Questione cimitero: botta e risposta tra Alice Bernardo e Sindaco

Questione cimitero: botta e risposta tra Alice Bernardo e Sindaco

27/01/2026 0 Di Redazione

Emergenza loculi e degrado al cimitero: il Sindaco D’Ancona risponde alle polemiche

“Diritto alla dignità anche dopo la morte”: l’appello di Alice Bernardo scuote Pantelleria

Il Comune annuncia finanziamenti per la riqualificazione e spiega i ritardi nelle sepolture dovuti a motivi tecnici, ma la cittadinanza chiede soluzioni immediate e locali idonei per la custodia temporanea delle salme. Una diretta Facebook da 50.000 visualizzazioni riaccende i riflettori sulle condizioni “indecorose” della chiesa cimiteriale. La richiesta formale al Comune: superare i regolamenti per garantire il rispetto dei defunti e delle famiglie

di Fran­ce­sca Marrucci

Dopo il fune­ra­le di Rosa­rio San­gue­dol­ce, Ali­ce Ber­nar­do ha posta­to sul suo pro­fi­lo Face­book video e foto del­le con­di­zio­ni in cui ver­sa la chie­sa del Cimi­te­ro di Pan­tel­le­ria e dove ven­go­no ripo­ste le bare dei defun­ti in atte­sa di sepol­tu­ra. Da subi­to mol­ti pan­te­schi han­no con­di­vi­so l’ap­pel­lo e i video, chie­den­do all’Am­mi­ni­stra­zio­ne Comu­na­le di inter­ve­ni­re con sollecitudine.

La risposta del Sindaco

Il Sin­da­co, Fabri­zio D’An­co­na, ha rispo­sto ieri all’ap­pel­lo con una comu­ni­ca­zio­ne uffi­cia­le che qui ripor­tia­mo: “Nei gior­ni scor­si sono sta­ti pub­bli­ca­ti post e arti­co­li in meri­to alle con­di­zio­ni del­la chie­sa del nostro cimi­te­ro ed appa­re dove­ro­so chia­ri­re alcu­ni aspet­ti a bene­fi­cio di tut­ta la comu­ni­tà. L’Amministrazione Comu­na­le di Pan­tel­le­ria desi­de­ra innan­zi­tut­to espri­me­re il pro­prio sin­ce­ro cor­do­glio per la scom­par­sa del com­pian­to Rosa­rio San­gue­dol­ce e rivol­ge­re un pen­sie­ro di pro­fon­da vici­nan­za alla fami­glia, agli ami­ci e a tut­ti colo­ro che gli han­no volu­to bene. Com­pren­dia­mo pie­na­men­te il dolo­re, il diso­rien­ta­men­to e la coster­na­zio­ne che emer­go­no dal­le paro­le pub­bli­ca­te, sen­ti­men­ti che meri­ta­no rispet­to e ascolto.

È dove­ro­so, con la stes­sa atten­zio­ne, fare chia­rez­za su alcu­ni aspet­ti ogget­ti­vi del­la vicen­da. Al momen­to del fune­ra­le era­no pre­sen­ti locu­li dispo­ni­bi­li nel cimi­te­ro comu­na­le, tut­ta­via, le dimen­sio­ni del­la cas­sa non ne han­no con­sen­ti­to l’immediata col­lo­ca­zio­ne, in quan­to non con­for­mi agli spa­zi attual­men­te agi­bi­li secon­do quan­to pre­vi­sto dal rego­la­men­to comu­na­le. Per que­sta ragio­ne, come pur­trop­po acca­du­to anche in altri casi recen­ti, la mes­sa a dimo­ra è sta­ta neces­sa­ria­men­te dovu­ta e tem­po­ra­nea, in atte­sa del col­lau­do dei nuo­vi locu­li di dimen­sio­ni mag­gio­ri, già realizzati.

