Andrea Tusa torna a Pantelleria e chiede verità per il padre Sebastiano

Andrea Tusa torna a Pantelleria e chiede verità per il padre Sebastiano

04/11/2019 0 Di Andrea Govinda Tusa

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Andrea Tusa inizia la sua collaborazione con la nostra testata con la sua toccante testimonianza su quanto è successo e sta succedendo dopo la morte del padre, Sebastiano Tusa.

Sono stati 8 mesi in cui la famiglia non ha potuto piangere Sebastiano, mesi di impegno per sapere la verità sull’incidente e per cercare di riprendere in mano le fila di quanto il padre ha lasciato in sospeso.

Torna a Pantelleria, Andrea, e torna per continuare a narrare la storia e l’opera di suo padre che nell’isola è sempre molto amato

di Andrea Govin­da Tusa

2 Novembre 2019. Volo New York-Roma

A qua­si 8 mesi dal dis­as­tro, io e mio fratel­lo tor­ni­amo da un breve, ma inten­sis­si­mo e impeg­na­ti­vo sog­giorno negli Sta­ti Uni­ti. Abbi­amo pas­sato 5 giorni a Wash­ing­ton, per parte­ci­pare a una serie di meet­ing pub­bli­ci e pri­vati molto impor­tan­ti.

Siamo sta­ti invi­tati dai gen­i­tori di una ragaz­za amer­i­cana che ha per­so la vita nel­lo stes­so volo di mio padre in Etiopia a mar­zo. Ques­ta famiglia di amer­i­cani, insieme ad altri famil­iari delle vit­time, ha cos­ti­tu­ito una ONG, “ET302 Fam­i­lies”, che ha diver­si impor­tan­ti obi­et­tivi. Intan­to aiutare in vari modi i par­en­ti delle vit­time del­la trage­dia. Fare pres­sione sul­la polit­i­ca, fare comu­ni­cazione e advo­ca­cy, per cer­care di mod­i­fi­care le leg­gi sul con­trol­lo degli aero­mo­bili civili ai fini di un mag­giore liv­el­lo di sicurez­za, affid­abil­ità e trasparen­za. Inoltre, ind­i­riz­zare e gestire un fon­do mes­so a dis­po­sizione dal­la Boe­ing per aiutare la comu­nità di abi­tan­ti etiopi del­la zona col­pi­ta dal dis­as­tro, ren­dere acces­si­bile il sito, costru­en­do strade e infra­strut­ture (il sito si tro­va in aper­ta cam­pagna), e costru­ire un memo­ri­ale sul luo­go del­l’im­pat­to.

Appe­na rice­vu­to l’in­vi­to, ho subito accetta­to, spin­to da vari sen­ti­men­ti e moti­vazioni, ma soprat­tut­to dal dovere di rac­con­tare anche oltre­o­ceano chi era mio padre, l’im­por­tan­za che ave­va per noi figli, ma anche per la nos­tra comu­nità e la nos­tra ter­ra. Inoltre, sono anda­to con­vin­to che di fronte a una trage­dia così grande, che ha dis­trut­to e scon­volto le nos­tre vite, non si può stare zit­ti e immo­bili.

Ogni giorno, a dif­feren­za che in Italia, negli USA i media par­lano con­tin­u­a­mente di questo even­to, inser­i­to in un caso molto più grande e inter­nazionale, che vede al cen­tro dei riflet­tori una guer­ra tra la Boe­ing e altri colos­si mon­di­ali del­l’avi­azione. Ogni giorno emer­gono sem­pre nuove prove sul­la pre­sunte respon­s­abil­ità di Boe­ing, ma anche di altri sogget­ti, rispet­to alle cause dei due tragi­ci even­ti nei quali han­no per­so la vita 376 per­sone (in Indone­sia e poi in Etiopia).

Per rac­con­tare la vita e la car­ri­era di mio padre e dei suoi gen­i­tori non basterebbe una vita intera. Mio padre nasce nel 1952. I suoi gen­i­tori (i miei non­ni) era­no degli impor­tan­ti arche­olo­gi. Mio non­no fu un impor­tante arche­ol­o­go sicil­iano, ricorda­to per aver por­ta­to alla luce, tute­la­to, val­oriz­za­to e gesti­to molti siti arche­o­logi­ci in Sicil­ia.

