Il Giardino Pantesco al centro di uno studio di Legambiente e Unipol presentato ieri

Il Giardino Pantesco al centro di uno studio di Legambiente e Unipol presentato ieri

09/10/2021 0 Di Redazione

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Giardini sul mare 

Legambiente e il Gruppo Unipol presentano il nuovo intervento realizzato sull’isola siciliana per valorizzare il suo prezioso patrimonio paesaggistico-agronomico: una buona pratica internazionale di adattamento ai cambiamenti climatici  

Monitorati e censiti oltre 400 giardini panteschi con itinerari e passeggiate tra i siti più significativi. Con un vademecum per replicare un giardino di questo tipo in ambienti simili 

Lo stu­dio e la map­pa dispo­ni­bi­le su https://www.legambiente.it/bellezza-italia

Map­pa del giar­di­no pan­te­sco » https://www.legambiente.it/wp-content/uploads/2021/10/Mappa-degli-itinerari-Pantelleria.pdf

Un manu­fat­to di for­ma cilin­dri­ca rea­liz­za­to a sec­co con pie­tre nere e una minu­sco­la aper­tu­ra, così bas­sa che per entra­re è neces­sa­rio chi­na­re il capo. Den­tro un solo albe­ro, un agru­me custo­di­to gelo­sa­men­te al ripa­ro dal­le intem­pe­rie, dal gelo e dal ven­to, cre­sciu­to gra­zie al micro­cli­ma che si crea all’interno e all’umidità che la stra­na costru­zio­ne rie­sce a trattenere.

È il giar­di­no pan­te­sco, uno dei più sin­go­la­ri manu­fat­ti rura­li dell’isola di Pan­tel­le­ria che rap­pre­sen­ta un labo­ra­to­rio seco­la­re che ha affi­na­to tec­ni­che agri­co­le e costrut­ti­ve che han­no sapu­to fare teso­ro del­la scar­si­tà del­la risor­sa idri­ca e di even­ti cli­ma­ti­ci estre­mi. Nell’ambito del­la cam­pa­gna Bel­lez­za Ita­lia, Legam­bien­te
 e il Grup­po Uni­pol, gra­zie alla col­la­bo­ra­zio­ne dell’ente Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pan­tel­le­ria e del Dipar­ti­men­to di Scien­ze Agra­rie Ali­men­ta­ri e Fore­sta­li dell’Università degli Stu­di di Paler­mo, han­no cen­si­to gli oltre 400 giar­di­ni pre­sen­ti sull’isola: un lavo­ro uni­co e com­ple­to che ha resti­tui­to una pre­zio­sa map­pa con foto, descri­zio­ne, geo­re­fe­ren­zia­zio­ne e sta­to di con­ser­va­zio­ne dei giar­di­ni.  Alcu­ni di que­sti, per tipo­lo­gia e loca­liz­za­zio­ne, sono sta­ti ora inse­ri­ti in un iti­ne­ra­rio di sco­per­ta per apprez­za­re l’isola da pro­spet­ti­ve inso­li­te e particolari.

Il lavo­ro di Legam­bien­te e del Grup­po Uni­pol è sta­to pre­sen­ta­to ieri vener­dì 8 otto­bre, nel cor­so di una pas­seg­gia­ta che ha toc­ca­to alcu­ni giar­di­ni pan­te­schi pre­sen­ti nel­la val­le di Mona­ste­ro, lun­go uno dei per­cor­si più bel­li dell’isola. Alla pas­seg­gia­ta han­no pre­so par­te, tra gli altri, Edoar­do Zan­chi­ni, vice­pre­si­den­te di Legam­bien­te; Mari­sa Par­mi­gia­ni, Respon­sa­bi­le Soste­ni­bi­li­tà Grup­po Uni­pol; alcu­ni rap­pre­sen­tan­ti del Par­co Nazio­na­le di Pan­tel­le­ria;  Ange­lo Pari­si, asses­so­re all’am­bien­te comu­ne di Pan­tel­le­ria, Fran­ce­sca Mar­ruc­ci, Asses­so­re al Turi­smo del Comu­ne di Pan­tel­le­ria; Giu­sep­pe Bar­be­ra, dell’Università di Paler­mo e tra i più qua­li­fi­ca­ti esper­ti di pae­sag­gio rura­le del Medi­ter­ra­neo, i ricer­ca­to­ri che han­no rea­liz­za­to il censimento.

