Parere favorevole del CTS sul Piano particolareggiato del centro storico di Pantelleria capoluogo Il Sindaco…
Pantelleria, Campo: prima del Piano Particolareggiato serviva il PUG
01/09/2026PANTELLERIA, CAMPO: PRIMA DEL PIANO PARTICOLAREGGIATO SERVIVA IL PUG
«Nel 2014 il Comune aveva già riconosciuto la necessità di aggiornare oltre 40 articoli delle NTA. Oggi, invece di affrontare organicamente il territorio, si porta avanti un piano nato nel 2010»
L’approvazione in Consiglio comunale, il 27 agosto, delle controdeduzioni e degli adeguamenti al parere del CTS sul Piano Particolareggiato del centro storico impone una riflessione che va oltre il singolo provvedimento.
Pantelleria ha certamente bisogno di una disciplina chiara e moderna del proprio patrimonio edilizio e del proprio centro storico. Ma la domanda è: era davvero questo il momento di concentrare risorse e lavoro amministrativo su un Piano Particolareggiato nato nel 2010, oppure era arrivato finalmente il momento di affrontare la pianificazione generale dell’intera isola attraverso il PUG?
La questione non è meramente formale.
Il PRG di Pantelleria risale al 2005 e nel frattempo il territorio è profondamente cambiato. Dal 2016, inoltre, l’isola è sede del Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, con una specifica disciplina di tutela e con tre differenti zone di protezione.
È evidente, quindi, quanto sia importante oggi disporre di uno strumento urbanistico generale capace di coordinare urbanistica, tutela paesaggistica, ambiente, territorio del Parco, sviluppo economico e nuove esigenze dell’isola.
La stessa legge regionale 19/2020 stabilisce che il PUG è lo strumento generale di governo del territorio comunale e che la sua adozione è obbligatoria per tutti i Comuni siciliani.
Eppure la storia ci aveva già indicato la strada.
Nel 2014, il Consiglio comunale intervenne sulle Norme Tecniche di Attuazione del PRG modificando oltre quaranta articoli.
Se il Consiglio ritenne necessario intervenire in maniera così ampia, significa che erano state individuate numerose disposizioni che necessitavano di essere aggiornate, chiarite o modificate.
Quelle modifiche, però, non completarono il necessario iter di approvazione regionale e le relative misure di salvaguardia sono successivamente decadute. Il PRG è rimasto non aggiornato.
La domanda è allora inevitabile:
perché oggi, invece di partire proprio da quelle criticità e affrontarle definitivamente attraverso il nuovo PUG, si sceglie di portare a compimento un piano particolareggiato elaborato oltre quindici anni fa e inserito nel quadro del PRG del 2005?
E soprattutto, quale sarà il rapporto tra questo piano e il futuro PUG?
Perché il rischio politico-amministrativo è evidente: investire oggi risorse per definire uno strumento attuativo che domani potrebbe dover essere nuovamente verificato, modificato o adeguato alle scelte del nuovo strumento generale.
Esisteva anche una strada più semplice.
Quando durante la mia amministrazione affrontammo il problema della pianificazione urbanistica, non pensammo soltanto al PUG e al PUDM. Con il professionista che avevamo individuato — una figura di grande esperienza nella pianificazione urbanistica regionale — si era ragionato anche sull’applicazione della legge regionale 10 luglio 2015, n. 13, relativa al recupero del patrimonio edilizio di base dei centri storici.
Quella legge prevede uno studio di dettaglio attraverso il quale classificare le singole unità edilizie del centro storico secondo specifiche tipologie e stabilire, con una procedura dedicata, gli interventi ammissibili. La finalità dichiarata dalla legge è proprio quella di favorire il recupero del patrimonio edilizio esistente attraverso norme e procedure semplificate.
Era dunque possibile ragionare su uno strumento più snello, mirato e rapido, capace di affrontare la ricognizione dell’edilizia esistente, mentre contemporaneamente si lavorava alla pianificazione generale dell’isola.
Durante la mia amministrazione, dal 2018 al 2023, avevamo avviato i primi ragionamenti sul PUG, insieme al PUDM e agli strumenti ad essi collegati.
Avevamo individuato una professionalità di alto livello, con esperienza maturata anche nella stessa Regione Siciliana nella costruzione del nuovo sistema del PUG, e avevamo individuato una soluzione economicamente sostenibile per affidare il lavoro.
La pandemia rallentò inevitabilmente quel percorso.
Ma proprio per questo, dopo il 2023, ci saremmo aspettati che quel lavoro venisse ripreso.
Oggi, invece, vediamo procedere un Piano Particolareggiato del centro storico nato nel 2010, mentre non è ancora chiaro quale sia il percorso concreto che l’Amministrazione intenda seguire per dotare finalmente Pantelleria del suo PUG.
E questo non può non suscitare una domanda politica.
Era davvero prioritario spendere oggi risorse per portare a conclusione un piano particolareggiato nato nel 2010, oppure sarebbe stato più utile investire quelle stesse energie nella costruzione del PUG, affrontando finalmente tutte insieme le criticità urbanistiche dell’isola?
Perché nel frattempo Pantelleria è cambiata.
È cambiata la normativa regionale.
È nato il Parco Nazionale.
Sono cambiate le esigenze dell’isola.
Sono emerse nuove problematiche ambientali e paesaggistiche.
E nel 2014 lo stesso Consiglio comunale aveva già individuato la necessità di intervenire profondamente sulle NTA.
Non possiamo continuare a pianificare Pantelleria per singoli pezzi.
Prima bisogna stabilire quale Pantelleria vogliamo costruire nei prossimi venti o trent’anni.
Poi, sulla base di quella visione, approvare gli strumenti attuativi necessari.
La domanda all’Amministrazione è semplice
Qual è oggi il cronoprogramma per il PUG di Pantelleria?
E ancora:
quanto costerà completare il Piano Particolareggiato appena adottato e quanto di quel lavoro dovrà essere successivamente verificato alla luce del nuovo PUG?
E soprattutto:
perché non si è scelto di affrontare contemporaneamente la pianificazione generale dell’isola, il PUDM, il rapporto con il Parco Nazionale e la ricognizione del patrimonio edilizio esistente attraverso gli strumenti più semplici e appropriati previsti dalla legislazione regionale?
Pantelleria non ha bisogno soltanto di un nuovo piano.
Ha bisogno di una visione.
E quella visione, oggi, si chiama PUG.

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