31 agosto: Echi di Venere, al Lago racconti con Pantelleria protagonista in un reading di…
Echi di Venere, il fascino di una notte di storie sul lago
30/08/2026Echi di Venere, il fascino di una notte di storie sul lago
Il buio è arrivato lentamente, mentre le storie prendevano possesso del Lago di Venere.
All’inizio c’era ancora la luce dell’imbrunire, poi i contorni dell’acqua e delle montagne si sono fatti meno nitidi, le candele hanno cominciato a disegnare piccoli cerchi luminosi sulla riva e la musica si è mescolata alle voci. A quel punto la scenografia era completa. E non era stata costruita: era il lago stesso.
Echi di Venere, il reading curato da Lucia Boldi per l’UNIPANT e il Patrocinio del Parco Nazionale Isola di Pantelleria e del Comune di Pantelleria, ha accompagnato il pubblico dentro un territorio letterario popolato da creature misteriose, presenze ambigue, animali inquietanti e mostri che, a guardarli bene, qualche volta assomigliano terribilmente agli uomini.
Tantissima la gente arrivata sulle rive del lago. Niente sedie: il pubblico si è sistemato direttamente per terra, sulle stuoie, sulla sabbia, sulle pietre, mentre qualcuno ha preferito seguire il reading in piedi.
Una platea insolita che ha contribuito a rendere ancora più suggestiva l’atmosfera della serata. E in una serata dedicata all’inquietudine non è mancato neppure qualche momento decisamente più terreno: qualche signora ha perso per un attimo l’equilibrio ritrovandosi allegramente a gambe all’aria, con inevitabile ilarità generale. Anche i mostri, evidentemente, concedono una tregua.
Le pagine di Isabel Allende, Anna Maria Ortese, Franz Kafka, Edgar Allan Poe, Dino Buzzati, Jorge Luis Borges e Fredric Brown sono state affidate alle voci di Gianni Bernardo, Giuseppe Belvisi, Alessandra Raichi e Cristina Barbagallo, che hanno restituito ai racconti ritmo, tensione e forza teatrale.
Tra le letture che hanno maggiormente conquistato il pubblico, Il gatto nero di Edgar Allan Poe, con la sua progressiva discesa nell’ossessione e nell’orrore, e Il colombre di Dino Buzzati, storia di una creatura temuta per tutta una vita e di una verità compresa soltanto troppo tardi.
A legare una storia all’altra, le musiche di Claude Debussy, Richard Strauss, Tomaso Albinoni, Carmine Burana e Camille Saint-Saëns, intervalli che non interrompevano il racconto ma sembravano prolungarlo, mentre intorno il lago diventava sempre più scuro.
A Lucia Boldi il compito di tenere in mano il filo della serata, accompagnando il pubblico da un autore all’altro attraverso il tema scelto per questa seconda edizione: l’inquietudine e le creature misteriose, quelle che abitano la letteratura e quelle, forse più difficili da riconoscere, che abitano dentro di noi.
Intanto era diventato completamente buio.
Le candele erano ormai gli unici piccoli punti di luce sulla riva.
Per tutta la durata del reading al pubblico era stata chiesta una piccola complicità: niente applausi tra una storia e l’altra, per non spezzare il filo sottile che univa racconti, musica e silenzi.
E il pubblico ha rispettato il patto.
Così, quando anche l’ultima creatura è uscita dalle pagine e l’ultima nota si è spenta nel buio del lago, tutto quello che era rimasto sospeso per l’intera serata è esploso insieme: un applauso scrosciante, lunghissimo, liberatorio, che ha restituito in pochi minuti tutto il calore trattenuto fino a quel momento.
Come ormai vuole la tradizione di Echi di Venere, il saluto conclusivo è arrivato con i piedi nell’acqua. Al buio. Dopo aver trascorso la serata a parlare di mostri, presenze e creature misteriose.
Un gesto forse poco prudente.
Ma decisamente inevitabile.
Pezzi del reading sono disponibili in video al profilo Instagram dell’UNIPANT: https://www.instagram.com/unipant/

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