Gli esperti a Pantelleria per la formazione sulle attività con gli asini. Obiettivo: ampliare l’offerta…
Mattarella a Pantelleria: tutti gli interventi all’Hangar
29/07/2026Ecco la trascrizione degli interventi che si sono susseguiti durante la cerimonia all’Hangar. Purtroppo, a causa del pessimo audio nell’hangar, abbiamo preferito mettere solo le foto più significative e non i video
LEGGI: D’ANCONA – CUCCI – PETRILLO – PICCHETTO FRATIN – MATTARELLA
INTERVENTO DEL SINDACO, FABRIZIO D’ANCONA
Signor Presidente, vi sono luoghi che la natura ha reso straordinari, ve ne sono altri che la storia ha reso importanti. Pantelleria possiede entrambe queste qualità. È una terra che la natura ha plasmato con il fuoco, con il vento e con il mare.
Ma è anche una terra che nei secoli l’uomo ha saputo abitare con intelligenza e rispetto, trasformando un ambiente severo in un paesaggio di straordinaria armonia. È questo, in fondo, il significato più autentico del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, del quale oggi festeggiamo il decimo anniversario. Non soltanto un’area protetta, ma il riconoscimento di un equilibrio costruito nel tempo tra la forza della natura e il lavoro dell’uomo, un equilibrio che è partito dalla storia di questa terra e che dà vita al suo interno.
Non è casuale che lo Stato abbia scelto di celebrare questo anniversario proprio qui, nel cuore del Mediterraneo, perché custodire un paesaggio significa custodire una comunità e custodire una comunità significa prendersi cura della Repubblica. Con questo spirito, a nome dell’amministrazione comunale e dell’intera cittadinanza, Le rivolgo il più deferente benvenuto e il più sincero ringraziamento. La Sua presenza rappresenta per Pantelleria un momento destinato a rimanere nella memoria della nostra comunità.
Non è frequente che un Presidente della Repubblica raggiunga quest’isola. Per questo Le siamo profondamente grati. La Sua visita costituisce un segno di attenzione che va oltre il valore della ricorrenza che oggi celebriamo.
Per chi vive sull’isola, la presenza del Capo dello Stato possiede un significato particolare. Ricorda che anche se la carta geografica può collocare un territorio ai margini, la Repubblica non conosce margini. Ogni cittadino ne costituisce il centro.
Ogni comunità ne costituisce un tassello d’unità, una costruzione del bene comune. Signor Presidente, in anni complessi segnati da crisi internazionali, tensioni sociali e profonde trasformazioni, le Sue parole hanno saputo diffondere fiducia senza alimentare illusioni, indicare responsabilità senza rinunciare alla speranza. È per questa autorevolezza corale che ha conquistato il rispetto e l’affetto dell’intero Paese.
La nostra comunità conserva inoltre un legame particolare con la Sua famiglia. Molti nostri cittadini ricordano ancora Bernardo Mattarella, Suo padre, e le sue visite nell’isola, gli incontri con la popolazione, la vicinanza manifestata alle amministrazioni locali e l’attenzione rivolta ai bisogni di questa comunità. Era un rapporto costruito sull’ascolto e sulla presenza.
È un ricordo che il tempo non ha cancellato e oggi, con la Sua visita, il nostro legame ritrova naturalmente continuità nel segno delle istituzioni democratiche e dei valori che esse incarnano. Pantelleria è una piccola isola, ma la sua è sempre stata una grande storia. Da migliaia di anni, questo lembo di terra è al centro delle rotte del Mediterraneo.
Fenici, Cartaginesi, Romani, Bizantini, Arabi, Normanni e molti altri popoli hanno lasciato qui tracce profonde, contribuendo a costruire un’identità che ha fatto dell’incontro tra culture la propria ricchezza. Oggi, mentre il Mediterraneo torna a essere attraversato da forti tensioni e profonde instabilità, Pantelleria continua a guardare questo mare con lo stesso spirito con cui ha costruito la propria storia: quello dell’incontro tra i popoli, del dialogo e della convivenza. Da quest’isola, le parole «pace», «democrazia» e «libertà» assumono un significato particolarmente intenso.
