Pantelleria nuota con Gaza: in acqua per rompere l’indifferenza

Pantelleria nuota con Gaza: in acqua per rompere l’indifferenza

31/08/2026 0 Di Redazione

Pantelleria nuota con Gaza: in acqua per rompere l’indifferenza

Alme­no cin­quan­ta le per­so­ne che lo scor­so saba­to si sono ritro­va­te a Cala Levan­te a Pan­tel­le­ria per ade­ri­re alla cam­pa­gna inter­na­zio­na­le “Swim With Gaza”. Abi­tan­ti del­l’i­so­la e per­so­ne in vacan­za, di età e pro­ve­nien­ze diver­se, si sono uni­ti in un bagno col­let­ti­vo per dire no all’in­dif­fe­ren­za su quan­to anco­ra col­pi­sce la popo­la­zio­ne pale­sti­ne­se del­la Stri­scia di Gaza ed in par­ti­co­la­re le bam­bi­ne e i bambini.

Ban­die­re del­la Pale­sti­na sven­to­la­te sul­la bat­ti­gia e in acqua, per un gesto sim­bo­li­co pen­sa­to per uni­re, attra­ver­so il Medi­ter­ra­neo, chi vive sull’isola con chi  lot­ta ogni gior­no per la pro­pria soprav­vi­ven­za e il dirit­to al futu­ro. Lo stes­so mare che bagna Pan­tel­le­ria bagna anche Gaza: un filo che gli orga­niz­za­to­ri, tra cui ANPI Pan­tel­le­ria, han­no volu­to ren­de­re visi­bi­le con que­sta mobilitazione.

L’i­ni­zia­ti­va pan­te­sca si è inse­ri­ta in una set­ti­ma­na di soli­da­rie­tà che dal 23 al 30 ago­sto ha coin­vol­to oltre 60 loca­li­tà nel mon­do, in ade­sio­ne al pro­get­to di nuo­to per e con i bam­bi­ni e le bam­bi­ne del­la Stri­scia. Con le pisci­ne con­ven­zio­na­li distrut­te dai bom­bar­da­men­ti – come le altre infra­strut­tu­re civi­li, tra cui scuo­le ed ospe­da­li – a Gaza sono sta­te crea­te pisci­ne natu­ra­li sul­le spiag­ge, dove nei gior­ni scor­si cen­ti­na­ia di bam­bi­ni han­no par­te­ci­pa­to al “Car­ne­va­le del Nuo­to”, tra loro anche pic­co­li ampu­ta­ti che attra­ver­so il nuo­to stan­no rico­struen­do fidu­cia e mobilità.

A ren­de­re anco­ra più urgen­te il gesto di Pan­tel­le­ria sono i nume­ri del­le per­so­ne ucci­se, 73.000 dall’ottobre 2023, di cui alme­no 20.000 minori.

Nume­ri che rac­con­ta­no per­ché, anche da un’i­so­la del Medi­ter­ra­neo, in tan­ti abbia­no scel­to di scen­de­re in acqua insie­me: per rifiu­ta­re la nor­ma­liz­za­zio­ne di ciò che acca­de a Gaza e chie­de­re anco­ra, a due anni dal­l’i­ni­zio del con­flit­to e a qua­si uno dal ces­sa­te il fuo­co, la fine imme­dia­ta dei bom­bar­da­men­ti in Palestina.

Neva Coc­chi