Pantelleria: botta e risposta tra opposizione e amministrazione comunale

Pantelleria: botta e risposta tra opposizione e amministrazione comunale

18/12/2020 0 Di Redazione

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L’altro ieri, l’opposizione pantesca formata da Forza Italia, Fratelli d’Italia, Lega, Diventerà Bellissima, Pd, Scegli Pantelleria e tre Consiglieri Comunali, rispettivamente Claudia Della Gatta e Giovanni Gabriele (ex M5S) e Giuseppe Palermo (ex FI ora Lega), ha firmato una lettera di richiesta di dimissioni al Sindaco Vincenzo Campo.

La mis­si­va è sta­ta invi­a­ta al diret­to inter­es­sato, al Prefet­to di Tra­pani e a tut­ta la Giun­ta e ai Con­siglieri Comu­nali di mag­gio­ran­za e agli altri tre di minoranza.

La richi­es­ta di dimis­sioni per inter­ces­sione del Prefet­to non ha effet­ti­va­mente alcun val­ore giuridi­co, per­ché per far cadere un Sin­da­co serve sia sfidu­ci­a­to dal­la mag­gio­ran­za del Con­siglio Comu­nale, nel caso di Pan­tel­le­ria quin­di, da 8 Con­siglieri Comu­nali almeno, ma si sup­pone voglia avere un val­ore sim­bol­i­co per rap­p­re­sentare la ‘pro­fon­da incertez­za ammin­is­tra­ti­va in cui ver­sa l’iso­la’ sec­on­do il pun­to di vista degli oppos­i­tori del­l’Am­min­is­trazione Comunale.

Ad avval­o­rare tale pre­oc­cu­pazione, un lun­go elen­co di prob­lem­atiche, dal­la Zona Fran­ca all’Ospedale Nagar, tra le quali non ulti­ma il fat­to che il Sin­da­co fac­cia anche le dirette in magli­et­ta da casa sua.

Per leg­gere nel det­taglio quan­to affer­ma­to, vi ripor­ti­amo il Pdf del­la let­tera qui di seguito.

Oggi è uscita anche la risposta di Sindaco, Giunta e Maggioranza del Consiglio Comunale.

Una let­tera ancor più lun­ga che risponde pun­to per pun­to alle accuse e si risolve in 10 pagine det­tagli­ate che non fan­no molti scon­ti agli accusatori. Di ques­ta, oltre al Pdf, abbi­amo il testo, che vi ripor­ti­amo di seguito.

Ai let­tori far­si un’idea del contendere.

La richiesta di dimissioni dell’opposizione

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La risposta dell’Amministrazione Comunale

ALLA CITTADINANZA PANTESCA

E p. c. A S. E. IL PREFETTO DI TRAPANI

Al Con­sigliere Comu­nale Maria Pia Gabriele

Al Con­sigliere Comu­nale San­toro Genova

Al Con­sigliere Comu­nale Francesco Gabriele

 

Pan­tel­le­ria, 17 dicem­bre 2020

Ogget­to: rispos­ta alla richi­es­ta di dimis­sioni del Sindaco

 

Rima­ni­amo stupi­ti dal­la let­tura del­la nota che i rap­p­re­sen­tan­ti delle forze politiche isolane han­no recap­i­ta­to al Sin­da­co, alla Giun­ta, ai Con­siglieri Comu­nali non fir­matari e, addirit­tura, al Prefetto.

Pos­si­bile che chi dichiara di essere rap­p­re­sen­tante di una forza polit­i­ca abbia così poca conoscen­za delle nozioni basi dell’educazione civi­ca da aspet­tar­si che il Prefet­to provve­da a far dimet­tere il Sin­da­co e la mag­gio­ran­za che ha vin­to le elezioni?

Cer­to, pote­va­mo aspettarce­lo da chi, dopo due anni che siede in Con­siglio, non conosce la dif­feren­za tra voto con­trario ed asten­sione per sua stes­sa ammis­sione o da chi si fa scri­vere le inter­rogazioni e poi non è in gra­do di argo­men­tar­le o spie­gar­le, ma non cer­to da col­oro che vor­reb­bero dare lezioni di polit­i­ca e di buona ammin­is­trazione agli altri, dall’alto del piedis­tal­lo in cui si sono posti da soli, eret­to fuori dagli scran­ni comu­nali, ai quali non sono giun­ti per il man­ca­to favore elettorale.

