Pantelleria Manifestazione Doc: assenti i viticoltori. Sindaco preoccupato

Pantelleria Manifestazione Doc: assenti i viticoltori. Sindaco preoccupato

29/07/2019 0 Di Francesca Marrucci

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A Pantelleria ieri sera la Manifestazione in Piazza per difendere il Doc. Grandi assenti proprio i viticoltori.

Il Sindaco Campo dopo il colpo di spugna del Consorzio: ‘Se non ci facciamo sentire, questa per noi è la fine!’ 

Ora la palla passa alla Lega, dopodomani al Ministero dell’Agricoltura: ognuno deve fare la sua parte!

di Francesca Mar­ruc­ci

La Man­i­fes­tazione indet­ta dal Comi­ta­to dei Vid­drani ieri sera a Pan­tel­le­ria per difend­ere la Doc pan­tesca ha riscos­so un buon suc­ces­so di pub­bli­co, ma la ver­ità è che man­ca­vano i pro­tag­o­nisti e le vit­time del­la vicen­da, pro­prio quel­li che dove­vano essere i pri­mi inter­es­sati: i viti­coltori di Pan­tel­le­ria.

I nuovi svilup­pi e l’ul­ti­ma triste pun­ta­ta in ordine crono­logi­co di quel­la che ormai è una battaglia a tut­ti gli effet­ti, li ha rac­con­tati pro­prio il Sin­da­co Vin­cen­zo Cam­po, che ha mes­so in guardia tut­ti sul fat­to che se non si reagisce e si fa sen­tire tut­ta l’iso­la, ormai è sanci­ta la fine defin­i­ti­va del­la colti­vazione del­la vite pan­tesca.

Ques­ta è la fine!’ ha ripetu­to più volte il Pri­mo Cit­tadi­no, spie­gan­do l’ul­ti­mo atto del Con­sorzio Tutela che si è svin­co­la­to anche dal­la nor­ma che tutela­va le quan­tità di zibib­bo da uti­liz­zare nelle bot­tiglie.

Persi­no il par­ro­co Don Paul ha rim­prover­a­to i pan­teschi per il loro met­tere la tes­ta sot­to la sab­bia nel momen­to in cui le cose suc­ce­dono, lamen­tan­dosi poi dopo che sono suc­cesse.

Un’e­sor­tazione alla reazione, a ripren­der­si un pat­ri­mo­nio che in trop­pi stan­no cer­can­do da tem­po di scip­pare all’iso­la, lo ha fat­to acco­rata­mente anche Rosan­na Gabriele del Comi­ta­to dei Vid­drani che ha orga­niz­za­to l’inizia­ti­va e la rac­col­ta delle firme online (FIRMA SE NON L’HAI ANCORA FATTO: https://www.change.org/p/ministro-dell-agricoltura-on-gian-marco-centinaio-il-consorzio-di-pantelleria-mi-tutela).

Ora la pal­la pas­sa alla Lega di Pan­tel­le­ria che dopodomani sarà rice­vu­ta dal­la Seg­rete­ria del Min­is­tero del­l’A­gri­coltura. 

In ques­ta battaglia ognuno deve fare la sua parte con le pro­prie pos­si­bil­ità, ma non serve a niente se i diret­ti inter­es­sati con­tin­u­ano solo a guardare.


Ecco il video e a seguire i link rapidi agli interventi trascritti della Manifestazione a Pantelleria di ieri sera.

Riprese di Gior­gio Sil­via, Orga­niz­zazione e foto di Flavio Sil­via


Il Discorso di Rosanna Gabriele, Comitato dei Viddrani di Pantelleria

Buona sera a tut­ti, vor­rei iniziare il mio inter­ven­to con la let­tura del­la Petizione che noi Vid­drani abbi­amo inoltra­to on-line alle Autorità com­pe­ten­ti, e che gra­zie anche a Voi, ha super­a­to un migli­aio di firme. Essa è sta­ta intes­ta­ta:

Al Min­istro dell’Agricoltura

On. Gian Mar­co Centi­naio — ROMA

All’Assessore Regionale all’Agricoltura

On. Edy Bandiera — PALERMO

Al Capo Dipar­ti­men­to dell’ICQRF

Dott. Ste­fano Vac­cari — ROMA

Al Pres­i­dente del Con­sorzio di Tutela del­la Denom­i­nazione “Pan­tel­le­ria”

Dott. Benedet­to Ren­da — Marsala

 PANTELLERIA 10 luglio 2019

Ogget­to: mod­i­fiche al dis­ci­pli­nare del­la Denom­i­nazione “Pan­tel­le­ria” con aggiun­ta dell’unità geografi­ca supe­ri­ore “Sicil­ia”.