Non sono soltanto principi da affermare, sono esperienze che la storia ci ha consegnato come responsabilità. In questo orizzonte, riconosciamo anche l’importante ruolo che la diplomazia del nostro Paese svolge a livello internazionale, affinché la pace non sia considerata un equilibrio precario, ma un impegno quotidiano fondato sul rispetto della dignità umana, del diritto internazionale e della cooperazione tra le nazioni. È anche questa la lezione che Pantelleria consegna oggi alle nuove generazioni.
Ricordare la guerra non per alimentare la logica del conflitto, ma per custodire il valore della pace è una responsabilità che appartiene alle istituzioni dello Stato, alle forze dell’ordine, alle forze armate e ai tanti servitori dello Stato presenti sull’isola, ma anche ai cittadini che ogni giorno contribuiscono con il proprio lavoro a mantenere viva questa comunità. Signor Presidente, chi vive sull’isola conosce il valore della pazienza, dell’adattamento, del sacrificio, ma conosce anche il significato del diritto all’uguaglianza, quale condizione che consente anche agli isolani di esercitare gli stessi diritti degli altri cittadini italiani, anche quando il mare, il tempo e la distanza rendono tutto più difficile. Pantelleria è orgogliosa della propria insularità.
Essa rappresenta un’inestimabile ricchezza culturale e ambientale, ma questa insularità non deve mai trasformarsi in una condizione di svantaggio. Non chiediamo privilegi, non chiediamo eccezioni: chiediamo che i diritti alla salute, alla mobilità, all’istruzione, al lavoro e allo sviluppo possano essere garantiti con la stessa effettività che ogni cittadino italiano giustamente si attende. Sappiamo bene che il Presidente della Repubblica non esercita l’azione di governo, ma sappiamo che Lei rappresenta l’unità morale della Nazione.
Per questo confidiamo che la Sua costante attenzione verso le comunità più periferiche possa continuare a ricordare a tutte le istituzioni quanto sia prezioso il patrimonio rappresentato dalle isole minori d’Italia, non per la loro distanza, ma per il valore che esse custodiscono. Signor Presidente, tra poche ore Lei lascerà la nostra terra, questa terra che noi continueremo ad abitare con l’orgoglio di averla ricevuta in eredità dai nostri padri e con il senso di responsabilità di chi desidera consegnarla ancora più forte ai propri figli. Ci auguriamo che, tornando a Roma, possa conservare un vivo ricordo non soltanto della bellezza dei nostri paesaggi, ma soprattutto dell’abbraccio della nostra comunità, dell’accoglienza sincera della nostra gente, del sorriso dei nostri bambini e della dignità della nostra gente anziana.
È la gente che ogni giorno sceglie di vivere e lavorare in questa terra, in quest’isola, perché i luoghi sono importanti, ma sono le persone a renderli vivi. Grazie, signor Presidente. Grazie per aver scelto di essere oggi uno di noi.
A Lei la gente di Pantelleria riserva l’accoglienza e il rispetto dovuto a un Capo dello Stato, con la gratitudine riservata a chi serve le istituzioni e con l’affetto sincero di una comunità che si riconosce chiaramente nei valori dell’unità d’Italia. Benvenuto a Pantelleria, signor Presidente. Benvenuto sulla Sua isola.
INTERVENTO DI ITALO CUCCI, PRESIDENTE DEL PARCO NAZIONALE ISOLA DI PANTELLERIA
«Ancora benvenuto Presidente, benvenuta alla signora Mattarella, ai collaboratori straordinari del Quirinale e delle istituzioni che hanno permesso a me e a una squadra di colleghi straordinari di realizzare questo evento storico.
Scusate, ma per un istante… sì, uomo di mondo, ma un po’ di emozione c’è…
Per la prima volta recente, Presidente, non sono io a divertirmi con le ultime storie da me analizzate. Da vecchio giornalista, più che da uomo del Parco, ho letto o sfogliato i 132 libri dedicati a Pantelleria, a partire dalla storia del 1920, e con particolare piacere il racconto di un turista d’eccellenza, Gabriel García Márquez, che si trovò qui la notte del 21 luglio del 1969, nella magia di Monastero, quando l’uomo mise piede sulla Luna per la prima volta. Affascinato, scrisse: «La Luna è Pantelleria».