Par­ti­amo dal­la fine

I sot­to­scrit­tori chiedono un incon­tro a Sua Eccel­len­za il Prefet­to di Tra­pani per rap­p­re­sentare “lo sta­to di pro­fon­da incertez­za ammin­is­tra­ti­va in cui ver­sa la nos­tra iso­la, avvol­ta in prob­lem­atiche che spes­so non trovano soluzione anche a causa dell’isolamento isti­tuzionale in cui l’amministrazione comu­nale è cadu­ta”.

Ci piac­erebbe tan­to sapere quale sarebbe ques­ta pro­fon­da incertez­za ammin­is­tra­ti­va di cui par­lano. Quel­la dipesa dal fat­to che la mag­gior parte di loro non ha nes­sun con­sigliere elet­to in Con­siglio Comu­nale? L’Amministrazione Comu­nale vota­ta dai cit­ta­di­ni pan­teschi non ha incertezze. Sa cosa deve fare e ogni giorno opera per trovare soluzioni agli annosi prob­le­mi che afflig­gono Pan­tel­le­ria. Sem­mai bisognerebbe chieder­si come mai questi ‘scien­ziati del­la polit­i­ca’ che in pas­sato han­no oper­a­to sen­za alcu­na incertez­za ammin­is­tra­ti­va, poi abbiano las­ci­a­to in ered­ità ai pan­teschi tante problematiche.

Prob­a­bil­mente per­ché sono mem­o­ri del fat­to che l’amministrazione che ci ha pre­ce­du­to ave­va per­so la mag­gio­ran­za in Con­siglio già il giorno dopo le elezioni e per tale ragione ha dovu­to pre­oc­cu­par­si di soprav­vi­vere per tut­ta la dura­ta del­la con­sil­iatu­ra invece che risol­vere i prob­le­mi dell’isola?

Iso­la­men­to istituzionale

Riguar­do all’isolamento isti­tuzionale, poi, dovreb­bero spie­gare in che ambito si è manifestato.

Ques­ta ammin­is­trazione in due anni è rius­ci­ta ad ottenere una quan­tità di finanzi­a­men­ti mai vista pri­ma per opere infra­strut­turali che si trasci­nano da decen­ni, facen­do da spal­la anche allo stes­so Par­co Nazionale che sen­za gli uffi­ci comu­nali nul­la avrebbe potu­to raccogliere.

Ha stip­u­la­to un pat­to di col­lab­o­razione con il Libero Con­sorzio gra­zie al quale sono potu­ti iniziare i lavori dell’edificio dell’Istituto Supe­ri­ore (ricor­dano tut­ti la pre­sa di posizione di ques­ta ammin­is­trazione e non cer­ta­mente delle forze politiche che chiedono le dimis­sioni — https://www.pantellerianotizie.it/2019/08/01/pantelleria-aggiudicati-i-lavori-nuova-scuola-campo-soddisfazione/) e presto potran­no essere appal­tati quel­li di sis­temazione delle strade del­la ex Provin­cia Regionale. Opere finanzi­ate diver­si anni fa e che solo oggi, con il lavoro di un’amministrazione ‘iso­la­ta’, han­no potu­to avere inizio.

Com­pren­di­amo che chi ha uti­liz­za­to i rap­por­ti isti­tuzion­ali e politi­ci per rac­cattare poltrone non sia in gra­do di capire queste cose. Nes­sun com­po­nente di ques­ta Ammin­is­trazione e mag­gio­ran­za con­sil­iare avrebbe mai accetta­to che il pro­prio Sin­da­co (rag­giun­to qualche mese pri­ma da un avvi­so di garanzia per vari reati ricon­ducibili alla ques­tione Gir­gen­ti Acque) fos­se nom­i­na­to anche Pres­i­dente del Par­co men­tre era anco­ra in car­i­ca, rivesten­do il duplice ruo­lo di con­trol­lore e con­trol­la­to, per cui com­pren­di­amo per­ché alcu­ni dei fir­matari sono sor­pre­si che il Sin­da­co Cam­po non abbia chiesto e ottenu­to altri incar­ichi. Altret­tan­to non com­pren­di­amo le ragioni per cui chi ha in pas­sato con­dan­na­to tali politiche, oggi si acco­di a tali personaggi.

Adesso andi­amo nel­lo speci­fi­co alle altre accuse for­mu­late nel­la missiva.

Zona Fran­ca

Si accusa l’attuale Ammin­is­trazione di non aver dato risposte riguar­do la ‘Zona Fran­ca Extrado­ganale’, ricor­dan­do che nel 2016 “tutte le forze politiche isolane” si era­no sedute attorno ad un tavo­lo rius­cen­do a pro­durre un’adeguata istan­za sug­li oppor­tu­ni tavoli istituzionali.