I sot­to­scrit­ti fir­matari del­la petizione,

pre­mes­so che:

  • nei giorni scor­si l’assemblea dei soci del Con­sorzio di Pan­tel­le­ria, con­tro la volon­tà dell’intera comu­nità pan­tesca e con­tro la pro­pos­ta del Gov­er­no Regionale di con­certare con tut­ti i por­ta­tori di inter­esse le even­tu­ali mod­i­fiche da approvare, ha delib­er­a­to alcune mod­i­fiche al Dis­ci­pli­nare di pro­duzione e in par­ti­co­lare il cam­bio di denom­i­nazione aggiun­gen­do a “Pan­tel­le­ria” il nome geografi­co più ampio “Sicil­ia”;
  • l’aggiunta di “Sicil­ia” snatu­ra, con­tro qualunque prin­ci­pio di mar­ket­ing, l’unicità del brand “Pan­tel­le­ria” e ne deprez­za i prodot­ti;
  • Pan­tel­le­ria van­ta due riconosci­men­ti Unesco legati alla colti­vazione del­la vite (“la prat­i­ca agri­co­la del­la colti­vazione dell’alberello pan­tesco” e “l’arte dei muret­ti a sec­co”), in più l’inserimento nel Reg­istro Nazionale dei “pae­sag­gi rurali stori­ci”, e un Par­co Nazionale nato per sal­va­guardare l’azione dell’eroico viti­coltore pan­tesco nel model­lare il pae­sag­gio dell’Isola;

con­sid­er­a­to che:

  1. Il con­sorzio non è demo­c­ra­ti­co:

Con i suoi asso­ciati — 325 viti­coltori e 8 can­tine – il Con­sorzio Vini Doc di Pan­tel­le­ria rap­p­re­sen­ta l’85% del­la pro­duzione Doc dell’isola (vendem­mia 2018), per cui appar­ente­mente rap­p­re­sen­ta la stra­grande mag­gio­ran­za del­la pro­duzione dell’Isola.

Ma cer­ta­mente non può definir­si demo­c­ra­ti­co e rap­p­re­sen­ta­ti­vo un Con­sorzio in cui il voto delle due prin­ci­pali can­tine “pesa” di più del voto dei 325 viti­coltori e delle restanti 6 can­tine messe assieme.

Le posizioni dom­i­nan­ti pos­sono sfo­cia­re in abusi quan­do le deci­sioni ven­gono “con­sigli­ate” ai viti­coltori dall’unico sogget­to (Can­ti­na Pel­le­gri­no ndr) che com­pra le loro uve.

  1. Il Con­sorzio non tutela:

la denom­i­nazione “Pan­tel­le­ria” non viene tute­la­ta dal Con­sorzio. Come dimostra­to nelle immag­i­ni seguen­ti, trat­te dal pro­fi­lo face­book del­lo stes­so Con­sorzio, durante la sec­on­da edi­zione del “Cor­so di avvic­i­na­men­to ai vini di Pan­tel­le­ria” sono sta­ti degus­ta­ti vini di altre denom­i­nazioni che in maniera ingan­nev­ole ven­gono pro­posti ai con­suma­tori come prodot­ti di Pan­tel­le­ria. Infat­ti i due vini in ques­tione, leggen­do le retroetichette o le schede tec­niche, sem­bra­no in tut­to e per tut­to vini di Pan­tel­le­ria, sal­vo poi sco­prire che uno è IGT Terre Sicil­iane Zibib­bo e l’altro DOC Sicil­ia Zibib­bo. Gibelè IGT Terre Sicil­iane Zibib­bo – Can­ti­na Pel­le­gri­no, e Lighea DOC Sicil­ia Zibib­bo – Can­ti­na Don­na fuga­ta.

