The Dammuso Circle: muoversi a Pantelleria costa sempre di più

The Dammuso Circle: muoversi a Pantelleria costa sempre di più

07/08/2026 1 Di Redazione

Pantelleria, muoversi costa sempre di più: tra traghetti più cari, navi datate e un aeroporto senza una vera strategia

Dal 10 ago­sto le tarif­fe dei col­le­ga­men­ti marit­ti­mi con le iso­le mino­ri sici­lia­ne aumen­te­ran­no del 18%. Il nuo­vo listi­no, appli­ca­to alle linee gesti­te nell’ambito del­la con­ven­zio­ne sta­ta­le Sire­mar SNS, inte­res­se­rà tut­te le cate­go­rie di uten­za: pas­seg­ge­ri, vei­co­li, resi­den­ti e mez­zi commerciali.

Non aumen­te­rà, quin­di, sol­tan­to il prez­zo di un viag­gio. L’incremento del­le tarif­fe per i mez­zi com­mer­cia­li fini­rà ine­vi­ta­bil­men­te per inci­de­re sul costo del­le mer­ci, sugli approv­vi­gio­na­men­ti, sul­le atti­vi­tà eco­no­mi­che e, alla fine, sui prez­zi soste­nu­ti dal­le fami­glie che vivo­no nel­le isole.

La moti­va­zio­ne indi­ca­ta dal­la com­pa­gnia è il per­du­ra­re dell’aumento dei costi ope­ra­ti­vi, in par­ti­co­la­re del car­bu­ran­te, insie­me all’assenza di spe­ci­fi­che misu­re pub­bli­che di soste­gno. Ma è pro­prio qui che nasce la que­stio­ne poli­ti­ca: può il mag­gior costo di un ser­vi­zio pub­bli­co essen­zia­le esse­re sca­ri­ca­to anco­ra una vol­ta sul­le comu­ni­tà che quel ser­vi­zio non pos­so­no sce­glie­re se uti­liz­za­re o meno?

Si paga di più, sen­za un ser­vi­zio migliore

L’aumento appa­re anco­ra più dif­fi­ci­le da accet­ta­re se con­fron­ta­to con la qua­li­tà del ser­vi­zio offer­to. Ai resi­den­ti, alle impre­se e ai visi­ta­to­ri non vie­ne chie­sto di paga­re il 18% in più in cam­bio di nuo­ve navi, tem­pi di per­cor­ren­za ridot­ti, mag­gio­re affi­da­bi­li­tà o miglio­ri con­di­zio­ni di viag­gio, per­ché i col­le­ga­men­ti con­ti­nua­no a esse­re effet­tua­ti con una flot­ta in par­te mol­to data­ta, com­po­sta da uni­tà costrui­te ormai diver­si decen­ni fa.

Non signi­fi­ca affer­ma­re che una nave anzia­na sia neces­sa­ria­men­te insi­cu­ra: la sicu­rez­za dipen­de dal­la manu­ten­zio­ne, dai con­trol­li e dal­le cer­ti­fi­ca­zio­ni. Il pro­ble­ma è un altro: è dif­fi­ci­le imma­gi­na­re il futu­ro del­la mobi­li­tà del­le iso­le mino­ri affi­dan­do­lo anco­ra per anni a mez­zi con­ce­pi­ti in un’altra epo­ca, men­tre ai cit­ta­di­ni vie­ne con­ti­nua­men­te chie­sto di soste­ne­re costi maggiori.

La con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le dovreb­be signi­fi­ca­re navi moder­ne, effi­cien­ti, meno inqui­nan­ti, col­le­ga­men­ti rego­la­ri duran­te tut­to l’anno, tem­pi ragio­ne­vo­li e con­di­zio­ni di viag­gio adeguate.

Anche il Pia­no nazio­na­le degli aero­por­ti lascia aper­to lo stes­so problema

Il tema non riguar­da sol­tan­to il mare. Il nuo­vo Pia­no nazio­na­le degli aero­por­ti 2026–2035, pre­sen­ta­to dal Mini­ste­ro del­le Infra­strut­tu­re e dei Tra­spor­ti, indi­ca tra i pro­pri obiet­ti­vi il raf­for­za­men­to del­la con­net­ti­vi­tà, dell’accessibilità e dell’integrazione del siste­ma aero­por­tua­le ita­lia­no. Pan­tel­le­ria figu­ra anco­ra tra gli aero­por­ti di inte­res­se nazio­na­le, ma que­sto rico­no­sci­men­to non rap­pre­sen­ta una novi­tà: lo sca­lo pan­te­sco pos­se­de­va già que­sta qua­li­fi­ca nel pre­ce­den­te asset­to aeroportuale.

