L’ARMA DEI CARABINIERI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: I DATI DEL 2020

L’ARMA DEI CARABINIERI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE: I DATI DEL 2020

25/11/2021 0 Di Redazione

L’ARMA DEI CARABINIERI CONTRO LA VIOLENZA SULLE DONNE

Nel 2020, per reati di violenza sessuale, l’attività istituzionale condotta ha consentito di trarre in arresto 935 persone, mentre nei primi dieci mesi del 2021, gli arresti sono stati 858

Sem­pre mag­gio­re è l’impegno che anno dopo anno l’Arma dei Cara­bi­nie­ri pone nel con­tra­sto a tut­ti quei com­por­ta­men­ti che ledo­no le don­ne fisi­ca­men­te, psi­co­lo­gi­ca­men­te e nel­la loro digni­tà. In occa­sio­ne del­la Gior­na­ta inter­na­zio­na­le per l’e­li­mi­na­zio­ne del­la vio­len­za con­tro le don­ne l’Arma vuo­le sot­to­li­nea­re il pro­prio quo­ti­dia­no agi­re con una serie di sim­bo­li­che ini­zia­ti­ve che aiu­ti­no tut­te le don­ne, ed in par­ti­co­la­re quel­le che vivo­no momen­ti di dif­fi­col­tà, a com­pren­de­re che il pri­mo pas­so per tor­na­re libe­re dal­le vio­len­ze è quel­la di denun­cia­re. Uomi­ni e don­ne insie­me all’Arma dei Cara­bi­nie­ri sono gli atto­ri prin­ci­pa­li per poter vin­ce­re que­sta bat­ta­glia, che sem­pre più inci­de e si insi­nua nel­la nostra società.

L’obiettivo è quel­lo di dimi­nui­re il nume­ro dei rea­ti som­mer­si, ovve­ro tut­ti quei com­por­ta­men­ti per­se­gui­bi­li che ledo­no le don­ne e che, con­cre­tiz­zan­do­si mol­to spes­so all’interno del­le mura dome­sti­che, sono dif­fi­cil­men­te indi­vi­dua­bi­li. Tale feno­me­no, aggra­va­to­si nel perio­do di “con­vi­ven­za for­za­ta”, con­se­guen­te alla dif­fu­sio­ne del Covid-19, è sta­to defi­ni­to dal­le Nazio­ni Uni­te una secon­da “pan­de­mia nell’ombra”.

Il signi­fi­ca­to del­la cam­pa­gna di sen­si­bi­liz­za­zio­ne (in alle­ga­to) avvia­ta anche sul web ed i social, le nume­ro­se caser­me illu­mi­na­te di aran­cio­ne in ade­sio­ne al pro­get­to “Oran­ge the World”, sono alcu­ni segna­li tan­gi­bi­li dell’assoluta atten­zio­ne e prio­ri­tà dell’Arma a invo­glia­re le don­ne vit­ti­me di vio­len­ze a denun­cia­re. Il suc­ces­so isti­tu­zio­na­le è quel­lo di dare corag­gio alle vit­ti­me, che si vedo­no imbri­glia­te in situa­zio­ni appa­ren­te­men­te sen­za uscita.

Gli stru­men­ti spe­ci­fi­ci di cui si è dota­ta la Bene­me­ri­ta e su cui può fare affi­da­men­to chi gli si rivol­ge, sono vari. A par­ti­re dal­la Sezio­ne Atti Per­se­cu­to­ri – col­lo­ca­ta nell’ambito del Rag­grup­pa­men­to Cara­bi­nie­ri Inve­sti­ga­zio­ni Scien­ti­fi­che – e che da oltre die­ci anni svol­ge atti­vi­tà di stu­dio e ana­li­si del feno­me­no, ela­bo­ran­do valu­ta­zio­ni sui “fat­to­ri di rischio” in favo­re dei repar­ti ope­ran­ti, e pro­gram­mi di for­ma­zio­ne del personale.

