Pantelleria: accuse di confitto di interessi nei confronti dell’Assessore Antonio Gutterez. L’Amministrazione Comunale risponde

Pantelleria: accuse di confitto di interessi nei confronti dell’Assessore Antonio Gutterez. L’Amministrazione Comunale risponde

02/01/2020 0 Di Redazione

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Anco­ra una vol­ta attra­ver­so una tes­ta­ta gior­nal­is­ti­ca, tra l’altro con un arti­co­lo non fir­ma­to, viene attac­ca­ta un’Amministrazione comu­nale del M5S con argo­men­ti pretes­tu­osi e privi sia di fon­da­men­to che di log­i­ca.

Non sap­pi­amo chi sia l’autore dell’articolo pub­bli­ca­to dal­la tes­ta­ta gior­nal­is­ti­ca tra­panese, che rispon­derà dell’inconsistenza delle affer­mazioni fat­te, ma dal­la let­tura dell’anonimo testo, scrit­to anche in un dis­cutibile ital­iano, si evince la man­can­za di fon­da­men­to delle accuse riv­olte all’amministrazione pan­tesca.

Si par­la di “con­flit­to di inter­es­si” indi­vid­uan­do­lo nel fat­to che la Soci­età che gestisce il servizio di assis­ten­za fis­cale del Comune ha la sede pres­so lo stu­dio di con­sulen­za fis­cale dell’assessore al bilan­cio.

Pec­ca­to che il con­flit­to di inter­es­si non esiste se non c’è un inter­esse pri­va­to del sogget­to (in questo caso l’assessore), che si con­trap­pone a quel­lo pub­bli­co.

L’assessore, infat­ti, non riveste alcun ruo­lo all’interno di ques­ta Soci­età in quan­to non ne è socio, né ammin­is­tra­tore e nes­suno dei suoi par­en­ti ne fa parte.

Inoltre, il con­flit­to di inter­es­si, se esistesse, si sarebbe man­i­fes­ta­to nel momen­to del­l’adozione, anche col­le­giale, di un atto da parte del­l’asses­sore, che avrebbe dovu­to asten­er­si. Ma l’at­to di cui si dis­cute non ha inter­es­sato la Giun­ta di cui il dott. Gut­terez fa parte, in quan­to il servizio è sta­to attribuito tramite deter­mi­na diri­gen­ziale.

Le Soci­età in genere eleg­gono la loro sede pres­so gli stu­di notar­ili o com­mer­ciali, ma questo non impli­ca che i tito­lari di tali stu­di entri­no nel­la ges­tione di tali soci­età.

Ci mer­av­iglia che il redat­tore dell’anonimo scrit­to che lan­cia tali accuse non lo sap­pia!

La sec­on­da inesat­tez­za ripor­ta­ta nell’articolo riguar­da l’affermazione sec­on­do cui la legge vieterebbe agli asses­sori di svol­gere la lib­era pro­fes­sione.

Ques­ta mate­ria è affronta­ta dal com­ma 3 dell’art. 78 del TUEL che vieta l’esercizio del­la lib­era pro­fes­sione solo ai tec­ni­ci che sono nom­i­nati alla car­i­ca di asses­sore con deleghe all’edilizia pub­bli­ca e pri­va­ta e all’urbanistica.

Quin­di non ai dot­tori com­mer­cial­isti, che pos­sono con­tin­uare a svol­gere la lib­era pro­fes­sione.

A questo pun­to l’unica col­pa dell’assessore sarebbe quel­la di lavo­rare?

Chi lan­cia queste accuse forse avrebbe prefer­i­to un asses­sore non com­pe­tente in mate­ria?

O un asses­sore che vive di espe­di­en­ti?

Ques­ta Ammin­is­trazione non ha mai toller­a­to i con­flit­ti di inter­esse dei suoi mem­bri e ogni vol­ta che ha avu­to il sospet­to che qual­cosa del genere potesse man­i­fes­tar­si, ha sem­pre provve­du­to a porvi rime­dio rimuoven­do la causa del poten­ziale con­flit­to.

Per­tan­to alla luce dell’infondatezza delle accuse che ci ven­gono riv­olte, rite­ni­amo di essere ogget­to di un attac­co diffam­a­to­rio, ordi­to da sogget­ti che non han­no il cor­ag­gio di mostrar­si e che agis­cono di nascos­to per cer­care di con­dizionare l’azione di ques­ta Ammin­is­trazione che, evi­den­te­mente, dà loro fas­tidio.

Queste per­sone devono sapere che noi non ci lascer­e­mo con­dizionare e che questi meto­di non fan­no altro che moti­var­ci anco­ra di più a pros­eguire la nos­tra azione polit­i­ca.

Atti di delazione, invio di let­tere anon­ime (la cui esisten­za, l’autore dell’anonimo testo sem­bra ben conoscere) o pub­bli­cazione di post su pro­fili fake non ci spaven­tano.

Ci aspet­tava­mo che giun­ti a questo pun­to a qual­cuno iniziasse a dar fas­tidio la ‘polit­i­ca del cam­bi­a­men­to’ e il fat­to che si arrivi all’utilizzo di questi mez­zuc­ci per provare a fer­mar­ci raf­forza la nos­tra con­vinzione di stare andan­do ver­so la gius­ta direzione: la dife­sa dell’interesse col­let­ti­vo.