La que­stio­ne vera è capi­re che cosa ven­ga pre­vi­sto con­cre­ta­men­te per il futu­ro dell’aeroporto di Pan­tel­le­ria. E qui emer­go­no gli stes­si inter­ro­ga­ti­vi che oggi ponia­mo sui col­le­ga­men­ti marittimi.

Nel Pia­no non appa­re una stra­te­gia spe­ci­fi­ca per lo svi­lup­po del­lo sca­lo pan­te­sco: non ven­go­no indi­vi­dua­ti inve­sti­men­ti dedi­ca­ti, nuo­ve rot­te, un pro­gram­ma di desta­gio­na­liz­za­zio­ne dei col­le­ga­men­ti o una fun­zio­ne ope­ra­ti­va pre­ci­sa capa­ce di tra­sfor­ma­re l’aeroporto in uno stru­men­to rea­le di svi­lup­po e di con­ti­nui­tà territoriale.

Pan­tel­le­ria vie­ne inse­ri­ta nel siste­ma aero­por­tua­le del­la Sici­lia orien­ta­le insie­me a Cata­nia e Comi­so, una col­lo­ca­zio­ne che appa­re poco intui­ti­va e che non vie­ne accom­pa­gna­ta da una spie­ga­zio­ne stra­te­gi­ca con­vin­cen­te. Quan­do poi il Pia­no pas­sa dal­le clas­si­fi­ca­zio­ni alle pro­spet­ti­ve ope­ra­ti­ve, Pan­tel­le­ria resta sostan­zial­men­te ai mar­gi­ni. Il rischio, quin­di, è evi­den­te: esse­re pre­sen­ti nel­le map­pe e nei docu­men­ti nazio­na­li sen­za che ciò pro­du­ca miglio­ri col­le­ga­men­ti per chi vive sull’isola.

Mare e cie­lo sono lo stes­so problema

Per un’isola come Pan­tel­le­ria non esi­sto­no due que­stio­ni sepa­ra­te, quel­la dei tra­ghet­ti e quel­la dell’aeroporto. Esi­ste un uni­co pro­ble­ma: la con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le.

Il cit­ta­di­no pan­te­sco non dispo­ne di un’autostrada o di una fer­ro­via per rag­giun­ge­re il resto del Pae­se. Può par­ti­re sol­tan­to via mare o via aerea. Per que­sto navi e aerei non pos­so­no esse­re con­si­de­ra­ti sem­pli­ce­men­te ser­vi­zi di mer­ca­to. Sono infra­strut­tu­re essen­zia­li per eser­ci­ta­re dirit­ti fon­da­men­ta­li: lavo­ra­re, stu­dia­re, curar­si, incon­tra­re la pro­pria fami­glia, spo­sta­re mer­ci, svol­ge­re un’attività economica.

Se il col­le­ga­men­to marit­ti­mo diven­ta pro­gres­si­va­men­te più costo­so e quel­lo aereo resta pri­vo di una stra­te­gia di svi­lup­po e di una con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le real­men­te ade­gua­ta, lo svan­tag­gio dell’insularità aumen­ta inve­ce di diminuire.

L’Europa indi­ca la dire­zio­ne opposta

Tut­to que­sto avvie­ne poche set­ti­ma­ne dopo l’adozione, il 10 giu­gno 2026, del­la nuo­va Stra­te­gia dell’Unione euro­pea per le iso­le. Per la pri­ma vol­ta la Com­mis­sio­ne euro­pea rico­no­sce in manie­ra orga­ni­ca che l’insularità pro­du­ce costi strut­tu­ra­li aggiun­ti­vi: mag­gio­ri dif­fi­col­tà di col­le­ga­men­to, costi di tra­spor­to più ele­va­ti, mino­re acces­si­bi­li­tà ai ser­vi­zi, mag­gio­re vul­ne­ra­bi­li­tà eco­no­mi­ca e un costo del­la vita superiore.

La Stra­te­gia euro­pea indi­ca espli­ci­ta­men­te la neces­si­tà di garan­ti­re col­le­ga­men­ti affi­da­bi­li e acces­si­bi­li duran­te tut­to l’anno e ricor­da che gli Sta­ti pos­so­no uti­liz­za­re obbli­ghi di ser­vi­zio pub­bli­co, com­pen­sa­zio­ni alle com­pa­gnie e aiu­ti desti­na­ti agli abi­tan­ti del­le iso­le. Il prin­ci­pio che emer­ge è sem­pli­ce: il costo dell’insularità deve esse­re com­pen­sa­to dal­le poli­ti­che pub­bli­che, non sca­ri­ca­to sui cit­ta­di­ni che vivo­no nel­le iso­le. Ed è pro­prio su que­sto pun­to che oggi appa­re evi­den­te la contraddizione.