Non si capisce se si trat­ta di un’accusa all’attuale Ammin­is­trazione o dell’ammissione di non essere sta­ti in gra­do di ottenere quan­to richiesto.

Infat­ti, se nel 2016 è sta­to par­tori­to questo impor­tante doc­u­men­to ed è sta­to pre­sen­ta­to sug­li oppor­tu­ni tavoli isti­tuzion­ali, allo­ra come mai fino al 2018, quel­li che non era­no ‘isti­tuzional­mente iso­lati’, non sono rius­ci­ti ad ottenere tale impor­tante risul­ta­to? Quin­di anche il loro fal­li­men­to sarebbe col­pa di ques­ta Amministrazione?

Informi­amo i sot­to­scrit­tori, che la Zona Fran­ca Extrater­ri­to­ri­ale non è una com­pe­ten­za comu­nale, ma nazionale e in quell’ambito, ques­ta Ammin­is­trazione ‘isti­tuzional­mente iso­la­ta’ ha spin­to con i pro­pri rap­p­re­sen­tan­ti politi­ci per accel­er­are l’approvazione del DDL Isole Minori in Par­la­men­to. DDL che, ricor­diamo, è sta­ta la pri­ma legge cal­en­dariz­za­ta in Sen­a­to in ques­ta leg­is­latu­ra e che è sta­ta licen­zi­a­ta dal Sen­a­to già nell’ottobre del 2018.

Purtrop­po una vol­ta appro­da­ta alla Cam­era è sta­ta boicot­ta­ta dal Pres­i­dente del­la Com­mis­sione Ambi­ente (del­la Lega) per ragioni pret­ta­mente politiche (le isole non sono Nord). La deci­sione del­la Lega di abban­donare il Gov­er­no Con­te I, ha fat­to sì che quel­la nor­ma fos­se ripos­ta in un cas­set­to in atte­sa di tem­pi migliori (il cam­bio del Pres­i­dente di Com­mis­sione avvenu­ta l’estate scor­sa). Qualche rap­p­re­sen­tante locale del­la Lega ha forse pen­sato di spender­si per far sì che le isole minori non subis­sero le con­seguen­ze di tali gio­chet­ti politi­ci? Non ci risul­ta affat­to, anzi…

Allo stes­so modo, qualche rap­p­re­sen­tante locale del Par­ti­to Demo­c­ra­ti­co ha pen­sato di par­lare all’attuale Pres­i­dente del­la Com­mis­sione Ambi­ente del­la Cam­era (del PD) per provare a sbloc­care l’iter di dis­cus­sione del DDL Isole minori e cal­en­dariz­zare il provved­i­men­to? Non ci risul­ta affat­to, anzi…

Quin­di le cose sono due. O i rap­p­re­sen­tan­ti locali di queste due forze politiche sono loro ‘politi­ca­mente iso­lati’ oppure non si spendono per il bene dell’Isola, al solo fine di pot­er accusare l’attuale Ammin­is­trazione di non rius­cire ad ottenere la Zona Fran­ca Extraterritoriale.

Anco­ra una vol­ta i pan­teschi dovran­no pagare i gio­chet­ti di questi pseu­do-politi­ci o meglio polit­i­can­ti del­la domeni­ca ‘civi­ca­mente impeg­nati per cer­care di dare risposte e seren­ità’ alla comu­nità isolana.

Noi abbi­amo con­tin­u­a­to a fare pres­sioni ai nos­tri rap­p­re­sen­tan­ti politi­ci e sap­pi­amo che dopo l’approvazione del­la Finanziaria, sal­vo impre­visti, l’iter dovrebbe final­mente sbloc­car­si. Comunque stiano tran­quil­li i polit­i­can­ti locali, per­ché l’eventuale approvazione del­la Legge non sarà un suc­ces­so di ques­ta Ammin­is­trazione, ma un suc­ces­so per Pan­tel­le­ria e i pan­teschi tutti.

Ques­tione Sanità

Viene det­to che dopo “diverse azioni politiche e ammin­is­tra­tive con­giunte e con­di­vise tra le diverse isti­tuzioni” era sta­to trova­to un equi­lib­rio nelle prestazioni essen­ziali ed indif­feri­bili, sal­vo poi subire arresti e retro­ces­sioni, quale la chiusura del Pun­to Nascita.