Da un percorso lungo 320.000 anni che ha portato Fenici, Arabi, Inglesi, Spagnoli, Normanni, Ebrei, tutti ben rappresentati in vita e in morte — anche con tombe ultrasecolari e storie familiari fuse nei cognomi e nei nomi unici degli isolani — gli isolani si sono accorti che l’isola, diventata finalmente italiana, non aveva mai ricevuto la visita del suo Capo di Stato.
Ho preso il coraggio e, grazie anche a un’e-mail inviata per il tramite del Quirinale, Presidente, mi sono permesso di invitarla. Il suo “sì”, certamente, oltre ad essere un forte segno d’attenzione per gli isolani, è forse l’ultimo spunto di un giornalista oltretutto anziano.
Presidente, da ragazzo ho letto una terza pagina di Montanelli che ho conservato fino ad oggi, nella quale il maestro raccontava l’abitudine d’Italia e di tante personalità italiane che, nell’entrare al Quirinale in tempi diversi, prima dal Re e poi dal Presidente, si presentavano con un incipit classico: «Maestà, porto con me il deferente saluto dei sudditi di Battipaglia». Oppure: «Presidente, porto con me il saluto di tutti gli agricoltori dell’Appennino padano». Preso tra questi due ricordi storici e forti, ho pensato che la cosa migliore sarebbe stata raccontare la presenza di questo Presidente.
La sua generosa cortesia si realizza in questo incontro con la gente dell’isola, l’isola più affascinante del Mediterraneo, perché Pantelleria non è solo un sito di bellezze proprie del nostro bel Paese, ma ha in sé due elementi che congiungono il continente e l’isola di terra.
Il primo perché racchiude caratteristiche diffuse del pianeta: un mare salato, culla del cambio di temperatura; un mare tempestoso che cerca le Colonne d’Ercole nell’Atlantico; un lago, il Bagno dell’Acqua, specchio di Venere, che contiene dati segreti della natura fino a un parco primordiale appena scoperto. E poi le immagini da cartolina: dall’Arco dell’Elefante a Cala Gadir, da Cala Faraglione alla luce del nostro museo archeologico di Punta Spadillo, che la invito a visitare. Infine, due bocche vulcaniche che nei secoli hanno disegnato le trasformazioni fisiche dell’isola, alla quale manca solo una pennellata di Salgari — che io non sono, nonostante le mie mille avventure giornalistiche. L’avventura di responsabile del Parco mi è stata affidata due anni fa dal Ministro Pichetto Fratin, a sua volta sapientemente fiducioso: “Ce la farai? Ma vediamo”.
La mia prima risposta è stata coordinata con il Ministro Pichetto per il posizionamento dei Vigili del Fuoco del Parco, che insieme ai Carabinieri, agli agenti forestali della Regione e alla Protezione Civile provvedono ogni giorno a combattere l’antico nemico dell’isola: il fuoco, nutrendo l’affetto per questo luogo, la nostra bellissima terra, “Cossyra”, figlia del vento.
L’altro nome, “Isola di terra, tempio dell’agricoltura”, è quello a cui il Parco dedica ininterrotta attenzione: dalla coltivazione del cappero alla raccolta dell’oliva, alla cura del miele, fino alle vigne dello Zibibbo di Pantelleria — famoso per le viti ad alberello — e la trama continua dei muretti a secco. Il 26 novembre 2014 a Parigi, l’UNESCO ha dichiarato la pratica agricola della coltivazione della vite ad alberello Patrimonio dell’Umanità. In 10 anni il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria, fondato dal senatore Gino Gabriele, ha costruito un modello di gestione fondato sull’integrazione tra conservazione della natura, valorizzazione del paesaggio, ricerca scientifica, partecipazione della comunità e promozione di un turismo sostenibile.
Gli interventi realizzati hanno contribuito a rafforzare la tutela della biodiversità, a sostenere il patrimonio agricolo e culturale dell’isola, a migliorare i servizi per residenti e visitatori e a consolidare il ruolo di Pantelleria nel panorama nazionale e internazionale delle aree protette. Il percorso compiuto dimostra come la tutela dell’ambiente possa rappresentare un motore di crescita per il territorio quando è accompagnata dalla ricerca scientifica, dall’innovazione, dalla collaborazione tra le istituzioni e dal coinvolgimento delle comunità locali.