  1. Il Con­sorzio non pro­muove:

il Con­sorzio di tutela del­la denom­i­nazione “Pan­tel­le­ria” nasce nel 1997 e, mal­gra­do 20 anni di attiv­ità, l’unica inizia­ti­va pro­mozionale deg­na di nota è la pri­ma edi­zione del “Pan­tel­le­ria Doc Fes­ti­val” che si è tenu­ta nel 2018. Inizia­ti­va che tra l’altro ha di fat­to annul­la­to l’unica inizia­ti­va pro­mozionale che si era svol­ta svol­ta negli ulti­mi anni, a cura del Comune di Pan­tel­le­ria, denom­i­na­ta “Pas­si­taly”;

Tut­to quan­to pre­mes­so e con­sid­er­a­to

CHIEDONO

ai des­ti­natari del­la petizione di inter­venire, ognuno per le pro­prie com­pe­ten­ze, affinché:

  • le mod­i­fiche approvate dall’assemblea del Con­sorzio di tutela del­la denom­i­nazione “Pan­tel­le­ria” non vengano rat­ifi­cate dagli organi pre­posti;
  • ven­ga tute­la­to il prin­ci­pio del­la rap­p­re­sen­ta­tiv­ità ed evi­ta­to l’abuso di posizione dom­i­nante;
  • ven­ga dis­pos­ta un’ispezione per ver­i­fi­care le attiv­ità di tutela e di pro­mozione del­la denom­i­nazione “Pan­tel­le­ria” che il Con­sorzio ha pos­to in essere dal­la sua cos­ti­tuzione, avvenu­ta nel 1997, ad oggi.

Si res­ta in atte­sa di un pron­to inter­ven­to.

I fir­matari

La nota che ho appe­na let­to è il testo del­la petizione e tut­ti ormai conos­ci­amo a memo­ria le moti­vazioni che ci spin­gono ad agire, sia per situ­azioni vis­sute in pas­sato, sia per l’ultima trova­ta, pro­pos­ta, e approva­ta …

Ma noi, da pan­teschi, innamorati del­la nos­tra ter­ra, vogliamo riv­ol­ger­ci ai nos­tri concit­ta­di­ni con il cuore in mano, inseren­do­ci den­tro ai loro dub­bi, alle loro pau­re, alle loro esi­tazioni, alla loro sop­por­tazione, al loro sen­so del rispet­to a volte esager­a­to, alla loro rasseg­nazione …spes­so dovu­ta alle maldicen­ze messe in giro ad hoc per far­li scor­ag­gia­re …

E a gius­ti­fi­cazione dell’apatico atteggia­men­to che cias­cuno, influen­zan­dosi a vicen­da, assume, ven­gono ripetute le moti­vazioni dette e stradette: “tut­ti i ten­ta­tivi intrapre­si dai Pan­teschi per real­iz­zare Coop­er­a­tive, dagli Agri­coltori Asso­ciati, all’Enopolio, nel giro di pochi anni sono naufra­gati nel nul­la”, e tale risul­ta­to ha insin­u­a­to negli ex Soci Pan­teschi la sfidu­cia in sé stes­si e negli altri, tan­to che questi con­tin­u­ano a dif­fondere tale sfidu­cia a dis­tan­za di anni, e tan­to che molti di loro si negano alla pro­pos­ta di fare nuovi ten­ta­tivi di aggregazione.

Ma se una soci­età fal­lisce chi impedisce ai sin­goli di ricom­in­cia­re? Per­ché si deve abban­donare un prog­et­to di vita e si res­ta soli, a causa di ciò che in pas­sato è sta­to frut­to dell’inesperienza, dell’assenza, o di errori di val­u­tazione?

Per­ché for­ti dell’esperienza pas­sa­ta non si può ricom­in­cia­re con più con­sapev­olez­za e parte­ci­pazione?

