Pantelleria 2050: tariffe idriche, la verità è negli atti e non nella propaganda politica

Pantelleria 2050: tariffe idriche, la verità è negli atti e non nella propaganda politica

02/01/2026 0 Di Redazione

Pantelleria 2050: tariffe idriche, la verità è negli atti e non nella propaganda politica

Il gruppo politico replica alla Giunta Comunale sulla Delibera 424/2025: “Atto del 2023 tecnico e legittimo, infatti l’attuale amministrazione ha applicato quelle tariffe per tre anni”

Il grup­po poli­ti­co Pan­tel­le­ria 2050 inter­vie­ne con una nota uffi­cia­le in meri­to alla recen­te comu­ni­ca­zio­ne dif­fu­sa dal Sin­da­co di Pan­tel­le­ria rela­ti­va alla deli­be­ra­zio­ne di Giun­ta n. 424 del 23 dicem­bre 2025. L’in­ter­ven­to si ren­de neces­sa­rio per impor­re una rispo­sta fer­ma, cir­co­stan­zia­ta e fon­da­ta esclu­si­va­men­te sugli atti uffi­cia­li, riget­tan­do rico­stru­zio­ni poli­ti­che che non tro­va­no riscon­tro nel­la real­tà docu­men­ta­le.

La deli­be­ra­zio­ne di Giun­ta n. 85 del 23 mag­gio 2023, appro­va­ta dall’Amministrazione Cam­po allo­ra in cari­ca, non ha rap­pre­sen­ta­to in alcun modo un atto pro­pa­gan­di­sti­co né un prov­ve­di­men­to pri­vo di fon­da­men­to tec­ni­co. Si è trat­ta­to, al con­tra­rio, di un atto ammi­ni­stra­ti­vo adot­ta­to sul­la base di una rigo­ro­sa istrut­to­ria tec­ni­ca, rego­lar­men­te cor­re­da­to dai pre­scrit­ti pare­ri favo­re­vo­li e inse­ri­to in un coe­ren­te qua­dro di pro­gram­ma­zio­ne plu­rien­na­le del ser­vi­zio idri­co integrato.

In meri­to al rife­ri­men­to tem­po­ra­le alle ele­zio­ni richia­ma­to dal Sin­da­co D’Ancona, Pan­tel­le­ria 2050 chia­ri­sce che tale let­tu­ra appa­re come una allu­sio­ne poli­ti­ca pri­va di fon­da­men­to piut­to­sto che una valu­ta­zio­ne di natu­ra ammi­ni­stra­ti­va. Nel­le sedi isti­tu­zio­na­li e duran­te l’intera cam­pa­gna elet­to­ra­le, infat­ti, non è mai sta­to fat­to alcun rife­ri­men­to alle tarif­fe idri­che, pro­prio per­ché la mate­ria è sta­ta sem­pre con­si­de­ra­ta esclu­si­va­men­te tec­ni­ca e mai uti­liz­za­ta come stru­men­to per la ricer­ca del consenso.

Il grup­po defi­ni­sce come par­ti­co­lar­men­te pre­te­stuo­so il ten­ta­ti­vo di attri­bui­re oggi alla deli­be­ra­zio­ne del mag­gio 2023 un pre­sun­to “dan­no patri­mo­nia­le gra­ve”. Tale accu­sa vie­ne smen­ti­ta dai fat­tila deli­be­ra in que­stio­ne è sta­ta inte­gral­men­te appli­ca­ta dall’attuale Ammi­ni­stra­zio­ne D’Ancona per gli anni 2023, 2024 e 2025, costi­tuen­do la soli­da base di tre bilan­ci di pre­vi­sio­ne rego­lar­men­te approvati. 

A quan­to pare, in que­sto trien­nio, non sono mai emer­si rilie­vi, riser­ve o segna­la­zio­ni di squi­li­brio da par­te degli uffi­ci com­pe­ten­ti, dell’organo di revi­sio­ne o degli stes­si orga­ni politici.

Allo­ra Pan­tel­le­ria 2050 pone un inter­ro­ga­ti­vo sostan­zia­le: se quell’atto fos­se sta­to real­men­te erra­to o cau­sa di squi­li­bri strut­tu­ra­li, per­ché non è sta­to con­te­sta­to imme­dia­ta­men­te all’atto dell’insediamento? Per­ché è sta­to appli­ca­to per tre eser­ci­zi finan­zia­ri con­se­cu­ti­vi e uti­liz­za­to come pre­sup­po­sto tec­ni­co-con­ta­bi­le del­la pro­gram­ma­zio­ne finan­zia­ria del­l’at­tua­le Giunta?

