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Pantelleria: al via i campionamenti marini del progetto “TUNSIC 2026”
23/06/2026Scienza e sicurezza nello Stretto di Sicilia: al via i campionamenti marini del progetto “TUNSIC 2026” a Pantelleria
Campionamenti scientifici della colonna d’acqua e dei sedimenti attorno a Pantelleria: l’Ufficio Circondariale Marittimo emana un’ordinanza di sicurezza per la navigazione dal 23 giugno al 3 luglio 2026
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Dal 23 giugno al 3 luglio 2026, le acque dello Stretto di Sicilia circostanti l’isola di Pantelleria saranno il palcoscenico di un’importante campagna scientifica denominata “TUNSIC 2026”. L’iniziativa, promossa dal CNR-Ismed (Istituto di Studi sul Mediterraneo), prevede il campionamento della colonna d’acqua e dei sedimenti marini per finalità di monitoraggio ambientale. Per garantire la massima sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare, il Capo del Circondario Marittimo e Comandante del porto di Pantelleria, il Tenente di Vascello Giuseppe Claudio Marrone, ha emanato un’ordinanza restrittiva volta a regolamentare il traffico navale nell’area interessata dalle operazioni.
I dettagli della campagna scientifica e i protagonisti
L’attività di ricerca sul campo sarà condotta dalla moderna motonave da ricerca “GAIA BLU” (iscritta al Registro Navi Maggiori del Compartimento Marittimo di Napoli, IMO 7928677). I ricercatori del CNR-Ismed — istituto del Consiglio Nazionale delle Ricerche che si occupa di analizzare le dinamiche ambientali, economiche e sociali del bacino mediterraneo — eseguiranno i prelievi utilizzando strumentazioni specifiche: retini planctonici di tipo “Bongo” per lo studio della colonna d’acqua e un dispositivo “Box Corer” per il prelievo intatto dei sedimenti superficiali del fondale.
Le attività si concentreranno su cinque punti geografici specifici (espressi nel sistema di coordinate WGS ’84) disposti attorno all’isola di Pantelleria:
Punto 1: Latitudine – Longitudine
Punto 2: Latitudine – Longitudine
Punto 3: Latitudine – Longitudine
Punto 4: Latitudine – Longitudine
Punto 5: Latitudine – Longitudine
In base ai nulla-osta tecnici e militari rilasciati dallo Stato Maggiore della Marina e dal Comando Marittimo Sicilia, i campionamenti dell’acqua sono autorizzati in tutti e cinque i punti, mentre il prelievo dei sedimenti marini avverrà esclusivamente nel Punto 3, poiché è l’unico collocato al di fuori delle zone di restrizione militare stabilite dalle autorità competenti.
Le regole di sicurezza per le altre imbarcazioni
Durante lo svolgimento dei rilievi, la motonave “GAIA BLU” deve essere considerata a tutti gli effetti una “nave con manovrabilità limitata” secondo le norme internazionali per prevenire gli abbordi in mare (COLREG ’72). L’ordinanza della Guardia Costiera stabilisce precise disposizioni per tutte le imbarcazioni da diporto, da pesca e commerciali in transito nella macro-area dello Stretto di Sicilia:
Distanza minima: È fatto obbligo a qualunque unità in navigazione di mantenersi a una distanza non inferiore a 0,5 miglia nautiche (circa 926 metri) dalla nave oceanografica.
Velocità moderata: Le imbarcazioni che si trovano a transitare in prossimità della zona di ricerca dovranno procedere alla velocità minima consentita per navigare in sicurezza, riducendo al minimo il moto ondoso.
Deroghe speciali: I divieti non si applicano ai mezzi d’istituto della Guardia Costiera, delle Forze di Polizia, delle Forze Militari e ai mezzi della ditta esecutrice dei lavori. In caso di assoluta emergenza, le unità esterne dovranno contattare preventivamente la “GAIA BLU” via radio per coordinare un passaggio sicuro.
Obblighi per l’unità di ricerca
L’equipaggio e i responsabili scientifici della “GAIA BLU” dovranno rispettare un rigido protocollo operativo. Tra le prescrizioni principali figurano l’obbligo di comunicare quotidianamente l’inizio e la fine delle attività alla Sala Operativa di Pantelleria tramite canale radio VHF 16 , l’attivazione costante del sistema di identificazione automatica (AIS) per il monitoraggio del traffico e la sospensione immediata delle manovre in caso di scarsa visibilità o condizioni meteo avverse.
Il provvedimento impone inoltre la massima attenzione alla tutela dell’ecosistema (con il divieto assoluto di usare esplosivi o causare inquinamento) e alla presenza di eventuali relitti o reperti archeologici sommersi, la cui scoperta andrà immediatamente segnalata alla Soprintendenza del Mare. I trasgressori della presente ordinanza rischiano sanzioni penali e amministrative secondo i termini di legge del Codice della Navigazione.
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