Lettera aperta a Musumeci: i cittadini delle isole sono cittadini italiani!

Lettera aperta a Musumeci: i cittadini delle isole sono cittadini italiani!

15/04/2021 0 Di Angelo Fumuso

Que­sto arti­co­lo è sta­to let­to 554 volte!

Angelo Fumuso (IV) scrive una Lettera aperta al Presidente Nello Musumeci sul trattamento riservato alle piccole isole: tante parole e pochi fatti.

 Noi chiediamo di essere cittadini italiani,  non a parole ma nei fatti! Vogliamo godere degli stessi privilegi e diritti dei cittadini italiani che abitano nell’ l’isola più grande, la Sicilia.

 Abbiamo tutto, ma non riusciamo a decollare e per questo i nostri giovani sono costretti ad emigrare!  Abbiamo tutto per decollare, ma alla fine nelle mani non ci resta niente!

di Ange­lo Fumuso
 
Signor Pre­si­den­te Musu­me­ci, lei ha det­to in una tra­smis­sio­ne gior­ni fa: “Ser­ve una nuo­va leg­ge sul­le pic­co­le iso­le! È un’as­sur­di­tà impor­re i para­me­tri del­la ter­ra­fer­ma alle isole!”
Signor pre­si­den­te Musu­me­ci sia­mo abi­tua­ti da tan­to tem­po a sen­ti­re que­ste paro­le, ma poi nien­te si tra­mu­ta nei fatti.
Signor pre­si­den­te Musu­me­ci,  ad ogni ele­zio­ne regio­na­le sen­tia­mo par­la­re del­la crea­zio­ne di un Asses­so­ra­to alle pic­co­le iso­le, o di quan­to­me­no un refe­ren­te o un  uffi­cio; ma que­sto discor­so rima­ne sem­pre e solo nel­la car­ta, per­ché nei fat­ti non ne vedia­mo effet­ti para­ti­ci. Fini­to il perio­do elet­to­ra­le non non se ne sen­te più parlare!
La leg­ge, la Costi­tu­zio­ne ci dico­no che tut­ti i cit­ta­di­ni ita­lia­ni sono ugua­li, ma nel­le Iso­le non è così. Leg­gi e Costi­tu­zio­ne, dopo 70 anni di vita repub­bli­ca­na, non han­no risol­to tut­ti i pro­ble­mi lega­ti alla nostra insularità!
Noi chie­dia­mo di esse­re cit­ta­di­ni ita­lia­ni, non a paro­le ma nei fat­ti! Voglia­mo gode­re degli stes­si pri­vi­le­gi e dirit­ti dei cit­ta­di­ni ita­lia­ni che abi­ta­no nell’ l’i­so­la più gran­de, la Sicilia.
Un litro di ben­zi­na qua costa € 2,50 cen­te­si­mi in più del­la ter­ra­fer­ma, una bom­bo­la di gas GPL qua costa 25 euro, qua­si die­ci euro in più del­la Ter­ra­fer­ma. Per non par­la­re del­le spe­se per il gene­re ali­men­ta­ri, di soli­to 50 cen­te­si­mi €1, in più su ogni cosa. La spie­ga­zio­ne è sem­pre la stes­sa il costo dei trasporti!
E que­sto, ci per­met­ta di dire è un’as­sur­di­tà se con­si­de­ria­mo le spe­se soste­nu­te dal­la regio­ne per la con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le. I cit­ta­di­ni viag­gia­no in con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le, le mer­ci ali­men­ta­ri no! Mer­ci che poi deter­mi­na­no il costo del­la vita nel­le isole!
In ogni capi­to­la­to di spe­sa per appal­ti, c’è la mag­gio­ra­zio­ne del 30% per i lavo­ri fat­ti nel­le iso­le. Quin­di vive­re in un’i­so­la costa il 30% in più come mini­mo, ai residenti!
Ulti­ma­men­te c’è sta­to un aumen­to del­le tarif­fe dei tra­spor­ti nava­li del 1,50% per le spe­se soste­nu­te dal­la com­pa­gnia dei tra­spor­ti marit­ti­mi per i con­trol­li Covid e ribal­ta­ti a noi. Fini­rà come per le acci­se del­la ben­zi­na, che paghia­mo anco­ra  i costi del ter­re­mo­to di Mes­si­na del 1908?
