Lago di Venere: botta e risposta tra Parco e The Dammuso Circle

Lago di Venere: botta e risposta tra Parco e The Dammuso Circle

31/10/2026 0 Di Francesca Marrucci

La questione lavori al Lago di Venere sta infiammando i social. Tra ieri e oggi, la petizione lanciata da The Dammuso Circle ha alimentato il dibattito. Ecco il botta e risposta tra TDC e il Parco

PETIZIONE TDC – RISPOSTA DIRETTORE PARCO – CONTRORISPOSTA TDC

di Fran­ce­sca Marrucci

Ieri The Dam­mu­so Cir­cle ha lan­cia­to una peti­zio­ne sul­l’i­so­la per ave­re chia­ri­men­ti in meri­to ai avo­ri che si stan­no facen­do al Lago di Vene­re. In que­sti gior­ni, infat­ti, è mon­ta­to un note­vo­le tam tam sui social con post che espri­mo­no pre­oc­cu­pa­zio­ne, indi­gna­zio­ne e rab­bia per i lavo­ri che il Par­co sta facen­do intor­no alla Spec­chio di Venere.

La peti­zio­ne ha rac­col­to in un gior­no qua­si 600 fir­me, ma non man­ca­no le voci che richia­ma­no ad un pro­get­to ampia­men­te pre­sen­ta­to al pub­bli­co al Castel­lo e redat­to da stu­dio­si e ricer­ca­to­ri che han­no esa­mi­na­to il lago per anni. Tra que­sti l’am­bien­ta­li­sta Gio­van­ni Bono­mo, del Cen­tro Giam­por­ca­ro, che invi­ta tut­ti alla cal­ma e a docu­men­tar­si in modo ade­gua­to.  Ieri sera anche il Diret­to­re del Par­co, Car­mi­ne Vita­le, ha inte­so spie­ga­re che non si sta stra­vol­gen­do nul­la e sta­mat­ti­na è arri­va­ta la rispo­sta di The Dam­mu­so Cir­cle al Direttore.

Sia­mo quin­di in gra­do di ripor­tar­vi il bot­ta e rispo­sta pun­to per pun­to. Il nostro gior­na­le non pren­de posi­zio­ne in meri­to alla vicen­da, ma con­ti­nue­rà a dare voce agli atto­ri del­la stessa.

PETIZIONE TDC – RISPOSTA DIRETTORE PARCO – CONTRORISPOSTA TDC

LA PETIZIONE DI THE DAMMUSO CIRCLE

Giù le mani dal Lago di Vene­re! La natu­ra si pro­teg­ge, non si stravolge!

Il Lago Spec­chio di Vene­re è uno dei teso­ri più pre­zio­si di Pan­tel­le­ria. Un luo­go uni­co, sim­bo­lo del­la bel­lez­za natu­ra­le del­l’i­so­la, patri­mo­nio ambien­ta­le e par­te del­la nostra identità.

Oggi que­sta bel­lez­za rischia di esse­re com­pro­mes­sa pro­prio in nome del­la sua tutela.

Recin­zio­ni, stac­cio­na­te, pavi­men­ta­zio­ni e nuo­ve limi­ta­zio­ni alla frui­zio­ne stan­no cam­bian­do il vol­to di un ambien­te natu­ra­le straordinario.

È dav­ve­ro neces­sa­rio tra­sfor­ma­re la natu­ra per proteggerla?

Sia­mo con­vin­ti che la bio­di­ver­si­tà deb­ba esse­re sal­va­guar­da­ta, ma la tute­la ambien­ta­le non può diven­ta­re una giu­sti­fi­ca­zio­ne per inter­ven­ti inva­si­vi e restri­zio­ni non ade­gua­ta­men­te motivate.

Chie­dia­mo con for­za al Par­co Nazio­na­le e alle isti­tu­zio­ni competenti:

La sospen­sio­ne cau­te­la­ti­va degli inter­ven­ti più inva­si­vi, valu­tan­do solu­zio­ni alter­na­ti­ve mag­gior­men­te rispet­to­se del paesaggio.

Una veri­fi­ca tec­ni­ca, pub­bli­ca e indi­pen­den­te del­la con­for­mi­tà dei lavo­ri già ese­gui­ti e in cor­so al pro­get­to ori­gi­na­ria­men­te appro­va­to, alle even­tua­li varian­ti auto­riz­za­te e alle pre­scri­zio­ni ambien­ta­li e paesaggistiche.