Per­ché gli errori del pas­sato non pos­sono sup­port­are una nuo­va volon­tà di ripren­dere in mano il pro­prio des­ti­no e di col­lab­o­rare per­ché tut­to pos­sa fun­zionare meglio?

Nes­suno è per­fet­to, ma per­ché non pen­sare e guardare ad esem­pi pos­i­tivi, come da noi, in questo momen­to la Coop­er­a­ti­va Cap­peri, che anco­ra resiste e por­ta avan­ti i suoi prog­et­ti?

Noi del Comi­ta­to aus­pichi­amo una Soci­età, una Coop­er­a­ti­va, un’Associazione, in cui le Aziende Pan­tesche pos­sano riu­nir­si con delle regole, fat­te guardan­do pro­prio agli errori del pas­sato, e adeguan­dole alle nuove situ­azioni, regole che fac­ciano da base a qual­si­asi con­testo pro­dut­ti­vo, ne cito alcune per esem­pio:

  • tut­ti i Soci devono dare il pro­prio con­trib­u­to lavo­ra­ti­vo e di idee così come fan­no per la pro­pria Azien­da;
  • devono far scri­vere nel­lo Statu­to che nelle Assem­blee si preve­da che ogni socio pre­sente può essere latore di una sola del­e­ga;
  • e che la nuo­va Soci­età deve avere la con­sapev­olez­za che con un’agricoltura “eroica e di nic­chia”, come la nos­tra, si deve puntare a pro­durre qual­ità e non anon­ime quan­tità;
  • devono prevedere, inoltre, che l’uva o i prodot­ti con­fer­i­ti deb­bano provenire da ter­reni non trat­tati con dis­er­ban­ti nocivi alla salute di tut­ti;
  • devono rib­adire il con­cet­to di una fil­iera di pro­duzione che inizi e finis­ca nell’Isola di Pan­tel­le­ria;
  • e che, essendo i vini, i pas­si­ti, gli ortofrut­ti­coli, le marmel­late ecc. “Prodot­ti di NICCHIA”, devono pro­porre agli acquiren­ti non con­trat­ti di for­ni­tu­ra di quan­tità illim­i­tate, ma con­trat­ti di prodot­ti di quan­tità lim­i­tate, da vendere a prezzi adeguati, dan­do la garanzia dell’autenticità e dell’alta qual­ità,.

Queste alcune indi­cazioni che rite­ni­amo indis­pens­abili e che potreb­bero e dovreb­bero guidare chi è con­sapev­ole del “Tesoro” che la ter­ra di Pan­tel­le­ria offre, questo il tipo di mer­ca­to e busi­ness a cui tut­ti i Pan­teschi devono mirare, anche con l’aiuto delle Isti­tuzioni Politiche e dell’Ente Par­co!

Cias­cuno di noi, dopo le espe­rien­ze pas­sate, naufra­gate in quan­to non è sta­ta cura­ta la vera iden­tità e la qual­ità, deve ispi­rar­si a queste Regole essen­ziali che, se non pre­viste e rispet­tate, come in altre situ­azioni pas­sate e pre­sen­ti, cau­sano accen­tra­men­to di potere da parte di chi si abit­ua a decidere da solo o con pochi soci, men­tre gli altri soci, lati­tan­ti, si lamen­tano nei caf­fè! …

Noi Pan­teschi, quan­do vogliamo, sap­pi­amo dare il meglio, e uti­liz­zare una dote inna­ta in noi in quan­to Isolani, la forza del­la “Resilen­za”, sem­pre pre­sente quan­do sop­por­ti­amo le avver­sità pur di rag­giun­gere il nos­tro obi­et­ti­vo, sem­pre pre­sente quan­do ricom­in­ci­amo a lavo­rare la ter­ra dopo un’annata inclemente che non ci ha dato il frut­to sper­a­to, sem­pre pre­sente quan­do fac­ciamo sac­ri­fi­ci per curar­ci altrove e non sap­pi­amo quan­do pos­si­amo ritornare a casa!