Anche qui, più che un’accusa, sem­bra di trovar­si davan­ti ad un mea culpa.

Non si capisce come mai un prob­le­ma dato per risolto si sia poi man­i­fes­ta­to nuo­va­mente. Forse per­ché piut­tosto che risolver­lo si era prefer­i­to met­tere una top­pa? Il Pun­to Nasci­ta è pre­vis­to nel piano san­i­tario, ma a con­dizione che sia sicuro ovvero che ci siano le infra­strut­ture e il per­son­ale adegua­to. Cosa che non c’è mai stata!

Quin­di, anche in questo caso, bisogna chieder­si come mai dei politi­ci tan­to capaci e non “iso­lati” non abbiano risolto tale prob­lem­at­i­ca vis­to che il Pun­to Nasci­ta è sta­to chiu­so pur essendo pre­vista la dero­ga alla sua apertura?

E come mai, questi politi­ci atten­ti alle prob­lem­atiche del­la comu­nità non si sono mai opposti al man­ten­i­men­to di una strut­tura che non garan­ti­va le con­dizioni min­ime di sicurez­za alle partorienti?

Man­tenere un Pun­to Nasci­ta aper­to sen­za avere il per­son­ale suf­fi­ciente e le strut­ture min­ime richi­este, met­ten­do a ris­chio par­to­ri­en­ti e nasc­i­turi, è frut­to di alta polit­i­ca o di oppor­tunis­mo politi­co sul­la pelle delle donne pantesche?

Ques­ta Ammin­is­trazione ha più volte chiesto il poten­zi­a­men­to del­la strut­tura al fine di garan­tire il man­ten­i­men­to del Pun­to Nasci­ta in dero­ga, ma di fronte alle obiezioni postate dall’istituzione com­pe­tente riguar­do le con­dizioni di sicurez­za che al momen­to non sono garan­tite, non ha potu­to fare altro che pren­dere atto di tale deci­sione, chieden­do che almeno si abbassi il dis­a­gio a chi deve par­torire. Ma la battaglia per il Pun­to Nasci­ta continua.

Per il resto, ques­ta Ammin­is­trazione ‘iso­la­ta’ ha chiesto ed ottenu­to degli impor­tan­ti risul­tati a raf­forza­men­to delle prestazioni ambu­la­to­ri­ali, si veda l’oncologo e lo psi­col­o­go, ma il più saliente è l’approvazione del prog­et­to azien­dale in mate­ria di ottimiz­zazione e poten­zi­a­men­to dell’assistenza san­i­taria nell’Isola di Pan­tel­le­ria da parte dell’ASP di Tra­pani che, a regime, porterà ad incre­mentare di 26 unità, tra medici, infer­mieri, OSS e ammin­is­tra­tivi, il per­son­ale pre­sente nell’Ospedale B. Nagar, oltre che all’acquisto di tec­nolo­gia san­i­taria quali un ecografo di fas­cia alta, un impianto di osmosi inver­sa per emodi­al­isi ed i mate­ri­ali a corre­do, 3 ecografi per i poliambu­la­tori dis­tret­tuali e un eco­col­or­doppler. Questo prog­et­to è sta­to già delib­er­a­to dall’Asp ed ha mosso già i pri­mi pas­si con il ban­do per ammin­is­tra­tivi ed a breve seguiran­no tut­ti gli altri ban­di per un val­ore di cir­ca 2 mil­ioni di euro in aggiun­ta a ciò che abbi­amo già ed alle riconosciute pro­fes­sion­al­ità del nos­tro sis­tema san­i­tario. Chiedere al dott. Luca Fazio per conferma.

Capi­to­lo siti strategici

Grot­ta di Sate­ria, Tombe Bizan­tine, Sesi, stufe di Kazen. I fir­matari sosten­gono che “anco­ra oggi riman­gono abban­do­nati al pro­prio des­ti­no”.

Anche in questo caso si nota un’ammissione di colpa.

Quell’anco­ra oggi, infat­ti, sig­nifi­ca che lo era­no anche pri­ma. Anche quan­do alcu­ni di loro ammin­is­tra­vano, quindi.

Allo­ra ci spiegh­i­no come mai queste men­ti politiche eccelse adesso imputano a ques­ta Ammin­is­trazione respon­s­abil­ità che partono da loro. Spiegh­i­no piut­tosto ai pan­teschi come mai han­no abban­do­na­to al loro des­ti­no dei siti che riten­gono strategici.

