Marcia in Blu a Pantelleria: l’11 aprile la comunità si unisce per la consapevolezza sull’autismo…
Marcia in Blu autismo: Coop Agorà e associazioni insieme a Pantelleria
24/04/2026Seconda edizione della Marcia in Blu: le associazioni pantesche con la Coop Agorà per sensibilizzare sull’autismo
Intervista a Michela Ferrandes: “Grazie alle associazioni e ai cittadini che hanno partecipato. Peccato la mancanza di giovani e scuole. Il prossimo anno faremo e saremo di più”
di Giacomo Policardo
Si è svolta sabato 11 aprile alle 15:30 una marcia di sensibilizzazione su un tema importante, quello dell’autismo. Un tema che riguarda molte famiglie, un tema di cui poco si sapeva fino a qualche anno fa, perché a volte non si riconosceva nemmeno questa patologia.
In questi anni è stato fatto tantissimo, molte campagne informative hanno fatto capire l’importanza dell’autismo. Ci sono varie forme, più o meno gravi, però ci sono anche molti corsi che permettono alle persone di potersi approcciare meglio a questi ragazzi e, soprattutto, ai bambini, perché è da lì che parte tutto.
E noi vogliamo parlare di un’associazione, appunto la Cooperativa Agorà, e abbiamo chiesto a una delle fondatrici pantesche, Michela Ferrandes, di condividere con noi alcune considerazioni.
È importante che campagne informative come questa vadano avanti anche a Pantelleria. Sull’isola addirittura a volte non sappiamo nemmeno quanti casi di autismo ci siano, ma è questo un motivo in più per continuare a sensibilizzare le persone su questo argomento. Michela Ferrandes dell’Associazione Agora, che si occupa da circa tre anni di bambini autistici.
Signora Ferrandes, da quanto tempo si pensava di organizzare questa marcia e qual è l’obiettivo che vi siete prefissati per questo evento?
L’iniziativa per la marcia in blu è partita l’anno scorso per la prima volta. Il nostro intento è appunto quello di sensibilizzare la comunità, sviluppare un senso di empatia nei confronti di questi ragazzi che piano piano vanno diventando uomini e quindi che dovrebbero inserirsi sempre di più in un contesto sociale.
Partecipare alla camminata ha molteplici significati, uno su tutti ESSERCI PER CHI HA BISOGNO. Spesso presi dai ritmi frenetici delle nostre vite, diamo molte cose per scontate. Non apprezziamo a pieno ciò che abbiamo, non pensiamo a chi ha delle difficoltà quotidiane, anche per fare tutte quelle cose che per noi sono banali.
La partecipazione che c’è stata, ricordiamo che hanno partecipato diverse associazioni tra cui l’Albero Azzurro, anche il Vespa Club e genitori di ragazzi autistici…
Grazie grandissimo va al Vespa Club che ha apportato un contributo non indifferente e ovviamente a tutte le altre associazioni che hanno partecipato: l’Albero Azzurro, il Dai un Sorriso, c’erano pure rappresentanti della PGS, dell’Unipant, del Giamporcaro… la loro presenza è stata importantissima.
Ma secondo lei, c’è stata la sensibilizzazione che speravate, magari un maggiore coinvolgimento di giovani in questa manifestazione?
Purtroppo non c’è stato il coinvolgimento che speravo da parte dei giovani, nonostante io abbia parlato con il Preside, con i vari insegnanti per divulgare appunto l’iniziativa e questo mi rammarica parecchio. Avrei voluto, ripeto, una maggiore presenza da parte dei giovani dell’isola.
Ci ripromettiamo il prossimo anno di coinvolgere in maniera più diretta le scuole, perché come mi era stato detto quando sono andata a parlare appunto con i professori, il problema è farlo in un orario scolastico. Quindi se si fa in un orario scolastico i giovani sono “costretti” a partecipare e questo è un po’ il cane che si morde la coda, perché io avrei voluto una presenza non dettata da un obbligo, ma piuttosto da un impegno civico. Purtroppo i nostri giovani vivono rinchiusi nel loro mondo e non pensano ai problemi della comunità.
Quali sono e se ci sono state criticità e quali sono stati gli obiettivi raggiunti?
Per il secondo inverno consecutivo, con la compartecipazione del Comune, stiamo portando a termine un progetto che si chiama CRESCERE INSIEME. Anche se ancora non possiamo dire che le persone abbiano compreso in pieno l’obbiettivo di questo progetto. E poi, da 3 anni lavoriamo affinché la nostra struttura possa diventare un punto di riferimento per la comunità di Pantelleria, promuovendo percorsi educativi e sociali orientati al benessere della persona e alla sua piena partecipazione alla vita della collettività. Quotidianamente lavoriamo per sviluppare autonomia e capacita relazionale, offrendo opportunità di crescita e inclusione ai bimbi che frequentano Il Giardino dei Carrubi.
Cosa pensate di fare per il futuro nella divulgazione di queste informazioni?
Ci ripromettiamo appunto per il prossimo anno di fare una campagna di sensibilizzazione diversa, magari fare dei convegni nelle giornate prima della marcia. Quest’anno abbiamo cercato di coinvolgere e di far arrivare a Pantelleria alcuni specialisti che purtroppo, visto il periodo storico che stiamo vivendo di cari prezzi e di guerre varie, non se la sono sentiti di venire, anche perché avrebbe significato un impegno economico per loro o per la cooperativa elevato. Per cui speriamo che il prossimo anno sia possibile fare questa giornata di divulgazione, un convegno, ripeto, una chiacchierata tra i giovani e tra gli adulti prima della marcia.

Giacomo Policardo è un ragazzo pantesco, radioamatore, speaker e dj che ha collaborato per anni con varie radio storiche e occupandosi di sport e sociale. A Pantelleria è membro dell’associazione L’Albero Azzurro che si occupa di ragazzi speciali come lui, che è non vedente e che nella nostra Redazione porterà allegria e temi importanti riguardanti soprattutto il sociale.






