The Dammuso Circle: un ringraziamento ai partecipanti della prima Assemblea Pubblica Grazie a tutti! The…
Lago di Venere: botta e risposta tra Parco e The Dammuso Circle
31/10/2026La questione lavori al Lago di Venere sta infiammando i social. Tra ieri e oggi, la petizione lanciata da The Dammuso Circle ha alimentato il dibattito. Ecco il botta e risposta tra TDC e il Parco
PETIZIONE TDC – RISPOSTA DIRETTORE PARCO – CONTRORISPOSTA TDC
di Francesca Marrucci
Ieri The Dammuso Circle ha lanciato una petizione sull’isola per avere chiarimenti in merito ai avori che si stanno facendo al Lago di Venere. In questi giorni, infatti, è montato un notevole tam tam sui social con post che esprimono preoccupazione, indignazione e rabbia per i lavori che il Parco sta facendo intorno alla Specchio di Venere.
La petizione ha raccolto in un giorno quasi 600 firme, ma non mancano le voci che richiamano ad un progetto ampiamente presentato al pubblico al Castello e redatto da studiosi e ricercatori che hanno esaminato il lago per anni. Tra questi l’ambientalista Giovanni Bonomo, del Centro Giamporcaro, che invita tutti alla calma e a documentarsi in modo adeguato. Ieri sera anche il Direttore del Parco, Carmine Vitale, ha inteso spiegare che non si sta stravolgendo nulla e stamattina è arrivata la risposta di The Dammuso Circle al Direttore.
Siamo quindi in grado di riportarvi il botta e risposta punto per punto. Il nostro giornale non prende posizione in merito alla vicenda, ma continuerà a dare voce agli attori della stessa.
PETIZIONE TDC – RISPOSTA DIRETTORE PARCO – CONTRORISPOSTA TDC
LA PETIZIONE DI THE DAMMUSO CIRCLE
Giù le mani dal Lago di Venere! La natura si protegge, non si stravolge!
Il Lago Specchio di Venere è uno dei tesori più preziosi di Pantelleria. Un luogo unico, simbolo della bellezza naturale dell’isola, patrimonio ambientale e parte della nostra identità.
Oggi questa bellezza rischia di essere compromessa proprio in nome della sua tutela.
Recinzioni, staccionate, pavimentazioni e nuove limitazioni alla fruizione stanno cambiando il volto di un ambiente naturale straordinario.
È davvero necessario trasformare la natura per proteggerla?
Siamo convinti che la biodiversità debba essere salvaguardata, ma la tutela ambientale non può diventare una giustificazione per interventi invasivi e restrizioni non adeguatamente motivate.
Chiediamo con forza al Parco Nazionale e alle istituzioni competenti:
La sospensione cautelativa degli interventi più invasivi, valutando soluzioni alternative maggiormente rispettose del paesaggio.
Una verifica tecnica, pubblica e indipendente della conformità dei lavori già eseguiti e in corso al progetto originariamente approvato, alle eventuali varianti autorizzate e alle prescrizioni ambientali e paesaggistiche.
La pubblicazione integrale della documentazione progettuale, delle autorizzazioni e delle eventuali modifiche, accompagnata da un confronto pubblico con cittadini e associazioni.
La salvaguardia dell’accessibilità e della balneazione, nelle aree compatibili con la protezione dell’ecosistema e la sicurezza delle persone, chiarendo le ragioni delle limitazioni previste.
Non vogliamo un lago artificializzato e progressivamente sottratto alla comunità. Vogliamo un lago protetto, rispettato e vissuto responsabilmente.
Questa petizione è promossa da The Dammuso Circle, associazione aperta a tutti coloro che hanno a cuore Pantelleria, il suo patrimonio naturale, il paesaggio e la qualità della vita sull’isola.
Il Lago di Venere non ha bisogno di essere trasformato per essere salvato. Ha bisogno di essere rispettato!
Firma e condividi questa petizione. Facciamo sentire la nostra voce!
The Dammuso Circle
LA RISPOSTA DEL DIRETTORE DEL PARCO, CARMINE VITALE
Lavori al Geosito Bagno dell’Acqua/Lago Specchio di Venere: il direttore del Parco fa chiarezza
Di Carmine Vitale, Direttore f.f. del Parco
I lavori nell’ambito del progetto “Conservazione della Biodiversità del lago Bagno dell’Acqua/Specchio di Venere” mirano alla tutela e alla valorizzazione della biodiversità di un ecosistema unico al mondo, coniugando la conservazione della natura con la fruizione ecosostenibile dei visitatori.