Il primo decennio ha posto solide basi per affrontare le sfide del futuro: dalla candidatura a Geoparco mondiale UNESCO al rafforzamento della Carta Europea del Turismo Sostenibile, fino alla tutela del patrimonio naturale e culturale e al sostegno alle attività che caratterizzano l’identità dell’isola e delineano una prospettiva nella quale conservazione e sviluppo continuano a procedere insieme.
Sottraggo solo un breve tempo alla sua preziosa visita, ma mi preme dare conto del lavoro dei miei collaboratori, che sono felici di averla qui. Il Parco, insieme al Comune con il quale ha un forte rapporto di collaborazione, ha intrapreso un percorso verso la mobilità sostenibile, contribuendo alla flotta del trasporto pubblico elettrico dell’isola. Su un totale di 17 autobus, il Parco contribuisce con 7 veicoli: 3 minibus scolastici ibridi per bambini, 2 scuolabus elettrici e 2 bus elettrici destinati al trasporto pubblico locale. Un’iniziativa che concretizza il percorso in materia ambientale verso la transizione ecologica dell’isola, attraverso la riduzione dell’impatto acustico e delle emissioni di CO₂ in un territorio di altissimo pregio naturalistico. A ciò si aggiungono le biciclette elettriche accessibili da 4–5 stazioni, 3 veicoli ibridi per il trasporto di servizio e un furgone elettrico per le attività operative del Parco. Mezzi e infrastrutture che il Parco mette a disposizione utilizzando i fondi per l’efficienza energetica, la mobilità sostenibile e l’efficienza nei parchi del Ministero dell’Ambiente.
Concludendo. Presidente, sto concludendo con due elementi che hanno portato nell’isola serenità e allegria. Dopo circa 80 anni di assenza, ha fatto ritorno nella sua terra di origine l’asinello pantesco. Lo faccio presente solo perché è un mio compagno di viaggio. Il primo si chiama Ettore e vive a Sibà. Grazie al progetto di recupero della razza del Dipartimento regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, dal 5 all’8 ottobre è nato il Festival Pantesco, iniziato proprio insieme ad Ettore. Il primo asinello pantesco è stato accolto con gioia dalla popolazione, ma soprattutto è stato festeggiato dai bambini dell’isola. A questi, in memoria dei miei lontani viaggi nei parchi più belli del mondo, vorrei dedicare, Presidente, la creazione del Coro dei Piccoli Panteschi che può vedere alla sua destra. Da loro…
(Applausi)
Non è che sia sempre e solo una questione di giacche, di cravatte e di formalismi.
Da loro nasce la notizia più bella: a Pantelleria nascono più bambini che nel continente, 63 nell’ultimo anno. Ma chissà dove nascono questi bambini… Certo, è l’isola più bella del mondo, ed è questa l’unica raccomandazione che mi permetto tra le tante cose che tutti le vorrebbero chiedere: vorremmo riavere il punto nascita…»
INTERVENTO DEL MINISTRO PICCHETTO FRATIN
Signor Presidente,
Signor Sindaco di Pantelleria,
Signor Presidente del Parco,
Autorità, cittadini di Pantelleria.
È un grande onore per me partecipare, a nome del Ministro dell’Ambiente e del Viceministro, a questa cerimonia che segna i 10 anni dalla istituzione del Parco Nazionale. Il cui decreto istitutivo fu firmato proprio dal Presidente Mattarella nel 2016.
Pantelleria è parte di una collana di gioielli naturalistici che l’Italia ha deciso di tutelare e rilanciare, valorizzando la ricchezza naturale senza pari. Un patrimonio che ci è stato donato e che abbiamo il dovere di tutelare e mantenere per le generazioni future.
Le aree naturali protette ricoprono un ruolo strategico per la salvaguardia degli ecosistemi e della biodiversità, esempio concreto della tutela ambientale prevista dalla nostra Carta Costituzionale e in linea con la Strategia dell’Unione Europea sulla biodiversità per il 2030.
In Europa, l’Italia è il primo Paese per biodiversità: abbiamo il maggior numero di specie animali e vegetali; 1.300 specie di piante e 10.000 animali sono endemiche, cioè vivono solo in Italia.
I Parchi Nazionali sono un elemento essenziale per la tutela, ma anche per la fruizione. Nel complesso, il sistema delle aree protette nazionali e regionali, insieme alla rete Natura 2000, copre attualmente un’estensione di circa 11 milioni di ettari, interessando più del 22% della superficie terrestre nazionale e circa il 15% della superficie marina di giurisdizione italiana.