Anche gli altri due defun­ti attual­men­te in atte­sa di sepol­tu­ra defi­ni­ti­va si tro­va­no nel­la mede­si­ma con­di­zio­ne, non per man­can­za di atten­zio­ne o di rispet­to, ma per l’impossibilità tec­ni­ca e rego­la­men­ta­re di pro­ce­de­re diver­sa­men­te (appli­ca­zio­ne del Regolamento).

Non pos­sia­mo né voglia­mo nascon­de­re una real­tà nota da tem­po: le con­di­zio­ni strut­tu­ra­li del­la chie­sa del cimi­te­ro e dei loca­li adia­cen­ti sono pur­trop­po inde­co­ro­se da mol­ti anni. Pro­prio per que­sto moti­vo l’Amministrazione ha da tem­po richie­sto spe­ci­fi­ci finan­zia­men­ti per la loro riqua­li­fi­ca­zio­ne. Inol­tre, gli even­ti meteo­ro­lo­gi­ci ecce­zio­na­li del­le ulti­me set­ti­ma­ne han­no ulte­rior­men­te aggra­va­to le cri­ti­ci­tà esi­sten­ti, pro­vo­can­do il dan­neg­gia­men­to di por­te e fine­stre (buo­na par­te divel­te), ren­den­do que­gli ambien­ti anco­ra più vul­ne­ra­bi­li e inospitali.

È già in cor­so l’iter per acqui­si­re un pre­ven­ti­vo com­ples­si­vo fina­liz­za­to alla sosti­tu­zio­ne inte­gra­le degli infis­si, men­tre dal­la Regio­ne è sta­to accor­da­to un pri­mo lot­to di finan­zia­men­to per la riqua­li­fi­ca­zio­ne dei luo­ghi cimi­te­ria­li, che sarà inte­gra­to con ulte­rio­ri risor­se del bilan­cio comunale.

Gio­va ricor­da­re, sen­za alcun inten­to auto­ce­le­bra­ti­vo ma per dove­re di tra­spa­ren­za ver­so la comu­ni­tà, che que­sta Ammi­ni­stra­zio­ne ha inve­sti­to risor­se eco­no­mi­che rile­van­ti su tut­ti e tre i cimi­te­ri dell’isola, affron­tan­do e risol­ven­do situa­zio­ni di gra­ve peri­co­lo ere­di­ta­te dal pas­sa­to, inclu­si casi di strut­tu­re a rischio crol­lo con fere­tri all’interno. Con­te­stual­men­te, sono sta­ti avvia­ti inter­ven­ti mira­ti di eli­mi­na­zio­ne del degra­do tra i qua­li anche l’acquisizione al dema­nio cimi­te­ria­le di cap­pel­le gen­ti­li­zie abban­do­na­te e peri­co­lan­ti da oltre quin­di­ci anni. Scel­te com­ples­se, assun­te con sen­so di respon­sa­bi­li­tà, che han­no pri­vi­le­gia­to la mes­sa in sicu­rez­za del­le con­di­zio­ni più cri­ti­che, pur con­sa­pe­vo­li che ogni prio­ri­tà com­por­ta sacri­fi­ci ed espo­ne a critiche.

Det­to ciò, resta fer­mo un pun­to: il dolo­re di chi per­de una per­so­na cara non può e non deve esse­re mini­miz­za­to. Com­pren­dia­mo quan­to sia dif­fi­ci­le accet­ta­re anche una siste­ma­zio­ne tem­po­ra­nea quan­do non tra­smet­te il sen­so di cura, pro­te­zio­ne e digni­tà che tut­ti vor­rem­mo garan­ti­re. Per que­sto moti­vo l’Amministrazione con­ti­nue­rà a lavo­ra­re affin­ché tali situa­zio­ni non si pro­trag­ga­no oltre il tem­po stret­ta­men­te neces­sa­rio. Pan­tel­le­ria è una comu­ni­tà che sen­te pro­fon­da­men­te il valo­re del rispet­to, per i vivi e per i mor­ti. A chi oggi sof­fre va la nostra com­pren­sio­ne sin­ce­ra, non solo come isti­tu­zio­ne ma come cit­ta­di­ni di que­sta iso­la. Fare luce sui fat­ti non signi­fi­ca sot­trar­si al dolo­re altrui, ma assu­mer­si la respon­sa­bi­li­tà di affron­ta­re i pro­ble­mi con veri­tà, rispet­to e impe­gno concreto.”