La pub­bli­ca­zio­ne inte­gra­le del­la docu­men­ta­zio­ne pro­get­tua­le, del­le auto­riz­za­zio­ni e del­le even­tua­li modi­fi­che, accom­pa­gna­ta da un con­fron­to pub­bli­co con cit­ta­di­ni e associazioni.

La sal­va­guar­dia del­l’ac­ces­si­bi­li­tà e del­la bal­nea­zio­ne, nel­le aree com­pa­ti­bi­li con la pro­te­zio­ne del­l’e­co­si­ste­ma e la sicu­rez­za del­le per­so­ne, chia­ren­do le ragio­ni del­le limi­ta­zio­ni previste.

Non voglia­mo un lago arti­fi­cia­liz­za­to e pro­gres­si­va­men­te sot­trat­to alla comu­ni­tà. Voglia­mo un lago pro­tet­to, rispet­ta­to e vis­su­to responsabilmente.

Que­sta peti­zio­ne è pro­mos­sa da The Dam­mu­so Cir­cle, asso­cia­zio­ne aper­ta a tut­ti colo­ro che han­no a cuo­re Pan­tel­le­ria, il suo patri­mo­nio natu­ra­le, il pae­sag­gio e la qua­li­tà del­la vita sull’isola.

Il Lago di Vene­re non ha biso­gno di esse­re tra­sfor­ma­to per esse­re sal­va­to. Ha biso­gno di esse­re rispettato!

Fir­ma e con­di­vi­di que­sta peti­zio­ne. Fac­cia­mo sen­ti­re la nostra voce!

https://c.org/xRRR8WNTz7

The Dam­mu­so Circle

Lago lavori: varco

Uno dei nuo­vi var­chi del lago

LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL PARCO, CARMINE VITALE

Lavori al Geosito Bagno dell’Acqua/Lago Specchio di Venere: il direttore del Parco fa chiarezza

Di Car­mi­ne Vita­le, Diret­to­re f.f. del Parco

I lavo­ri nel­l’am­bi­to del pro­get­to “Con­ser­va­zio­ne del­la Bio­di­ver­si­tà del lago Bagno dell’Acqua/Specchio di Vene­re” mira­no alla tute­la e alla valo­riz­za­zio­ne del­la bio­di­ver­si­tà di un eco­si­ste­ma uni­co al mon­do, coniu­gan­do la con­ser­va­zio­ne del­la natu­ra con la frui­zio­ne eco­so­ste­ni­bi­le dei visitatori.

Le scel­te pro­get­tua­li adot­ta­te sono il risul­ta­to di diver­si stu­di, ana­li­si e moni­to­rag­gi mul­ti­di­sci­pli­na­ri e set­to­ria­li. L’o­biet­ti­vo è inter­ve­ni­re in manie­ra sar­to­ria­le tra­mi­te tec­ni­che di inge­gne­ria natu­ra­li­sti­ca, infra­strut­tu­re ver­di (stac­cio­na­te e muret­ti) e l’impiego di mate­ria­li eco­com­pa­ti­bi­li per miti­ga­re le cri­ti­ci­tà ambien­ta­li tut­to­ra in atto, pre­ve­ni­re pos­si­bi­li minac­ce futu­re e pro­teg­ge­re e valo­riz­za­re gli hotspot di bio­di­ver­si­tà e geo­di­ver­si­tà presenti.

“Com­pren­do per­fet­ta­men­te la pre­oc­cu­pa­zio­ne di chi oggi vede un can­tie­re aper­to con i lavo­ri di siste­ma­zio­ne in cor­so e del­le novi­tà in una del­le zone più bel­le e sug­ge­sti­ve dell’isola. Tut­to ciò potreb­be susci­ta­re in chi osser­va un for­te impat­to visi­vo. Ten­go tut­ta­via a pre­ci­sa­re che gli inter­ven­ti in atto sono sta­ti ampia­men­te illu­stra­ti e discus­si in più occa­sio­ni, otte­nen­do l’approvazione eco­lo­gi­ca, ambien­ta­le e pae­sag­gi­sti­ca dal Par­co, dal Comu­ne, dal­la Soprin­ten­den­za e dal­la Regio­ne. L’Ente Par­co è la prin­ci­pa­le isti­tu­zio­ne ad ave­re come mis­sio­ne la tute­la degli eco­si­ste­mi natu­ra­li e rura­li. Per miti­ga­re le cri­ti­ci­tà e valo­riz­za­re le risor­se ambien­ta­li nell’ottica del­lo svi­lup­po soste­ni­bi­le e del miglio­ra­men­to del­la qua­li­tà del­la vita del­la comu­ni­tà, l’En­te è impe­gna­to a “fare bene” e non a “distrug­ge­re” — come qual­cu­no affer­ma per man­can­za di cor­ret­ta infor­ma­zio­ne o, tal­vol­ta, per stru­men­ta­liz­za­re a pro­pri fini un even­to. Si trat­ta inve­ce di mor­ti­fi­ca­re qual­co­sa di impor­tan­te e neces­sa­rio per pro­teg­ge­re il lago, che final­men­te si rea­liz­za gra­zie al lavo­ro svi­lup­pa­to negli anni dal Par­co”.