Le aree protette non sono territori in cui la vegetazione presente fornisce un mero contributo alla lotta contro il dissesto idrogeologico e contro i cambiamenti climatici. All’interno delle aree protette, la superficie forestale è di oltre 3.500.000 ettari nei parchi nazionali. Risorse naturali che svolgono servizi ecosistemici fondamentali, tra questi l’assorbimento di 145 milioni di tonnellate di equivalenti all’anno.
Sono i nostri territori ricchi di testimonianze di uno storico rapporto tra uomo e natura, che ha garantito nel tempo il mantenimento di un’enorme ricchezza di biodiversità e di paesaggi. Non si tratta di mera conservazione: le aree protette portano l’esperienza di una ricerca quotidiana di equilibrio che va avanti da decenni tra attività umana e natura.
Le aree protette nostrane coinvolgono il 31% di tutti i piccoli comuni italiani, dove la presenza dei parchi rappresenta l’ossatura fondamentale della gestione del territorio. Sono dunque fondamentali come propulsori dello sviluppo sostenibile, come creazione di risorse per l’agricoltura, per l’agricoltura biologica, la pesca sostenibile, e dunque anche per l’economia delle comunità.
Sono anche luoghi dove si studia e si crea conoscenza: nei soli Parchi Nazionali, negli ultimi 10 anni sono stati attivati oltre 1.700 progetti di ricerca, gestiti in collaborazione con le Università e con i centri di ricerca e organizzazioni internazionali.
Allo stesso tempo, i parchi e le aree protette, sia quelle terrestri che quelle marine, sono elementi chiave di forza del turismo sostenibile, che consente lo sviluppo delle aree interessate mantenendo però tanto la tutela degli ecosistemi quanto le legittime aspirazioni di sviluppo economico delle comunità locali, costruendo e rafforzando la sensibilità ambientale di chi sceglie queste forme di turismo rispettose della natura.
Un ruolo, questo, che sintetizza perfettamente la missione moderna dei parchi e delle aree protette terrestri e marine: i principi della Carta Europea per il Turismo Sostenibile applicata in Italia.
Sosteniamo quindi il binomio tra turismo sostenibile e transizione ecologica come motore di crescita per l’Italia, puntando al bilanciamento tra la tutela degli ecosistemi, la valorizzazione del territorio e lo sviluppo economico delle imprese.
La valorizzazione delle aree protette rappresenta anche per il Governo una sfida continua che necessita di azioni sempre nuove. A livello nazionale abbiamo avviato una revisione della Legge Quadro sulle Aree Protette e vogliamo riordinare, vogliamo riordinare e adeguare ai tempi, senza stravolgimenti, ma con un sguardo al presente e verso il futuro, per contribuire allo sviluppo economico, figurando un turismo responsabile, e quindi vogliamo favorire la promozione territoriale e la produzione dei prodotti locali, di cui anche Pantelleria è molto ricca.
I parchi nazionali e le aree protette sono infatti anche un laboratorio all’avanguardia per la sostenibilità agroalimentare. In essi ci sono più di 200 denominazioni agricole e sono tanti i prodotti DOP, IGP, STG, a cui si affiancano centinaia di prodotti agroalimentari tradizionali e i presìdi Slow Food. Nelle aree protette si registra anche una percentuale di aziende ad agricoltura biologica e biodinamica nettamente superiore rispetto alla media del resto del territorio nazionale.
Il Parco Nazionale dell’Isola di Pantelleria è il primo parco nazionale istituito in Sicilia e tutela la straordinaria biodiversità dell’isola e la caratteristica vite ad alberello, riconosciuta come patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Si tratta di un riconoscimento storico: per la prima volta l’UNESCO ha premiato una pratica agricola considerandola una vera e propria cultura viva e sostenibile, e non solo un momento o un sito poetico.
Nell’ambito del programma “Siti Naturali UNESCO” per il triennio corrente, l’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria opera in qualità di soggetto referente per il progetto di sviluppo “Pantelleria UNESCO”, che prevede 30 interventi per un finanziamento di oltre 550.000 euro. Inoltre, con l’investimento PNRR dedicato alla tutela della natura, sono stati attivati servizi di monitoraggio per la raccolta di dati spaziali, specie ed ecosistemi terrestri e marini.