Tra i vari sup­por­ti for­ni­ti dal Repar­to tro­via­mo il “pron­tua­rio ope­ra­ti­vo”, un impor­tan­te docu­men­to rie­pi­lo­ga­ti­vo del­le miglio­ri pra­ti­che adot­ta­te nel­la gestio­ne dei casi, e i cor­si basi­ci e spe­cia­li­sti­ci sul tema del­lo stal­king, a favo­re di Uffi­cia­li dell’Arma in ser­vi­zio pres­so i repar­ti inve­sti­ga­ti­vi, non­ché di tut­ti i Coman­dan­ti di Com­pa­gnia, Tenen­za e Stazione.

A que­sto si aggiun­ge, sin dal 2014, la “Rete nazio­na­le di moni­to­rag­gio sul feno­me­no del­la vio­len­za di gene­re”, strut­tu­ra­ta su uffi­cia­li di poli­zia giu­di­zia­ria – Mare­scial­li e Bri­ga­die­ri – inse­ri­ti nell’ambito del­le arti­co­la­zio­ni inve­sti­ga­ti­ve ter­ri­to­ria­li e for­ma­ti pres­so l’Istituto Supe­rio­re di Tec­ni­che Inve­sti­ga­ti­ve, con spe­ci­fi­ci cor­si. Ad oggi ne sono sta­ti svol­ti com­ples­si­va­men­te 19, che han­no con­sen­ti­to di for­ma­re oltre 400 uni­tà, ope­ran­ti sul ter­ri­to­rio nazionale.

Inol­tre il 25 novem­bre 2016, in occa­sio­ne del­la Gior­na­ta Inter­na­zio­na­le con­tro la Vio­len­za sul­le Don­ne, è sta­to sot­to­scrit­to un ulte­rio­re Accor­do tra i Mini­stri del­la Dife­sa e per le Pari Oppor­tu­ni­tà, cui è segui­to il rin­no­vo del­la col­la­bo­ra­zio­ne tra il D.P.O. e l’Arma che ha por­ta­to la Sezio­ne Atti Per­se­cu­to­ri allo svi­lup­po di atti­vi­tà di ricer­ca e ana­li­si, alla for­ma­zio­ne del per­so­na­le del­la Pre­si­den­za del Con­si­glio dei Mini­stri e degli ope­ra­to­ri del nume­ro di pub­bli­ca uti­li­tà “1522”, non­ché a svol­ge­re atti­vi­tà di sen­si­bi­liz­za­zio­ne in favo­re del­le scuo­le, attra­ver­so un ciclo di 40 gior­na­te di edu­ca­zio­ne. Inol­tre su richie­sta del D.P.O. è sta­ta effet­tua­ta la map­pa­tu­ra dei Cen­tri Anti­vio­len­za pre­sen­ti sul ter­ri­to­rio nazio­na­le, al fine di veri­fi­ca­re l’effettiva esi­sten­za ed ope­ra­ti­vi­tà del­le strut­tu­re atti­ve nell’ambito dell’assistenza alle vittime.

L’Arma ha anche col­la­bo­ra­to, qua­le rap­pre­sen­tan­te del Mini­ste­ro del­la Difesa:

- al Tavo­lo Inter­mi­ni­ste­ria­le, isti­tui­to nel 2013, per l’elaborazione del “Pia­no d’azione straor­di­na­rio con­tro la vio­len­za ses­sua­le e di gene­re”, adot­ta­to nel luglio 2015 dal­la P .C.M.;

- all’Osservatorio Nazio­na­le sul­la vio­len­za, i cui lavo­ri han­no por­ta­to alla reda­zio­ne del

“Pia­no Stra­te­gi­co Nazio­na­le sul­la vio­len­za maschi­le con­tro le don­ne (2017–2020)”, appro­va­to nel­la riu­nio­ne del Con­si­glio dei Mini­stri del 23 novem­bre 2017, e del­le “Linee gui­da nazio­na­li per le azien­de sani­ta­rie e ospe­da­lie­re in tema di soc­cor­so e assi­sten­za socio – sani­ta­ria” alle don­ne vit­ti­me di vio­len­za, adot­ta­te con D.P.C.M. del 24 novem­bre 2017.

