Dopo 50 anni la Sicilia finalmente gestirà gli eventi come il resto d’Italia

Dopo 50 anni la Sicilia finalmente gestirà gli eventi come il resto d’Italia

11/09/2025 0 Di Francesca Marrucci

Svolta storica per i Comuni siciliani dopo 50 anni: finalmente gli eventi saranno gestiti dai Comuni e non dalle Questure

La Sicilia si allinea finalmente al resto d’Italia: l’autonomia nella gestione degli eventi cambia il volto di cultura e spettacolo, ma non è detto che vada tutto liscio subito…

di Fran­ce­sca Marrucci

Un’at­te­sa lun­ga qua­si mez­zo seco­lo si è con­clu­sa con una vit­to­ria per i Comu­ni sici­lia­ni. Il Con­si­glio dei Mini­stri ha dato il via libe­ra al decre­to legi­sla­ti­vo che tra­sfe­ri­sce agli enti loca­li dell’Isola le fun­zio­ni di poli­zia ammi­ni­stra­ti­va per l’or­ga­niz­za­zio­ne di spet­ta­co­li, mani­fe­sta­zio­ni pub­bli­che e atti­vi­tà simi­la­ri. Un cam­bia­men­to epo­ca­le, che met­te fine a un’anomalia che ha pena­liz­za­to per decen­ni la vita cul­tu­ra­le e socia­le del­la regione.

Com’era prima in Sicilia: un labirinto burocratico

Fino a ieri, a dif­fe­ren­za di tut­te le altre regio­ni ita­lia­ne, in Sici­lia i Comu­ni non pote­va­no rila­scia­re auto­no­ma­men­te le auto­riz­za­zio­ni per gli even­ti. Gli orga­niz­za­to­ri, che si trat­tas­se di un pic­co­lo con­cer­to in piaz­za o di una gran­de ras­se­gna tea­tra­le, era­no costret­ti a rivol­ger­si diret­ta­men­te alle Questure.

Un pas­sag­gio che ren­de­va le pro­ce­du­re len­te, com­ples­se e spes­so sco­rag­gia­va ammi­ni­stra­to­ri, ope­ra­to­ri del set­to­re e asso­cia­zio­ni. Le lun­ghe atte­se e la far­ra­gi­no­si­tà del siste­ma buro­cra­ti­co era­no diven­ta­te una vera e pro­pria “zavor­ra” che ren­de­va dif­fi­ci­le la pro­gram­ma­zio­ne e lo svi­lup­po di ini­zia­ti­ve cul­tu­ra­li. Una situa­zio­ne che costrin­ge­va la Sici­lia in un vico­lo cie­co, men­tre nel resto d’Italia, dal 1977, i Comu­ni gesti­va­no in auto­no­mia que­ste com­pe­ten­ze, garan­ten­do fles­si­bi­li­tà e rapidità.

Come sarà adesso: più autonomia e programmazione snella (si spera!)

Con l’ap­pro­va­zio­ne del decre­to, i Comu­ni sici­lia­ni otter­ran­no le stes­se com­pe­ten­ze del resto d’I­ta­lia. Non appe­na il prov­ve­di­men­to sarà pub­bli­ca­to in Gaz­zet­ta Uffi­cia­le e entre­rà in vigo­re, i sin­da­ci e gli asses­so­ri potran­no agi­re con mag­gio­re auto­no­mia, rila­scian­do diret­ta­men­te le auto­riz­za­zio­ni necessarie.

Que­sto cam­bie­rà radi­cal­men­te lo sce­na­rio: la buro­cra­zia si alleg­ge­ri­rà, i tem­pi di atte­sa si ridur­ran­no dra­sti­ca­men­te e la pro­gram­ma­zio­ne cul­tu­ra­le diven­te­rà più snel­la e reat­ti­va o alme­no è que­sto che ci si augura.

La rete Re.A.C.T.S. (Rete degli Asses­so­ri alla Cul­tu­ra, Turi­smo e Spet­ta­co­lo dei Comu­ni sici­lia­ni), che ha gui­da­to que­sta bat­ta­glia negli ulti­mi 4 anni, cele­bra il risul­ta­to come un pas­so che “resti­tui­sce digni­tà” ai Comuni.

Le fun­zio­ni di vigi­lan­za e con­trol­lo da par­te dei Que­sto­ri rimar­ran­no atti­ve per que­stio­ni di ordi­ne pub­bli­co e sicu­rez­za, ma il per­cor­so auto­riz­za­ti­vo sarà gesti­to a livel­lo loca­le, più vici­no alle esi­gen­ze dei cit­ta­di­ni. Anche l’AN­CI Sici­lia ha espres­so gran­de sod­di­sfa­zio­ne. È una vit­to­ria soprat­tut­to per le comu­ni­tà loca­li, che potran­no final­men­te guar­da­re a un futu­ro di even­ti più libe­ri, sicu­ri e rapi­di. O alme­no così tut­ti spe­ra­no, per­ché il pun­to sul prov­ve­di­men­to non si è anco­ra messo.

