L’Ordinanza n. 1 del 7 gennaio 2025 della Guardia Costiera di Pantelleria che trovate qui…
Pantelleria, via libera al progetto PANTHER: nasce un’oasi protetta per salvare i fondali
02/01/2026Pantelleria, via libera al progetto PANTHER: nasce un’oasi protetta per salvare i fondali
Fino al 2034 la Secca di Campobello sarà chiusa a pesca e navigazione per consentire il ripristino dell’ecosistema marino degradato. L’iniziativa nasce dalla sinergia tra scienziati e pescatori locali
Un’area di 35.000 metri quadrati nel cuore del Mediterraneo sta per diventare un laboratorio a cielo aperto per la rinascita del mare. Con un provvedimento firmato il 31 dicembre 2025, la Guardia Costiera di Pantelleria ha ufficializzato l’interdizione dello specchio acqueo presso la Secca di Campobello per proteggere il progetto scientifico “PANTHER”. Non si tratta di una semplice chiusura, ma di una missione di salvataggio ambientale che durerà quasi un decennio, con una scadenza fissata al 15 giugno 2034.
Un patto tra scienza e territorio
L’aspetto più innovativo di questa operazione è l’alleanza tra mondi spesso contrapposti: la ricerca universitaria e la pesca professionale. Il progetto è stato infatti promosso congiuntamente dal DISVA dell’Università Politecnica delle Marche e dall’Associazione Pescatori di Pantelleria.
Sotto la guida scientifica del professor Carlo Cerrano, il progetto mira a ripristinare gli habitat marini che oggi versano in stato di degradazione. L’obiettivo è ricostruire la biodiversità locale, garantendo nel lungo periodo un mare più sano e, di conseguenza, più pescoso per le future generazioni.
Cosa cambia per i cittadini e i turisti
Per permettere alla natura di fare il suo corso e agli scienziati di operare in sicurezza, l’area definita dalle coordinate geografiche tra Punta Ficara e Punta Gattara è ora soggetta a rigide restrizioni. Nello specifico, all’interno del perimetro indicato è vietato:
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Navigare e sostare con qualsiasi tipo di imbarcazione.
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Praticare la pesca, sia essa professionale o sportiva.
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Effettuare immersioni subacquee o altre attività di superficie.
Le uniche eccezioni riguardano i mezzi di soccorso, le forze di polizia e il personale scientifico direttamente coinvolto nelle operazioni di ripristino.
Sicurezza e sorveglianza
Il Comandante dell’Ufficio Circondariale Marittimo, Giuseppe Claudio Marrone, ha sottolineato come il provvedimento sia necessario non solo per la tutela ambientale, ma anche per garantire la sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana durante lo svolgimento delle attività tecniche.
Le autorità ricordano che il mancato rispetto di queste regole comporterà sanzioni previste dal Codice della Navigazione. La sorveglianza sarà costante, affidata al personale della Guardia Costiera e a tutte le forze di polizia.
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