Il Parco Nazionale di Pantelleria ha beneficiato di un’importante dotazione strumentale, tra cui droni e altre attrezzature per il monitoraggio dell’habitat, foto-trappole, registratori audio e GPS per il monitoraggio della fauna.
In conclusione, i vostri primi 10 anni sono stati intensi e proficui, e hanno gettato le basi per una ulteriore crescita di Pantelleria, imperniata sulla sua straordinaria risorsa naturalistica.
Chiudo augurando un felice prosieguo a questa bellissima isola, tutelata e valorizzata anche grazie al suo Parco Nazionale.
Grazie.
INTERVENTO DEL PROF. PIERLUIGI PETRILLO
Signor Presidente, signori cittadini di Pantelleria, signor Presidente del Parco, autorità, è un grande onore per me partecipare a questa cerimonia che segna i dieci anni dall’istituzione del Parco Nazionale, il cui decreto è stato firmato proprio da Lei, Presidente.
Pantelleria è parte di un accordo di credito dell’Unione Europea che intanto ha deciso di tutelare il paesaggio, valorizzandone la ricchezza naturale senza paure: un patrimonio che ci è stato donato e che abbiamo il duro dovere di tutelare, mantenendolo per le generazioni del futuro.
Le aree naturali protette ricoprono un ruolo strategico per la salvaguardia dell’ecosistema. L’esempio concreto è la tutela ambientale che inizia con la strategia del 1990 in Europa, e l’Italia è il primo Paese che tiene in piedi questa sfida. Abbiamo il maggior numero di specie animali e vegetali riservate: tra esse, 1.300 specie di piante e 10.000 di animali vivono solo in Italia. I parchi nazionali sono un elemento essenziale per la tutela, ma anche per la promozione.
Nel complesso, il sistema delle aree protette nazionali e regionali, insieme alla rete naturale dominante, copre attualmente un’estensione di circa 1.500.000 ettari, interessando più del 22% della superficie terrestre nazionale e circa il 15% della superficie marina di giurisdizione nazionale. Le aree protette si muovono sul territorio in cui la conservazione è presente, poiché gli uomini sono fiduciosi nella lotta contro i rischi del nostro tempo. All’interno delle aree protette, la superficie forestale è di oltre 3.800.000 ettari, e nei parchi nazionali è di oltre 250.000 ettari.
Le risorse naturali svolgono servizi per l’ecosistema, con l’assorbimento di 145.000.000 di tonnellate di CO₂, equivalenti a 2 anni di emissioni. Sono inoltre territori ricchi di testimonianze di uno storico rapporto che è garantito nel tempo per il mantenimento di un’enorme ricchezza. Non si tratta di una pura conservazione: le aree protette portano avanti un equilibrio che dura da decenni tra attività umana e natura.
Le aree protette, dove la presenza dei parchi rappresenta una preziosa risorsa per le comunità, promuovono la crescita sostenibile. Sono anche luoghi per la ricerca scientifica. Nei parchi nazionali, negli ultimi dieci anni, sono stati attivati oltre 1.700 progetti di ricerca, gestiti in collaborazione con le Università e con centri di ricerca internazionali.
Allo stesso tempo, i parchi e le aree protette — sia su terra che in mare — sono elementi chiave di una forte transizione sostenibile, che consente lo sviluppo dell’area valorizzando tanto la potenza degli ecosistemi quanto la resilienza spaziale, costruendo rapporti con la società di oggi che sceglie questa forma di economia. Un ruolo, questo, a cui va data la massima attenzione. La missione moderna dei parchi e delle aree protette riflette un ciclo di sviluppo e di sostenibilità.
Sosteniamo quindi il dinamico modello sostenibile della transizione ecologica, puntando al bilanciamento tra la tutela degli ecosistemi, la valorizzazione dell’interesse ecologico e lo sviluppo economico. La valorizzazione delle aree protette rappresenta anche a livello nazionale un piano di grande attenzione, sotto lo sguardo del Presidente e del Parlamento. Il Parco Nazionale è la terra del sogno.
In esso ci sono tutte le eccellenze. Ci sono tantissimi prodotti tipici, prodotti DOP e IGP, da cui si sviluppano centinaia di presìdi ambientali. Il Parco Nazionale dell’Isola è il primo parco nazionale che tutela la struttura agricola e la biodiversità dell’area.
