Dopo il pezzo di ieri di Laura Boggero sulle contraddizioni e i malfunzionamenti del MEGAF, risponde Francesco Culoma, Direttore Artistico dell’evento
Gentile Laura Boggero,
Pur comprendendo la delusione per l’esito della manifestazione, desidero chiarire pubblicamente alcuni aspetti — già affrontati direttamente con lei, in una telefonata in cui mi sono personalmente scusato per l’errore commesso.
Il disguido relativo alla premiazione della colonna sonora, infatti, è una mia responsabilità diretta: non averla chiamata sul palco è stato un errore dettato dalla concitazione del momento e dalla mia poca esperienza in un ruolo che, quella sera, ha richiesto una tenuta fuori dal comune. Di questo sono sinceramente mortificato.
Il riconoscimento per la miglior colonna sonora assegnato al corto A Chiamata era corretto, ma ho gestito in modo inadeguato la comunicazione pubblica, dimenticando di menzionare il suo nome come coautrice della musica, come da scheda ufficiale. Me ne assumo la piena responsabilità. Il suo contributo sarà correttamente riportato nella pubblicazione conclusiva, insieme ai crediti ufficiali.
La gestione tecnica dei risultati ha avuto delle criticità: tre premi, in particolare, sono stati annunciati in modo errato rispetto agli esiti delle votazioni effettive. È un problema che riconosco apertamente, ed è stato causato da un errore nel processo di importazione dei dati. I risultati reali — completi di punteggi, griglie valutative e verbali della giuria — saranno pubblicati in una relazione tecnica dettagliata, consegnata agli enti promotori e disponibile anche al pubblico. Chiunque vorrà potrà verificarli in modo trasparente.
Durante il percorso organizzativo, alcuni criteri iniziali sono stati aggiornati per consentire una maggiore apertura alle opere pervenute. In particolare:
• il limite massimo di durata è stato esteso da 20 a 30 minuti;
• la finestra temporale per l’anno di realizzazione è stata ampliata, permettendo l’ammissione di opere concluse anche prima di aprile 2024.
Questi aggiornamenti sono stati comunicati nelle fasi successive e applicati in modo equo a tutti i partecipanti.
Nell’articolo si fa riferimento ad alcuni eventi annullati. È corretto segnalare che solo tre appuntamenti, su un calendario molto fitto, non si sono svolti per motivi indipendenti dalla volontà dell’organizzazione:
• uno a causa di una comunicazione errata con l’artista coinvolto, che aveva già dato disponibilità ma poi ci sono stati problemi organizzativi di nostra responsabilità;
• un secondo evento si sarebbe dovuto tenere in un ristorante partner che, pur avendo firmato il contratto per l’8 luglio, ha omesso di avvisarci che l’attività commerciale non aveva ancora effettivamente aperto al pubblico;
• infine, una lezione di mindfulness è stata annullata per un malore improvviso dell’insegnante, trasportato al pronto soccorso poche ore prima dell’evento.
Su decine di appuntamenti previsti, riteniamo che tali imprevisti — pur spiacevoli — siano nell’ordine delle cose in un programma ampio e articolato.
Quella sera sono salito sul palco perché volevo portare a termine il progetto che ho curato con grande impegno, anche a costo di assumermi ogni responsabilità da solo. Ho scelto di gestire personalmente molti aspetti dell’organizzazione — dalla logistica alla comunicazione — e, se da un lato questa scelta ha garantito il completamento del festival, dall’altro ha reso tutto estremamente più complesso. Ne prendo atto e valuterò, in futuro, una distribuzione più sostenibile dei ruoli e dei carichi di lavoro.
Ho cominciato a rispondere alle critiche solo nei giorni successivi, anche perché — come già comunicato a chi di dovere — la sera stessa del festival ho avuto un malore e sono stato trasportato in ospedale. L’intensità dell’impegno ha avuto anche un impatto fisico serio, e lo dico non per cercare giustificazioni, ma per ricordare che dietro un festival ci sono persone, non automatismi.
Accolgo le critiche, anche quelle più dure, quando sono costruttive e stimolano a migliorare. Molte delle osservazioni sollevate saranno infatti elementi utili per crescere, correggere le falle e rafforzare ciò che ha funzionato.
Il festival ha avuto limiti, com’è inevitabile alla prima edizione in una nuova forma, ma ha anche visto impegno sincero, partecipazione attiva, e una volontà reale di creare un luogo di visibilità e confronto per il cinema breve. Risponderemo a tutto, con i documenti alla mano, e continueremo a lavorare perché la prossima edizione sia all’altezza delle aspettative di tutti.
Francesco Culoma
Direttore Artistico MEGAF
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