Assemblea  pubblica del 24 Giugno 2024 dove è stato illustrato il progetto presso il Castello

L’Ente Par­co è costan­te­men­te impe­gna­to, attra­ver­so diver­si tec­ni­ci, nel segui­re i lavo­ri ese­gui­ti dal­la Dit­ta Regi­na s.r.l., la qua­le sta mostran­do la mas­si­ma volon­tà di com­ple­tar­li nel modo miglio­re pos­si­bi­le. L’o­biet­ti­vo è far gode­re del­la bel­lez­za del Lago in manie­ra eco­so­ste­ni­bi­le, sapen­do che, final­men­te, que­sto uni­cum bio­lo­gi­co sarà pre­ser­va­to dal­la comu­ni­tà loca­le per le gene­ra­zio­ni futu­re, secon­do le diret­ti­ve, i rego­la­men­ti e le rac­co­man­da­zio­ni del­l’or­di­na­men­to del­l’U­nio­ne Europea.

Per chia­rez­za, fino­ra sono sta­ti ese­gui­ti i seguen­ti interventi:

  • eli­mi­na­zio­ne di spe­cie vege­ta­li invasive;
  • instal­la­zio­ne di leg­gii infor­ma­ti­vi in corten;
  • ripri­sti­no di muret­ti a secco;
  • posa di stac­cio­na­te in legno;
  • rea­liz­za­zio­ne di un pun­to di osser­va­zio­ne dell’avifauna.

Quel­li in fase di com­ple­ta­men­to sono:

  • con­so­li­da­men­to del­la scar­pa­ta a val­le del­la stra­da asfal­ta­ta con pic­co­le ope­re in pie­tra di regi­ma­zio­ne del­le acque e miglio­ra­men­to dell’accessibilità alla riva del lago;
  • con­so­li­da­men­to di due bre­vi trat­ti del­la via­bi­li­tà ster­ra­ta cir­co­stan­te il lago con l’impiego del­la pie­tra locale.

Per pro­teg­ge­re la bio­di­ver­si­tà vege­ta­le loca­le, alcu­ne del­le spe­cie inva­si­ve non carat­te­ri­sti­che di Pan­tel­le­ria, pre­sen­ti in abbon­dan­za, sono sta­te eli­mi­na­te. Ciò ha pur­trop­po pri­va­to alcu­ne zone dell’ombra di cui usu­frui­va­no i frui­to­ri storici,ma in tale con­te­sto eco­lo­gi­co la prio­ri­tà è la con­ser­va­zio­ne del­la bio­di­ver­si­tà e per tale ragio­ne risul­ta­va urgen­te inter­ve­ni­re in manie­ra incisiva.

Sono sta­ti instal­la­ti alcu­ni leg­gii in cor­ten, in linea con la car­tel­lo­ni­sti­ca turi­sti­ca pre­sen­te nel resto dell’isola, per inte­gra­re le infor­ma­zio­ni rela­ti­ve alla bio­di­ver­si­tà e alla geo­di­ver­si­tà del lago e alle rego­le di cor­ret­to comportamento.

Dagli anni ’80 del seco­lo scor­so a oggi, la for­te pres­sio­ne antro­pi­ca ha dan­neg­gia­to i muret­ti ori­gi­na­ri. Nei decen­ni, la vege­ta­zio­ne rara (come il Limo­nium) si è adat­ta­ta avvol­gen­do le pie­tre crol­la­te, e mol­ti inset­ti pro­tet­ti dal­la Diret­ti­va Habi­tat han­no tro­va­to rifu­gio pro­prio sot­to que­sti mas­si. Rico­strui­re i muret­ti ovun­que avreb­be signi­fi­ca­to distrug­ge­re que­sti micro-eco­si­ste­mi e sra­di­ca­re tali pian­te rare. Per­tan­to, i muret­ti diru­ti sono sta­ti ripri­sti­na­ti e ricom­po­sti solo lad­do­ve emer­ge­va­no chia­ra­men­te quel­li “anti­chi” o dove la posa del­le fon­da­zio­ni non inter­fe­ri­va in alcun modo con l’habitat circostante.