Noi ci siamo da subito atti­vati sia per costrin­gere gli Enti com­pe­ten­ti, quale il Par­co Arche­o­logi­co, ad inter­venire e per cer­care di trovare i finanzi­a­men­ti nec­es­sari a met­tere in sicurez­za la Grot­ta di Sate­ria. Anche in questo caso, noi ‘politi­ci di bas­so liv­el­lo’ rite­ni­amo che non si pos­sa man­tenere fruibile al pub­bli­co un sito alta­mente ris­chioso per l’incolumità pubblica.

Capi­to­lo agricoltura

Anche in questo caso si accusa l’Amministrazione di “non lavo­rare in sin­er­gia con i vari attori” pref­er­en­do andare allo scon­tro istituzionale.

Doman­da: chi sareb­bero questi attori con cui non si lavo­ra in sinergia?

Forse il Par­co Nazionale?

Lo stes­so Par­co che per vol­ere del Pres­i­dente non ha pre­so una posizione forte con­tro la mod­i­fi­ca al dis­ci­pli­nare volu­to dal Con­sorzio DOC?

Oppure il Comune dovrebbe “lavo­rare in sin­er­gia” con chi intende dis­trug­gere i prodot­ti di nic­chia pan­teschi, scip­pan­do loro il nome e il mercato?

Ques­ta ammin­is­trazione si è fat­ta pro­motrice del ricor­so stra­or­di­nario al Pres­i­dente del­la Repub­bli­ca per la vari­azione alla DOC Sicil­ia sul­lo zibib­bo in blend.

Ricor­diamo alcune date fon­da­men­tali che han­no seg­na­to il decli­no del nos­tro prodot­to simbolo:

2015: Vari­azione al dis­ci­pli­nare del­la DOC Sicil­ia con inser­i­men­to del vit­ig­no Zibibbo

2017: Vari­azione al dis­ci­pli­nare del­la DOC Sicil­ia per lo zibib­bo in blend

2019: nonos­tante le oppo­sizioni del­lo stes­so Con­siglio Comu­nale pan­tesco, ma direi anche delle forze politiche locali (muro con­tro muro, quin­di scon­tro), vari­azione al dis­ci­pli­nare del­la DOC Pan­tel­le­ria per l’introduzione in etichet­ta del­la scrit­ta ‘Sicil­ia’.

Che dire anche del bis­trat­ta­to cap­pero di Pan­tel­le­ria, uni­co ed inim­itabile, che nel 2016 riceve­va un attac­co dal nasc­i­turo dis­ci­pli­nare del cap­pero di Salina?

Ques­ta ammin­is­trazione ha prova­to ad inter­venire in Europa (mer­i­to riconosci­u­to anche da uno dei sot­to­scrit­tori) per­ché ora­mai lo Sta­to Ital­iano l’aveva approva­to sen­za oppo­sizioni, non rius­cen­do­ci per man­can­za di titolarità.

Chi c’era nel 2016 e pote­va, anzi dove­va intervenire? 

Capi­to­lo caro benzina

L’attuale Ammin­is­trazione, a det­ta dei sot­to­scrit­tori, è colpev­ole di non aver fat­to scen­dere il prez­zo dei car­bu­ran­ti. Quin­di, sec­on­do loro, il prez­zo viene deciso dalle Ammin­is­trazioni comunali?

Se è così spiegh­i­no come mai non lo han­no fat­to quan­do pote­vano, vis­to che anche quan­do l’Isola era “ben ammin­is­tra­ta” da loro, il prez­zo dei car­bu­ran­ti era iden­ti­co anzi più alto.

Ques­ta Ammin­is­trazione ha agi­to per far sì che il prin­ci­pale for­n­i­tore all’ingrosso di car­bu­ran­ti e il prin­ci­pale con­suma­tore di gaso­lio dell’isola si sedessero attorno ad un tavo­lo e rag­giungessero un accor­do per far in modo che il for­n­i­tore potesse ripar­tire i costi fis­si su una quan­tità mag­giore di car­bu­rante. Ricor­diamo che era sta­to il for­n­i­tore a dire che si sarebbe arrivati ad abbas­sare il prez­zo anche meno del­la ter­rafer­ma (https://www.paconline.it/wordpress/2019/06/18/pantelleria-prezzo-carburante-nautilus-dipende-tutto-dalla-smede/) . Quin­di, bisogna riv­ol­ger­si a loro se non è sta­ta man­tenu­ta la paro­la data. In ogni caso la soluzione al caro car­bu­ran­ti nelle isole minori non può cer­to essere quel­lo di rac­cattare qualche cent di euro ai riven­di­tori, ma di trovare soluzioni alter­na­tive sfrut­tan­do le risorse che non com­por­tano bol­let­ta, come ad esem­pio il trasporto elet­tri­co. Ma com­pren­di­amo che bisogna avere una visione strate­gi­ca per capirlo.