Le scelte progettuali adottate sono il risultato di diversi studi, analisi e monitoraggi multidisciplinari e settoriali. L’obiettivo è intervenire in maniera sartoriale tramite tecniche di ingegneria naturalistica, infrastrutture verdi (staccionate e muretti) e l’impiego di materiali ecocompatibili per mitigare le criticità ambientali tuttora in atto, prevenire possibili minacce future e proteggere e valorizzare gli hotspot di biodiversità e geodiversità presenti.
“Comprendo perfettamente la preoccupazione di chi oggi vede un cantiere aperto con i lavori di sistemazione in corso e delle novità in una delle zone più belle e suggestive dell’isola. Tutto ciò potrebbe suscitare in chi osserva un forte impatto visivo. Tengo tuttavia a precisare che gli interventi in atto sono stati ampiamente illustrati e discussi in più occasioni, ottenendo l’approvazione ecologica, ambientale e paesaggistica dal Parco, dal Comune, dalla Soprintendenza e dalla Regione. L’Ente Parco è la principale istituzione ad avere come missione la tutela degli ecosistemi naturali e rurali. Per mitigare le criticità e valorizzare le risorse ambientali nell’ottica dello sviluppo sostenibile e del miglioramento della qualità della vita della comunità, l’Ente è impegnato a “fare bene” e non a “distruggere” — come qualcuno afferma per mancanza di corretta informazione o, talvolta, per strumentalizzare a propri fini un evento. Si tratta invece di mortificare qualcosa di importante e necessario per proteggere il lago, che finalmente si realizza grazie al lavoro sviluppato negli anni dal Parco”.
Assemblea pubblica del 24 Giugno 2024 dove è stato illustrato il progetto presso il Castello
L’Ente Parco è costantemente impegnato, attraverso diversi tecnici, nel seguire i lavori eseguiti dalla Ditta Regina s.r.l., la quale sta mostrando la massima volontà di completarli nel modo migliore possibile. L’obiettivo è far godere della bellezza del Lago in maniera ecosostenibile, sapendo che, finalmente, questo unicum biologico sarà preservato dalla comunità locale per le generazioni future, secondo le direttive, i regolamenti e le raccomandazioni dell’ordinamento dell’Unione Europea.
Per chiarezza, finora sono stati eseguiti i seguenti interventi:
- eliminazione di specie vegetali invasive;
- installazione di leggii informativi in corten;
- ripristino di muretti a secco;
- posa di staccionate in legno;
- realizzazione di un punto di osservazione dell’avifauna.
Quelli in fase di completamento sono:
- consolidamento della scarpata a valle della strada asfaltata con piccole opere in pietra di regimazione delle acque e miglioramento dell’accessibilità alla riva del lago;
- consolidamento di due brevi tratti della viabilità sterrata circostante il lago con l’impiego della pietra locale.
Per proteggere la biodiversità vegetale locale, alcune delle specie invasive non caratteristiche di Pantelleria, presenti in abbondanza, sono state eliminate. Ciò ha purtroppo privato alcune zone dell’ombra di cui usufruivano i fruitori storici,ma in tale contesto ecologico la priorità è la conservazione della biodiversità e per tale ragione risultava urgente intervenire in maniera incisiva.
Sono stati installati alcuni leggii in corten, in linea con la cartellonistica turistica presente nel resto dell’isola, per integrare le informazioni relative alla biodiversità e alla geodiversità del lago e alle regole di corretto comportamento.
Dagli anni ’80 del secolo scorso a oggi, la forte pressione antropica ha danneggiato i muretti originari. Nei decenni, la vegetazione rara (come il Limonium) si è adattata avvolgendo le pietre crollate, e molti insetti protetti dalla Direttiva Habitat hanno trovato rifugio proprio sotto questi massi. Ricostruire i muretti ovunque avrebbe significato distruggere questi micro-ecosistemi e sradicare tali piante rare. Pertanto, i muretti diruti sono stati ripristinati e ricomposti solo laddove emergevano chiaramente quelli “antichi” o dove la posa delle fondazioni non interferiva in alcun modo con l’habitat circostante.