Sul pia­no del­le col­la­bo­ra­zio­ni inte­ri­sti­tu­zio­na­li, sul ter­ri­to­rio nazio­na­le sono sta­te sigla­te nume­ro­se inte­se tra Pro­cu­re del­la Repub­bli­ca, Pre­fet­tu­re, For­ze di poli­zia, Ospe­da­li e Cen­tri anti­vio­len­za, che vedo­no tut­te la par­te­ci­pa­zio­ne dell’Arma.

Si sot­to­li­nea inol­tre il pro­get­to avvia­to con Sorop­ti­mi­st Inter­na­tio­nal d’Italia, deno­mi­na­to “Una stan­za tut­ta per sé”, con­si­sten­te nell’allestimento, all’interno di Caser­me dell’Arma, di loca­li ido­nei all’ascolto pro­tet­to di don­ne vit­ti­me di vio­len­za. Un pro­get­to che ha con­sen­ti­to di alle­sti­re ad oggi cir­ca 150 stan­ze su tut­to il ter­ri­to­rio nazio­na­le che per­met­to­no ogni gior­no di acco­glie­re in un ambien­te con­for­te­vo­le e meno “isti­tu­zio­na­le” le vit­ti­me di abu­si. Inol­tre Sorop­ti­mi­st, ha for­ni­to all’Arma 33 kit per la video­re­gi­stra­zio­ne ad altret­tan­ti Coman­di, da uti­liz­za­re nel­le fasi di rice­zio­ne del­le que­re­le o nel­le atti­vi­tà di escus­sio­ne. Pro­prio nel­la gior­na­ta del 25 novem­bre 2021 vie­ne inau­gu­ra­ta pres­so il Nucleo Inve­sti­ga­ti­vo di Roma un’altra “Stan­za tut­ta per se”, che sarà d’ausilio per le nume­ro­se don­ne del­la Capi­ta­le, vit­ti­me di abusi.

L’8 gen­na­io scor­so è sta­to anche sigla­to un pro­to­col­lo d’intesa con l’Associazione “Vite sen­za Pau­ra”, pre­sie­du­ta da Maria Gra­zia Cuci­not­ta ed impe­gna­ta sul ter­ri­to­rio a sup­por­to del­le vit­ti­me di vio­len­za di gene­re, per lo svi­lup­po di ini­zia­ti­ve con­giun­te vol­te a raf­for­za­re le azio­ni di pre­ven­zio­ne e repres­sio­ne del fenomeno.

Non ulti­mo in con­co­mi­tan­za del­la cele­bra­zio­ne di oggi si svol­ge­rà pres­so la Scuo­la Uffi­cia­li Cara­bi­nie­ri il pri­mo semi­na­rio, con il coin­vol­gi­men­to di 100 mili­ta­ri appar­te­nen­ti alla “Rete nazio­na­le di moni­to­rag­gio”, che ha l’obiettivo di for­ni­re spe­ci­fi­ci ele­men­ti di psi­co­lo­gia com­por­ta­men­ta­le per miglio­ra­re le capa­ci­tà di inte­ra­zio­ne con le vit­ti­me vul­ne­ra­bi­li, sia nel pri­mo con­tat­to in situa­zio­ni di emer­gen­za, sia nel suc­ces­si­vo per­cor­so di for­ma­liz­za­zio­ne del­la denun­cia. Que­sto è il pri­mo di una serie che sca­tu­ri­sce da un accor­do ope­ra­ti­vo con il Con­si­glio Nazio­na­le dell’Ordine degli Psi­co­lo­gi (CNOP) sot­to­scrit­to lo scor­so 17 novem­bre 2021.

Infi­ne, l’Arma ha par­te­ci­pa­to con la Poli­zia di Sta­to alla rea­liz­za­zio­ne del siste­ma “Scu­do”, una ban­ca dati dedi­ca­ta, vol­ta a for­ni­re agli ope­ra­to­ri, nell’immediatezza degli inter­ven­ti, un qua­dro infor­ma­ti­vo com­ple­to su even­ti pre­gres­si e sog­get­ti coinvolti.