Castel­lo Medievale

Ricor­diamo che il Castel­lo Medievale è sta­to occu­pa­to abu­si­va­mente per alcu­ni decen­ni da chi ha “ben” ammin­is­tra­to l’Isola. Ques­ta Ammin­is­trazione, come sa bene una delle sot­to­scrit­tri­ci del­la mis­si­va, ha da subito pre­so con­tat­ti con l’Agenzia del Demanio per met­tere in rego­la il pos­ses­so del­la strut­tura otte­nen­do una con­ces­sione gra­tui­ta, ma doven­do rego­lar­iz­zare il pas­sato. Una vol­ta ottenu­ta la con­ces­sione, si è riscon­tra­to che c’erano alcune cose impor­tan­ti da fare, aggiornare gli impianti anti­ncen­dio e di sicurez­za, ragion per cui non era pos­si­bile per­me­t­tere la fruizione pub­bli­ca del Castel­lo sen­za aver pri­ma trova­to le risorse ed oper­a­to i lavori nec­es­sari. La con­ces­sione si è ottenu­ta solo ad inizio 2020, ma è soprag­giun­ta l’emergenza Covid ad impedire i lavori e la fruizione del Castel­lo. Siamo tutt’ora in emer­gen­za, ma i lavori sono già pre­visti e, speran­do non ci siano altri peg­gio­ra­men­ti nel­la situ­azione, il Castel­lo riaprirà in primavera.

Ques­tione stra­da del Lago

Come sapran­no i sot­to­scrit­tori del­la let­tera, ad otto­bre 2018 un bloc­co si è stac­ca­to dal cos­tone roc­cioso sovras­tante la via del Lago, rischi­an­do di colpire uno scuo­labus pieno di bam­bi­ni che si sta­vano recan­do a scuo­la. Altri bloc­chi si era­no già stac­cati in prece­den­za, ma la soli­ta polit­i­ca del “tiri­amo a cam­pare” ave­va pen­sato di risol­vere il prob­le­ma rimuoven­do i mas­si e riapren­do la stra­da, non elim­i­nan­do affat­to il peri­co­lo. Ma non è così che si risolvono i prob­le­mi, caso mai si peg­gio­ra­no le situ­azioni, tant’è che il fenom­e­no si è ripetu­to anco­ra una vol­ta nel 2018.

Ques­ta Ammin­is­trazione, di con­cer­to con gli esper­ti del­la sicurez­za, ha scel­to di risol­vere il prob­le­ma alla radice met­ten­do in sicurez­za l’intero cos­tone roc­cioso e si è da subito mossa inter­a­gen­do con l’Ufficio per il Ris­chio Idro­ge­o­logi­co in Sicil­ia per cer­care di accor­cia­re i tem­pi, bandire la gara e affi­dare i lavori per un prog­et­to fer­mo dal 2016.

La gara è sta­ta ban­di­ta nei pri­mi mesi del 2019 (tem­pi record per la buro­crazia ital­iana) e, dopo le ver­i­fiche delle offerte, i lavori sono sta­ti con­seg­nati nei pri­mi mesi del 2020. Attual­mente i lavori sono in cor­so, dopo aver subito anch’essi diver­si fer­mi dati da ques­tioni iner­en­ti al ban­do, all’emergenza Covid e ad una serie di impre­visti ril­e­vati nel­la strut­tura del cos­tone. Una vol­ta fini­ti, ci con­seg­n­er­an­no un cos­tone e una stra­da mes­si in sicurezza.

Infine ques­tione sta­gione turistica

Capi­amo che per ali­menta­re polemiche si deb­ba anche sparare alto con le cifre, ma ci piac­erebbe sapere da dove è sta­ta pre­sa la cifra di 210.000 euro di cui si par­la nel­la mis­si­va. Sti­amo anco­ra riceven­do i ren­di­con­ti per le liq­uidazioni degli spet­ta­coli, quin­di nem­meno ques­ta Ammin­is­trazione sa quan­to sarà la spe­sa finale, per­ché come ben sa chi si è occu­pa­ta di questo set­tore, non sem­pre i con­tribu­ti richi­esti cor­rispon­dono a quan­to effet­ti­va­mente viene ren­di­con­ta­to da chi ha pre­sen­ta­to i prog­et­ti, ma ques­ta cifra cita­ta è davvero sorprendente.

