Giuliana Serracchioli saluta Pantelleria: ‘Ma tornerò…’

Giuliana Serracchioli saluta Pantelleria: ‘Ma tornerò…’

21/10/2026 0 Di Lucia Boldi

“Io non me ne vado, io torno”: Giuliana Serracchioli saluta Pantelleria

Per la rubrica ‘Personaggi dell’isola’ non potevamo non dedicare un articolo a Giuliana Serracchioli, anima trekking dell’isola che per questioni personali ha lasciato, temporaneamente (ci tiene a sottolinearlo) Pantelleria, rimanendo comunque nel gruppo dirigente dell’UNIPANT e non senza lasciare un’eredità di aggregazione sociale notevole con il gruppo I love Trekking

di Lucia Boldi

Dopo tre­di­ci anni lascia l’isola che ave­va scel­to per vive­re e lavo­ra­re. Con I❤️Trekking ne ha per­cor­so sen­tie­ri e con­tra­de, met­ten­do insie­me per­so­ne e tra­sfor­man­do l’amore per Pan­tel­le­ria in qual­co­sa da condividere.

La vede­vi da lontano.
Una magliet­ta gial­la fluo che si muo­ve­va lun­go i sen­tie­ri di Pan­tel­le­ria. Davan­ti, die­tro, in mez­zo a un grup­po di cam­mi­na­to­ri. Giu­lia­na Ser­rac­chio­li, in que­sti tre­di­ci anni, l’isola non si è limi­ta­ta ad abi­tar­la: l’ha per­cor­sa, cer­ca­ta, impa­ra­ta. E soprat­tut­to l’ha condivisa.
Ades­so Giu­lia­na è anda­ta via.

E quan­do da un’isola se ne va qual­cu­no che per anni ne ha fat­to par­te così, non è mai sol­tan­to una partenza.
Pan­tel­le­ria per­de un’esperta dei suoi luo­ghi, una cam­mi­na­tri­ce instan­ca­bi­le, una don­na capa­ce di rico­no­sce­re un sen­tie­ro, rac­con­ta­re una con­tra­da, tro­va­re anco­ra qual­co­sa da sco­pri­re die­tro una cur­va per­cor­sa cen­to vol­te. Ma per­de soprat­tut­to un’aggregatrice: una di quel­le per­so­ne rare che rie­sco­no a met­te­re insie­me gli altri sen­za qua­si far­lo apposta.

Con I❤️Trekking è suc­ces­so pro­prio que­sto. Per­so­ne diver­se han­no comin­cia­to a cam­mi­na­re insie­me, a cono­scer­si, a diven­ta­re ami­ci. E intan­to l’isola diven­ta­va un po’ più gran­de, per­ché ogni sen­tie­ro con­di­vi­so sem­bra­va aprir­ne un altro.

Il suo salu­to comin­cia con una con­trad­di­zio­ne: “Tre­di­ci anni. Tre­di­ci anni e qual­che mese. Pochi. Tanti”.
E subi­to dopo ne arri­va un’altra, anco­ra più bel­la: “I tre­di­ci anni più feli­ci del­la mia vita. I tre­di­ci anni più fati­co­si del­la mia vita”.
Den­tro que­ste due fra­si c’è for­se tut­to quel­lo che signi­fi­ca sce­glie­re Pantelleria.
Per­ché Giu­lia­na non salu­ta un’isola da car­to­li­na. Ricor­da la cor­ren­te che sal­ta, i tra­spor­ti dif­fi­ci­li, la nave che non arri­va, gli aerei che non atter­ra­no. Si lamen­ta del ven­to e un atti­mo dopo lo difen­de: “Influen­za le nostre vite, ma per for­tu­na c’è!”

È così in tut­to il suo rac­con­to: nega per affermare.
Met­te in fila le ragio­ni per cui vive­re qui è dif­fi­ci­le e, qua­si sen­za accor­ger­se­ne, le tra­sfor­ma nel­le ragio­ni per cui è così dif­fi­ci­le andarsene.
Per­si­no novan­ta chi­lo­me­tri qua­dra­ti, dopo tre­di­ci anni, non sono riu­sci­ti a star­le stret­ti. Pan­tel­le­ria, scri­ve, ha “365 sfac­cet­ta­tu­re”: cam­bia­no la luce, i colo­ri, il ven­to, le sta­gio­ni. For­se è per que­sto che un’isola così pic­co­la non fini­sce mai.

Poi arri­va la doman­da che tut­ti vor­reb­be­ro farle:
“E allo­ra per­ché te ne vai?”
E Giu­lia­na, anco­ra una vol­ta, rispon­de negando.
Que­sta vol­ta nega per­fi­no l’addio.
“Ma io non me ne vado, io torno”.

Ed è una fra­se che fa sor­ri­de­re e strin­ge un po’ il cuo­re, per­ché cer­te par­ten­ze vor­rem­mo dav­ve­ro poter­le chia­ma­re sol­tan­to ritor­ni rimandati.
Giu­lia­na par­te por­tan­do­si die­tro i tre­di­ci anni che defi­ni­sce i più feli­ci del­la sua vita. Ma lascia mol­to più di quan­to pro­ba­bil­men­te imma­gi­ni: sen­tie­ri per­cor­si insie­me, luo­ghi fat­ti cono­sce­re, ami­ci­zie nate cam­mi­nan­do, risa­te, appun­ta­men­ti, pas­si, gior­na­te di ven­to e quel­la pic­co­la comu­ni­tà che intor­no a I❤️Trekking, pas­so dopo pas­so, si è formata.

Giu­lia­na ha dimo­stra­to che andar­se­ne e lascia­re un luo­go non sono neces­sa­ria­men­te la stes­sa cosa.
Alla fine le sue parole“Grazie Iso­la, gra­zie Ami­ci. A presto.”non sem­bra­no le paro­le di chi chiu­de una porta.
Sem­bra­no piut­to­sto quel­le di chi, pri­ma di par­ti­re, vuo­le esse­re sicu­ro di lasciar­la aperta.
E noi tut­ti ti aspet­tia­mo, Giuliana.