Varco di accesso all’area fruibile prossima alla riva del lago

Le stac­cio­na­te, inve­ce, sono sta­te instal­la­te solo lad­do­ve non è sta­to pos­si­bi­le inter­ve­ni­re sui muret­ti esi­sten­ti o rea­liz­zar­ne di nuo­vi. Esse rap­pre­sen­ta­no infra­strut­tu­re ver­di, leg­ge­re e rever­si­bi­li: sicu­ra­men­te meno rap­pre­sen­ta­ti­ve del pae­sag­gio pan­te­sco, ma indi­spen­sa­bi­li in tale con­te­sto eco­lo­gi­co per impe­di­re il cal­pe­stio nel­le aree pro­tet­te. La sem­pli­ce car­tel­lo­ni­sti­ca e le indi­ca­zio­ni del­le gui­de non sono infat­ti basta­te, in que­sti anni, a fer­ma­re gli acces­si costan­ti pra­ti­ca­ti dai visitatori.

Le stac­cio­na­te instal­la­te — alle qua­li saran­no aggiun­ti pic­co­li car­tel­li con l’in­di­ca­zio­ne “Habi­tat pro­tet­to, non oltre­pas­sa­re” — han­no il com­pi­to di deli­mi­ta­re il per­cor­so lun­go il lago. Que­sto trac­cia­to dovrà esse­re rispet­ta­to per evi­ta­re inter­fe­ren­ze uma­ne sugli habi­tat esi­sten­ti, sul­la flo­ra e sul­la fau­na, pro­teg­gen­do­li dal degra­do. Al contempo,serve a garan­ti­re le con­di­zio­ni di sicu­rez­za dei frui­to­ri: si ricor­da infat­ti che alcu­ne zone som­mer­se e semi­som­mer­se sono occu­pa­te da sedi­men­ti sof­fi­ci mol­to com­pres­si­bi­li che crea­no note­vo­li dif­fi­col­tà ai bagnan­ti, oltre alla pre­sen­za di fre­quen­ti emis­sio­ni gas­so­se natu­ra­li che ren­do­no l’a­ria insalubre.

Tale dis­sua­so­re, costi­tui­to da stac­cio­na­te in legno e non da muret­ti a sec­co (poi­ché il con­te­sto eco­lo­gi­co risul­ta incom­pa­ti­bi­le con la loro com­ple­ta rico­stru­zio­ne), è inter­rot­to da var­chi pedo­na­li in cor­ri­spon­den­za del­le zone con­si­de­ra­te ido­nee alla frui­zio­ne del­la riva. I var­chi sono sta­ti dispo­sti in modo da garan­ti­re l’accessibilità anche alle per­so­ne fra­gi­li, miglio­ran­do il rag­giun­gi­men­to dell’acqua attra­ver­so pic­co­le ram­pe di acces­so in pie­tra nei pun­ti del­la via­bi­li­tà più vici­ni alla riva.

Il ruscel­la­men­to del­le acque pio­va­ne è sta­to regi­ma­to crean­do pic­co­le zone di dre­nag­gio in pie­tra (mate­ras­si dre­nan­ti). Ciò con­sen­te la decan­ta­zio­ne del suo­lo ero­so tra­spor­ta­to dal­le acque dai ter­raz­za­men­ti e dai ver­san­ti cir­co­stan­ti, garan­ten­do che le acque ven­ga­no dre­na­te nel lago depu­ra­te dal sedi­men­to ed evi­tan­do così il len­to e costan­te feno­me­no di inter­ri­men­to in atto.

La scar­pa­ta a val­le del­la stra­da asfal­ta­ta neces­si­ta­va di un inter­ven­to di con­so­li­da­men­to a cau­sa di crol­li pun­tua­li e sci­vo­la­men­ti in più pun­ti. Tali cedi­men­ti pro­du­ce­va­no insta­bi­li­tà idro­geo­lo­gi­ca e l’ac­cu­mu­lo di detri­to pre­va­len­te­men­te sab­bio­so alla base, che si aggiun­ge­va a quel­lo dila­va­to dal­le acque di scor­ri­men­to super­fi­cia­le duran­te le inten­se piog­ge. Que­sto sedi­men­to pro­ve­ni­va sia dal­la stra­da che costeg­gia il costo­ne, sia dal trat­to del sen­tie­ro CAI 972 (che col­le­ga il pun­to pano­ra­mi­co col­lo­ca­to sul tor­nan­te adia­cen­te all’area archeo­lo­gi­ca e con­du­ce al lago).