Forse ci si riferisce agli anni in cui era Asses­sore una delle fir­matarie del­la lettera?

Ma a pre­scindere da questi numeri da tombo­la natal­izia, è chiaro che solo chi non ha alcu­na visione di ciò che ser­va ad un’isola che vive prin­ci­pal­mente di tur­is­mo può sostenere che i sol­di spe­si per gli even­ti estivi siano uno “sper­pero di denaro pub­bli­co”. Non solo gli even­ti sono sta­ti apprez­za­ti da tur­isti e isolani, ma espres­sa­mente richi­esti dagli oper­a­tori tur­is­ti­ci dell’isola che a luglio, pri­ma che iniziasse la pro­gram­mazione, lamen­ta­vano ser­ate vuote e chiede­vano a gran voce una pro­gram­mazione da pro­porre ai pro­pri cli­en­ti. In moltissi­mi ci han­no fat­to i com­pli­men­ti e ringrazi­a­to a fine sta­gione e questo, in un’isola avara di con­ces­sioni, è molto significativo.

Per non par­lare del fat­to che la mag­gior parte degli even­ti han­no fat­to da vet­ri­na a tan­ti artisti pan­teschi, per­ché si è volu­ta dare la pos­si­bil­ità a tan­ti bravis­si­mi artisti locali di esi­bir­si ed essere conosciu­ti a chi visi­ta l’isola in estate, azione che dove­va essere già por­ta­ta avan­ti negli anni precedenti.

Non ulti­mo, anzi fon­da­men­tale, le somme impeg­nate per gli artisti non isolani han­no per­me­s­so di dare ris­toro alle attiv­ità isolane provate dal­la crisi eco­nom­i­ca con­seguente alla pan­demia, infat­ti parte delle risorse impeg­nate per la sta­gione esti­va sono rimaste sull’isola e, quin­di, sono andate in cir­co­lo all’interno dell’economia isolana tra sog­giorni, ris­torazione, noleg­gi, ser­vice, ecc.

Cer­to, che ques­ta cosa non sia com­pre­sa dai fir­matari non ci stu­pi­amo trop­po, anche se è sin­go­lare che alcu­ni di essi abbiano parte­ci­pa­to agli stes­si even­ti o siano sta­ti tra gli impren­di­tori locali che han­no gio­va­to di queste pre­sen­ze. Ovvi­a­mente, è inutile com­mentare quan­ti, tra i fir­matari, han­no pub­bli­ca­mente defini­to le man­i­fes­tazioni anti­mafia e cul­tur­ali ‘noiose’, ‘spre­co di sol­di’ e ‘incom­pren­si­bili’ per­ché il liv­el­lo si com­men­ta da sé. Sem­bra di sen­tire chi sostiene che con la cul­tura non si man­gia, sal­vo poi, in alcu­ni casi, sputare nel piat­to in cui si sta man­gian­do e si è sem­pre mangiato.

Quan­do c’erano loro… non c’era il maltempo!

In quel­la let­tera deg­na di un roman­zo distopi­co di bas­sa lega, le accuse riv­olte all’amministrazione si spin­gono fino a dar­ci la col­pa del mal­tem­po.

Sem­bra che l’isolamento con­seguente al mare agi­ta­to che non ha per­me­s­so la nav­igazione nei pri­mi giorni di dicem­bre fos­se col­pa anch’esso di ques­ta Amministrazione.

Evi­den­te­mente ‘quan­do c’erano loro’ ave­vano in dotazione una bac­chet­ta mag­i­ca e sape­vano come cal­mare ven­to e mare, così che i traghet­ti arrivassero sem­pre in orario.

Purtrop­po ques­ta Ammin­is­trazione è com­pos­ta da comu­ni mor­tali e nul­la può di fronte agli even­ti meteorologici.

Però si può inter­venire in altro modo per lim­itare i dis­a­gi provo­cati dai peri­o­di di iso­la­men­to. Bas­ta guardare al pas­sato e far tesoro del­la capac­ità di resilien­za dei nos­tri avi. Loro, infat­ti, han­no saputo adattare le loro abi­tu­di­ni e il ter­ri­to­rio per pot­er soprav­vi­vere in un’isola imper­via, non facile da colti­vare, pri­va di sor­gen­ti di acqua suf­fi­ci­en­ti ai loro fab­bisog­ni. Si sono adoperati e han­no trasfor­ma­to il ter­ri­to­rio per ren­der­lo coltivabile.