L’Europa chie­de di ridur­re gli svan­tag­gi dell’insularità. Il Pia­no nazio­na­le degli aero­por­ti rico­no­sce for­mal­men­te Pan­tel­le­ria come aero­por­to di inte­res­se nazio­na­le e con­tem­po­ra­nea­men­te, dal 10 ago­sto, per rag­giun­ge­re l’isola via mare resi­den­ti, impre­se e mer­ci dovran­no paga­re il 18% in più. Tre livel­li isti­tu­zio­na­li sem­bra­no par­la­re lin­guag­gi diversi.

In quat­tro anni il costo rischia di esse­re più che raddoppiato

Secon­do i dati dif­fu­si dal­le orga­niz­za­zio­ni rap­pre­sen­ta­ti­ve del­le iso­le mino­ri, i rin­ca­ri inter­ve­nu­ti negli ulti­mi anni ave­va­no già por­ta­to le tarif­fe marit­ti­me a cir­ca il 72% in più rispet­to ai livel­li del 2022. Appli­can­do a impor­ti già aumen­ta­ti del 72% il nuo­vo rin­ca­ro del 18%, l’incremento cumu­la­to rag­giun­ge­reb­be cir­ca il 103%. In poco più di quat­tro anni, quin­di, il costo dei col­le­ga­men­ti marit­ti­mi sareb­be più che raddoppiato.

Non sia­mo più davan­ti a un sem­pli­ce ade­gua­men­to tarif­fa­rio. Sia­mo davan­ti a un pro­gres­si­vo aumen­to del costo dell’insularità. E que­sto costo inci­de sul­la liber­tà di movi­men­to, sul­la com­pe­ti­ti­vi­tà del­le impre­se, sul turi­smo, sui prez­zi del­le mer­ci e sul­la pos­si­bi­li­tà stes­sa di sce­glie­re di vive­re sta­bil­men­te a Pantelleria.

La con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le deve diven­ta­re una poli­ti­ca unica

È arri­va­to il momen­to di smet­te­re di affron­ta­re sepa­ra­ta­men­te ogni emer­gen­za. Un gior­no discu­tia­mo del prez­zo dei tra­ghet­ti. Un altro dei voli. Un altro anco­ra dell’aeroporto. Ma per Pan­tel­le­ria sono par­ti del­la stes­sa questione.

The Dam­mu­so Cir­cle ritie­ne neces­sa­rio un vero Pia­no inte­gra­to del­la mobi­li­tà e del­la con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le di Pan­tel­le­ria, nel qua­le tra­spor­to marit­ti­mo e tra­spor­to aereo ven­ga­no con­si­de­ra­ti insie­me e pro­gram­ma­ti in fun­zio­ne del­le esi­gen­ze dei resi­den­ti, del­le impre­se e del­lo svi­lup­po dell’isola.

Occor­re:

  • inter­ve­ni­re sul nuo­vo aumen­to del­le tarif­fe marit­ti­me e indi­vi­dua­re ade­gua­ti stru­men­ti pub­bli­ci di compensazione;
  • tute­la­re in par­ti­co­la­re le tarif­fe dei residenti;
  • pre­ve­de­re misu­re spe­ci­fi­che per il tra­spor­to del­le merci;
  • defi­ni­re un pro­gram­ma cer­to e finan­zia­to di rin­no­va­men­to del­la flotta;
  • chia­ri­re qua­le svi­lup­po con­cre­to il Pia­no nazio­na­le degli aero­por­ti 2026–2035 pre­ve­da per Pantelleria;
  • garan­ti­re una con­ti­nui­tà ter­ri­to­ria­le aerea sta­bi­le, ade­gua­ta e real­men­te rispon­den­te alle neces­si­tà dell’isola;
  • coor­di­na­re le poli­ti­che nazio­na­li e regio­na­li con la nuo­va Stra­te­gia euro­pea per le isole;
  • coin­vol­ge­re sta­bil­men­te il Comu­ne e la comu­ni­tà loca­le nel­le deci­sio­ni che riguar­da­no i collegamenti.

Esse­re un’isola non può signi­fi­ca­re ave­re meno pos­si­bi­li­tà di muo­ver­si e dover paga­re sem­pre di più per far­lo. Non basta che Pan­tel­le­ria com­pa­ia nel Pia­no nazio­na­le degli aero­por­ti o che le iso­le sia­no final­men­te rico­no­sciu­te in una Stra­te­gia euro­pea. Que­sti rico­no­sci­men­ti devo­no pro­dur­re con­se­guen­ze con­cre­te. Navi più moder­ne, col­le­ga­men­ti miglio­ri, con­ti­nui­tà aerea e marit­ti­ma effet­ti­va e costi soste­ni­bi­li. Altri­men­ti con­ti­nue­re­mo ad ave­re Pan­tel­le­ria nei pia­ni e nei docu­men­ti, ma sem­pre più lon­ta­na nel­la vita reale.

The Dam­mu­so Circle