Varco di accesso all’area fruibile prossima alla riva del lago
Le staccionate, invece, sono state installate solo laddove non è stato possibile intervenire sui muretti esistenti o realizzarne di nuovi. Esse rappresentano infrastrutture verdi, leggere e reversibili: sicuramente meno rappresentative del paesaggio pantesco, ma indispensabili in tale contesto ecologico per impedire il calpestio nelle aree protette. La semplice cartellonistica e le indicazioni delle guide non sono infatti bastate, in questi anni, a fermare gli accessi costanti praticati dai visitatori.
Le staccionate installate — alle quali saranno aggiunti piccoli cartelli con l’indicazione “Habitat protetto, non oltrepassare” — hanno il compito di delimitare il percorso lungo il lago. Questo tracciato dovrà essere rispettato per evitare interferenze umane sugli habitat esistenti, sulla flora e sulla fauna, proteggendoli dal degrado. Al contempo,serve a garantire le condizioni di sicurezza dei fruitori: si ricorda infatti che alcune zone sommerse e semisommerse sono occupate da sedimenti soffici molto compressibili che creano notevoli difficoltà ai bagnanti, oltre alla presenza di frequenti emissioni gassose naturali che rendono l’aria insalubre.
Tale dissuasore, costituito da staccionate in legno e non da muretti a secco (poiché il contesto ecologico risulta incompatibile con la loro completa ricostruzione), è interrotto da varchi pedonali in corrispondenza delle zone considerate idonee alla fruizione della riva. I varchi sono stati disposti in modo da garantire l’accessibilità anche alle persone fragili, migliorando il raggiungimento dell’acqua attraverso piccole rampe di accesso in pietra nei punti della viabilità più vicini alla riva.
Il ruscellamento delle acque piovane è stato regimato creando piccole zone di drenaggio in pietra (materassi drenanti). Ciò consente la decantazione del suolo eroso trasportato dalle acque dai terrazzamenti e dai versanti circostanti, garantendo che le acque vengano drenate nel lago depurate dal sedimento ed evitando così il lento e costante fenomeno di interrimento in atto.
La scarpata a valle della strada asfaltata necessitava di un intervento di consolidamento a causa di crolli puntuali e scivolamenti in più punti. Tali cedimenti producevano instabilità idrogeologica e l’accumulo di detrito prevalentemente sabbioso alla base, che si aggiungeva a quello dilavato dalle acque di scorrimento superficiale durante le intense piogge. Questo sedimento proveniva sia dalla strada che costeggia il costone, sia dal tratto del sentiero CAI 972 (che collega il punto panoramico collocato sul tornante adiacente all’area archeologica e conduce al lago).
La soluzione progettuale ha accolto le segnalazioni dei cittadini: si sono riutilizzati i massi abbandonati dall’uomo lungo la riva del lago in prossimità della scarpata, addossandoli a essa. A monte è stato realizzato un opportuno drenaggio, mentre a valle, in corrispondenza dei cumuli di sabbia in due punti specifici, è stata creata una canaletta in pietra per contenere il sedimento in arrivo. In tale occasione verrà rimosso il deposito accumulatosi negli anni per evitarne la migrazione verso il fondo del lago, mitigando così il processo di interrimento. Inoltre, si potrà percorrere con maggiore sicurezza il tratto stradale asfaltato che collega il parcheggio, l’infopoint e la ciclostazione all’area fruibile, camminando al di sopra dell’opera affiancata alla sede stradale.
È in corso di realizzazione anche il consolidamento di due brevi tratti della viabilità sterrata particolarmente problematici, mediante la posa di pietra locale. I frequenti cedimenti e deformazioni che si verificavano in occasione delle piogge creavano notevoli disagi al transito sia pedonale che veicolare, generando numerose segnalazioni da parte degli abitanti del luogo. Questo intervento consentirà a residenti, lavoratori, ospiti, mezzi agricoli, camion per l’approvvigionamento dell’acqua e mezzi di soccorso antincendio (AIB) di transitare in modo sicuro.
Saranno garantite, come sempre, ampie aree di libera fruizione e di accesso alla riva nelle zone che presentano tale vocazione. Il tutto nell’ottica di un turismo sostenibile, coerente con la Carta Europea del Turismo Sostenibile nelle Aree Protette promossa da Europarc, che ha confermato il riconoscimento al Parco Nazionale Isola di Pantelleria per il lavoro svolto sull’isola e, in modo particolare, presso il Geosito Bagno dell’Acqua / Specchio di Venere.
