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Classi pollaio a Pantelleria: la lettera dei genitori. Intanto si muove la politica
18/09/2025Ecco il testo della lettera dei genitori che hanno trovato appoggio e sostegno nella comunità isolana.
Anche la politica e le istituzioni cominciano ad interessarsi a quello che rappresenta, in un momento di difficoltà come questo, un precedente pericoloso per il futuro dell’isola e del diritto allo studio dei nostri ragazzi
di Francesca Marrucci
La protesta dei genitori contro le classi sovraffollate a Pantelleria continua a far discutere. La vicenda, ormai nota come la questione della “classe pollaio”, non riguarda solo le famiglie direttamente interessate, ma l’intera comunità isolana. Il problema sollevato è un pericoloso precedente per il futuro dell’isola e dei suoi giovani, specialmente dopo l’accorpamento degli istituti scolastici e la continua fuga dei ragazzi per motivi di studio.
Le soluzioni proposte e il nodo degli indirizzi scolastici
Molti cittadini hanno suggerito soluzioni concrete, tra cui la riorganizzazione degli indirizzi di studio. L’obiettivo è eliminare quelli meno richiesti e introdurne di nuovi, per evitare che gli studenti, ancora tredicenni, debbano lasciare l’isola. Tra gli indirizzi più desiderati a Pantelleria, spiccano quello alberghiero e il linguistico, così come uno dedicato all’agroalimentare, perseguendo le vocazioni isolane. Attualmente, molti ragazzi sono costretti a frequentare scuole fuori regione, affrontando costi significativi per vitto, alloggio e convitti, un peso economico insostenibile per molte famiglie.
Diritto allo studio e costi insostenibili
La questione del diritto allo studio a Pantelleria si scontra da anni con problemi economici. Mentre le università telematiche hanno offerto una soluzione per l’istruzione universitaria, permettendo di conseguire lauree e master restando sull’isola, il problema per le scuole medie e superiori rimane più pressante che mai. Il costo degli studi fuori sede è equiparabile, in proporzione, a quello delle università negli Stati Uniti, mettendo in grave difficoltà le famiglie isolane.
L’appello alla comunità e il coinvolgimento della politica
Per dare maggior peso alla protesta, i genitori promotori stanno valutando di allargare la raccolta firme a tutta la comunità. L’obiettivo è chiaro: sottolineare che in gioco c’è il futuro stesso di Pantelleria.
Intanto, la mobilitazione ha già raggiunto i livelli istituzionali, con i parlamentari regionali Dario Safina (Pd) e Cristina Ciminnisi (M5S) già informati della situazione.
Safina sta preparando un’interrogazione per l’ARS e chiederà immediatamente all’Assessore regionale la convocazione dell’Ufficio Scolastico Provinciale per: “verificare la possibilità di mettere in campo una deroga in quanto si tratto di isola minore distante oltre 60 miglia Datta terra ferma e quindi non è possibile garantire a Pantelleria il diritto allo studio se non attraverso le istituzioni scolastiche che devono funzionare sull’isola.”
La speranza è che altri rappresentanti politici si uniscano all’appello, riconoscendo che questa non è una battaglia di parte, ma una questione cruciale che riguarda l’intera isola e il diritto dei giovani a ricevere un’istruzione adeguata senza doverla abbandonare.
Ecco intanto la copia della lettera dei genitori:

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.