Dob­bi­amo essere, in questo momen­to par­ti­co­lar­mente criti­co, come in tut­ti i momen­ti crit­i­ci del­la nos­tra esisten­za di Isolani, come “l’Araba Fenice”, che rinasce dalle pro­prie ceneri dopo la morte, e pro­prio per questo moti­vo sim­bo­leg­gia anche il potere del­la “Resilen­za” ovvero

La capac­ità di far fronte in maniera “pos­i­ti­va” alle avver­sità

colti­van­do le risorse che si trovano den­tro di noi!

La resilen­za è infat­ti la capac­ità di non las­cia­r­si abbat­tere dalle dif­fi­coltà del­la vita, di rea­gire, e di rialzarsi più for­ti di pri­ma. Pos­si­amo resistere al ven­to e alle tem­peste impara­n­do dagli alberi, cioè svilup­pan­do dei rami flessibili e delle radi­ci for­ti per man­ten­er­ci anco­rati a ter­ra,

ma, allo stes­so tem­po,

dob­bi­amo anche impara­re ad adattar­ci ai cam­bi­a­men­ti!

La morte può rap­p­re­sentare un fal­li­men­to, la res­ur­rezione dalle ceneri non è altro che la riparten­za.

Le per­sone resi­len­ti san­no che è impor­tante colti­vare l’autostima, ed impor­tan­tis­si­mo, cir­con­dar­si di per­sone pos­i­tive, che non but­tano ziz­za­nia, ma soprat­tut­to, san­no che devono impara­re ad accettare qual­si­asi situ­azione, anche sco­mo­da,

per pot­er rea­gire e poi rialzarsi, pron­ti ad affrontare il prob­le­ma e risolver­lo.

E, dopo ques­ta situ­azione che ci è piovu­ta addos­so a com­ple­ta­men­to di un prog­et­to, tram­a­to fin dall’inizio alle spalle dei Pan­teschi, a nes­suno deve balenare in mente il pen­siero che

tut­to ritornerà come pri­ma!

Non si tor­na indi­etro quan­do non ci sono prospet­tive di cresci­ta!

Non si tor­na indi­etro quan­do si va incon­tro ad arro­gan­za e sfrut­ta­men­to!

Ogni azione, ogni paro­la incide nell’animo umano, mod­i­f­i­can­done i pen­sieri e i com­por­ta­men­ti, ed anche se questo mes­sag­gio, che da giorni sta pas­san­do attra­ver­so la parte­ci­pazione, lo scam­bio di opin­ioni, la dif­fu­sione delle immag­i­ni, segui­to da molte per­sone fra agri­coltori ed attiv­ità indotte, dovesse essere accolto, soltan­to da poche decine di per­sone resi­len­ti che, arric­chite di nuove “moti­vazioni” lo fan­no pro­prio, queste per­sone, incon­sapevol­mente, lo sapran­no trasmet­tere agli altri, con le parole, ma soprat­tut­to con i fat­ti con­creti, a cui tut­ti dob­bi­amo puntare!

Il nos­tro Comi­ta­to vuole avere come OBIETTIVO quel­lo di “sen­si­bi­liz­zare” le coscien­ze,  arrivare alle men­ti, e rag­giun­gere il cuore di tut­ti voi …

Sì, il Cuore, dove l’amore per la nos­tra ter­ra rimane sopi­to… ma sem­pre pron­to a risveg­liar­si!

IL DOCUMENTO DEL CONSIGLIO COMUNALE LETTO DA ERIK VALLINI, PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE DI PANTELLERIA

SALUTO DI PADRE PAUL, PARROCO DELLA CHIESA MADRE DI PANTELLERIA

Rin­no­vo anche io il mio salu­to, in segui­to a quan­ti l’han­no già fat­to. Sicu­ra­mente, forse la mia per­sona non con­ta, dove­va pren­dere la paro­la qui Don Shawry, ma in sua assen­za, mi per­me­t­to di dire una parole su ciò per cui siamo riu­ni­ti ques­ta sera. Innanzi tut­to per dire che il vostro gri­do, il nos­tro gri­do viene sostenu­to e recepi­to dal­la nos­tra Chiesa, per­ché Dio è sem­pre dal­la parte dei deboli. Ma se è il nos­tro caso di essere i deboli, la Chiesa sostiene ques­ta battaglia. Quan­do sono arriva­to all’iso­la, tra le cose che si sen­ti­vano, soprat­tut­to su questo mon­u­men­to: ‘Han­no sbaglia­to tut­to!’