La risposta di Alice Bernardo

Ieri sera, Ali­ce Ber­nar­do, in una diret­ta mol­to segui­ta (qua­si 50.000 visua­liz­za­zio­ni) e vista, ha let­to la sua rispo­sta al Sin­da­co che qui vi riportiamo:

“Caro Sin­da­co, dott. Fabri­zio D’Ancona,

ho let­to con atten­zio­ne la comu­ni­ca­zio­ne e rispo­sta uffi­cia­le rela­ti­va alle con­di­zio­ni del­la chie­sa del cimi­te­ro e alla col­lo­ca­zio­ne tem­po­ra­nea del­le salme.

Pre­met­to che l’unico obiet­ti­vo è quel­lo di miglio­ra­re una situa­zio­ne che riguar­da tut­ta la comunità.

La rin­gra­zio per i toni usa­ti e per aver rico­no­sciu­to pub­bli­ca­men­te due fat­ti importanti:

che attual­men­te tre sal­me sono in atte­sa di sepol­tu­ra definitiva
e che la chie­sa del cimi­te­ro e i loca­li adia­cen­ti ver­sa­no in con­di­zio­ni inde­co­ro­se da mol­ti anni.

Pro­prio per­ché que­sti fat­ti sono sta­ti espo­sti con chia­rez­za, e ricor­dan­do anche quan­to dichia­ra­to nel vostro pro­gram­ma elet­to­ra­le in meri­to all’ampliamento e al defi­ni­ti­vo deco­ro dei cimi­te­ri, riten­go dove­ro­so rispon­de­re pun­to per punto.

Sul “doveroso chiarire per la comunità”

Con­cor­do pienamente.
La chia­rez­za è necessaria.
Ma deve esse­re completa.
Non basta spie­ga­re per­ché è accaduto.
È fon­da­men­ta­le chia­ri­re anche qua­li solu­zio­ni cor­ret­te esi­sto­no quan­do la sepol­tu­ra non è pos­si­bi­le subi­to e qua­li ver­ran­no adot­ta­te per il futuro.

Sul cordoglio e sulla vicinanza espressi

La rin­gra­zio per le paro­le rivol­te alla fami­glia di Rosario.
Sono paro­le importanti.
Il rispet­to si dimo­stra anche e soprat­tut­to attra­ver­so la cura con­cre­ta dei luo­ghi e del­le situa­zio­ni, spe­cial­men­te nei momen­ti di mag­gio­re dolore.

Sul punto dei loculi disponibili ma non utilizzabili.

Nel­la comu­ni­ca­zio­ne si affer­ma che al momen­to del fune­ra­le era­no pre­sen­ti locu­li dispo­ni­bi­li, ma non con­for­mi alle dimen­sio­ni del­la cas­sa secon­do il rego­la­men­to comunale.
Accet­to il dato tecnico.
Può accadere.
E potrà acca­de­re ancora.
Pro­prio per que­sto non può esse­re trat­ta­to come un even­to raro o imprevedibile.
È una pos­si­bi­li­tà con­cre­ta che deve esse­re pre­vi­sta nel­la gestio­ne ordinaria.Sul rife­ri­men­to all’“impossibilità tec­ni­ca e regolamentare”
Qui chie­do chia­rez­za formale.
Di qua­le rego­la­men­to comu­na­le si par­la esattamente?
Qua­li arti­co­li spe­ci­fi­ci impe­di­reb­be­ro solu­zio­ni alternative?
Per­ché un prin­ci­pio deve esse­re fermo:
nes­sun rego­la­men­to comu­na­le può impe­di­re il rispet­to del­le nor­me nazio­na­li e dei dirit­ti fondamentali.
Se la leg­ge richie­de luo­ghi ido­nei per la custo­dia del­le sal­me, un rego­la­men­to non può giu­sti­fi­ca­re l’uso di ambien­ti inde­co­ro­si. Sul con­cet­to di “siste­ma­zio­ne temporanea”