Abbia­mo sem­pre la stes­sa com­pa­gnia di tra­spor­ti nava­li da più di 60 anni che cam­bia pro­prie­ta­rio, ma alla fine agi­sce in pie­no mono­po­lio, con un par­co di nave che è sem­pre lo stesso.
Capi­sce bene signor Pre­si­den­te,  che ave­re un par­co navi­glio anzia­no vuol dire ave­re disa­gi con­ti­nui dovu­ti a gua­sti da usu­ra e alla soli­ta guer­ra tra pove­ri: togli una nave di qua e la met­ti lì, ma man­ca sem­pre una nave in tota­le e ci ren­de ugua­li tut­ti nei disa­gi. E que­sto sem­pre e costan­te­men­te d’e­sta­te, duran­te il perio­do più deli­ca­to del­la nostra eco­no­mia:  l’e­sta­te col turi­smo, il vola­no del­la nostra economia! 
Il turi­smo si nutre dei tra­spor­ti sicu­ri, affi­da­bi­li e cer­ti e non di tra­spor­ti a sin­ghioz­zo: oggi sì e doma­ni no e dopo­do­ma­ni forse. 
Signor Pre­si­den­te, abbia­mo caren­ze strut­tu­ra­li, pro­get­tua­li­tà che da decen­ni chie­dia­mo di rea­liz­za­re. Pro­get­ti  che pos­so­no far decol­la­re l’e­co­no­mia del­le nostre Isole. 
Abbia­mo tan­ta bel­lez­za, tan­ta sto­ria, tan­ta cul­tu­ra mil­le­na­ria di soprav­vi­ven­za da par­te dei nostri avi, che si tra­mu­ta in un modo di vive­re e di rela­zio­nar­si uni­co, del­le nostre isole.
Abbia­mo tan­ti pro­dot­ti che sia­mo riu­sci­ti  a strap­pa­re al mare e alla natu­ra,  uni­ci che il mon­do ci invidia. 
Abbia­mo la nostra cuci­na, che uti­liz­za pro­dot­ti genui­ni che la ter­ra il mare ci dà e che è diven­ta­ta un model­lo nel mondo!
Abbia­mo la pazien­za mil­le­na­ria di sape­re aspet­ta­re, di sape­re gusta­re e assa­po­ra­re le cose del­la vita, i frut­ti del­la Ter­ra e del Mare, per­ché del­le nostre iso­le sap­pia­mo apprez­za­re il tem­po e non ne sia­mo schiavi.
Abbia­mo ere­di­ta­to l’o­spi­ta­li­tà dei nostri avi che fa del­le nostre iso­le dei pun­ti di pace fis­si nel Medi­ter­ra­neo. Le nostre iso­le sono Pon­ti di pace e non muri di confine! 
Abbia­mo un cli­ma e una qua­li­tà del­la vita da pri­ma­to. Chiun­que vie­ne ne resta inna­mo­ra­to e ammaliato.
Signor Pre­si­den­te Musu­me­ci, abbia­mo tut­to ma non riu­scia­mo a decol­la­re e per que­sto i nostri gio­va­ni sono costret­ti ad emi­gra­re!  Abbia­mo tut­to per decol­la­re, ma alla fine nel­le mani non ci resta niente!
Signor Pre­si­den­te Musu­me­ci, chie­dia­mo di esse­re cit­ta­di­ni italiani!
Nasce que­sto comi­ta­to come un modo di fare una nuo­va poli­ti­ca di unio­ne tra le iso­le sici­lia­ne. Ci affian­che­re­mo alle ammi­ni­stra­zio­ni, alle popo­la­zio­ni del­le nostre iso­le per por­ta­re avan­ti i temi comu­ni. Dia­lo­ghe­re­mo, ci con­fron­te­re­mo e por­te­re­mo i temi comu­ni con esse. Fare­mo poli­ti­ca assie­me! Un modo nuo­vo di fare poli­ti­ca, più inclu­si­vo è uni­ta­rio tra le nostre iso­le siciliane.
Spe­ria­mo che Lei accol­ga que­sto gri­do di dolore.
 
Ange­lo Fumu­so, Respon­sa­bi­le Ita­lia Viva Iso­le Minori