LA RINASCITA DI UN VELIERO PANTESCO: DALL’ONICE AL BRIGANTES

LA RINASCITA DI UN VELIERO PANTESCO: DALL’ONICE AL BRIGANTES

29/11/2022 0 Di Redazione

L’ultimo dei velieri panteschi in attività fino al 1998 è stata la Motonave Onice.

Esat­to, moto­na­ve, non veliero.

L’Onice nac­que infat­ti come velie­ro nel 1911 col nome Meta poi suc­ces­si­va­men­te tra­sfor­ma­to in moto­na­ve nel 1957 dove ven­ne ribat­tez­za­to Oni­ce) e quin­di appro­da­to alla mari­ne­ria di Pan­tel­le­ria nel 1966.

Affian­cò i diver­si velie­ri e moto­ve­lie­ri già pre­sen­ti nel­la flot­ta pan­te­sca dive­nen­do l’ammiraglia viste le sue 182 ton­nel­la­te di staz­za, ben oltre la media dei moto­ve­lie­ri pan­te­schi che si aggi­ra­va intor­no alle 80 tonnellate.

A par­ti­re dagli anni ’70, la flot­ta pan­te­sca anda­va scom­pa­ren­do a cau­sa dell’arrivo di tra­ghet­ti del­la Sire­mar ormai tra­sfor­ma­ti a tra­spor­to pas­seg­ge­ri e mez­zi. Il tra­spor­to dive­ni­va così sem­pre più como­do far­lo con i mez­zi a quat­tro ruo­te che a poco a poco han­no visto scom­pa­ri­re l’Ernesto Leo­ni, la Madon­ni­na, la Madon­na di Mon­te­ne­ro, l’Impara, l’Imperia, la Giu­liet­ta e l’Onice ine­so­ra­bil­men­te resi­ste­va coi suoi viag­gi ver­so Augu­sta, Mal­ta, Tuni­si e negli ulti­mi quin­di­ci anni di atti­vi­tà ver­so Mar­sa­la per garan­ti­re l’approvvigionamento di bom­bo­le di gas da cucina. 

Nel Mag­gio del 1998, vie­ne mes­so in disar­mo nel por­to di Tra­pa­ni e abban­do­na­to nel­la zona del Ron­ci­glio per poco meno di ven­ti anni, quan­do una Ordi­nan­za del­la Capi­ta­ne­ria indi­ca­va lo sman­tel­la­men­to dell’ormai relitto. 

Fu l’occasione giu­sta per impe­gnar­si ad evi­ta­re la defi­ni­ti­va con­clu­sio­ne del sim­bo­lo del­la mari­ne­ria pan­te­sca e quin­di un grup­po di “visio­na­ri” deci­se di recu­pe­ra­re il relit­to e ripor­tar­lo ad esse­re il velie­ro che fu.

Come recuperare un relitto di 30 metri, in ferro chiodato e ricco di una bellissima storia impregnata nelle sue lamiere?

Nasce così l’impresa Bri­gan­tes, nome che si è scel­to per que­sta “ter­za vita” del­la nave, che dopo un buon ini­zio carat­te­riz­za­to da risor­se volon­ta­rie e appas­sio­na­te, si tro­va ades­so a “navi­ga­re” in un perio­do buio che costrin­ge i “visio­na­ri” a ricer­ca­re un ulti­mo e ulte­rio­re sfor­zo indi­spen­sa­bi­le per por­ta­re a ter­mi­ne il defi­ni­ti­vo varo del rina­to veliero.

“Que­sta nave non vuo­le pro­prio mori­re” dice Vito, inge­gne­re, anche lui ora all’ ope­ra per la rinascita.

Rinascita di un veliero. Ma in che senso, “pantesco”?

Il lega­me con l’isola è sta­to sen­ti­to dai pro­mo­to­ri dell’iniziativa sem­pre mol­to for­te, ed è per que­sto che il pri­mo annun­cio in pub­bli­co fu pro­prio al castel­lo di Pan­tel­le­ria nell’ ormai lon­ta­na esta­te 2016.

Dal 2019 in poi, inten­si sono sta­ti i con­tat­ti con l’amministrazione comu­na­le di Pan­tel­le­ria, che ha patro­ci­na­to il varo del­lo sca­fo e vi ha par­te­ci­pa­to. Si è cer­ca­to una moda­li­tà di coo­pe­ra­re, ma limi­ta­te sono sta­te sem­pre le opportunità. 

Bri­gan­tes, ex Oni­ce può, e ha sem­pre volu­to, “tor­na­re a casa” e ser­vi­re l’ iso­la mal­gra­do ormai la pre­sen­za dei tra­ghet­ti garan­ti­sca il tra­spor­to del­le merci. 

Ma voglia­mo mettere?

Vedere ritornare un simbolo della gloriosa marineria servire l’isola ed essere una utile e appassionata alternativa per i trasporti eco-sostenibili (a vela)?

Sen­za alcu­na pre­sun­zio­ne a voler con­fron­ta­re il Bri­gan­tes coi velie­ri come l’Amerigo Vespuc­ci e il Pali­nu­ro, ben più gran­di e glo­rio­si, biso­gna ammet­te­re che “la sto­ria” di cui è intri­so dà al nostro velie­ro un mar­chio unico.

A val­le quin­di di un viag­gio inver­na­le in Cen­tro Ame­ri­ca per tra­spor­ta­re pro­dot­ti tro­pi­ca­li ver­so l’Europa, qua­li il caf­fè, fave di cacao o rum, nel­la sta­gio­ne esti­va la nave si pro­po­ne qua­le amba­scia­tri­ce dell’isola di Pan­tel­le­ria nei festi­val nau­ti­ci del medi­ter­ra­neo come la Bar­co­la­na trie­sti­na o il Salo­ne Nau­ti­co a Geno­va per citar­ne solo due, ma anche nel Nordeuropa.

Pro­mo­zio­ne dei pro­dot­ti loca­li pan­te­schi e anche vero e pro­prio tra­spor­to dei pro­dot­ti arti­gia­na­li pan­te­schi ver­so i clien­ti dell’Italia e dell’ Euro­pa continentale.

Per fare questo la nave va finita.

L’impresa ha tut­te le car­te in rego­la per un gran suc­ces­so, ma alcu­ni impre­vi­sti tec­ni­ci ci stan­no met­ten­do in serie dif­fi­col­tà col rischio di impe­dir­ne la riuscita.

Con­tat­ta­te­ci se vole­te o pote­te con­tri­bui­re anche voi alla rina­sci­ta dell’ ulti­mo velie­ro pantesco.

Ser­ve un ulti­mo sfor­zo, Pan­tel­le­ria se lo merita.

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