E i pan­teschi era­no qui e vede­vano. Forse qual­cuno ha par­la­to? Forse qual­cuno ave­va pau­ra? Però dopo l’ac­cadu­to han­no det­to ‘Han­no sbaglia­to!’

In questo momen­to sti­amo veden­do, state veden­do anche i cam­bi­a­men­ti che stan­no per suc­cedere sul vino e sul­l’a­gri­coltura qui a Pan­tel­le­ria e se vedi­amo e se vedete e nes­suno inter­viene, nes­suno poi dica domani ‘Ma se aves­si­mo saputo!’

Ora è il momen­to di com­bat­tere, è il momen­to che tut­ti ci uni­amo per dire NO all’ingius­tizia. Che i gran­di non vengano a sof­fo­care i pic­coli, ma che ogni pic­co­lo pos­sa sem­pre essere qual pic­co­lo pun­to su un mosaico dove può essere riconosci­u­to. E tan­ta gente riconosce Pan­tel­le­ria per le sue eccel­len­ze e se queste ven­gono annien­tate, can­cel­late, non sarebbe più una cosa bel­la.

Cer­to, la con­cor­ren­za sul mer­ca­to non può essere elim­i­na­ta, ma che sia una con­cor­ren­za leale! Ma in questo caso sem­bra che noi siamo i pic­coli che fan­no sì che il grande diven­ti più grande anco­ra. Se i pic­coli non si riu­nis­cono, il grande non lo potremo mai bat­tere. Ci deve essere un equi­lib­rio delle forze con il con­trib­u­to di tut­ti noi.

Il prob­le­ma è nos­tro. Il prob­le­ma è vostro. Che nes­suno domani dica: ‘Ma io non sape­vo!’ Ecco la lot­ta che sta per iniziare, ma che sia paci­fi­ca, sen­za armi o colpi che elim­i­nano o can­cel­lano qual­cuno, ma per­ché Pan­tel­le­ria man­ten­ga la sua iden­tità. E in ques­ta lot­ta la Chiesa c’è, con la sua preghiera, con Colui che è là sopra.

Il discorso del Sindaco di Pantelleria, Vincenzo Campo

Buonasera a tut­ti, gra­zie al Comi­ta­to dei Vid­drani e gra­zie a Rosan­na per tut­to il lavoro fat­to in questo momen­to dif­fi­cile. Gra­zie ai Cir­coli per la parte­ci­pazione, per­ché è anche un seg­nale di comu­nità. Gra­zie a tut­ti i par­ti­ti politi­ci, sia quel­li pre­sen­ti che quel­li assen­ti, per­ché tut­ti insieme abbi­amo mes­so le forze per fare insieme quel­la delib­era del Con­siglio Comu­nale che è già sta­ta invi­a­ta al Min­is­tero e a tut­ti gli Uffi­ci che sono a conoscen­za di tut­to.

Io stasera ero venu­to per un inter­ven­to pacatis­si­mo, per­ché mart­edì e mer­coledì sono sta­to a Roma anche e soprat­tut­to per par­lare di ques­ta ques­tione. Sono sta­to con­vo­ca­to dal Pres­i­dente del­la Com­mis­sione Agri­coltura alla Cam­era, l’On. Gallinel­la, che mi ha invi­ta­to per un chiari­men­to che io ave­vo chiesto a lui, leggen­do un arti­co­lo su Gam­bero Rosso in cui, tra le varie cose, si legge­va una pre­sa di posizione sua un po’ con­traria a quel­lo che era suc­ces­so. Lui mi ave­va già chiar­i­to che non era così, ma che lui ave­va solo chiar­i­to la nor­ma e effet­ti­va­mente il Con­sorzio la nor­ma non l’ha vio­la­ta, ma non era entra­to nel­la polem­i­ca polit­i­ca. Il gior­nal­ista è un cer­to Gabriel­li che so che ha pure casa a Pan­tel­le­ria.