Per­ché le uova, gli ortag­gi, il gra­no o la carne devono arrivare solo da fuori Pan­tel­le­ria quan­do negli ulti­mi anni sono sta­ti abban­do­nati oltre 3000 ettari di ter­reni agri­coli? Questi giorni di iso­la­men­to ci han­no inseg­na­to una cosa impor­tante: dob­bi­amo iniziare a tornare a colti­vare gra­no e ortag­gi per far fronte alla doman­da inter­na, all­e­vare galline e muc­che per far fronte alla doman­da di uova e carne, sfruttare tutte le risorse di cui abbi­amo bisog­no e ridare vita all’isola nel rispet­to del ter­ri­to­rio e del­la sua ecosostenibilità.

Non sarà la soluzione all’isolamento provo­ca­to dal mal­tem­po, ma sarebbe un otti­mo inizio per tornare alla vocazione orig­i­nar­ia del ter­ri­to­rio e per avere una base sicu­ra per i peri­o­di di emergenza.

Cer­to, servirebbe l’aiuto di quelle isti­tuzioni nate per dare sol­lie­vo all’agricoltura pan­tesca e di cui anco­ra non si è vista trac­cia, ma ques­ta è un’altra sto­ria e intro­durla qui equi­var­rebbe ad aprire un altro vaso di Pan­do­ra e un’altra feri­ta anco­ra aper­ta in molti dei fir­matari (con memo­ria da pesce rosso).

In ques­ta farsa para­dos­sale che cre­di­amo non abbia prece­den­ti nel­la Sto­ria di questo Paese, vogliamo ricor­dare ai polit­i­can­ti del­la domeni­ca di stu­di­are pri­ma di scri­vere, per­ché per rimuo­vere un Sin­da­co vota­to dai cit­ta­di­ni c’è un solo modo: approvare una mozione di sfidu­cia in Con­siglio Comunale.

Vis­to che da quan­to leg­giamo, si è for­ma­to questo nuo­vo grup­po mis­to di mino­ran­za for­ma­to da tre Con­siglieri Comu­nali, fuo­rius­ci­ti dagli orig­i­nari grup­pi di apparte­nen­za con i quali era­no sta­ti elet­ti, invi­ti­amo i fir­matari del­la let­tera a muover­si nelle sedi isti­tuzion­ali oppor­tune e a pre­sentare una mozione di sfiducia.

Tre Con­siglieri già sono dal­la loro parte.

Ne devono con­vin­cere altri cinque per arrivare agli otto necessari.

Ci mer­av­igliamo anche dell’irrituale chia­ma­ta in causa dei Con­siglieri di oppo­sizione non fir­matari del doc­u­men­to, come se il lavoro di alcu­ni Con­siglieri di oppo­sizione avesse val­ore e quel­lo di chi non è allineato al ‘grup­po dei soli­ti noti’ non sia deg­no di alcu­na considerazione.

Ecco, ques­ta è un’altra dif­feren­za che seg­na il pas­so e par­la di ‘col­lab­o­razione e seren­ità ammin­is­tra­ti­va’: noi rispet­ti­amo il lavoro delle oppo­sizioni quan­do c’è ed è costruttivo.

Con­clu­di­amo ques­ta nec­es­saria rispos­ta chieden­do umil­mente scusa a Sua Eccel­len­za il Prefet­to per essere sta­to tira­to in bal­lo in un momen­to di emer­gen­za nazionale che vede gli uffi­ciali di Gov­er­no in pri­ma lin­ea per coor­dinare e guidare tutte quelle azioni nec­es­sarie a lim­itare il con­ta­gio da Covid.

 

In fede,

Erik Valli­ni, Pres­i­dente del Con­siglio Comunale

Sabi­na Espos­i­to, Vice res­i­dente del Con­siglio Comunale

Anto­nio Per­rone, Con­sigliere Comunale

Ste­fano Scal­tri­ti, Con­sigliere Comunale

Gra­ziel­la Francesca Di Mal­ta, Con­sigliere Comunale

Mau­r­izio Cal­do, Vice Sindaco

Anto­nio Maria Gut­terez, Assessore

Ange­lo Parisi, Assessore

Francesca Mar­ruc­ci, Assessore

Vin­cen­zo Vit­to­rio Cam­po, Sin­da­co di Pantelleria

 

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