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Il Punto di Vista: Roggero non è più un caso di cronaca ma di politica
18/07/2026Il Punto di Vista. Il caso Roggero non è più un caso di cronaca ma di politica. Non è il caso di interrogarsi sulle ragioni di questo clamore mediatico?
di Giacomo Policardo
Grazia sì, grazia no, l’opinione pubblica italiana è in fermento per il caso Mario Roggero, il gioielliere che ieri si è consegnato al carcere di Bollate per scontare una pena di quattordici anni e nove mesi per aver assassinato dei rapinatori. Ma il punto è che forse si sta andando troppo fuori tema, perché invece di pensare alle famiglie che hanno subito questo omicidio e alla famiglia del gioielliere stesso, il caso sta diventando un caso politico. L’ennesimo scontro destra contro sinistra.
Sappiamo tutti che i componenti di centrodestra vorrebbero che al gioielliere Roggero venisse concessa questa grazia. È lo stesso Roggero che, parlando a Mattarella e cercando di sensibilizzarlo, dice “mettiti una mano sulla coscienza”. Ma ci dobbiamo chiedere: ma lui la mano sulla coscienza se l’è messa quando ha sparato a questi rapinatori?
Perché è stato accertato che comunque non si tratta di legittima difesa, in quanto i rapinatori stessi erano in fuga mentre lui sparava. Ed è stato accertato anche che comunque le armi che usavano questi rapinatori erano armi giocattolo.
Ora, noi non stiamo giustificando i rapinatori, perché certamente è un atto di delinquenza, ma forse sta diventando troppo facile avere armi a casa e usarle senza pensare, senza riflettere.
È come per la serie “dammi una Colt e faccio fuoco”, ricordando qualche western degli anni Settanta.
La politica, dicevamo, addirittura ne sta creando un caso mediatico: ci sono alcuni partiti che dicono “concedete la grazia a Roggero” e addirittura “lo candidiamo come esponente politico”. Allora ci chiediamo: è giusto premiare chi assassina così, senza un briciolo di coscienza?
Si dice che questo Roggero sia pentito, apparentemente pentito, però capiamo indubbiamente il disagio psicologico che hanno subito le figlie nel vedere questi rapinatori che, arma in pugno – anche se era un’arma giocattolo – veniva puntata contro queste figlie e questa madre, però ci chiediamo: forse pensiamo troppo alla leggera quando abbiamo queste armi in pugno?
Forse l’Italia sta diventando troppo americanizzata? Sappiamo tutti che in America tutti hanno un’arma in casa. Ora, possiamo capire la legittima difesa se ci fosse stata una colluttazione, uno scontro verbale e anche fisico, ma, come dicevamo all’inizio, questi rapinatori comunque erano scappati.
È vero, una volta si diceva “uno che ammazza quasi galera non ne fa, uno che ruba una gallina magari si fa due o tre anni di prigione”. È questo il messaggio che deve passare?
È questo che l’opinione pubblica deve dire, o deve cominciare ad avere veramente rimorsi di coscienza?
Perché quando si ammazza qualcuno, comunque è sempre un omicidio che fai, a prescindere dal danno psicologico che hai potuto subire.
Quindi riflettiamo su queste cose. È vero, facciamo pure i dibattiti, ma non mettiamola sempre dal punto di vista politico, destra contro sinistra, perché gli omicidi non hanno colore politico.

Giacomo Policardo è un ragazzo pantesco, radioamatore, speaker e dj che ha collaborato per anni con varie radio storiche e occupandosi di sport e sociale. A Pantelleria è membro dell’associazione L’Albero Azzurro che si occupa di ragazzi speciali come lui, che è non vedente e che nella nostra Redazione porterà allegria e temi importanti riguardanti soprattutto il sociale.