La solu­zio­ne pro­get­tua­le ha accol­to le segna­la­zio­ni dei cit­ta­di­ni: si sono riu­ti­liz­za­ti i mas­si abban­do­na­ti dall’uomo lun­go la riva del lago in pros­si­mi­tà del­la scar­pa­ta, addos­san­do­li a essa. A mon­te è sta­to rea­liz­za­to un oppor­tu­no dre­nag­gio, men­tre a val­le, in cor­ri­spon­den­za dei cumu­li di sab­bia in due pun­ti spe­ci­fi­ci, è sta­ta crea­ta una cana­let­ta in pie­tra per con­te­ne­re il sedi­men­to in arri­vo. In tale occa­sio­ne ver­rà rimos­so il depo­si­to accu­mu­la­to­si negli anni per evi­tar­ne la migra­zio­ne ver­so il fon­do del lago, miti­gan­do così il pro­ces­so di inter­ri­men­to. Inol­tre, si potrà per­cor­re­re con mag­gio­re sicu­rez­za il trat­to stra­da­le asfal­ta­to che col­le­ga il par­cheg­gio, l’infopoint e la ciclo­sta­zio­ne all’area frui­bi­le, cam­mi­nan­do al di sopra dell’opera affian­ca­ta alla sede stradale.

È in cor­so di rea­liz­za­zio­ne anche il con­so­li­da­men­to di due bre­vi trat­ti del­la via­bi­li­tà ster­ra­ta par­ti­co­lar­men­te pro­ble­ma­ti­ci, median­te la posa di pie­tra loca­le. I fre­quen­ti cedi­men­ti e defor­ma­zio­ni che si veri­fi­ca­va­no in occa­sio­ne del­le piog­ge crea­va­no note­vo­li disa­gi al tran­si­to sia pedo­na­le che vei­co­la­re, gene­ran­do nume­ro­se segna­la­zio­ni da par­te degli abi­tan­ti del luo­go. Que­sto inter­ven­to con­sen­ti­rà a resi­den­ti, lavo­ra­to­ri, ospi­ti, mez­zi agri­co­li, camion per l’approvvigionamento dell’acqua e mez­zi di soc­cor­so antin­cen­dio (AIB) di tran­si­ta­re in modo sicuro.

Saran­no garan­ti­te, come sem­pre, ampie aree di libe­ra frui­zio­ne e di acces­so alla riva nel­le zone che pre­sen­ta­no tale voca­zio­ne. Il tut­to nell’ottica di un turi­smo soste­ni­bi­le, coe­ren­te con la Car­ta Euro­pea del Turi­smo Soste­ni­bi­le nel­le Aree Pro­tet­te pro­mos­sa da Euro­parc, che ha con­fer­ma­to il rico­no­sci­men­to al Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pan­tel­le­ria per il lavo­ro svol­to sull’isola e, in modo par­ti­co­la­re, pres­so il Geo­si­to Bagno dell’Acqua / Spec­chio di Venere.

Punto di osservazione dell’avifauna

I lavo­ri riguar­dan­ti la “rea­liz­za­zio­ne di un nuo­vo elet­tro­ca­vi­dot­to in Bas­sa Ten­sio­ne e sosti­tu­zio­ne di elet­tro­ca­vi­dot­to esi­sten­te in loca­li­tà Lago” sono sta­ti rea­liz­za­ti da SMEDE S.p.A. Pan­tel­le­ria per con­sen­ti­re ai pro­prie­ta­ri di allac­ciar­si alla rete elettrica.

Il Pre­si­den­te Cuc­ci ha chie­sto di orga­niz­za­re un sopral­luo­go con la comu­ni­tà al com­ple­ta­men­to dei lavo­ri, pre­vi­sto entro il pros­si­mo mese di novem­bre, per illu­stra­re le ope­re realizzate.

Lago lavori Osservazione Avifauna

Lavo­ri lago: il pun­to di osser­va­zio­ne dell’avifauna

LA CONTRO RISPOSTA DI THE DAMMUSO CIRCLE

Lago di Venere: tutelare non significa necessariamente trasformare

The Dam­mu­so Cir­cle inter­vie­ne sul­le dichia­ra­zio­ni del­la Dire­zio­ne del Par­co Nazionale.

