Ornella, senza fine: a Pantelleria la Vanoni di Renosto e Spezia

10/08/2026 0 Di Giacomo Policardo

“Ornella, senza fine”: a Pantelleria la serata tributo a Ornella Vanoni con Giorgia Renosto e Dario Spezia

L’evento, organizzato dall’UNIPANT, ha riscosso un grande successo e apprezzamento e è riuscito ad affascinare e commuovere il pubblico che ha partecipato entusiasta

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di Gia­co­mo Policardo

“Ornel­la, sen­za fine”. Non è sta­to solo il tito­lo di uno dei bra­ni più cele­bri del­la sto­ria del­la musi­ca ita­lia­na, ma il vero e pro­prio filo con­dut­to­re del­la sera­ta ospi­ta­ta in piaz­za Naza­rio Sau­ro, ieri sera a Pan­tel­le­ria cen­tro, orga­niz­za­ta dal­l’UNIPANT e patro­ci­na­ta dal Comu­ne di Pan­tel­le­ria, Asses­so­ra­to alla Cul­tu­ra.

Un appun­ta­men­to inten­so e par­te­ci­pa­to che ha visto una piaz­za gre­mi­ta applau­di­re la can­tan­te Gior­gia Reno­sto e il chi­tar­ri­sta Dario Spe­zia, pan­te­sco, affian­ca­ti per l’oc­ca­sio­ne da due ospi­ti d’ec­ce­zio­ne: il Mae­stro Etto­re Mar­tin al sax e il Mae­stro Clau­dia Mal­la­ma­ci al vio­li­no elet­tri­co, accom­pa­gna­ti anche da una let­tu­ra di Davi­de Gar­bo­li­no, cele­bre dop­pia­to­re cine­ma­to­gra­fi­co e tele­vi­si­vo. Insie­me han­no dato vita a un raf­fi­na­to con­nu­bio di voce, chi­tar­ra, sax, vio­li­no e ver­si, capa­ce di incan­ta­re e far can­ta­re il pub­bli­co presente.

Un viaggio nella vita e nella musica di un’icona

Nel cor­so di uno spet­ta­co­lo dura­to cir­ca un’o­ra, Gior­gia Reno­sto ha riper­cor­so la car­rie­ra e l’u­ni­ver­so uma­no di Ornel­la Vano­ni. Un iti­ne­ra­rio arti­sti­co gui­da­to anche dal­la let­tu­ra, o meglio al rias­sun­to ora­le, visto un pro­ble­ma tec­ni­co alla luce per leg­ge­re, di un volu­me dedi­ca­to alla vita del­l’in­ter­pre­te mila­ne­se — una vita vis­su­ta appie­no, sen­za pri­var­si di nul­la, gui­da­ta da una musi­ca che l’ha accom­pa­gna­ta in un per­cor­so libe­ro, ric­co di emo­zio­ni e di gran­di amori.

Ad arric­chi­re la nar­ra­zio­ne sono sta­ti alcu­ni con­tri­bu­ti audio con dal­la voce del­la stes­sa Vano­ni in cui ricor­da­va Gino Pao­li e con un momen­to par­ti­co­lar­men­te toc­can­te che ha riguar­da­to la sua visio­ne del­le nuo­ve gene­ra­zio­ni: la can­tan­te riba­di­va pro­fon­da sti­ma per i gio­va­ni e per i nuo­vi talen­ti del can­tau­to­ra­to moder­no (da Mah­mood a Lau­ro), sot­to­li­nean­do come spes­so sia la socie­tà che la sua gene­ra­zio­ne ha lascia­to a con­di­zio­nar­li nega­ti­va­men­te e non la loro intelligenza.

Spa­zio anche ai ricor­di per­so­na­li e ai gran­di soda­li­zi arti­sti­ci e sen­ti­men­ta­li, come quel­lo indis­so­lu­bi­le con Gino Pao­li — un lega­me tra­sfor­ma­to negli anni in pro­fon­da e dura­tu­ra ami­ci­zia fami­lia­re — e le sto­ri­che incur­sio­ni nel­la musi­ca bra­si­lia­na al fian­co di Toqui­n­ho.

Tragedia, ironia e un finale “senza fine”

L’e­si­bi­zio­ne ha visto anche il coin­vol­gi­men­to atti­vo del pub­bli­co, invi­ta­to dal­la can­tan­te a par­te­ci­pa­re a cori, voca­liz­zi e alle sola­ri atmo­sfe­re del­la bos­sa nova. Tra momen­ti d’i­ro­nia e gran­de sen­si­bi­li­tà, Gior­gia Reno­sto e Dario Spe­zia han­no sapu­to inter­pre­ta­re con deli­ca­tez­za e rispet­to il reper­to­rio vano­nia­no, la Reno­sto anche con una pale­se emo­zio­ne, for­te del­la pro­pria matri­ce e for­ma­zio­ne jaz­zi­sti­ca e del­la pas­sio­ne per l’in­ter­pre­te mila­ne­se. Infat­ti, sul fina­le, non è man­ca­ta un’e­mo­zio­ne sin­ce­ra per la scom­par­sa del­l’ar­ti­sta, defi­ni­ta una vera e pro­pria “per­la” del patri­mo­nio musi­ca­le italiano.

Se è vero che i con­cer­ti fini­sco­no e il tem­po pas­sa, la sera­ta di piaz­za Naza­rio Sau­ro ha dimo­stra­to che la gran­de musi­ca e i ricor­di auten­ti­ci resta­no, pro­prio come sug­ge­ri­sce il tito­lo, rigo­ro­sa­men­te sen­za fine.

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