Temporanea non significa priva di requisiti

La nor­ma­ti­va nazio­na­le in mate­ria di poli­zia mor­tua­ria, il DPR n. 285 del 1990, sta­bi­li­sce che ogni cimi­te­ro deve esse­re dota­to di una came­ra mor­tua­ria e che la custo­dia dei fere­tri, anche pri­ma del­la sepol­tu­ra defi­ni­ti­va, deve avve­ni­re in loca­li ido­nei dal pun­to di vista igie­ni­co, sani­ta­rio e del decoro.
In par­ti­co­la­re gli arti­co­li 64 e 65 par­la­no chia­ra­men­te di ambien­ti ade­gua­ti, ven­ti­la­ti, sicu­ri e dignitosi.
Il prin­ci­pio è semplice:anche l’attesa deve avve­ni­re in un luo­go dignitoso.

Sul fat­to che altre due sal­me si tro­vi­no nel­la stes­sa condizione
Que­sto pas­sag­gio ripor­ta­to nel­la comu­ni­ca­zio­ne comu­na­le è decisivo.
Dimo­stra che non si trat­ta di un epi­so­dio isolato.
È una situa­zio­ne che si ripete.
E quan­do una situa­zio­ne si ripe­te, non può esse­re gesti­ta ogni vol­ta come emer­gen­za improvvisata.
Ser­ve una solu­zio­ne stabile.Sulle con­di­zio­ni del­la chie­sa del cimi­te­ro e sugli even­ti meteo.

Vie­ne rico­no­sciu­to che la chie­sa e i loca­li adia­cen­ti sono inde­co­ro­si da mol­ti anni e che il mal­tem­po recen­te ha aggra­va­to la situazione.
Que­sto con­fer­ma che la cri­ti­ci­tà è nota da tempo.
Un luo­go defi­ni­to fati­scen­te, vul­ne­ra­bi­le e ino­spi­ta­le non può esse­re uti­liz­za­to per la custo­dia di una sal­ma, nem­me­no tem­po­ra­nea­men­te, pro­prio in base ai prin­ci­pi sta­bi­li­ti dal­la nor­ma­ti­va nazionale.Su pre­ven­ti­vi, finan­zia­men­ti e inter­ven­ti futuri.

È posi­ti­vo che sia­no sta­ti avvia­ti per­cor­si di riqua­li­fi­ca­zio­ne, ma la pro­gram­ma­zio­ne futu­ra non può sosti­tui­re una solu­zio­ne imme­dia­ta per le sal­me che oggi atten­do­no la sepoltura.Sugli inve­sti­men­ti e sugli inter­ven­ti effettuati

Pren­do atto di quan­to indicato.
Ma resta un dato con­cre­to: oggi tre sal­me risul­ta­no in atte­sa di sepol­tu­ra definitiva.
Que­sto dimo­stra che, allo sta­to attua­le, man­ca un pre­si­dio ido­neo per la gestio­ne dell’attesa. Sul valo­re del rispet­to per vivi e morti.

Con­di­vi­do pie­na­men­te que­sto principio.
Ed è pro­prio per rispet­to che chie­do una cosa sem­pli­ce e concreta:
che ven­ga indi­vi­dua­to e atti­va­to subi­to un luo­go ido­neo, puli­to, sicu­ro e digni­to­so per la custo­dia tem­po­ra­nea del­le sal­me quan­do la tumu­la­zio­ne non è possibile.
Que­sto luo­go dovreb­be esi­ste­re sem­pre, pro­prio per gesti­re ogni even­tua­li­tà, anche quan­do tut­ti i locu­li sono dispo­ni­bi­li, per­ché le emer­gen­ze non si pos­so­no prevedere.Sulla pos­si­bi­li­tà di inter­ve­ni­re immediatamente