«Lo stu­dio dei giar­di­ni pan­te­schi è par­ti­co­lar­men­te impor­tan­te in tem­pi di cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci per­ché da cir­ca due seco­li que­sto tipo di costru­zio­ne pro­teg­ge da con­di­zio­ni par­ti­co­lar­men­te sic­ci­to­se e assi­cu­ra un micro­cli­ma che con­sen­te la vege­ta­zio­ne degli agru­mi, le pian­te che tra­di­zio­nal­men­te ven­go­no col­ti­va­te all’interno – dichia­ra Edoar­do Zan­chi­ni, vice­pre­si­den­te di Legam­bien­te -. Que­ste espe­rien­ze sono di gran­de inte­res­se per­ché abbia­mo biso­gno di dif­fon­de­re buo­ne pra­ti­che di agri­col­tu­ra e gestio­ne del ter­ri­to­rio capa­ci di adat­tar­si a un cli­ma che sta già cam­bian­do. I giar­di­ni pan­te­schi sono un otti­mo esem­pio di come com­bi­na­re la sapien­za costrut­ti­va dei nostri ante­na­ti con le cono­scen­ze agro­no­mi­che attua­li, con l’obiettivo di con­ti­nua­re a custo­di­re la bel­lez­za dei pae­sag­gi medi­ter­ra­nei, coniu­gan­do­la con la pro­dut­ti­vi­tà agri­co­la, pre­mes­sa indi­spen­sa­bi­le per assi­cu­ra­re futu­ro agli abi­tan­ti e ai loro ter­ri­to­ri. Dob­bia­mo pre­pa­rar­ci a un cli­ma che sta cam­bian­do sem­pre più velo­ce­men­te, con rischi cre­scen­ti, men­tre in paral­le­lo acce­le­ria­mo nel per­cor­so di decarbonizzazione».

 «Abbia­mo soste­nu­to con con­vin­zio­ne que­sto pro­get­to che ben rispon­de agli obiet­ti­vi del­la cam­pa­gna Bel­lez­za Ita­lia: cam­bia­men­to cli­ma­ti­co, bel­lez­za e tute­la del patri­mo­nio – spie­ga Mari­sa Par­mi­gia­ni, Respon­sa­bi­le Soste­ni­bi­li­tà del Grup­po Uni­pol –. Abbia­mo scel­to di non limi­tar­ci al per­cor­so escur­sio­ni­sti­co ma di redi­ge­re una Gui­da per dif­fon­de­re que­sta pra­ti­ca in tut­ti quei luo­ghi che sem­pre più sono espo­sti a feno­me­ni di sic­ci­tà pro­trat­ta, pro­prio per­ché è sem­pre più urgen­te la neces­si­tà di dif­fon­de­re com­pe­ten­ze che sup­por­ti­no pra­ti­che di resi­lien­za.  Ci augu­ria­mo che archi­tet­ti dei giar­di­ni, pae­sag­gi­sti e tut­ti colo­ro che dise­gna­no gli spa­zi ver­di pos­sa­no tro­va­re in que­sto lavo­ro sape­ri nuo­vi e sti­mo­li per i loro pro­ces­si di pianificazione».

Il giar­di­no pan­te­sco può esse­re con­si­de­ra­to a buon tito­lo come un caso estre­mo di tec­ni­che di uti­liz­zo di una risor­sa ambien­ta­le (l’acqua depo­sta per con­den­sa­zio­ne sul­le super­fi­ci dei muri a sec­co e del­la vege­ta­zio­ne) che nor­mal­men­te è tra­scu­ra­ta in altri con­te­sti agri­co­li, ma che a Pan­tel­le­ria, come in mol­te altre iso­le del Medi­ter­ra­neo, può diven­ta­re una par­te signi­fi­ca­ti­va del ciclo dell’acqua e com­pen­sa­re la limi­ta­ta dispo­ni­bi­li­tà di acqua di pre­ci­pi­ta­zio­ne o irri­gua. Tut­to que­sto evi­den­te­men­te assu­me par­ti­co­la­re inte­res­se in con­si­de­ra­zio­ne dei cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci e del­la cre­scen­te caren­za di acqua da desti­na­re a fini agri­co­li. Il cen­si­men­to rea­liz­za­to sarà uti­liz­za­to ora dal Par­co di Pan­tel­le­ria sia per tute­la­re la straor­di­na­ria bio­di­ver­si­tà pre­sen­te in que­sto con­te­sto, sia per avvia­re il restau­ro e il recu­pe­ro di alcu­ni dei giar­di­ni, la rea­liz­za­zio­ne di sen­tie­ri acces­si­bi­li che ne con­sen­ta­no la visi­ta defi­nen­do così un nuo­vo pro­dot­to turi­sti­co per l’isola.