Il risultato è già attuabile?

Anco­ra no. Per l’ef­fet­ti­va attua­zio­ne del prov­ve­di­men­to, il decre­to legi­sla­ti­vo appro­va­to dal Con­si­glio dei Mini­stri deve anco­ra com­ple­ta­re il suo iter buro­cra­ti­co. Nono­stan­te sia sta­to “defi­ni­ti­va­men­te adot­ta­to” da Palaz­zo Chi­gi, un decre­to legi­sla­ti­vo per entra­re in vigo­re deve esse­re pub­bli­ca­to sul­la Gaz­zet­ta Uffi­cia­le. Soli­ta­men­te, il decre­to entra in vigo­re il quin­di­ce­si­mo gior­no suc­ces­si­vo alla sua pub­bli­ca­zio­ne, a meno che non sia spe­ci­fi­ca­to un ter­mi­ne diver­so nel testo stes­so del decreto.

Quin­di, affin­ché i Comu­ni sici­lia­ni pos­sa­no effet­ti­va­men­te ini­zia­re a rila­scia­re le auto­riz­za­zio­ni in auto­no­mia, il decre­to deve esse­re pub­bli­ca­to in Gaz­zet­ta Uffi­cia­le. Fino a quel momen­to, la situa­zio­ne rima­ne for­mal­men­te inva­ria­ta e si resta in atte­sa, visto che anche in pas­sa­to l’i­ter ha subi­to stop improv­vi­si e spes­so immo­ti­va­ti che han­no lascia­to tut­ti mol­to delu­si. Sarà que­sta la vol­ta buo­na che la Sici­lia riu­sci­rà a fare il sal­to di 50 anni neces­sa­rio per rimet­ter­si in pari con il resto del­la Nazio­ne? Si spe­ra, anche per­ché il com­par­to turi­sti­co rap­pre­sen­ta per la Regio­ne una voce di bilan­cio irrinunciabile.

Tutto più facile?

Anche qui la spe­ran­za è d’ob­bli­go. Il pas­sag­gio ai Comu­ni del­le com­pe­ten­ze in mate­ria di spet­ta­co­lo dopo 50 anni in mano alle Que­stu­re fa sup­por­re che non andrà tut­to liscio. Mol­ti uffi­ci comu­na­li non sono fer­ra­ti per nien­te sul­l’ar­go­men­to, sul­la legi­sla­zio­ne vigen­te e mol­ti diri­gen­ti non ‘voglio­no trop­pe rot­tu­re’, quin­di, come è suc­ces­so in mol­te cit­tà ita­lia­ne soprat­tut­to dopo la Gabriel­li nel 2017, non è esclu­so che si pas­si dal­la padel­la alla bra­ce e che si assi­sta a dinie­ghi pur di non affron­ta­re i cavil­li e i requi­si­ti di sicu­rez­za neces­sa­ri che com­por­ta­no trop­po lavo­ro e com­pe­ten­ze da par­te degli uffi­ci comunali.

È pur vero che negli ulti­mi anni, dopo il 2017 e dopo il Covid, in Sici­lia chi orga­niz­za spet­ta­co­li, pri­va­to o pub­bli­co, ha dovu­to sop­por­ta­re le diver­se ‘inter­pre­ta­zio­ni’ dei Que­sto­ri, per cui ci si ritro­va­va a dover appli­ca­re rego­le da con­cer­to da sta­dio anche a un’e­si­bi­zio­ne per stra­da in acu­sti­co sen­za pal­co o a dover esi­bi­re atte­sta­zio­ni fono­me­tri­che per even­ti che non le richie­de­va­no per leg­ge. Ma tan­t’è: si discu­te con chi ti deve auto­riz­za­re, tan­to più se si trat­ta del­la Que­stu­ra? Il nuo­vo prov­ve­di­men­to non esclu­de a prio­ri la discus­sio­ne con il con­tral­ta­re comu­na­le, ma se non altro amplia lo spet­tro del­la discussione.

A que­sto pun­to non ci resta che sperare.

Ecco il comunicato del REACTS

Fun­zio­ni di poli­zia ammi­ni­stra­ti­va: vit­to­ria degli asses­so­ri sici­lia­ni. Dopo anni di bat­ta­glie, final­men­te anche i Comu­ni dell’Isola avran­no le stes­se com­pe­ten­ze del resto d’Italia.