È impor­tan­te chia­ri­re che esi­sto­no stru­men­ti per agi­re sen­za lun­ghi tem­pi burocratici.
Le situa­zio­ni che riguar­da­no igie­ne pub­bli­ca, sani­tà e tute­la del­la col­let­ti­vi­tà rien­tra­no tra quel­le per cui il Sin­da­co può adot­ta­re ordi­nan­ze con­tin­gi­bi­li e urgenti.
Il ser­vi­zio cimi­te­ria­le e la custo­dia del­le sal­me rien­tra­no pie­na­men­te in que­sti ambiti.
Inol­tre la nor­ma­ti­va sugli affi­da­men­ti con­sen­te pro­ce­du­re rapi­de per inter­ven­ti essen­zia­li in situa­zio­ni di urgenza.
Que­sto signi­fi­ca che una solu­zio­ne tem­po­ra­nea ido­nea pote­va ed è pos­si­bi­le atti­var­la rapidamente.Chiedo quindi:

– che ven­ga indi­ca­to con pre­ci­sio­ne il rego­la­men­to comu­na­le richia­ma­to e i rela­ti­vi articoli
– che ven­ga esclu­so l’utilizzo del­la chie­sa fati­scen­te del cimi­te­ro come luo­go di custo­dia temporanea
– che ven­ga indi­vi­dua­to e atti­va­to sull’isola un luo­go ido­neo per l’attesa del­le sal­me in assen­za di tumu­la­zio­ne imme­dia­ta, indi­pen­den­te­men­te dal fat­to che si pen­si in futu­ro di non ave­re più emer­gen­ze­Chiu­do richia­man­do un prin­ci­pio fon­da­men­ta­le del­la nostra Costituzione.
L’articolo 2 del­la Costi­tu­zio­ne ita­lia­na dice:
“La Repub­bli­ca rico­no­sce e garan­ti­sce i dirit­ti invio­la­bi­li dell’uomo, sia come sin­go­lo sia nel­le for­ma­zio­ni socia­li ove si svol­ge la sua per­so­na­li­tà, e richie­de l’adempimento dei dove­ri inde­ro­ga­bi­li di soli­da­rie­tà poli­ti­ca, eco­no­mi­ca e sociale.”

Que­sto arti­co­lo è alla base del con­cet­to di digni­tà del­la persona.
Una digni­tà che non si per­de con la morte.
E che le isti­tu­zio­ni han­no il dove­re di tute­la­re sempre.

Io oggi par­lo in pri­ma per­so­na, ma so che que­ste paro­le sono con­di­vi­se da mol­ti cittadini.
Pan­tel­le­ria è fat­ta anche di per­so­ne stan­che, a vol­te ras­se­gna­te, abi­tua­te a pen­sa­re che tan­to non cam­bia nulla.
I social, se usa­ti con rispet­to e respon­sa­bi­li­tà, pos­so­no diven­ta­re uno stru­men­to rea­le di par­te­ci­pa­zio­ne e di unione.

Il mio inten­to non è politico.
È civico.

Voglio dare il mio con­tri­bu­to a que­sta iso­la che amo.
Ho impa­ra­to a non rea­gi­re più con impul­si­vi­tà, ma con cal­ma, rispet­to e sen­so di responsabilità.
Spe­ro che anche l’Amministrazione veda in que­sto non un attac­co, ma una spin­ta positiva.
Per­ché una comu­ni­tà cre­sce quan­do cit­ta­di­ni e isti­tu­zio­ni cam­mi­na­no nel­la stes­sa direzione.
E for­se è arri­va­to il momen­to di ricor­dar­ci che, oltre ai dove­ri, abbia­mo anche dei diritti.

Il dirit­to alla dignità.
Il dirit­to al rispetto.
Il dirit­to a ser­vi­zi essen­zia­li adeguati.

Come dice­va Pie­ro Cala­man­drei: “La liber­tà è come l’aria: ci si accor­ge di quan­to vale quan­do comin­cia a mancare.”
Lo stes­so vale per i diritti.

Ali­ce Bernardo”