Il rispetto

Il rispetto

12/06/2019 0 Di Michela Silvia

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Par­to dal pre­sup­pos­to che, per me, è man­can­za di rispet­to già se qual­cuno che ha pre­so un impeg­no con me non arri­va pun­tuale e non mi avvisa.
Come io man­co di rispet­to ad una mia ami­ca se le dico “ti chi­amo domani” e invece domani non la chi­amo.

A mag­gior ragione, sen­to man­can­za di rispet­to quan­do leg­go i com­men­ti offen­sivi dei gen­i­tori pro-vac­ci­ni con­tro quel­li no-vac­ci­ni, e allo stes­so modo quan­do leg­go quel­li dei no-vac­ci­ni con­tro quel­li dei pro-vac­ci­ni. O anco­ra, quan­do leg­go com­men­ti dei pre­cari del­la scuo­la con­tro quel­li appe­na entrati di ruo­lo, che “han­no una lau­rea e pochi anni di espe­rien­za” o che “ma guar­da, entra­no di ruo­lo sen­za neanche una lau­rea”. E così via.
Vedo con­tin­ue lotte, on line e off line, e non mi sono mai spie­ga­ta il moti­vo per cui le per­sone devono scal­dar­si così tan­to di fronte a ques­tioni su cui mai nes­suno rius­cirà ad ottenere la ragione, per­ché la ragione in realtà, non sta da nes­suna parte.

Ci si con­cen­tra su lotte per cui non ne vale la pena, sen­za pen­sare che l’u­ni­ca cosa per cui vale la pena lottare è la pro­pria Famiglia. E basti pen­sare che siamo in un’era in cui pro­prio la Famiglia è quel­la che si dis­trugge più facil­mente.
Mi sem­bra come se lo scopo di questo immen­so mon­do vir­tuale sia met­ter­ci gli uni con­tro gli altri, sen­za met­ter­ci la fac­cia. Ci sono argo­men­ti tabù che ven­gono trat­tati esclu­si­va­mente on line, per­ché al di fuori non si ha il cor­ag­gio di dire ciò che si pen­sa. Ma qui sto andan­do fuori tema.
Forse ci vuole un arti­co­lo a sé.

Il rispet­to, dice­vo.

Ognuno di noi, ogni sin­go­la per­sona, ha in se un vis­su­to che nes­suno potrà mai conoscere fino in fon­do e solo in quel vis­su­to tro­ver­e­mo le risposte alle deci­sioni prese. E quin­di chi siamo noi per giu­di­care la vita altrui?
Chi siamo noi per offend­ere qual­cuno solo per­ché ha det­to qual­cosa che va con­tro il nos­tro pen­siero?
Rispet­ti­amo di più.

E vedremo che, nel momen­to in cui iniziamo a rispettare, ma rispettare sul serio, allo­ra non avre­mo più bisog­no di com­mentare la vita altrui e non avre­mo più bisog­no di giu­di­care in qual­si­asi momen­to ciò che gli altri fan­no, sola­mente per­ché lo fan­no diver­sa­mente da noi.
Con­di­vidi­amo pure i nos­tri pen­sieri, ma sen­za la pre­sun­zione di impor­li, per­ché se sono pen­sieri che van­no bene per la nos­tra vita, non è det­to che vadano bene anche per le altre vite.

Siamo tut­ti diver­si e in questo mon­do c’è spazio per cias­cuno di noi. Regaliamo­ci la lib­ertà di essere feli­ci per ciò che siamo e di essere feli­ci per ciò che gli altri sono. Par­liamo di noi stes­si e delle nos­tre espe­rien­ze, las­cian­do che gli altri par­li­no per se stes­si, così ognuno potrà dire solo ciò che real­mente vuole del­la sua vita.