La Sici­lia non è più un’eccezione. Con il via libe­ra del Con­si­glio dei Mini­stri al decre­to legi­sla­ti­vo che attua l’art. 31, com­ma 4, del­lo Sta­tu­to sici­lia­no, i Comu­ni dell’Isola potran­no final­men­te rila­scia­re in auto­no­mia le auto­riz­za­zio­ni per spet­ta­co­li, mani­fe­sta­zio­ni pub­bli­che e atti­vi­tà simi­la­ri, come già avvie­ne in tut­te le altre regio­ni ita­lia­ne dal 1977.

Un tra­guar­do sto­ri­co che por­ta la fir­ma del­la rete Re.A.C.T.S. – Rete degli Asses­so­ri alla Cul­tu­ra, Turi­smo e Spet­ta­co­lo dei Comu­ni sici­lia­ni, pro­ta­go­ni­sta in que­sti anni di una bat­ta­glia civi­le e tra­sver­sa­le, por­ta­ta avan­ti sen­za ban­die­re poli­ti­che ma con un’unica visio­ne: garan­ti­re pari dirit­ti ai ter­ri­to­ri sici­lia­ni e sem­pli­fi­ca­re pro­ce­du­re che da decen­ni rap­pre­sen­ta­va­no un vero e pro­prio labi­rin­to burocratico.

🔹 Nel 2022 il Re.A.C.T.S. lan­cia­va un appel­lo al nuo­vo Gover­no e al Par­la­men­to, chie­den­do l’estensione del­le sem­pli­fi­ca­zio­ni intro­dot­te dall’art. 38 bis del­la L. 120/2020.
🔹 Nel 2023 la Cor­te costi­tu­zio­na­le con­fer­ma­va la legit­ti­mi­tà del tra­sfe­ri­men­to del­le fun­zio­ni agli enti loca­li, apren­do di fat­to la stra­da al decre­to attuativo.
🔹 Nel 2024 il Gover­no regio­na­le Schi­fa­ni appro­va­va lo sche­ma di decre­to legi­sla­ti­vo, oggi defi­ni­ti­va­men­te adot­ta­to da Palaz­zo Chigi.

Il prov­ve­di­men­to, arti­co­la­to in 5 arti­co­li, chia­ri­sce che il tra­sfe­ri­men­to non com­por­te­rà one­ri aggiun­ti­vi per i Comu­ni, trat­tan­do­si di com­pe­ten­ze già gesti­te ordi­na­ria­men­te dal per­so­na­le in ser­vi­zio. Resta­no fer­me le fun­zio­ni di vigi­lan­za e con­trol­lo del Pre­fet­to, con la pos­si­bi­li­tà di sospen­de­re o annul­la­re auto­riz­za­zio­ni per moti­vi di sicu­rez­za pubblica.

«È un risul­ta­to che pre­mia anni di impe­gno e che resti­tui­sce digni­tà ai nostri Comu­ni – dichia­ra­no gli asses­so­ri del­la rete Re.A.C.T.S. –. Final­men­te anche in Sici­lia la cul­tu­ra e lo spet­ta­co­lo non saran­no più ostag­gio di tra­fi­le inu­ti­li che sco­rag­gia­va­no ammi­ni­stra­to­ri, ope­ra­to­ri e asso­cia­zio­ni. Que­sto pas­sag­gio ci con­sen­te di guar­da­re con più fidu­cia alle pros­si­me sta­gio­ni cul­tu­ra­li, pun­tan­do su una pro­gram­ma­zio­ne più libe­ra, rapi­da e sicura».

Gli Asses­so­ri del­la rete rin­gra­zia­no il Pre­si­den­te Rena­to Schi­fa­ni che, pur con qual­che tem­po in più, ha avu­to il meri­to di por­ta­re a com­pi­men­to un iter com­ples­so, ere­di­ta­to da anni pre­ce­den­ti e già avvia­to sot­to la pre­si­den­za regio­na­le pas­sa­ta. Una scel­ta di respon­sa­bi­li­tà che chiu­de defi­ni­ti­va­men­te una vicen­da sto­ri­ca e resti­tui­sce ai Comu­ni sici­lia­ni ciò che spet­ta­va loro da decenni.

Gran­de sod­di­sfa­zio­ne anche dall’ANCI Sici­lia, che ha sot­to­li­nea­to come que­sta rifor­ma rap­pre­sen­ti «una sem­pli­fi­ca­zio­ne atte­sa da decen­ni e una con­qui­sta per tut­ti gli enti loca­li siciliani».

Dopo anni di atte­se e di bat­ta­glie, oggi la Sici­lia si rial­li­nea al resto d’Italia.
Una vit­to­ria del­la poli­ti­ca, ma soprat­tut­to del­le comu­ni­tà loca­li che potran­no final­men­te pro­gram­ma­re even­ti e mani­fe­sta­zio­ni sen­za più zavor­re burocratiche.

REACTS