Tut­ti i mili­ta­ri dell’Arma, in manie­ra empa­ti­ca e gra­zie agli stru­men­ti in pos­ses­so sono quo­ti­dia­na­men­te impe­gna­ti a for­ni­re corag­gio a tut­te quel­le don­ne che si tro­va­no in dif­fi­col­tà, cer­can­do di tra­smet­te­re loro la con­sa­pe­vo­lez­za che insie­me si può usci­re da situa­zio­ni di violenza.

Quan­to sopra è, pri­ma di tut­to, fina­liz­za­to ad evi­ta­re che si veri­fi­chi­no ulte­rio­ri “fem­mi­ni­ci­di”, ovve­ro sia l’omicidio avve­nu­to in pre­sen­za di una con­dot­ta e/o volon­tà “discri­mi­na­to­ria” da par­te dell’autore del rea­to (maschio) nei con­fron­ti del­la vit­ti­ma (fem­mi­na o tran­sgen­der), aggre­di­ta poi­ché con­si­de­ra­ta “infe­rio­re” in ragio­ne del­la sua appar­te­nen­za al gene­re fem­mi­ni­le, che le ucci­sio­ni di don­ne da par­te di uomi­ni, avve­nu­te nell’ambito rela­zio­na­le, pas­sio­na­le, fami­lia­re e di vicinato.

Ma ci sono altri rea­ti appa­ren­te­men­te meno gra­vi che insi­dia­no quo­ti­dia­na­men­te le don­ne, tra que­sti tro­via­mo il feno­me­no comu­ne­men­te deno­mi­na­to “stal­king”, che è ricon­dot­to ai rea­ti di “atti per­se­cu­to­ri” (art. 612-bis c.p.), non­ché i casi di mal­trat­ta­men­ti in fami­glia (art. 572 c.p.) e per­cos­se (art. 581c.p.), con vit­ti­ma donna.

L’Arma dei Cara­bi­nie­ri anche nel cor­so del 2020 e nei pri­mi die­ci mesi del cor­ren­te anno ha con­ti­nua­to a foca­liz­za­re il pro­prio impe­gno per poter con­tra­sta­re tali cri­mi­ni, in con­si­de­ra­zio­ne anche dell’influenza che ha avu­to su di essi e sul­la loro denun­cia il perio­do pandemico.

Nel 2020, rispet­to al 2019, i delit­ti per­se­gui­ti dall’Arma con rife­ri­men­to agli atti per­se­cu­to­ri sono 12.138 e con riguar­do ai pri­mi die­ci mesi del 2021, i Repar­ti Cara­bi­nie­ri han­no per­se­gui­to 9.918 atti persecutori.

Per quan­to attie­ne ai mal­trat­ta­men­ti in fami­glia, nel 2020, i delit­ti per­se­gui­ti sono 15.701. Con rife­ri­men­to al perio­do gen­na­io – otto­bre dell’anno in cor­so, i Repar­ti Arma han­no per­se­gui­to 13.014 mal­trat­ta­men­ti in famiglia.

Infat­ti, lo scor­so anno sono sta­te trat­te in arre­sto 1.495 per­so­ne per rea­ti con­nes­si con gli atti per­se­cu­to­ri, men­tre nei pri­mi die­ci mesi dell’anno in cor­so gli arre­sti sono sta­ti 1.390.

Ana­lo­ga­men­te, per i mal­trat­ta­men­ti in fami­glia, nel 2020 sono sta­ti arre­sta­ti 3.010 sog­get­ti. Nel perio­do gen­na­io – otto­bre del 2021 le per­so­ne trat­te in arre­sto per mal­trat­ta­men­ti in fami­glia sono sta­te 2640.

Nel 2020, per rea­ti di vio­len­za ses­sua­le, l’attività isti­tu­zio­na­le con­dot­ta ha con­sen­ti­to di trar­re in arre­sto 935 per­so­ne, men­tre nei pri­mi die­ci mesi del 2021, gli arre­sti sono sta­ti 858.