Trapani-Pantelleria: perdere l’aereo perché gli orari dei bus sul sito Airgest non sono aggiornati

Trapani-Pantelleria: perdere l’aereo perché gli orari dei bus sul sito Airgest non sono aggiornati

16/04/2021 0 Di Antonio Gutterez

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Antonio Gutterez inaugura la sua collaborazione personale con la nostra testata con il racconto di una sua disavventura con i bus che portano all’Aeroporto di Birgi-Trapani.

Un episodio che a molti panteschi, in questi anni è capitato di vivere, tra un disagio e l’altro: perdere l’aereo per mancate o sbagliate informazioni sul servizio di navetta bus da Trapani

di Anto­nio Gutterez

Cro­na­ca di una gior­na­ta storta.

Per noi pan­te­schi è nor­ma­le pren­de­re il bus che col­le­ga la cit­tà di Tra­pa­ni con l’ae­ro­por­to Inter­na­zio­na­le Vin­cen­zo Flo­rio di Bir­gi. Lo fac­cia­mo per­ché pren­de­re un taxi risul­ta mol­to più caro dei pochi euro del­la cor­sa del bus.

Per noi pan­te­schi è anche como­do rile­va­re gli ora­ri del­le cor­se dei bus sca­ri­can­do­li dal sito inter­net del­l’Air­ge­st, la socie­tà che gesti­sce l’ae­ro­por­to Inter­na­zio­na­le Vin­cen­zo Flo­rio di Bir­gi. Allo­ra entria­mo sul sito, cer­chia­mo la pagi­na “col­le­ga­men­ti da e per Tra­pa­ni” e stu­dia­mo i vari ora­ri pro­po­sti dal­la com­pa­gnia di Tra­spor­to con­ces­sio­na­ria del­la linea pub­bli­ca. Si fa il bigliet­to, si veri­fi­ca­no gli ora­ri dei bus e di sce­glie quel­lo ade­gua­to alle nostre esigenze.

E ci fidia­mo di tut­ti, guai a non farlo.

Que­sto è ciò che ho fat­to gio­ve­dì 14 apri­le. Ho sca­ri­ca­to l’o­ra­rio dal sito del­l’Air­ge­st e ho deci­so di pren­de­re il bus del­le 17.00 indi­ca­to nel­l’o­ra­rio in vigo­re dall’11 gen­na­io 2021.

Alle 17.00 in pun­to, da bra­vo pan­te­sco, mi sono ritro­va­to alla fer­ma­ta di Via Fardella.

Pas­se­ran­no alme­no 15 minu­ti pri­ma che arri­vi,” dice­vo fra me e me. “Ce la pos­so fare ad arri­va­re pun­tua­le all’im­bar­co del volo del­le 18.30. Ho già fat­to il check in onli­ne, così anti­ci­po un pochi­no e vado pro­prio como­do como­do…

Alle 17.30, anco­ra non s’è vista ombra di bus e ini­zia­no i pri­mi dub­bi. O meglio, mol­ti bus mi ave­va­no intan­to fat­to ombra, ma nes­su­no che ser­vis­se a me.

Alle 17.40, ormai ras­se­gna­to ad aver per­so il mio volo, mi lan­cio sul pri­mo bus di pas­sag­gio e chie­do infor­ma­zio­ni al con­du­cen­te. Sì, lo so, non avrei dovu­to par­lar­gli, non si par­la al con­du­cen­te, si sa, ma io ero dispe­ra­to. Dove­vo pren­de­re quel­l’ae­reo. Ave­vo trop­pe cose da fare a Pan­tel­le­ria per per­der­lo per col­pa del bus.
E dun­que, una vol­ta infran­ta la rego­la di non distur­ba­re il con­du­cen­te, comin­cio: “Mi scu­si signor con­du­cen­te, ha mica idea di quan­do pas­si il bus per l’Ae­ro­por­to Inter­na­zio­na­le Vin­cen­zo Flo­rio di Bir­gi?

Aspet­ti che guar­do,” mi fa il con­du­cen­te. “Par­te alle 17.30″.

Come???” dico io. “Sul­l’o­ra­rio di par­ten­za che ho sca­ri­ca­to sul sito Air­ge­st, che gesti­sce l’Ae­ro­por­to Inter­na­zio­na­le Vin­cen­zo Flo­rio di Bir­gi, non c’è ombra di que­sto ora­rio, piut­to­sto si par­la del­le 17.00 in pun­to!

Ma lei lo sa che abbia­mo un ora­rio nuo­vo in vigo­re dal 7 apri­le? Ecco­lo!

Ammet­to di esser­ci rima­sto male.

Subi­to ho capi­to: sul sito del­l’ae­ro­por­to Inter­na­zio­na­le Vin­cen­zo Flo­rio di Tra­pa­ni Bir­gi pub­bli­ciz­za­no un ora­rio ormai sca­du­to da ben una set­ti­ma­na. Una incre­di­bi­le distra­zio­ne che get­ta un’om­bra sul­la pro­ie­zio­ne euro­pea che allo stes­so il mana­ge­ment ha deci­so di conferire.

Per far­la bre­ve, l’ae­reo per me ora era ormai un miraggio.

Ave­vo tan­te cose da fare a Pan­tel­le­ria, tra impe­gni di lavo­ro, impe­gni ammi­ni­stra­ti­vi per l’in­ca­ri­co che rico­pro e anche fami­lia­ri, per­ché dove­vo anche pas­sa­re a salu­ta­re i miei geni­to­ri, ormai anziani.

Nien­te di tut­to ciò. Volo, pro­gram­mi, lavo­ro e sol­di per­si. Di loro non è rima­sta nem­me­no l’ombra.

E il gior­no dopo? Man­co a dir­lo! Ven­to di Levan­te a 35 nodi. Nave e aerei fer­mi al palo. 

Que­sto signi­fi­ca vive­re su un’i­so­la. Que­ste sono sto­rie ordi­na­rie di panteschi…