La rubrica Storie dell’Isola di Angelo Parisi non poteva non trattare della notte di incendi…
Mediterraneo d’Autore, cronaca di una spettatrice (dis)informata
04/07/2026Mediterraneo d’Autore, cronaca di una spettatrice (dis)informata
di Lucia Boldi
Sono andata all’evento senza bandiere, senza appartenenze e senza aspettative. Da spettatrice apartitica e, come suggeriva il titolo della manifestazione, piacevolmente “(dis)informata”.
Mi interessava capire se davvero il Mediterraneo sarebbe stato il protagonista della serata.
L’ingresso nell’hangar “Nervi” del Distaccamento aeroportuale dell’Aeronautica Militare è già di per sé suggestivo. Il colonnello Mauro Macrino ricorda che quella straordinaria struttura fu realizzata in appena due anni.
Sul palco una Myrta Merlino semplice ma elegante, con un completo di lino bianco e un’abbronzatura che raccontava l’estate pantesca, ha condotto la serata con il ritmo televisivo che le è proprio.
Il sindaco Fabrizio D’Ancona ha aperto gli interventi con l’orgoglio di chi vede Pantelleria diventare, almeno per tre giorni, il centro di un confronto nazionale. E in effetti, scorrendo il programma, i nomi sono quelli della grande politica e del grande giornalismo. Prima di terminare il suo discorso, il sindaco D’Ancona ha voluto ricordare Claudio Busetta, scomparso poche ore prima a causa di un improvviso malore. Avrebbe compiuto gli anni tra una decina di giorni. Busetta è stato una figura molto conosciuta e stimata dell’isola. Un lungo applauso ha seguito l’invito al raccoglimento. È stato forse il momento più autentico della serata. In mezzo ai grandi nomi della politica, del giornalismo e delle istituzioni, e ai tanti applausi che hanno scandito gli interventi, quello dedicato a Claudio Busetta è sembrato il più spontaneo, il più sentito. Per qualche istante le appartenenze hanno lasciato spazio al semplice sentimento di una comunità che salutava uno dei suoi.
Tra gli interventi che più guardavano davvero al Mediterraneo c’è stato quello di Italo Cucci. Ha anticipato la visita del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, atteso il 28 luglio per celebrare il decennale del Parco Nazionale, spiegando anche il complesso cerimoniale che accompagnerà la giornata. Ma soprattutto ha rilanciato un progetto che profuma di futuro: la Maratona del Mediterraneo, capace di coinvolgere i Paesi che si affacciano sul nostro mare. Lo sport come linguaggio comune, quello che riesce a cucire ciò che spesso la politica divide.
Nello stesso solco si è inserito Achille Scudieri, presidente della Fondazione Achille Scudieri e amministratore delegato delle Tenute Scudieri, ha invece lasciato da parte numeri e strategie per raccontare il suo legame con Pantelleria. Ha parlato dell’amore che lo lega all’isola, di una terra che lo ha conquistato e che considera un luogo capace di unire bellezza, identità e futuro.
Poi hanno preso la parola i rappresentanti delle Forze Armate. Toni istituzionali, misurati, coerenti con il contesto.
Quando sul palco è salito Ignazio La Russa, però, l’atmosfera è cambiata. L’intervista ha assunto rapidamente il ritmo di un talk show televisivo, con domande e risposte che hanno portato il dibattito sul tradizionale terreno del confronto tra destra e sinistra. Il Presidente del Senato ha affrontato temi di stretta attualità: il rapporto tra centrodestra e centrosinistra, le prospettive elettorali, il ruolo del generale Vannacci e di Matteo Renzi negli equilibri politici, le polemiche legate alla gestione del Covid e la futura legge elettorale, sostenendo che l’opposizione la osteggerà perché renderebbe più difficile una situazione di sostanziale parità tra i due schieramenti.
Da semplice spettatrice mi sono ritrovata a chiedermi dove fosse finito il Mediterraneo, annunciato dal titolo della manifestazione. Più che un mare da esplorare, sembrava diventato uno sfondo sul quale proiettare la politica nazionale.
Non sono mancati i momenti più leggeri quando, ricordando che l’hangar era stato costruito in soli due anni, La Russa ha osservato sorridendo che, nel suo palazzo, per realizzare un ascensore ne sono serviti cinque.
E alla domanda gastronomica di Desario— “Chi butta dalla torre tra carbonara e cous cous?” — ha dribblato entrambi scegliendo la pasta alla Norma. Più tardi è arrivata anche una battuta destinata a strappare sorrisi: se Giorgia Meloni diventasse Presidente della Repubblica, sarebbe «la migliore presidente donna della storia d’Italia». Del resto, ha aggiunto lui stesso, sarebbe anche la prima.
Mentre l’aereo attendeva Ignazio La Russa sulla pista, gli ospiti si spostavano verso la cantina Donnafugata, dove era prevista la cena conclusiva. La politica continuava a tavola, tra un calice di vino pantesco e il profumo del Mediterraneo che, almeno lì, non aveva bisogno di essere raccontato.
Noi spettatori, poco più di un centinaio, siamo tornati verso casa con qualche domanda in più. L’evento si intitolava Mediterraneo d’Autore. Del Mediterraneo, però, si è parlato soprattutto all’inizio. Il resto della serata è stato occupato dalla politica italiana, quella che divide, appassiona o annoia, a seconda dei punti di vista.
Forse è inevitabile. Ma viene da pensare che il Mediterraneo, ancora una volta, sia rimasto lì fuori: silenzioso, immenso e paziente, ad aspettare che qualcuno ricominci davvero a raccontarlo.

Lucia Boldi, nata a Palermo nel 1961, ama definirsi una collezionista di storie e di emozioni. Da giovanissima ha firmato articoli di attualità per il giornale L’Ora. Negli anni ottanta, nella storica via Libertà, ha aperto una boutique, diventata presto luogo di nicchia per le appassionate di moda. Per quasi quarant’anni ha ricercato la bellezza nei vestiti e fatto emozionare tante donne grazie alla linea ardita di un abito, alla consistenza eterea di un caftano in seta o alla forma originale di una collana. Quando la moda ha smesso di darle il batticuore, ha scoperto che con la penna poteva ricreare lo stesso incanto. Scegliere le collezioni o scrivere libri sono due attività che, a suo dire, si somigliano: si tratta sempre di esprimere la propria personalità e i propri sentimenti, anche se in maniera diversa. Cucurummà è il suo romanzo d’esordio.










Solo passerella per La Russa Cucci Merlino e D’Ancona, si vede che di Mediterraneo solo la destra può disquisire.