Che sta succedendo al Lago di Venere? Il Parco chiarisce

Che sta succedendo al Lago di Venere? Il Parco chiarisce

13/07/2026 0 Di Redazione

Dopo le numerose polemiche social, il Parco Nazionale chiarisce quali tipi di interventi sono in corso al Lago di Venere

Si tratta di lavori di conservazione della biodiversità del Bagno dell’Acqua che mirano a proteggere un ecosistema unico al mondo

Comunicazione ufficiale del Parco Nazionale Isola di Pantelleria:

L’Ente Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pan­tel­le­ria inten­de fare chia­rez­za ed espor­re le ragio­ni tec­ni­che e scien­ti­fi­che rela­ti­ve agli inter­ven­ti attual­men­te in cor­so lun­go il peri­me­tro del Bagno dell’Acqua, comu­ne­men­te cono­sciu­to come Lago Spec­chio di Venere.

Gli inter­ven­ti fino a oggi avvia­ti mira­no alla pro­te­zio­ne di un eco­si­ste­ma fra­gi­le e uni­co al mon­do che coniu­ghi con­ser­va­zio­ne del­la natu­ra con frui­zio­ne eco­so­ste­ni­bi­le. Essi rien­tra­no nel più ampio pro­get­to finan­zia­to dal­la Regio­ne Sici­lia­na per un impor­to com­ples­si­vo di 910.860,00 euro (Azio­ne 2.5.1 “Inter­ven­ti per la tute­la, sal­va­guar­dia e la valo­riz­za­zio­ne del­la Rete Natu­ra 2000, dei Par­chi natu­ra­li e del­le aree bosca­te” – CUP B23D21002000006 CIG: B946F19A92) vol­to alla tute­la e alla valo­riz­za­zio­ne del­la biodiversità.

Obiet­ti­vi azio­ni e fina­li­tà di que­sto pro­get­to sono sta­ti illu­stra­ti alla comu­ni­tà nel cor­so con­ve­gno svol­to­si al Castel­lo di Pan­tel­le­ria il 28 giu­gno 2024 (dal tito­lo “Con­ser­va­zio­ne del­la bio­di­ver­si­tà del Lago Bagno dell’Acqua/Specchio di Vene­re: svi­lup­pi recen­ti e pro­spet­ti­ve futu­re”) che ave­va rac­col­to i risul­ta­ti di inda­gi­ni scien­ti­fi­che (idro­geo­lo­gi­che, vege­ta­zio­na­li, ambien­ta­li e pae­sag­gi­sti­che) con­dot­te da ricer­ca­to­ri dell’Università Sapien­za di Roma, CNR ed esper­ti di altri isti­tu­ti di ricer­ca e coor­di­na­te dall’Ente Parco.

Que­sta fase del pro­get­to pre­ve­de, suc­ces­si­va­men­te alle azio­ni di estir­pa­zio­ne di spe­cie vege­ta­li eso­ti­che inva­si­ve, come l’A­ca­cia sali­gna e le pal­me del gene­re Washing­to­nia, per miti­ga­re le minac­ce natu­ra­li e antro­pi­che che gra­va­no sul­l’e­co­si­ste­ma, la rea­liz­za­zio­ne di ope­re di pro­te­zio­ne in legno, il ripri­sti­no mira­to di muret­ti a sec­co e la rea­liz­za­zio­ne di una sedu­ta-osser­va­to­rio in legno dedi­ca­ta al bird­wat­ching, ele­men­ti fun­zio­na­li alla tute­la del­la bio­di­ver­si­tà, alla valo­riz­za­zio­ne del­l’a­rea e a una frui­zio­ne soste­ni­bi­le del lago. 

Dagli anni ’80 del seco­lo scor­so a oggi la for­te pres­sio­ne antro­pi­ca ha dan­neg­gia­to i muret­ti ori­gi­na­ri. Nei decen­ni, la vege­ta­zio­ne rara (come il Limo­nium) si è adat­ta­ta avvol­gen­do le pie­tre crol­la­te, e mol­ti inset­ti pro­tet­ti dal­la Diret­ti­va Habi­tat han­no tro­va­to rifu­gio pro­prio sot­to que­sti mas­si. Rico­strui­re i muret­ti ovun­que signi­fi­che­reb­be distrug­ge­re que­sti micro-eco­si­ste­mi e sra­di­ca­re tali pian­te rare. I muret­ti diru­ti ver­ran­no ripri­sti­na­ti e ricom­po­sti solo lad­do­ve emer­ga­no chia­ra­men­te quel­li “anti­chi” o dove la posa del­le fon­da­zio­ni non inter­fe­ri­sca in alcun modo con l’habitat circostante.

Le ope­re di pro­te­zio­ne e deli­mi­ta­zio­ne in legno, inve­ce, si inten­do­no instal­la­re esclu­si­va­men­te lad­do­ve non sia pos­si­bi­le inter­ve­ni­re sui muret­ti a sec­co esi­sten­ti o rea­liz­zar­ne di nuo­vi, in quan­to rap­pre­sen­ta­no di fat­to infra­strut­tu­re ver­di, leg­ge­re e rever­si­bi­li, in tale con­te­sto eco­lo­gi­co, indi­spen­sa­bi­li per impe­di­re il cal­pe­stio nel­le aree pro­tet­te, con­si­de­ra­to che la sem­pli­ce car­tel­lo­ni­sti­ca e le indi­ca­zio­ni del­le gui­de non sono basta­te, in que­sti anni, a fer­ma­re gli acces­si abu­si­vi pra­ti­ca­ti con costan­za dai visitatori.