Mio non­no veni­va da una famiglia di con­ta­di­ni, che ges­ti­va un grande feu­do di pro­pri­età di un nobile sen­a­tore del Reg­no d’I­talia. Con i loro stu­di, i loro scavi, le loro scop­erte, mio non­no e mio padre dopo, con­tribuirono a ren­dere famosa la Sicil­ia nel mon­do.

Mio non­no fu un grande arche­ol­o­go e intel­let­tuale. Inoltre in tut­ta la sua vita fu atti­vo politi­ca­mente, dap­pri­ma come antifascista, poi come mil­i­tante del Par­ti­to Comu­nista. Mia non­na era un’im­por­tante numis­mat­i­ca (esper­ta di mon­ete antiche).

Mio padre dunque nacque e crebbe in un ambi­ente molto par­ti­co­lare, ric­co di intel­let­tuali, ma anche di per­son­ag­gi di rilie­vo dal pun­to di vista politi­co e sociale. Fu un grande arche­ol­o­go preis­tori­co, ori­en­tal­ista, sub­ac­queo. È ricorda­to per tante scop­erte e imp­rese, non solo in cam­po arche­o­logi­co ma anche per la con­ser­vazione, la ges­tione e la tutela dei beni cul­tur­ali. Fu diverse volte sovrin­ten­dente. A lui si deve l’ideazione e la creazione del­la Sovrin­ten­den­za del Mare. È autore di cir­ca 700 pub­bli­cazioni sci­en­ti­fiche e divul­ga­tive. Da cir­ca un anno era sta­to chiam­a­to dal Pres­i­dente del­la Regione a rico­prire il ruo­lo di Asses­sore Regionale dei Beni Cul­tur­ali e del­l’I­den­tità Sicil­iana.

Non abbi­amo prati­ca­mente avu­to né il tem­po né la pos­si­bil­ità di pianger­lo come avrem­mo volu­to. La trage­dia ha infat­ti provo­ca­to un effet­to domi­no, un’on­da di guai e prob­le­mi eco­nomi­ci e pat­ri­mo­ni­ali, che ci sono piom­bati addos­so come macig­ni. Mio padre era il per­no di tut­to, ges­ti­va e sostene­va eco­nomi­ca­mente la famiglia. Purtrop­po è anda­to via in un momen­to car­dine. Ha las­ci­a­to troppe cose in sospe­so, sia nel suo lavoro, sia per la famiglia. Sta­va facen­do tante cose per noi figli e tante altre ne avrebbe volu­to real­iz­zare. Ripete­va spes­so che, sebbene fos­se sod­dis­fat­to del­la sua car­ri­era, l’u­ni­ca sua pre­oc­cu­pazione erava­mo noi. Avrebbe volu­to cioè ved­er­ci “sis­temati” da un pun­to di vista eco­nom­i­co e famil­iare (casa, lavoro, famiglia, indipen­den­za eco­nom­i­ca).

Io ho inizia­to da un anno un dot­tora­to con l’u­ni­ver­sità di Paler­mo, per svol­gere la mia ricer­ca in scien­ze del pat­ri­mo­nio cul­tur­ale (sono lau­re­ato in Antropolo­gia e Scien­ze Sociali). Mio fratel­lo ha un dot­tora­to in Arche­olo­gia, ma da cir­ca due anni ave­va deciso di trasferir­si a Lon­dra, e lavo­rare nel­la ris­torazione. Adesso si è rista­bil­i­to in Sicil­ia, per­ché c’è bisog­no anche del suo aiu­to per far fronte ai vari prob­le­mi che ci ha causato ques­ta trage­dia e che anco­ra dopo tut­ti questi mesi sono ben lon­tani dal­l’essere risolti.

È dif­fi­cile immag­inare quan­to dolore e quan­ta rab­bia ci ha causato questo even­to. È dif­fi­cile immag­inare come ci sen­ti­amo. Da due anni ormai mio padre ave­va vin­to una lun­ga guer­ra con­tro il can­cro e si sen­ti­va sem­pre prati­ca­mente invin­ci­bile, deter­mi­na­to e con­vin­to delle sue scelte, delle sue azioni.

Da più di due mesi ho deciso depositare una causa a Chica­go per cer­care di avere gius­tizia per l’ingius­ta morte di mio padre. Lo dove­vo a lui, lo devo a me. E questo viag­gio negli USA è sta­to il capi­to­lo di aper­tu­ra di ques­ta dif­fi­cile, ma nec­es­saria mis­sione.