San Fortunato di Pantelleria: il santo giusto al posto giusto e al momento giusto!

San Fortunato di Pantelleria: il santo giusto al posto giusto e al momento giusto!

19/10/2019 0 Di Redazione

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La storia di San Fortunato, Patrono di Pantelleria, ci dimostra che anche un santo a volte può divenire un ‘eroe per caso’

di Gas­pare Inglese

Rileggen­do alcu­ni pas­si del libro dell’Isola di Pan­tel­le­ria del Notaro D’Ajetti (*) e le note del prof. Anni­bale Ric­cò (+) su Ter­re­moti, soll­e­va­men­to ed eruzione sot­toma­ri­na a Pan­tel­le­ria nel­la sec­on­da metà dell’ottobre 1891, a me molto cari, riflet­te­vo su quan­to l’essere “eroe per caso” pos­sa valere anche per un San­to.

Chissà come andarono real­mente le cose in quel tem­po funesto, ma a me piace pen­sare che S. For­tu­na­to, le cui reliquie era­no ospi­tate nel­la Chiesa Matrice del Capolu­o­go, fu più indul­gente alle preghiere dei nos­tri com­pae­sani rispet­to alla nos­tra Madon­na del­la Mar­gana, Pro­tet­trice dell’Isola, che in quell’autunno calami­toso sog­gior­na­va anco­ra nel­la res­i­den­za campestre dell’omonima local­ità!

San For­tu­na­to, acclam­a­to furor di popo­lo a Patrono per aver fat­to scam­pare la fine di Atlantide a Pan­tel­le­ria, ben­e­fi­cia ancor oggi di place réservée alla Matrice e di un’edicola voti­va a Mar­tin­gana.

Un po’ come l’Isola Fer­di­nan­dea, che nel 1831 emerse nel trat­to di mare com­pre­so tra Pan­tel­le­ria e Sci­ac­ca ma, che per evitare inci­den­ti diplo­mati­ci e ten­sioni geopolitiche, decise di inabis­sar­si con­seg­nan­do la sua memo­ria all’oblio.

S For­tu­na­to si pre­sen­ta tim­i­da­mente di fronte ai miei occhi laici, con tut­ta la sua forza e quel­la dei pan­ti­d­drarischi di fine ‘800 che a lui si affi­darono las­cian­do il tes­ti­mone ai carovanieri por­tu­ali che durante tut­to il ‘900 si curarono di gettare a nw del por­to una coro­na di fiori in direzione del­la ter­ri­bile eruzione sot­toma­ri­na del tem­po .

E’ a tut­ti nota la cit­tà del San­to sen­za nome, sin­go­lare quel­la dell’isola dal Patrono sen­za Chiesa!

(*)«..Nel 1891, rac­con­ta il D’Ai­jet­ti, toc­cò a Pan­tel­le­ria, con un “pre­lu­dio vio­len­tis­si­mo fin dal­l’an­no prece­dente, la rot­tura di una quar­an­ti­na di cis­terne e il soll­e­va­men­to del­la cos­ta nordest…”. Un giorno le cam­pane suonarono da sole “facen­do sen­tire rin­toc­chi di funerale”, poi “il mare prese mis­te­riosa­mente ad agi­tar­si e ribol­lire, e si gon­fiò in una sin­go­lare escrescen­za, nel­la quale talu­ni cre­det­tero di ravvis­are un mostro mari­no di fog­gia sconosci­u­ta. Poi l’e­screscen­za si dis­tese, si mod­el­lò in una striscia di qua­si un chilometro, dal­la quale pre­sero a venir fuori gran copia di fumo, sin­istri bagliori di fiamma e ter­ri­f­i­can­ti boati”. Allo­ra fu il gran finale, con “fan­tas­magori­ci ben­gala”, piog­gia di proi­et­tili, “sfi­a­to di anidride sol­forosa” e una “sara­ban­da infer­nale di tuoni e det­on­azioni”. Il tut­to si con­cluse di notte con “un gigan­tesco falò, che le dirimpet­taie coste del­la Tunisia e del­la Sicil­ia ammi­rarono stu­pe­fat­te”. Uno “stu­pen­do ben­gala” che gli isolani, affluiti alla chiesa madre, rius­cirono a speg­nere solo por­tan­do in pro­ces­sione le ossa di San For­tu­na­to…»

(+) «… Però i ter­re­moti nel­la pic­co­la cit­tà di Pan­tel­le­ria era­no, fino all’ anno scor­so, qua­si sconosciu­ti: si ave­va solo un vago ricor­do di un ter­re­mo­to accadu­to 14 o 15 anni fa a Scauri….Pertanto, quan­do al 14 del­lo scor­so otto­bre 1891 com­in­cia­rono nel­la pic­co­la cit­tà di Pan­tel­le­ria e con­tin­uarono fre­quen­ti per una dieci­na di giorni, scosse per lo più sus­sul­to­rie, spe­cial­mente for­ti nel paese e nelle vicine cam­pagne molto popo­late, l’ impres­sione e lo spaven­to di quelle gen­ti fu assai….. »