Due aree del Lago meritano di essere attenzionate

La zona meri­dio­na­le, sot­to l’abitato di Bugé­ber, non adat­ta alla bal­nea­zio­ne per il rischio con­cre­to di affon­da­re nel fan­go insta­bi­le e a cau­sa del­la pre­sen­za di emis­sio­ni gas­so­se natu­ra­li che ren­do­no l’aria insa­lu­bre. Tale area è diven­ta­ta un san­tua­rio per uccel­li e inset­ti da tute­la­re. Le ope­re di pro­te­zio­ne e deli­mi­ta­zio­ne in legno con­sen­to­no di tute­la­re que­st’a­rea, defi­nen­do un con­fi­ne chia­ro tra gli spa­zi desti­na­ti alla frui­zio­ne e quel­li da preservare. 

L’altra area è quel­la nord-occi­den­ta­le: in que­st’a­rea, le ope­re di deli­mi­ta­zio­ne sono pre­vi­ste per tute­la­re le spe­cie di inset­ti ende­mi­che ed esclu­si­ve del­la zona, con­tri­buen­do alla con­ser­va­zio­ne degli habitat.

Il pro­get­to in cor­so non si limi­ta alla pro­te­zio­ne dell’area costie­ra ma inten­de anche inter­ve­ni­re sul­la via­bi­li­tà rura­le circostante.

Alcu­ni trat­ti del­la ster­ra­ta lun­go lago ver­ran­no quin­di sta­bi­liz­za­ti attra­ver­so la posa di pie­tre natu­ra­li per evi­ta­re che si degra­di­no ripe­tu­ta­men­te per le piog­ge. Que­sto inter­ven­to con­sen­ti­rà a resi­den­ti, lavo­ra­to­ri, ospi­ti, mez­zi agri­co­li, camion per l’approvvigionamento dell’acqua e mez­zi di soc­cor­so antin­cen­dio (AIB) di tran­si­ta­re in modo sicuro.

Il ruscel­la­men­to del­le acque pio­va­ne, infi­ne, ver­rà regi­ma­to crean­do pic­co­le zone di dre­nag­gio in pie­tra, per con­sen­ti­re la decan­ta­zio­ne del suo­lo ero­so nei ter­raz­za­men­ti con­ti­gui tra­spor­ta­to dal­le acque e il loro dre­nag­gio, “depu­ra­te dal sedi­men­to”, nel lago evi­tan­do il len­to e costan­te feno­me­no di interrimento.

L’av­vio dei lavo­ri in que­sto perio­do del­l’an­no e la loro con­clu­sio­ne entro il 2026 rispon­do­no al cro­no­pro­gram­ma pre­vi­sto dal pro­get­to e alle sca­den­ze sta­bi­li­te dal­la Regio­ne Sici­lia­na, che ne ha finan­zia­to la realizzazione.

Com­pren­dia­mo per­fet­ta­men­te la pre­oc­cu­pa­zio­ne di chi oggi vede un can­tie­re aper­to in una del­le zone più bel­le e impor­tan­ti del­l’i­so­la e può rima­ne­re col­pi­to dal­la pre­sen­za di ope­re anco­ra in fase di rea­liz­za­zio­ne, frut­to di inter­ven­ti ampia­men­te illu­stra­ti e discus­si in più occa­sio­ni e che han­no otte­nu­to le neces­sa­rie appro­va­zio­ni sot­to il pro­fi­lo eco­lo­gi­co, ambien­ta­le e pae­sag­gi­sti­co da par­te di Par­co, Comu­ne, Soprin­ten­den­za e Regio­ne», spie­ga Car­mi­ne Vita­le, diret­to­re f.f. del Par­co. «I lavo­ri, tut­ta­via, non sono anco­ra con­clu­si. Una vol­ta com­ple­ta­ti, le ope­re di pro­te­zio­ne e deli­mi­ta­zio­ne in legno si inte­gre­ran­no natu­ral­men­te nel con­te­sto pae­sag­gi­sti­co, con­tri­buen­do alla tute­la di un eco­si­ste­ma uni­co sen­za com­pro­met­ter­ne la frui­zio­ne. Pas­seg­gia­re in que­st’a­rea per­met­te­rà di gode­re del­la bel­lez­za del Lago con la con­sa­pe­vo­lez­za che que­sto straor­di­na­rio patri­mo­nio natu­ra­le sarà pre­ser­va­to per le gene­ra­zio­ni futu­re. Reste­ran­no, come sem­pre, ampie aree di libe­ra frui­zio­ne e acces­so alla riva nel­le zone che pre­sen­ta­no tale vocazione.”

A que­sto link l’articolo pub­bli­ca­to in data 24 mag­gio 2026 ine­ren­ti la pri­ma fase dei lavo­ri https://www.parconazionalepantelleria.it/news-dettaglio.php?id=86990