Delusione degli operatori turistici dell’isola per la finanziaria regionale: “Così non si riapre!”

Delusione degli operatori turistici dell’isola per la finanziaria regionale: “Così non si riapre!”

04/05/2020 1 Di Redazione

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Grande delusione per le aziende turistiche di Pantelleria e delle Isole Minori che speravano in un aiuto da parte della Regione Siciliana.

Delu­sione dalle isole minori del­la Sicil­ia per la finanziaria regionale: “in atto nonos­tante tut­ta la nos­tra buona volon­tà la stra­grande mag­gio­ran­za di noi rimane dell’idea che non ci siano i pre­sup­posti per riaprire le strut­ture ricettive”.

Fed­er­al­berghi Isole minori del­la Sicil­ia non nasconde una sostanziale delu­sione per la finanziaria regionale appe­na approva­ta. Una finanziaria molto ampia che a fronte delle risorse eco­nomiche messe in cam­po (cir­ca 1,5 mil­iar­di) e nonos­tante le arti­co­late richi­este avan­zate al Gov­er­no regionale, alle Com­mis­sioni e ai Grup­pi par­la­men­tari dell’ARS, non prende adeguata­mente in con­sid­er­azione le speci­fici­tà e le fragili­tà delle comu­ni­tà micro insu­lari né il fat­to che il tur­is­mo sia ampia­mente il set­tore dell’economia che mag­gior­mente risen­ti­rà di ques­ta crisi.

Apprezzi­amo alcune delle mis­ure approvate, in par­ti­co­lare quelle in favore dei Comu­ni sicil­iani, come anche il fon­do di 75 mil­ioni di euro per l’acquisto di servizi tur­is­ti­ci, i 10 mil­ioni per i col­lab­o­ra­tori sta­gion­ali e la pre­vi­sione di erogazione di finanzi­a­men­ti agevolati attra­ver­so l’IRFIS. Ciò nonos­tante, siamo con­vin­ti che lo sfor­zo del Gov­er­no Musume­ci non pos­sa con­sid­er­ar­si suf­fi­ciente e che siano nec­es­sarie mis­ure mirate per le isole minori.

I flus­si tur­is­ti­ci pre­vi­sion­ali per il 2020 e il 2021 riman­gono cat­a­strofi­ci. Le pre­scrizioni det­tate dai pro­to­col­li in mate­ria di accoglien­za e di sicurez­za sui luoghi di lavoro sono qua­si proib­i­tive per rischi, costi e com­p­lessi­tà di attuazione. Inoltre, le prob­a­bili­tà anco­ra ele­vate e sot­to­lin­eate dagli esper­ti di una pos­si­bile sec­on­da onda­ta di con­ta­gi e l’impossibilità di rius­cire a fornire tem­pi cer­ti sul­la data e sulle modali­tà del­la riparten­za, gen­er­a­no gran­di incertezze e non con­sentono di pro­gram­mare preno­tazioni e attivi­tà tur­is­tiche. Queste pre­vi­sioni non sem­bra­no trovare adegua­to riscon­tro nelle mis­ure messe in cam­po dal­la Regione.

A questo, si aggiungano le pecu­liari­tà delle isole minori. Dal­la pre­ca­ri­età delle strut­ture san­i­tarie all’estrema con­cen­trazione dei flus­si tur­is­ti­ci che in alcune isole è di soli quat­tro mesi, con­tin­uan­do con una pres­soché totale dipen­den­za dall’economia tur­is­ti­ca, le dif­fi­col­tà intrin­seche nel rag­giun­gere le isole e il fat­to che metà del­la sta­gione tur­is­ti­ca può ormai con­sid­er­ar­si per­du­ta.

La voglia di ripar­tire è grande ma in atto, dichiara Chris­t­ian Del Bono, pres­i­dente di Fed­er­al­berghi isole minori Sicil­ia, non ci sono i pre­sup­posti per riaprire le nos­tre strut­ture ricettive. Questo è il pen­siero di gran lun­ga preva­lente tra i col­leghi isolani, ascoltati nel cor­so di due impor­tan­ti riu­nioni di assem­blea che han­no coin­volto tutte le isole sicil­iane. Solo ad Usti­ca e a Fav­i­g­nana si ritiene pos­sano esser­ci i pre­sup­posti per riaprire già in giug­no, soprat­tut­to nell’ambito del com­par­to extral­berghiero, speran­do in un tur­is­mo inter­no di prossimi­tà. Rimar­reb­bero ad oggi invece spi­az­zate le Eolie che per il 45% dipen­dono da flus­si di tur­is­mo inter­nazionale e per almeno un ter­zo da quel­li extrare­gion­ali. Stesse dif­fi­col­tà per Pan­tel­le­ria e le Pelagie, dipen­den­ti dai col­lega­men­ti aerei con il nord Italia.

Trovan­do­ci in accor­do con molti sin­daci delle isole minori, sin dal 17 aprile, abbi­amo pro­pos­to l’adozione di un pro­to­col­lo san­i­tario ded­i­ca­to, con test rapi­di e un poten­zi­a­men­to delle strut­ture san­i­tarie locali. Si rende, inoltre, vitale un piano ad hoc per le isole minori con mis­ure speci­fiche nel breve ma anche nel medio peri­o­do. Nell’immediato, occorre detas­sare e defis­cal­iz­zare le imp­rese locali e met­tere in sicurez­za i nos­tri col­lab­o­ra­tori sta­gion­ali per i quali, in questi giorni, alla luce dell’assenza delle pre­con­dizioni nec­es­sarie a garan­tire le ria­per­ture è notevol­mente aumen­ta­ta la nos­tra pre­oc­cu­pazione.