Dario Ferrante, il giovane pantesco che corre come il vento. Video e foto

28/09/2026 0 Di Giacomo Policardo

Dario Ferrante, il giovane pantesco che corre come il vento

Il tributo della comunità pantesca al giovane atleta primo degli italiani in Spagna, tra sacrifici, determinazione e riscatto attraverso lo sport

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di Gia­co­mo Policardo

Un giu­sto tri­bu­to per un gio­va­ne pan­te­sco che cor­re come il ven­to. Si è svol­to saba­to scor­so, nel­l’au­la con­si­lia­re del Comu­ne di Pan­tel­le­ria, il rico­no­sci­men­to dedi­ca­to a Dario Fer­ran­te, gio­va­ne atle­ta pan­te­sco pro­ta­go­ni­sta di una straor­di­na­ria impre­sa sportiva.

Sol­tan­to una set­ti­ma­na fa, ad Ames, in Spa­gna, Dario ha con­qui­sta­to il 15º posto asso­lu­to nel­la 100 chi­lo­me­tri, risul­tan­do pri­mo tra gli ita­lia­ni. Un risul­ta­to impor­tan­te che l’Am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le ha volu­to cele­bra­re insie­me alla comu­ni­tà pan­te­sca, alla pre­sen­za del sin­da­co e dei con­si­glie­ri di mag­gio­ran­za e minoranza.

Nel cor­so del­la sera­ta è sta­to lo stes­so Dario a rac­con­ta­re le dif­fi­col­tà affron­ta­te duran­te quel­la gara. Un’im­pre­sa tut­t’al­tro che sem­pli­ce, tan­to che l’a­tle­ta ha rac­con­ta­to di esser­si fer­ma­to per ben quat­tro vol­te a cau­sa di pro­ble­mi intestinali.

Eppu­re, a un cer­to pun­to, qual­co­sa è cam­bia­to. Dario ha capi­to che pote­va far­ce­la. Anche gra­zie alle paro­le del­la madre, che dal­la pla­tea con­ti­nua­va a inci­tar­lo: «Fai quel­lo che puoi, fai quel­lo che puoi».

Ma quel­le paro­le, den­tro di lui, si sono tra­sfor­ma­te in qual­co­sa di anco­ra più for­te: io ce la devo fare, devo dare tut­to me stesso.

Dario ha rac­con­ta­to di aver sen­ti­to, a un cer­to pun­to, il pro­prio cor­po rea­gi­re e lasciar­si alle spal­le i pro­ble­mi ini­zia­li. Ma pro­ba­bil­men­te, oltre alla for­za fisi­ca, è sta­ta soprat­tut­to la testa a fare la dif­fe­ren­za: con­cen­tra­zio­ne, deter­mi­na­zio­ne e la volon­tà di arri­va­re fino in fondo.

Duran­te la sera­ta sono sta­ti mostra­ti anche alcu­ni video del­la gara, per­met­ten­do al pub­bli­co di rivi­ve­re quei momen­ti e com­pren­de­re anco­ra meglio la dif­fi­col­tà di una com­pe­ti­zio­ne di que­sto livello.

Ma la sto­ria di Dario non riguar­da sol­tan­to lo sport.

Nel cor­so del­le doman­de gli è sta­to chie­sto come abbia tro­va­to la for­za per rag­giun­ge­re un risul­ta­to simi­le. E lui ha rac­con­ta­to anche quan­to la cor­sa lo abbia aiu­ta­to duran­te l’a­do­le­scen­za, per­met­ten­do­gli di affron­ta­re e supe­ra­re pau­re, dif­fi­col­tà e distur­bi ali­men­ta­ri che lo ave­va­no accom­pa­gna­to in que­gli anni.

Oggi Dario è un ragaz­zo che si alle­na con gran­de costan­za, affron­tan­do il sole, il ven­to e per­si­no il cal­do afo­so di Pan­tel­le­ria. Duran­te l’e­sta­te lo abbia­mo visto alle­nar­si anche con tem­pe­ra­tu­re estre­ma­men­te elevate.

Die­tro un risul­ta­to come quel­lo otte­nu­to in Spa­gna non ci sono sol­tan­to i chi­lo­me­tri per­cor­si duran­te una gara, ma anni di sacri­fi­ci, alle­na­men­ti, deter­mi­na­zio­ne e passione.

Dario ha volu­to dedi­ca­re que­sta impre­sa agli ami­ci, alla fami­glia, ai paren­ti e, più in gene­ra­le, a tut­ta la comu­ni­tà pantesca.

E allo­ra pos­sia­mo sol­tan­to dirgli:

Bra­vo Dario! Con­ti­nua a cor­re­re, con la stes­sa for­za e la stes­sa deter­mi­na­zio­ne. Con­ti­nua a cor­re­re come il ven­to di Pantelleria.

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