Un secolo indietro

Un secolo indietro

14/08/2019 0 Di Michela Silvia

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Bru­ci­a­ta viva, men­tre era lega­ta sul let­to. Ave­va 20 anni la ragaz­za con dis­tur­bi psichi­atri­ci ricov­er­a­ta all’ospedale di Berg­amo. Nes­suno l’ha sal­va­ta ieri mat­ti­na e lei non pote­va muover­si per­chè sot­to­pos­ta alla con­tenzione. Ora c’è un’inchi­es­ta e l’au­torità del garante nazionale delle per­sone pri­vate del­la lib­ertà si è cos­ti­tui­ta parte offe­sa.

Siamo nel 2019, eppure ques­ta sto­ria evo­ca quel­la di Anto­nia Bernar­di­ni. Par­liamo del 1974 quan­do è mor­ta dopo quat­tro giorni di ago­nia a causa alle ustioni ripor­tate su tut­to il cor­po, dopo che con un fiammif­ero ha incen­di­a­to il mat­eras­so del let­to del man­i­comio giudiziario fem­minile di Poz­zuoli. Anche lei era lega­ta.
Sti­amo ritor­nan­do indi­etro nel tem­po, azzeran­do tutte le con­quiste fat­te, e non ce ne ren­di­amo con­to. Anche questo è l’en­nes­i­mo seg­nale del decli­no. Sti­amo a pen­sare ai numeri, ciniche alleanze, ci abbassi­amo di qual­ità pur di scon­giu­rare chissà che cosa. Men­tre in realtà ci vor­rebbe più cor­ag­gio, cer­can­do di innalzare la soci­età. Non spro­fon­dan­dosi con essa, pur di inseguire i sondag­gi e gli umori.