Vis­to che c’era sta­to questo qui pro quo mi ha det­to ‘Vieni a Roma, così lo vedi­amo insieme’. Io sono anda­to a Roma e c’er­a­no qua­si tut­ti i mem­bri del­la Com­mis­sione Agri­coltura ed era sta­ta anche invi­ta­ta la Doc Sicil­ia, rap­p­re­sen­ta­ta da Ral­lo e Rug­geri, che è il Pres­i­dente di Don­nafu­ga­ta e c’era anche il Dott. Panont, mi pare, che era un esper­to nazionale sul­la Doc che ave­va anche parte­ci­pa­to ad un’assem­blea che c’è sta­ta il 15 giug­no a Scau­ri.

È chiaro che i nos­tri onorevoli che era­no pre­sen­ti del­la Com­mis­sione Agri­coltura vol­e­vano capire meglio quali era­no i temi del­la dis­cus­sione e in quel­la occa­sione sono venute fuori sem­pre e comunque le stesse cose.

Il Pres­i­dente del­la Com­mis­sione ha det­to: ‘Forse è il caso di seder­si, di cer­care di chiarire, di trovare un accor­do tra le par­ti per­ché, chiara­mente, qual­si­asi guer­ra por­ta­ta avan­ti las­cia solo mor­ti da una parte e dal­l’al­tra e tut­to questo bene non so se lo pos­sa fare. Allo­ra io ho las­ci­a­to Palaz­zo Madama con ques­ta idea.

Sono tor­na­to a Pan­tel­le­ria e ven­go a sapere che questi sig­nori, con un decre­to chiara­mente fir­ma­to dal Min­istro del­l’A­gri­coltura, il 15 luglio scor­so han­no por­ta­to avan­ti quel­lo che sec­on­do me è l’ul­ti­mo pas­so per dis­trug­gere la nos­tra agri­coltura o meglio, la nos­tra pro­duzione vitivini­co­la per­ché mi sa che dob­bi­amo met­ter­ci a fare altro se non pren­di­amo provved­i­men­ti. E questo lo dico pro­prio per­ché mi dispi­ace vedere poca gente su un tema così impor­tante. Questo mi dispi­ace molto.

Questi sig­nori cos’han­no fat­to?

Han­no fat­to una vari­azione al dis­ci­pli­nare del­la Doc Sicil­ia. Ques­ta vari­azione è gravis­si­ma, per­ché riguar­da solo ed esclu­si­va­mente lo zibib­bo (o almeno l’al­le­ga­to A di questo decre­to).

E cosa dice ques­ta vari­azione del dis­ci­pli­nare non nos­tro, ma del­la Doc Sicil­ia?

C’è pro­prio un per­cor­so dia­bol­i­co, per­ché è così che deve essere chiam­a­to, che por­ta a questo che riten­go deb­ba essere l’ul­ti­mo atto e par­lare di Con­sorzio è sbaglia­to, per­ché bisogna dire nome e cog­nome di quel­li che sono gli art­efi­ci di tut­to questo, per­ché con ‘Con­sorzio’ gen­er­al­izzi­amo un po’ trop­po.

Ques­ta vari­azione fat­ta fa sì che lo zibib­bo pos­sa essere tran­quil­la­mente mis­chi­a­to con altre uve e sic­come è con­sid­er­a­to un vit­ig­no aro­mati­co era già nel dis­ci­pli­nare Sicil­ia che non si potesse mis­chiare con nes­sun’al­tra uva. Invece loro, con ques­ta vari­azione han­no pre­vis­to che lo zibib­bo pos­sa essere mis­chi­a­to con altre uve. Tut­ti gli altri vit­ig­ni aro­mati­ci no, però lo zibib­bo sì.