Punto di osservazione dell’avifauna
I lavori riguardanti la “realizzazione di un nuovo elettrocavidotto in Bassa Tensione e sostituzione di elettrocavidotto esistente in località Lago” sono stati realizzati da SMEDE S.p.A. Pantelleria per consentire ai proprietari di allacciarsi alla rete elettrica.
Il Presidente Cucci ha chiesto di organizzare un sopralluogo con la comunità al completamento dei lavori, previsto entro il prossimo mese di novembre, per illustrare le opere realizzate.
LA CONTRO RISPOSTA DI THE DAMMUSO CIRCLE
Lago di Venere: tutelare non significa necessariamente trasformare
The Dammuso Circle interviene sulle dichiarazioni della Direzione del Parco Nazionale.
Abbiamo letto con attenzione le spiegazioni fornite dal direttore facente funzioni del Parco Nazionale sugli interventi in corso al Lago di Venere.
Nessuno mette in discussione la necessità di proteggere un ecosistema tanto prezioso e delicato. Ma crediamo che sia altrettanto legittimo interrogarsi sulla natura, sulla proporzionalità e sull’impatto paesaggistico delle opere realizzate.
Staccionate, pavimentazioni, delimitazioni e nuove strutture stanno modificando l’aspetto di uno dei luoghi più straordinari di Pantelleria. Che questi interventi siano stati autorizzati non esclude il diritto dei cittadini di discuterne l’opportunità.
Non condividiamo, pertanto, che le preoccupazioni manifestate da tanti panteschi possano essere ricondotte a disinformazione o strumentalizzazione. Il dissenso rispetto a una scelta progettuale non è ignoranza e non è ostilità verso la tutela ambientale.
Il Lago di Venere non è soltanto un patrimonio naturalistico o una destinazione turistica. È un luogo profondamente legato alla vita dell’isola: qui generazioni di panteschi hanno passeggiato, corso, fatto il bagno e condiviso momenti di vita collettiva. Un tempo vi si svolgeva persino la tradizionale corsa degli asini.
È anche questa memoria, insieme alla biodiversità, che merita di essere salvaguardata.
Dalla documentazione disponibile risulta che il progetto sia stato illustrato pubblicamente il 28 giugno 2024, durante un incontro al quale era presente anche l’assessore comunale Massimo Bonì. Il Comune, dunque, era a conoscenza dell’iniziativa e ha partecipato al percorso istituzionale.
Sarebbe utile conoscere anche gli estremi degli eventuali atti con cui l’Amministrazione comunale ha espresso il proprio assenso al progetto e alle opere previste.
C’è infine una questione di metodo. Il Parco annuncia la disponibilità a un sopralluogo pubblico dopo la conclusione dei lavori. Ma quale utilità può avere un confronto quando le scelte sono già state realizzate e potrebbero risultare difficilmente reversibili?
Chiediamo che questo confronto venga anticipato, rendendo disponibili ai cittadini il progetto approvato, le autorizzazioni e le motivazioni tecniche delle soluzioni adottate.
Il Parco ha certamente il compito di proteggere l’ambiente. Ma la tutela di un territorio così speciale dovrebbe essere costruita anche attraverso l’ascolto e il coinvolgimento della comunità che lo vive.
Il Lago di Venere non ha bisogno di essere addomesticato. Ha bisogno di essere custodito, rispettato e consegnato alle prossime generazioni senza perdere la propria identità.
The Dammuso Circle

Ho iniziato a 16 anni a scrivere sui giornali locali, per poi crearne uno, Punto a Capo, passando poi ai quotidiani e infine all’online.
Oggi, oltre a dirigere Punto a Capo Online e Punto a Capo Sport, collaboro con altri quotidiani online e dirigo l’Ufficio Stampa di Punto a Capo.
Inoltre, sono traduttrice, insegnante e Presidente della Onlus che pubblica il giornale. Faccio tante cose, probabilmente troppe, adoro scrivere, leggere e viaggiare e ho bisogno sempre di nuovi stimoli, di iniziare nuove avventure e creare nuovi progetti.




