NYC Marathon: super Ferrante in top 100, Pantelleria esulta
03/11/2026Trionfo siciliano alla TCS New York City Marathon: super Ferrante in top 100, Pantelleria esulta
di Francesca Marrucci
La TCS New York City Marathon regala grandi emozioni e pagine di sport indimenticabili tinte di siciliano. Sulla mitica e affascinante linea del traguardo della Grande Mela brillano le prestazioni degli atleti isolani, guidati da uno straordinario Dario Pietro Ferrante.
L’impresa di Dario Pietro Ferrante
Il ventisettenne portacolori dell’Universitas Palermo e originario di Pantelleria ha chiuso la sua prova con un tempo eccezionale di 2h28’36, guadagnandosi l’89° posto assoluto al traguardo. Nella rassegna newyorkese, Ferrante si è laureato terzo degli italiani (preceduto da Crippa e dal trentottenne Michele Lazzaroni, quest’ultimo ottantaduesimo in 2h28’08) e primo dei siciliani, conquistandosi a pieno titolo una prestigiosa menzione d’onore tra i migliori interpreti della maratona.
Al termine della fatica, l’atleta pantesco ha condiviso tutta la sua emozione descrivendo l’intensità del percorso:
“La sveglia alle 4, l’alba a Fort Wadsworth, l’attesa gelata, la partenza dal Verrazzano, il tifo incessante del Queens, il tostissimo Queensboro Bridge, l’urlo assordante di Manhattan, il veloce passaggio nel Bronx, il rientro a Manhattan, l’infinita salita della Fifth Avenue, l’ingresso a Central Park, l’arrivo passando da Columbus Circle.”
“In poche parole: la Maratona, l’esperienza, più bella ed iconica che un runner possa vivere. Ti ho sognata, ti ho corsa, non vedo l’ora di correrti nuovamente. Grazie TCS New York City Marathon.”
A impreziosire la giornata è arrivato anche il caloroso commento di un volontario lungo il tracciato: “2 Hour and 28 minutes in NYC Marathon is not bad, man”. Un giudizio pienamente condiviso da Ferrante, che ha aggiunto: “Sono d’accordo con lui, maratona tanto meravigliosa quanto dura. Per ora vi dico solo che sono felice, soddisfatto ed estasiato dalla bellezza della Grande Mela e della sua gente”.

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
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