Abbia­mo let­to con atten­zio­ne le spie­ga­zio­ni for­ni­te dal diret­to­re facen­te fun­zio­ni del Par­co Nazio­na­le sugli inter­ven­ti in cor­so al Lago di Venere.

Nes­su­no met­te in discus­sio­ne la neces­si­tà di pro­teg­ge­re un eco­si­ste­ma tan­to pre­zio­so e deli­ca­to. Ma cre­dia­mo che sia altret­tan­to legit­ti­mo inter­ro­gar­si sul­la natu­ra, sul­la pro­por­zio­na­li­tà e sul­l’im­pat­to pae­sag­gi­sti­co del­le ope­re realizzate.

Stac­cio­na­te, pavi­men­ta­zio­ni, deli­mi­ta­zio­ni e nuo­ve strut­tu­re stan­no modi­fi­can­do l’a­spet­to di uno dei luo­ghi più straor­di­na­ri di Pan­tel­le­ria. Che que­sti inter­ven­ti sia­no sta­ti auto­riz­za­ti non esclu­de il dirit­to dei cit­ta­di­ni di discu­ter­ne l’opportunità.

Non con­di­vi­dia­mo, per­tan­to, che le pre­oc­cu­pa­zio­ni mani­fe­sta­te da tan­ti pan­te­schi pos­sa­no esse­re ricon­dot­te a disin­for­ma­zio­ne o stru­men­ta­liz­za­zio­ne. Il dis­sen­so rispet­to a una scel­ta pro­get­tua­le non è igno­ran­za e non è osti­li­tà ver­so la tute­la ambientale.

Il Lago di Vene­re non è sol­tan­to un patri­mo­nio natu­ra­li­sti­co o una desti­na­zio­ne turi­sti­ca. È un luo­go pro­fon­da­men­te lega­to alla vita del­l’i­so­la: qui gene­ra­zio­ni di pan­te­schi han­no pas­seg­gia­to, cor­so, fat­to il bagno e con­di­vi­so momen­ti di vita col­let­ti­va. Un tem­po vi si svol­ge­va per­si­no la tra­di­zio­na­le cor­sa degli asini.

È anche que­sta memo­ria, insie­me alla bio­di­ver­si­tà, che meri­ta di esse­re salvaguardata.

Dal­la docu­men­ta­zio­ne dispo­ni­bi­le risul­ta che il pro­get­to sia sta­to illu­stra­to pub­bli­ca­men­te il 28 giu­gno 2024, duran­te un incon­tro al qua­le era pre­sen­te anche l’as­ses­so­re comu­na­le Mas­si­mo Bonì. Il Comu­ne, dun­que, era a cono­scen­za del­l’i­ni­zia­ti­va e ha par­te­ci­pa­to al per­cor­so istituzionale.

Sareb­be uti­le cono­sce­re anche gli estre­mi degli even­tua­li atti con cui l’Am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le ha espres­so il pro­prio assen­so al pro­get­to e alle ope­re previste.

C’è infi­ne una que­stio­ne di meto­do. Il Par­co annun­cia la dispo­ni­bi­li­tà a un sopral­luo­go pub­bli­co dopo la con­clu­sio­ne dei lavo­ri. Ma qua­le uti­li­tà può ave­re un con­fron­to quan­do le scel­te sono già sta­te rea­liz­za­te e potreb­be­ro risul­ta­re dif­fi­cil­men­te reversibili?

Chie­dia­mo che que­sto con­fron­to ven­ga anti­ci­pa­to, ren­den­do dispo­ni­bi­li ai cit­ta­di­ni il pro­get­to appro­va­to, le auto­riz­za­zio­ni e le moti­va­zio­ni tec­ni­che del­le solu­zio­ni adottate.

Il Par­co ha cer­ta­men­te il com­pi­to di pro­teg­ge­re l’am­bien­te. Ma la tute­la di un ter­ri­to­rio così spe­cia­le dovreb­be esse­re costrui­ta anche attra­ver­so l’a­scol­to e il coin­vol­gi­men­to del­la comu­ni­tà che lo vive.

Il Lago di Vene­re non ha biso­gno di esse­re addo­me­sti­ca­to. Ha biso­gno di esse­re custo­di­to, rispet­ta­to e con­se­gna­to alle pros­si­me gene­ra­zio­ni sen­za per­de­re la pro­pria identità.

The Dam­mu­so Circle