ignora palesemente queste direttive, mettendo a rischio l’educazione di tutti gli studenti.
Non è un caso: in tutta Italia le proteste per la normativa aumentano
Ma perché si ricorre all’accorpamento? L’accorpamento delle classi, quella che in gergo viene chiamata creazione di “classi pollaio”, si verifica spesso a causa di tagli all’organico e di una politica di razionalizzazione del sistema scolastico. La normativa ministeriale, pur fissando dei limiti al numero di alunni per classe (in particolare in presenza di studenti con disabilità), non sempre è applicata in modo flessibile per rispondere alle specificità territoriali. Queste situazioni in tutta Italia generano proteste e manifestazioni di dissenso.
A Livorno, ad esempio, i genitori di un liceo hanno lanciato una petizione online per “salvare l’istituto”, mobilitandosi contro la riduzione delle classi che ha portato alla creazione di sezioni sovraffollate.
Similmente, a Enna, docenti e studenti sono scesi in campo per contestare l’accorpamento di due istituti storici, una decisione che, secondo loro, non rispetta le peculiarità del territorio montano e i principi di autonomia scolastica.
La protesta ha toccato anche San Mauro Forte, in provincia di Matera, dove la creazione di una pluriclasse che univa alunni di prima e quinta elementare ha spinto i genitori a boicottare le lezioni, non facendo entrare i propri figli a scuola.
Infine, in provincia di Firenze, la questione dell’organico e delle iscrizioni ha raggiunto un livello critico quando l’elevato numero di richieste per un liceo sportivo, a fronte della concessione di una sola classe, ha reso necessario un sorteggio pubblico per l’accesso, suscitando la rabbia delle famiglie che si sono sentite trattate come meri numeri in un processo burocratico.
Isola di Pantelleria: l’insularità peggiora il problema
A rendere la situazione ancora più critica per noi, è la specificità territoriale di Pantelleria. Essendo un’isola, non offre alternative didattiche vicine. L’accorpamento delle classi potrebbe costringere alcune famiglie a trasferirsi, affrontando costi economici ed emotivi notevoli per garantire ai figli il percorso di studi desiderato.
I genitori, a questo proposito, non esitano a parlare di una discriminazione territoriale, che penalizza gli studenti panteschi rispetto ai loro coetanei sulla terraferma. Del resto, la stessa situazione si verifica anche per gli insegnanti: difficoltà per i corsi (obbligatori) di aggiornamento da affrontare a proprie spese in Sicilia e difficoltà a trovare i supplenti che vengano sull’isola, come avevamo già segnalato a marzo di quest’anno in un nostro articolo.
La richiesta dei genitori: due classi per il Liceo di Pantelleria
La lettera dei genitori panteschi si conclude con una richiesta esplicita e anche abbastanza logica all’Ufficio Scolastico Provinciale: la creazione di due classi distinte per il Liceo Scientifico e il Liceo delle Scienze Umane. Questa soluzione non solo rispetterebbe le scelte iniziali degli studenti, ma garantirebbe anche un ambiente di apprendimento più equilibrato e a norma di legge.
L’isola perde i panteschi nativi: un fenomeno preoccupante in crescita
Certo è che tutte queste situazioni non solo non facilitano l’apprendimento e la serena frequentazione della scuola, ma convincono sempre più genitori ad iscrivere fuori dall’isola i propri figli.
Negli ultimi 8 anni c’è stato un incremento anche dei ragazzi iscritti già alla media inferiore fuori dall’isola. Un progressivo spopolamento di fatto, perché una volta iniziato un percorso di studi fuori, solo un ragazzo su venti torna sull’isola poi per lavorare.
Questa tendenza, iniziata parecchi decenni fa, ha creato gradualmente una diminuzione della popolazione pantesca autoctona che negli ultimi 8 anni ha subito una velocizzazione preoccupante. Dall’altro canto aumentano i ritorni dei panteschi oriundi e di quanti si innamorano dell’isola e la scelgono come casa. Di questi, l’età media si è abbassata notevolmente negli ultimi anni, ma di fatto il fenomeno assottiglia sempre di più la presenza di giovani e di panteschi sull’isola.
Un fenomeno ben noto a molte altre isole, certo, ma non per questo meno preoccupante.

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.

