La Francesca (PD), Lago di Venere: lavori all’altezza del luogo?

La Francesca (PD), Lago di Venere: lavori all’altezza del luogo?

02/11/2026 0 Di Redazione

La Francesca (PD), Lago Specchio di Venere: i lavori pubblici devono essere all’altezza di uno dei tesori più preziosi di Pantelleria che abbiamo il dovere di consegnare alle generazioni future nelle migliori condizioni possibili

Il gran­de cla­mo­re media­ti­co di que­sti ulti­mi gior­ni sui lavo­ri che stan­no inte­res­san­do il Lago “Spec­chio di Vene­re” mi por­ta a una rifles­sio­ne aper­ta, pra­ti­ca e costruttiva.

Il nostro Lago non è sem­pli­ce­men­te una del­le prin­ci­pa­li attra­zio­ni turi­sti­che di Pan­tel­le­ria. È un patri­mo­nio natu­ra­le, pae­sag­gi­sti­co e iden­ti­ta­rio che appar­tie­ne a tut­ta la comu­ni­tà pan­te­sca e che rap­pre­sen­ta, agli occhi dei visi­ta­to­ri, una del­le imma­gi­ni più sug­ge­sti­ve del­la nostra isola.

Pro­prio per que­sto moti­vo, ogni inter­ven­to pub­bli­co rea­liz­za­to in un luo­go così impor­tan­te dovreb­be esse­re accom­pa­gna­to da una par­ti­co­la­re atten­zio­ne alla qua­li­tà dei lavo­ri, alla scel­ta dei mate­ria­li, alla cura dei det­ta­gli e, soprat­tut­to, al rispet­to del­l’am­bien­te circostante.

Spen­de­re risor­se pub­bli­che signi­fi­ca assu­mer­si una respon­sa­bi­li­tà nei con­fron­ti del­la col­let­ti­vi­tà. E que­sta respon­sa­bi­li­tà non si esau­ri­sce con l’af­fi­da­men­to di un appal­to o doma­ni con il taglio di un nastro inau­gu­ra­le. Si misu­ra nel tem­po, attra­ver­so la qua­li­tà del­le ope­re rea­liz­za­te, la loro dura­ta e la capa­ci­tà di rispon­de­re real­men­te alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni e dei visitatori.

Non dob­bia­mo dimen­ti­ca­re che Pan­tel­le­ria ha costrui­to par­te del­la pro­pria attrat­ti­vi­tà pro­prio sul­la straor­di­na­ria bel­lez­za dei suoi luo­ghi, sul­la loro auten­ti­ci­tà e sul­la capa­ci­tà di offri­re un’e­spe­rien­za diver­sa rispet­to ad altre desti­na­zio­ni turi­sti­che. Ma la bel­lez­za, da sola, non basta. Occor­re man­te­ner­la, pro­teg­ger­la e ammi­ni­strar­la con responsabilità.

Per que­sto sareb­be impor­tan­te che ogni ope­ra pub­bli­ca fos­se accom­pa­gna­ta da un’at­ten­ta atti­vi­tà di con­trol­lo, da una dire­zio­ne dei lavo­ri rigo­ro­sa e da una veri­fi­ca pun­tua­le del­la qua­li­tà del­le rea­liz­za­zio­ni. Allo stes­so modo, la manu­ten­zio­ne suc­ces­si­va non dovreb­be esse­re con­si­de­ra­ta un aspet­to secon­da­rio, ma par­te inte­gran­te del­la pro­gram­ma­zio­ne degli interventi.

Il vero obiet­ti­vo non deve esse­re sol­tan­to rea­liz­za­re un’o­pe­ra pub­bli­ca, ma rea­liz­za­re un’o­pe­ra pub­bli­ca fat­ta bene, desti­na­ta a dura­re nel tempo.

Giu­sep­pe La Francesca