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Escort, ironia e un avvocato in sala d’incisione: la scommessa di Pierpi
06/06/2026Tutto è cominciato con una canzone scritta a Pantelleria
Escort, ironia e un avvocato in sala d’incisione: la scommessa di Pierpi
di Lucia Boldi
Non vogliamo raccontare la solita storia dell’uscita di un nuovo album, nè scrivere il solito comunicato stampa a fini pubblicitari; sarebbe la parte più facile e forse anche la meno interessante. Vogliamo invece raccontare una storia umana e creativa.
Quella di un ragazzo, Pierpi, all’anagrafe Pier Paolo Fiasconaro, nato a Pantelleria 26 anni fa, che ha impiegato un anno e mezzo per costruire il progetto musicale “Ironia a luci rosse” partendo quasi da zero. Che ha investito migliaia di euro di tasca propria, registrato in quattro studi diversi tra Sicilia e Lombardia, studiato canto per migliorare i brani già scritti, cercato il confronto con tecnici e professionisti differenti e curato personalmente ogni aspetto del progetto che, chiariamo, non parla di escort perché “fa effetto”: parla di una dipendenza affettiva e della ricerca dell’amore.
La cifra investita per realizzare l’album e i videoclip non proviene da una casa discografica né da finanziatori esterni. È il frutto del lavoro svolto dall’artista negli ultimi anni, comprese diverse stagioni estive trascorse a lavorare nei locali di Pantelleria.
Un dettaglio che aiuta a comprendere meglio il senso del progetto. Ironia a luci rosse non nasce da una scorciatoia, ma da una scelta: investire i propri risparmi in una passione, in un percorso di vita, assumendosi personalmente il rischio economico e artistico dell’intera operazione.
Ed è anche una storia che passa da Pantelleria.
Perché proprio sull’isola è nata la prima canzone del progetto, “Escort di lusso”, il seme da cui sarebbe poi cresciuto “Ironia a luci rosse”, l’album che vedrà la luce il 5 giugno e che raccoglie undici brani uniti da un filo conduttore originale, ironico e volutamente fuori dagli schemi.
Lo stesso spirito si ritrova nella copertina dell’album. A realizzarla è stata una giovane illustratrice francese che per un periodo ha lavorato a Pantelleria in un ristorante serale. Un legame indiretto con l’isola che l’autore ha voluto mantenere anche nell’immagine scelta per rappresentare il progetto.
La copertina raffigura un pacchetto di sigarette aperto. Al posto delle sigarette, però, ci sono delle donne. Sul pacchetto compare la sigla “GFE”, acronimo di Girlfriend Experience, un servizio attraverso il quale alcune escort offrono ai clienti l’illusione di una relazione sentimentale oltre alla prestazione professionale.
È un’immagine ironica, ma anche simbolica. L’autore vi compare mentre fuma, trasformando il pacchetto in una metafora della dipendenza emotiva raccontata nell’album. La ricerca dell’amore si intreccia con rapporti che regalano conforto e felicità immediata, ma che rischiano di lasciare dietro di sé smarrimento e vuoto.
Persino il classico avvertimento sanitario stampato sui pacchetti viene sostituito dal titolo del disco: Ironia a luci rosse. Una scelta che riassume perfettamente il cuore del progetto, sospeso tra autoironia, provocazione e racconto autobiografico.
Dietro l’immagine provocatoria non c’è infatti il desiderio di scandalizzare, ma quello di raccontare una fragilità personale attraverso un linguaggio pop, diretto e volutamente fuori dagli schemi.
Anche il videoclip della intro, che accompagnerà l’uscita dell’album, segue la stessa filosofia. Se tradizionalmente le intro servono a introdurre l’ascoltatore in modo pacato all’interno di un disco, quella di Ironia a luci rosse sceglie invece la strada opposta: ritmo, immagini e ironia diventano fin da subito una dichiarazione d’intenti.
Tra gli episodi più curiosi del progetto c’è anche la partecipazione del padre dell’artista, noto avvocato palermitano, che compare nel ritornello di uno dei brani ‑Finti Amanti- eseguendo le
osiddette “doppie”, ovvero le voci di sostegno a quella principale.
Un incontro insolito tra due mondi apparentemente lontani: da una parte la professione forense, simbolo di rigore e serietà; dall’altra un album che fa dell’ironia, della provocazione e della libertà espressiva la propria cifra stilistica.
L’esperienza, racconta l’autore, si è trasformata in uno dei momenti più divertenti dell’intera lavorazione. Per aiutare il padre a seguire il tempo della musica durante la registrazione, ha persino improvvisato il ruolo di direttore d’orchestra, scandendo il ritmo con le mani davanti al microfono. Una scena che ha strappato sorrisi a tutti i presenti in studio e che oggi rimane uno dei ricordi più belli legati alla nascita dell’album.
Ecco Perché Ironia a luci rosse non è soltanto un album. È il punto d’arrivo di un percorso personale e, allo stesso tempo, un nuovo punto di partenza.
Questa è la storia di Pierpi.
Per adesso, soltanto il primo capitolo.
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Lucia Boldi, nata a Palermo nel 1961, ama definirsi una collezionista di storie e di emozioni. Da giovanissima ha firmato articoli di attualità per il giornale L’Ora. Negli anni ottanta, nella storica via Libertà, ha aperto una boutique, diventata presto luogo di nicchia per le appassionate di moda. Per quasi quarant’anni ha ricercato la bellezza nei vestiti e fatto emozionare tante donne grazie alla linea ardita di un abito, alla consistenza eterea di un caftano in seta o alla forma originale di una collana. Quando la moda ha smesso di darle il batticuore, ha scoperto che con la penna poteva ricreare lo stesso incanto. Scegliere le collezioni o scrivere libri sono due attività che, a suo dire, si somigliano: si tratta sempre di esprimere la propria personalità e i propri sentimenti, anche se in maniera diversa. Cucurummà è il suo romanzo d’esordio.

