Pantelleria: oggi si festeggia il patrono San Fortunato

Pantelleria: oggi si festeggia il patrono San Fortunato

16/10/2019 0 Di Redazione

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Il 16 Otto­bre di ogni anno, la cit­tad­i­nan­za di Pan­tel­le­ria rende omag­gio al suo san­to patrono: San For­tu­na­to.

Occorre conoscere la sto­ria dell’isola per com­prendere la devozione che i pan­teschi han­no man­i­fes­ta­to nei con­fron­ti di questo san­to, orig­i­nario di Casei-Gero­la, pres­so Pavia, dove un’ urna pro­tegge le sue reliquie.

La Chiesa lo proclamò San­to in quan­to fu decap­i­ta­to per esser­si rifi­u­ta­to di offrire sac­ri­fi­ci agli dei di Roma o addirit­tura di uccidere alcu­ni cris­tiani in quan­to solda­to del­la Legione tebea.

Nel­la Chiesa matrice di Pan­tel­le­ria, già nel lon­tano 1673 era­no con­ser­vate le spoglie del San­to e a lui si riv­olsero le comu­nità dell’ iso­la per invo­car­lo con riti e preghiere affinché scon­giurasse il ter­ri­bile ter­re­mo­to del 1831 e il mare­mo­to del 1891. Due even­ti che pote­vano seg­nare la fine di un’ iso­la soprat­tut­to nel 1981 quan­do un’ eruzione vul­cani­ca ver­i­fi­cat­a­si nel­la parte ovest-nord-ovest dell’isola fece risuonare i bronzi di tutte le chiesette dell’isola.

Improvvisa­mente il mare com­in­ciò a ribol­lire, affio­ra­vano pezzi di lava bol­lente men­tre altri bloc­chi di lava incan­des­cente salta­vano in alto a cir­ca 15 metri di altez­za, fis­chi­an­do e scop­piando in aria. Intan­to dal mare con­tin­u­a­va ad affio­rare lava che subito si raf­fred­da­va e spro­fon­da­va da dove era venu­ta.

La notte gli effet­ti dell’eruzione somigli­a­vano molto ad uno spet­ta­co­lo pirotec­ni­co, ma lo spet­ta­co­lo che si gus­ta­va dal­la vic­i­na cos­ta tunisi­na face­va pre­sa­gire la fine di un ter­ri­to­rio. Men­tre le scosse si susseguiv­ano, sen­za causare mor­ti, né dan­ni gravi, dal­la Sicil­ia iniziarono ad arrivare le prime navi mil­i­tari in soc­cor­so alla popo­lazione, ma anche per effet­tuare ric­og­nizioni sci­en­ti­fiche.

Fu in quel­la ter­ri­bile occa­sione che i pan­teschi si rifu­gia­rono nel­la Chiesa Madre dell’isola e pre­garono insis­ten­te­mente S. For­tu­na­to affinché allon­tanasse da loro ogni peri­co­lo. E il San­to accolse le preghiere di un popo­lo che per ringraziar­lo impose il nome di For­tu­na­to ai nuovi nasc­i­turi e lo proclamò Patrono di Pan­tel­le­ria.

Ogni anno in sua memo­ria viene cel­e­bra­ta una fun­zione eucaris­ti­ca e poi in pro­ces­sione la stat­ua viene por­ta­ta dai fedeli al molo da dove parte una bar­ca con l’effigie del San­to e al largo del por­to dell’isola viene get­ta­ta in mare una coro­na di fiori.

Alla fes­ta reli­giosa segue poi fino a tar­da notte una fes­ta pae­sana con musi­ca e bal­li in piaz­za.

Preghiera a S. Fortunato

San­to Vesco­vo del­la Chiesa di Cristo, immag­ine viva dell’unico Buon Pas­tore, non hai esi­ta­to a dare la tua vita nel mar­tirio per ren­dere tes­ti­mo­ni­an­za al Sig­nore Risor­to.

Ora sei pres­so di Lui e inter­ce­di per noi che siamo nel­la pro­va.

Ti preghi­amo con fidu­cia.

Come nel pas­sato hai ascolta­to le nos­tre sup­pliche, guar­da a noi con benev­olen­za e ottieni­ci dal cielo, insieme alla per­se­ver­an­za nel­la fede, le gra­zie di cui oggi abbi­amo più bisog­no.

Te lo chiedi­amo per la mag­gior glo­ria di Dio e il bene delle nos­tre ani­me.

Amen.

Chiesa Madre SS. Sal­va­tore di Pan­tel­le­ria

 

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