Illusione nucleare: il paradosso dei costi nel mercato elettrico

Illusione nucleare: il paradosso dei costi nel mercato elettrico

28/09/2026 0 Di Angelo Parisi

Illusione nucleare: il paradosso dei costi nel mercato elettrico

Analisi critica della legge delega sul nucleare sostenibile, tra costi nascosti in bolletta, limiti del mercato elettrico e alternative basate su rinnovabili, accumuli e riforme strutturali

di Ange­lo Parisi

La scor­sa set­ti­ma­na il Par­la­men­to ha appro­va­to la leg­ge dele­ga al Gover­no in mate­ria di ener­gia nuclea­re sostenibile.

L’u­ti­liz­zo stes­so del­l’e­spres­sio­ne “nuclea­re soste­ni­bi­le” rap­pre­sen­ta un ossi­mo­ro: que­sta fon­te impie­ga infat­ti l’u­ra­nio, una risor­sa mine­ra­ria desti­na­ta a esau­rir­si e con tem­pi di rige­ne­ra­zio­ne del tut­to incom­pa­ti­bi­li con la vita uti­le degli impian­ti. Quin­di non soste­ni­bi­le per definizione.

Le fina­li­tà del­la leg­ge pun­ta­no alla sicu­rez­za e all’in­di­pen­den­za ener­ge­ti­ca del­l’I­ta­lia, al con­te­ni­men­to dei costi per gli uten­ti e alla pro­mo­zio­ne del­la com­pe­ti­ti­vi­tà pro­dut­ti­va, obiet­ti­vi che dif­fi­cil­men­te potran­no esse­re rag­giun­ti per­cor­ren­do que­sta strada.

L’in­di­pen­den­za ener­ge­ti­ca è un tra­guar­do irrea­li­sti­co poi­ché l’I­ta­lia non dispo­ne di gia­ci­men­ti suf­fi­cien­ti e sareb­be costret­ta a impor­ta­re il com­bu­sti­bi­le dal­l’e­ste­ro, affron­tan­do tra l’al­tro costi di estra­zio­ne sem­pre più elevati.

Anche la com­pe­ti­ti­vi­tà del siste­ma pro­dut­ti­vo appa­re com­pro­mes­sa in par­ten­za, dato che il nostro Pae­se non ha svi­lup­pa­to tec­no­lo­gie pro­prie­ta­rie can­tie­ra­bi­li nei tem­pi pre­vi­sti dal­la nor­ma, doven­do quin­di affi­dar­si a reat­to­ri stra­nie­ri su cui non avrem­mo alcun con­trol­lo strategico.

Il nodo cru­cia­le riguar­da però l’il­lu­so­rio con­te­ni­men­to dei costi in bol­let­ta, spes­so giu­sti­fi­ca­to guar­dan­do ai prez­zi sto­ri­ci di altri Pae­si sen­za con­si­de­ra­re che i loro impian­ti sono ormai ammor­tiz­za­ti da decenni.

Le nuo­ve cen­tra­li, al con­tra­rio, com­por­te­reb­be­ro enor­mi costi di costru­zio­ne e di ammor­ta­men­to, che ine­vi­ta­bil­men­te si riflet­te­reb­be­ro sui costi fina­li di produzione.

Inol­tre, il prez­zo del­l’e­let­tri­ci­tà nel nostro siste­ma, rego­la­to dal mec­ca­ni­smo del “merit order” nel mer­ca­to del gior­no pri­ma, non vie­ne sta­bi­li­to dal­la fon­te più eco­no­mi­ca, ma dal­l’ul­ti­ma e più costo­sa neces­sa­ria a sod­di­sfa­re la doman­da oraria.

Attual­men­te que­sto ruo­lo spet­ta alle cen­tra­li a gas, che offro­no l’e­ner­gia al prez­zo più alto e deter­mi­na­no il com­pen­so per tut­ti gli altri pro­dut­to­ri, un po’ come se al mer­ca­to pagas­si­mo tut­ti i pomo­do­ri al prez­zo del ven­di­to­re più caro pur di rag­giun­ge­re la quan­ti­tà di cui abbia­mo bisogno.