Ques­ta è una parte che già fa pen­sare, ma quel­la più grave è quel­la che mette tut­ti gli agri­coltori fuori dai ter­reni di Pan­tel­le­ria e preparat­e­vi a dar­glieli non so a chi, mag­a­ri a Can­tine Pel­le­gri­no… 

La rego­la dice che quan­do si mis­chi­ano due uve in bot­tiglia, la prevalen­za va all’u­va che nel­la bot­tiglia c’è in quan­tità mag­giore. Il nome il vino quin­di lo pren­derà dal­l’u­va pre­sente in quan­tità mag­giore. Questi han­no fat­to una cosa grave, e noi fare­mo di tut­to per osteggia­r­la, ho già la relazione invi­a­ta ven­erdì dov’è indi­ca­ta questo ulte­ri­ore atten­ta­to, loro con una min­i­ma quan­tità di zibib­bo, pos­sono comunque dare quel nome a quel vino.

Questo cosa com­porterà? Era preved­i­bile che tra qualche anno chi com­pra l’u­va dagli agri­coltori non avrà bisog­no di tut­ta quest’u­va: ‘Ma quali 15 mila quin­tali? Pos­si­amo pren­derne 5.000 quin­tali!’ Se tut­to va bene, per­ché tan­to ne basterà poco per fare mil­ioni e mil­ioni di bot­tiglie mis­chi­an­do­lo con altre uve meno pre­giate.

La vari­azione che c’è sta­ta il 15 giug­no al Dis­ci­pli­nare è gravis­si­ma, ok, però lì c’era un fon­da­men­to, una ragione eco­nom­i­ca loro, non nos­tra. Ques­ta invece è la fine!

Quin­di se qua non ci uni­amo e con­tinuiamo a portare avan­ti ognuno con quel­lo che può fare una battaglia civile e demo­c­ra­t­i­ca, questi ci tol­go­no tut­to. La nos­tra agri­coltura rimane roba loro. Già si fa fat­i­ca a 80–100€, fig­uri­amo­ci quan­do ver­ran­no tra 4 o 5 anni e ti diran­no che la pren­dono a 30–40-45€ come face­vano con l’IGT e come fan­no in Sicil­ia.

È fini­ta! Con ques­ta cosa che spe­ri­amo sia bloc­ca­ta, è la fine!

Io ero tor­na­to qui tran­quil­lo, ma quan­do ho vis­to ques­ta cosa ho det­to NO, non è pos­si­bile.

So che la Lega, almeno il Cir­co­lo di Pan­tel­le­ria, incon­tr­erà la Seg­rete­ria Tec­ni­ca del Min­istro che è già infor­ma­ta di tut­to. Non vedo nes­suno del­la Lega, ma dò la relazione con tut­to scrit­to al Pres­i­dente del Con­siglio che la darà al con­sigliere Paler­mo, vis­to che loro han­no questo incon­tro il 31.

Siamo arrivati ad un pun­to di non ritorno, a meno che non con­tin­uer­e­mo ques­ta battaglia ognuno per quel­lo che può, noi a liv­el­lo isti­tuzionale. Io dico ai Vid­drani di non abbas­sare la guardia, di vedere di fare qualche altra cosa per­ché ci stan­no mas­sacran­do.

Io non vedo oltre pos­i­ti­vo, a meno che queste cose non siano bloc­cate e per far­le bloc­care bisogn­erà far sen­tire che l’iso­la esiste, che ha voglia di far­si valere. È vero che il pan­tesco si arma e via, però guar­da quan­ti siamo? Pen­so che ci siano tan­ti tur­isti, tan­ta gente che non ha ter­reni colti­vati, se togliamo questi, per­ciò quan­ti saran­no? 7, 8, forse 10. Mi met­to io 11. Ques­ta non è una cosa da sot­to­va­l­utare. Cer­cate di andare a casa e di par­lare con chi­unque, di dire ‘Adesso ci dob­bi­amo muo­vere!’

Noi dal­l’al­tra parte non è che las­ci­amo perdere e poi vedi­amo come va. Sti­amo por­tan­do avan­ti, anche con l’aiu­to del Par­co Nazionale, altre alter­na­tive a questo. Sicu­ra­mente, l’a­gri­coltore è spaven­ta­to. Ha pau­ra di non pot­er più con­ferire le pro­prie uve, però ques­ta uva si con­ferirà quest’an­no, mag­a­ri il prossi­mo, ma si arriverà al pun­to che non si potrà con­ferire o meglio gliela dovre­mo regalare, per­ché loro a questo stan­no pun­tan­do!

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