Pantelleria, una sera sotto la Luna per scoprire anche noi stessi

Pantelleria, una sera sotto la Luna per scoprire anche noi stessi

21/07/2026 0 Di Lucia Boldi

Pantelleria, una sera sotto la Luna per scoprire anche noi stessi

di Lucia Boldi

C’è chi la guar­da con il tele­sco­pio, chi la stu­dia con for­mu­le mate­ma­ti­che, chi la tra­sfor­ma in poe­sia, chi la rin­cor­re nel­le pagi­ne di Piran­del­lo e chi la ritro­va nei per­cor­si più miste­rio­si del­la men­te uma­na. Ieri sera, in piaz­zet­ta Naza­rio Sau­ro, la Luna è diven­ta­ta il pun­to d’incontro di mon­di solo appa­ren­te­men­te lontani.

Orga­niz­za­ta dal Cir­co­lo Cul­tu­ra­le Cor­so Umber­to dagli instan­ca­bi­li Anna Sil­via e Nico­la Fer­ra­ri, in occa­sio­ne dell’International Moon Day, la mani­fe­sta­zio­ne “Luna e Psi­che” ha pro­po­sto un viag­gio attra­ver­so lin­guag­gi diver­si, dimo­stran­do come il nostro satel­li­te con­ti­nui, anco­ra oggi, a par­la­re a cia­scu­no in modo differente.

Uno dei momen­ti più inten­si del­la sera­ta è sta­to l’incontro con Fabio Maca­lu­so, auto­re del libro Vole­vo un tè al limo­ne. La mia vita da bipo­la­re. Con gran­de sin­ce­ri­tà e una sot­ti­le iro­nia, Maca­lu­so ha rac­con­ta­to il lun­go cam­mi­no che lo ha por­ta­to dal­la malat­tia a una ritro­va­ta sta­bi­li­tà. Ha con­fes­sa­to che, a vol­te, gli man­ca per­si­no quel­la sen­sa­zio­ne di onni­po­ten­za tipi­ca del­le fasi mania­ca­li, quan­do le idee sem­bra­va­no nasce­re sen­za sosta, al con­fi­ne tra genia­li­tà e deli­rio. Ma ha spie­ga­to come il prez­zo da paga­re fos­se altis­si­mo e come il vero tra­guar­do sia sta­to ricon­qui­sta­re una sere­ni­tà fat­ta di equi­li­brio e con­sa­pe­vo­lez­za. Nel cor­so dell’incontro ha ricor­da­to anche alcu­ne per­so­na­li­tà che, secon­do diver­se testi­mo­nian­ze e rico­stru­zio­ni, han­no con­vis­su­to con il distur­bo bipo­la­re, tra cui l’ex Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca Fran­ce­sco Cos­si­ga, Win­ston Chur­chill, Vin­cent Van Gogh e Die­go Arman­do Mara­do­na, sot­to­li­nean­do come crea­ti­vi­tà e talen­to non deb­ba­no mai esse­re roman­ti­ca­men­te con­fu­si con la sof­fe­ren­za del­la malattia.

Sor­pren­den­te anche la pil­lo­la tea­tra­le dedi­ca­ta a “Ciau­la sco­pre la luna” di Lui­gi Piran­del­lo, adat­ta­ta da Lucia Bol­di e Anto­niet­ta Valen­za. La novel­la ha emo­zio­na­to il pub­bli­co gra­zie a una reci­ta­zio­ne inten­sa e natu­ra­le degli inter­pre­ti, capa­ci di dare vita ai per­so­nag­gi con la sicu­rez­za di atto­ri con­su­ma­ti da anni di pal­co­sce­ni­co. Par­ti­co­lar­men­te apprez­za­to il coro, ispi­ra­to a quel­lo del­le tra­ge­die gre­che, che ha con­fe­ri­to rit­mo, for­za espres­si­va e solen­ni­tà alla rappresentazione.

Al ter­mi­ne del­lo spet­ta­co­lo sono arri­va­ti i com­pli­men­ti del con­si­glie­re comu­na­le e far­ma­ci­sta dell’isola Rober­to Gre­co, rima­sto affa­sci­na­to dal­la musi­ca­li­tà del coro, inter­pre­ta­to da Sal­vi­na, Pina e Pier­si­mo­na Mura. Anche l’assessore e vice­sin­da­co Ade­le Pine­da ha espres­so il pro­prio apprez­za­men­to per la qua­li­tà del­la rap­pre­sen­ta­zio­ne, auspi­can­do che ini­zia­ti­ve tea­tra­li di que­sto livel­lo tro­vi­no sem­pre più spa­zio nel­la vita cul­tu­ra­le dell’isola.

Dopo un pia­ce­vo­le momen­to con­vi­via­le, con piz­za, aran­ci­net­te e vini del­le can­ti­ne loca­li, la mani­fe­sta­zio­ne si è con­clu­sa in un cli­ma di festa con un coin­vol­gen­te viag­gio nel­la musi­ca popo­la­re del Sud. Le bal­le­ri­ne, Giu­lia Peso­le e Vio­la Cen­ti, nono­stan­te il cal­do del­la sera­ta, han­no rega­la­to una splen­di­da per­for­man­ce, fat­ta di ener­gia, ele­gan­za e pas­sio­ne, coin­vol­gen­do il pub­bli­co con il rit­mo tra­vol­gen­te di taran­tel­le, tam­bu­ria­te e piz­zi­che. A ren­de­re anco­ra più inten­sa l’atmosfera è sta­ta la voce di Gabrie­le Man­fre­di, capa­ce di toc­ca­re le cor­de più pro­fon­de dell’animo e di resti­tui­re tut­ta la for­za evo­ca­ti­va di que­sti anti­chi can­ti popo­la­ri. Tra musi­ca, dan­za e applau­si, piaz­za Naza­rio Sau­ro si è tra­sfor­ma­ta in un gran­de pal­co­sce­ni­co sot­to la Luna, dove tra­di­zio­ne e par­te­ci­pa­zio­ne si sono fuse in un’unica, coin­vol­gen­te festa.

Alla fine la Luna era sem­pre la stes­sa. Eppu­re ognu­no, tor­nan­do a casa, sem­bra­va por­tar­ne via una diver­sa: quel­la del­la scien­za, del­la psi­che, del­la let­te­ra­tu­ra, del­la dan­za o sem­pli­ce­men­te del ricor­do. For­se è pro­prio que­sto il suo pri­vi­le­gio. Da mil­len­ni illu­mi­na tut­ti nel­lo stes­so modo, ma con­ti­nua a riflet­ter­si in cia­scu­no con una luce diversa.