La veri­tà docu­men­ta­le emer­ge dal­la stes­sa deli­be­ra­zio­ne n. 424/2025: l’attuale Giun­ta ha dispo­sto la ride­ter­mi­na­zio­ne del­le tarif­fe non per una pre­sun­ta ille­git­ti­mi­tà ori­gi­na­ria dell’atto del 2023, ma per il man­ca­to veri­fi­car­si di alcu­ne con­di­zio­ni pre­vi­sio­na­li e per esi­gen­ze soprav­ve­nu­te di rie­qui­li­brio eco­no­mi­co-finan­zia­rio. Si trat­ta dun­que di una valu­ta­zio­ne ex nunc (da ora), e non del­la rimo­zio­ne di un atto vizia­to all’origine.

Ad aggra­va­re il qua­dro di con­fu­sio­ne ammi­ni­stra­ti­va e nar­ra­ti­va che è tipi­ca dell’Amministrazione D’Ancona, si rile­va che a soli tre gior­ni dal­la deli­be­ra­zio­ne n. 424/2025 è sta­to adot­ta­to un atto di indi­riz­zo che intro­du­ce una rico­stru­zio­ne diver­sa e incoe­ren­te con quan­to for­mal­men­te deli­be­ra­to poco pri­ma. Que­sta sequen­za di atti non coor­di­na­ti evi­den­zia una gestio­ne cao­ti­ca che non può impu­ta­re al pas­sa­to le pro­prie attua­li incer­tez­ze.

Vie­ne inol­tre respin­ta come infon­da­ta la tesi secon­do cui le tarif­fe del 2023 non sareb­be­ro sta­te vali­da­te da ARERA. L’ARERA non rila­scia pare­ri pre­ven­ti­vi sul­le deli­be­re tarif­fa­rie comu­na­li; gli adem­pi­men­ti rego­la­to­ri avven­go­no a val­le e appar­ten­go­no alla sfe­ra gestio­na­le degli uffi­ci, non a quel­la dell’organo poli­ti­co, un Sin­da­co dovreb­be saper­lo. In tal sen­so, la deli­be­ra del mag­gio 2023 deman­da­va espres­sa­men­te agli uffi­ci l’adozione di tut­ti gli atti neces­sa­ri e conseguenti.

Infi­ne, voglia­mo sot­to­li­nea­re come lo squi­li­brio eco­no­mi­co oggi lamen­ta­to ven­ga quan­ti­fi­ca­to solo dopo tre anni di appli­ca­zio­ne silen­te, sen­za pre­ce­den­ti segna­li di allar­me. Attri­bui­re tale cri­ti­ci­tà a una scel­ta del 2023 signi­fi­ca rimuo­ve­re le respon­sa­bi­li­tà di chi ha gesti­to il ser­vi­zio negli anni successivi.

Que­sto approc­cio richia­ma quan­to già avve­nu­to per il depu­ra­to­re e l’ac­que­dot­to: sco­per­te defi­ni­te “improv­vi­se” su situa­zio­ni che era­no (o avreb­be­ro dovu­to esse­re) note da tempo.

Pan­tel­le­ria 2050 respin­ge per­tan­to con fer­mez­za le allu­sio­ni e le rico­stru­zio­ni che, in modo impro­prio, met­to­no in discus­sio­ne l’operato dell’Amministrazione Cam­po del 2023.

Qua­lo­ra tali affer­ma­zio­ni doves­se­ro pro­se­gui­re o assu­me­re toni ulte­rior­men­te lesi­vi, ci si riser­va di adi­re alle auto­ri­tà com­pe­ten­ti per la tute­la dell’onorabilità per­so­na­le e del­la cor­ret­tez­za dell’azione ammi­ni­stra­ti­va, nel­le sedi opportune.

Aggior­na­re le tarif­fe può esse­re una scel­ta legit­ti­ma, riscri­ve­re il pas­sa­to per giu­sti­fi­ca­re le dif­fi­col­tà del pre­sen­te no.

Pantelleria2050