Si tratta non solo di una visione, ma anche di un obiettivo concordato con la Presidenza del Parco Nazionale dell’Isola, che prevede interventi e coordinamento continuo. I vostri primi dieci anni sono stati il tempo in cui si sono gettate le basi per la valorizzazione di una straordinaria risorsa naturale, includendo il mare e guardando a una tutela moderna e proiettata al futuro. Grazie.
INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SERGIO MATTARELLA
«Io torno volentieri a dire che ho preferito non restare in silenzio per esprimere anzitutto il ringraziamento per l’invito e per l’accoglienza.
(Applausi)
E per rivolgere un saluto più cordiale a tutti i presenti: al Ministro, al Giudice Costituzionale, al Sindaco, al Presidente del Consorzio tra i Comuni della Trazzera, alla Regione Siciliana, alla Provincia. A tutti i presenti, alle tante autorità presenti e naturalmente a tutti i panteschi.
(Applausi)
Il Presidente Cucci poc’anzi ha ricordato la straordinaria ed emblematica presenza a Pantelleria di García Márquez nel giorno dell’arrivo sulla Luna, nel suo racconto su Pantelleria.
E mi fa ricordare il titolo di un libro di García Márquez — un titolo per la verità un po’ controvenuto, un po’ presuntuoso —, in realtà quel libro contiene i testi di alcune delle cose più importanti, compresi quelli dell’occasione del conferimento del Premio Nobel. Ma oltre quel titolo per la verità un po’ controvenuto, un po’ presuntuoso, ma che io do per fisso, per esprimere e riconfermare l’affetto degli italiani per Pantelleria, ben noto d’altronde per la tanta frequenza che che ospita e accoglie, e per sottolineare l’importanza che Pantelleria riveste per la nostra Repubblica.
Le isole, particolarmente le minori del nostro Paese, sono tutte di grande rilievo per il presente e per il futuro. E quindi chiedono una attenzione, una cura e una tutela costante. Ciascuna con le sue precise condizioni e specificità di carattere. E il carattere di Pantelleria l’ha molto bene evidenziato il Sindaco, sottolineando che quel carattere è il solo del suo valore e risulta dall’intreccio profondo che vi è tra natura e storia a Pantelleria.
Una storia lunga, che ha visto nei secoli tutti i protagonisti del Mediterraneo cercare Pantelleria. Ed è un patrimonio questo che va valorizzato non per conservarlo come una fotografia, ma per il futuro.
Il Ministro Pichetto Fratin ha ben indicato e sottolineato il valore e il significato dei parchi naturali e delle aree protette, che non sono e non sono visto come un punto della conservazione; sono luoghi di ricerca, sono luoghi di approfondimento che garantiscono prospettive future.
E il nostro Presidente poc’anzi ha ricordato la il carattere ed educativo, la funzione pedagogica che i parchi esercitano perché esprimono e trasmettono cultura.
Per questa ragione sono lietissimo di di tornare a Pantelleria, di esserci tornato, dopo che ci sono stato più volte nel passato. Diceva il Sindaco “mai”, purtroppo per per il ricordo per usufruire della ospitalità pantesca. Ma si sa, le visite ufficiali non ne fanno di programmi di di soggiorni tradizionali. Ma non è motivo per non fare una polis ed venire a Pantelleria per il riposo.
La prima volta sono venuto a Pantelleria — credo che la gran parte dei presenti non fosse ancora al mondo — si tratta che io venivo 50 anni fa. Ho conosciuto qui il Sindaco di allora, Almanza, Vincenzo Almanza, a cui il cui il nome è è intitolato la la scuola superiore di Pantelleria.
E quindi Pantelleria mi ha accompagnato nella mia vita durante la mia vita passata con la consapevolezza della sua della sua importanza, del suo valore, del suo fascino. Per questo, al di là di quello del Parco, è emblematico e di alto significato rendere di questa occasione protagonisti i bambini, perché il Parco è per loro.
(Applausi)
Non sottraggo altro tempo, se non altro per fare gli auguri i più grandi, i più intensi e affettuosi a tutti i panteschi, a Pantelleria e al suo Parco.»
Foto di Francesca Marrucci, Flavio Silvia e Angelo Parisi

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