L’in­se­ri­men­to di cen­tra­li nuclea­ri, che per ammor­tiz­za­re gli enor­mi inve­sti­men­ti ini­zia­li devo­no lavo­ra­re a poten­za costan­te per 24 ore su 24, rele­ghe­reb­be gli impian­ti a gas a un ruo­lo di inter­ven­to mar­gi­na­le limi­ta­to alle sole ore di punta.

Il para­dos­so del mer­ca­to è che que­sto sce­na­rio potreb­be far lie­vi­ta­re ulte­rior­men­te il prez­zo fina­le anzi­ché abbassarlo.

Le cen­tra­li a gas, lavo­ran­do per meno ore, si tro­ve­reb­be­ro infat­ti costret­te a offri­re l’e­ner­gia a prez­zi uni­ta­ri anco­ra più alti per riu­sci­re a copri­re i pro­pri costi fissi.

Al con­tem­po, rice­ven­do tut­ti i pro­dut­to­ri lo stes­so com­pen­so del­la fon­te più costo­sa, si ver­reb­be a crea­re un for­te inte­res­se spe­cu­la­ti­vo: i gesto­ri avreb­be­ro tut­ta la con­ve­nien­za a fare in modo che sia sem­pre neces­sa­rio acqui­sta­re alme­no un chi­lo­wat­to­ra dal gas, maga­ri non sfrut­tan­do appie­no la capa­ci­tà nuclea­re, per far sì che tut­ta l’e­ner­gia immes­sa in rete ven­ga paga­ta a quel prez­zo massimo.

Que­sta dina­mi­ca spie­ga per­ché in Fran­cia, nono­stan­te la mas­sic­cia pre­sen­za di nuclea­re, i costi del­l’e­let­tri­ci­tà nei perio­di in cui biso­gna ricor­re­re al gas seguo­no le dina­mi­che degli altri Pae­si euro­pei, a dif­fe­ren­za dei Pae­si scan­di­na­vi dove i prez­zi si man­ten­go­no più bas­si gra­zie al ruo­lo mar­gi­na­le del­l’i­droe­let­tri­co e del­le rinnovabili.

Per ren­de­re l’I­ta­lia dav­ve­ro indi­pen­den­te e alleg­ge­ri­re le bol­let­te, le solu­zio­ni effi­ca­ci guar­da­no in dire­zio­ni diverse.

Per pri­ma cosa occor­re inve­sti­re su fon­ti inter­ne e abbon­dan­ti che han­no costi mar­gi­na­li nul­li, qua­li il sola­re, l’eolico e la geo­ter­mia, che oggi dispo­ne di tec­no­lo­gie avan­za­te per lo sfrut­ta­men­to sen­za biso­gno di flui­di. Ricor­dia­mo che le pri­me cen­tra­li geo­ter­mi­che sono sta­te svi­lup­pa­te in Italia.

Poi è indi­spen­sa­bi­le rive­de­re il mec­ca­ni­smo del mer­ca­to elet­tri­co, pas­san­do a un siste­ma in cui ogni ope­ra­to­re ven­ga paga­to in base al prez­zo effet­ti­va­men­te richie­sto nel­la pro­pria offer­ta, e non in base a quel­lo più alto.

Infi­ne, ser­ve un dra­sti­co poten­zia­men­to dei siste­mi di accu­mu­lo, uni­ca vera chia­ve per azze­ra­re la neces­si­tà di accen­de­re le costo­se cen­tra­li a gas nel­le ore di picco.

In defi­ni­ti­va, la rin­cor­sa al nuclea­re si pro­fi­la come una costo­sa distra­zio­ne dal­le vere prio­ri­tà stra­te­gi­che dell’Italia.

Inve­ce di inse­gui­re opzio­ni che non garan­ti­sco­no l’in­di­pen­den­za e non risol­vo­no il nodo dei prez­zi, la vera tran­si­zio­ne richie­de di valo­riz­za­re le risor­se interne.

Occor­re inve­sti­re rapi­da­men­te sui siste­mi di accu­mu­lo e rifor­ma­re un mer­ca­to elet­tri­co ormai inadeguato.

L’e­ner­gia del futu­ro ha biso­gno di solu­zio­ni con­cre­te e imme­dia­te, accan­to­nan­do pro­get­ti che pro­met­to­no mira­co­li eco­no­mi­ci desti­na­ti a rima­ne­re solo sul­la carta.