I risul­ta­ti del­lo stu­dio, infat­ti, han­no anche costi­tui­to la base per l’individuazione dei giar­di­ni ido­nei per esse­re inse­ri­ti in un nuo­vo iti­ne­ra­rio turi­sti­co, attra­ver­so cin­que poten­zia­li iti­ne­ra­ri: il prin­ci­pa­le, “a cir­cui­to” di cir­ca 15 km, inclu­de 24 giar­di­ni e può esse­re per­cor­so a pie­di in cir­ca 5 ore. Que­sto iti­ne­ra­rio modu­la­re a diver­si gra­di di dif­fi­col­tà nei diver­si trat­ti, si pre­sta anche ai diver­sa­men­te abi­li, in quan­to in par­te si sno­da su sen­tie­ri e stra­de car­ra­bi­li e tal­vol­ta i giar­di­ni si tro­va­no adia­cen­ti o con­ti­gui alla stra­da. Si aggiun­go­no 4 iti­ne­ra­ri “appen­di­ci”: Gra­zia, con 3 giar­di­ni; Grot­ta del fred­do, con 4 giar­di­ni; Val­le di Mona­ste­ro, con 10 giar­di­ni; Muég­gen, con 5 giar­di­ni. Que­sti pren­do­no il nome dal­le con­tra­de di rife­ri­men­to o nel caso di Grot­ta del Fred­do ad un luo­go di inte­res­se nel­le vici­nan­ze. Quat­tro giar­di­ni rite­nu­ti di inte­res­se, non rien­tra­no negli iti­ne­ra­ri deli­nea­ti, ma sono segna­la­ti come luo­ghi di inte­res­se. Tra que­sti vi sono anche il giar­di­no di Don­na­fu­ga­ta dona­to al FAI e il giar­di­no infos­sa­to nel cra­te­re di Kúd­dia Bruçiáta.

I giar­di­ni segna­la­ti come par­te dell’itinerario saran­no visi­ta­bi­li dall’esterno e tal­vol­ta anche dall’interno. Ad oggi, nell’ambito del pro­get­to, sono sta­ti indi­vi­dua­ti die­ci giar­di­ni che potran­no esse­re visi­ta­ti all’interno, gra­zie al per­mes­so con­ces­so dai pro­prie­ta­ri. Tra que­sti vi è il giar­di­no di Don­na­fu­ga­ta dona­to al FAI. Gli iti­ne­ra­ri trac­cia­ti coin­ci­do­no solo par­zial­men­te con la rete sen­tie­ri­sti­ca CAI esi­sten­te, in altri casi, van­no a valo­riz­za­re altre aree del par­co anco­ra poco rico­no­sciu­te. Gli iti­ne­ra­ri com­pren­do­no sia giar­di­ni in buo­no sta­to di manu­ten­zio­ne, sia abban­do­na­ti o par­zial­men­te crol­la­ti. Una scel­ta fat­ta non a caso, che inten­de sot­to­li­nea­re l’urgenza per il loro recupero.

 Su https://www.legambiente.it/bellezza-italia è pos­si­bi­le sca­ri­ca­re lo stu­dio com­ple­to e la map­pa degli iti­ne­ra­ri dei Giar­di­ni panteschi.

Bel­lez­za Ita­lia non è però l’unico fron­te del­la col­la­bo­ra­zio­ne tra il Grup­po Uni­pol e Legam­bien­te che si arti­co­la infat­ti su diver­si ambi­ti, con il dupli­ce obiet­ti­vo di qua­li­fi­ca­re l’impegno ambien­ta­le del Grup­po Uni­pol nel Pae­se ed accre­sce­re la con­sa­pe­vo­lez­za dei suoi sta­ke­hol­der diret­ti sull’importanza di tute­la­re e valo­riz­za­re il nostro ter­ri­to­rio, e in una serie di azio­ni mira­te allo svi­lup­po di poli­ti­che atti­ve e stru­men­ti ade­gua­ti a miglio­ra­re la resi­lien­za al cam­bia­men­to cli­ma­ti­co in Ita­lia. Legam­bien­te col­la­bo­ra, infat­ti, con Uni­pol anche per pro­get­ti riguar­dan­ti rischi deri­van­ti dal­le cala­mi­tà natu­ra­li, per evi­den­zia­re aree e com­por­ta­men­ti di rischio, iden­ti­fi­ca­re poli­ti­che, inter­ven­ti ed azio­ni per la pro­mo­zio­ne del­la resi­lien­za e la manu­ten­zio­ne del ter­ri­to­rio, anche par­te­ci­pan­do a pro­get­ti pilo­ta di sen­si­bi­liz­za­zio­ne ed educazione.