Mattarella a Pantelleria: tutti gli interventi all’Hangar

Mattarella a Pantelleria: tutti gli interventi all’Hangar

29/07/2026 0 Di Redazione

Ecco la trascrizione degli interventi che si sono susseguiti durante la cerimonia all’Hangar. Purtroppo, a causa del pessimo audio nell’hangar, abbiamo preferito mettere solo le foto più significative e non i video

LEGGI:  D’ANCONACUCCIPETRILLOPICCHETTO FRATINMATTARELLA

INTERVENTO DEL SINDACO, FABRIZIO D’ANCONA

Signor Pre­si­den­te, vi sono luo­ghi che la natu­ra ha reso straor­di­na­ri, ve ne sono altri che la sto­ria ha reso impor­tan­ti. Pan­tel­le­ria pos­sie­de entram­be que­ste qua­li­tà. È una ter­ra che la natu­ra ha pla­sma­to con il fuo­co, con il ven­to e con il mare.

Ma è anche una ter­ra che nei seco­li l’uo­mo ha sapu­to abi­ta­re con intel­li­gen­za e rispet­to, tra­sfor­man­do un ambien­te seve­ro in un pae­sag­gio di straor­di­na­ria armo­nia. È que­sto, in fon­do, il signi­fi­ca­to più auten­ti­co del Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pan­tel­le­ria, del qua­le oggi festeg­gia­mo il deci­mo anni­ver­sa­rio. Non sol­tan­to un’a­rea pro­tet­ta, ma il rico­no­sci­men­to di un equi­li­brio costrui­to nel tem­po tra la for­za del­la natu­ra e il lavo­ro del­l’uo­mo, un equi­li­brio che è par­ti­to dal­la sto­ria di que­sta ter­ra e che dà vita al suo interno.

Non è casua­le che lo Sta­to abbia scel­to di cele­bra­re que­sto anni­ver­sa­rio pro­prio qui, nel cuo­re del Medi­ter­ra­neo, per­ché custo­di­re un pae­sag­gio signi­fi­ca custo­di­re una comu­ni­tà e custo­di­re una comu­ni­tà signi­fi­ca pren­der­si cura del­la Repub­bli­ca. Con que­sto spi­ri­to, a nome del­l’am­mi­ni­stra­zio­ne comu­na­le e del­l’in­te­ra cit­ta­di­nan­za, Le rivol­go il più defe­ren­te ben­ve­nu­to e il più sin­ce­ro rin­gra­zia­men­to. La Sua pre­sen­za rap­pre­sen­ta per Pan­tel­le­ria un momen­to desti­na­to a rima­ne­re nel­la memo­ria del­la nostra comunità.

Non è fre­quen­te che un Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca rag­giun­ga que­st’i­so­la. Per que­sto Le sia­mo pro­fon­da­men­te gra­ti. La Sua visi­ta costi­tui­sce un segno di atten­zio­ne che va oltre il valo­re del­la ricor­ren­za che oggi celebriamo.

Per chi vive sul­l’i­so­la, la pre­sen­za del Capo del­lo Sta­to pos­sie­de un signi­fi­ca­to par­ti­co­la­re. Ricor­da che anche se la car­ta geo­gra­fi­ca può col­lo­ca­re un ter­ri­to­rio ai mar­gi­ni, la Repub­bli­ca non cono­sce mar­gi­ni. Ogni cit­ta­di­no ne costi­tui­sce il centro.

Ogni comu­ni­tà ne costi­tui­sce un tas­sel­lo d’u­ni­tà, una costru­zio­ne del bene comu­ne. Signor Pre­si­den­te, in anni com­ples­si segna­ti da cri­si inter­na­zio­na­li, ten­sio­ni socia­li e pro­fon­de tra­sfor­ma­zio­ni, le Sue paro­le han­no sapu­to dif­fon­de­re fidu­cia sen­za ali­men­ta­re illu­sio­ni, indi­ca­re respon­sa­bi­li­tà sen­za rinun­cia­re alla spe­ran­za. È per que­sta auto­re­vo­lez­za cora­le che ha con­qui­sta­to il rispet­to e l’af­fet­to del­l’in­te­ro Paese.

La nostra comu­ni­tà con­ser­va inol­tre un lega­me par­ti­co­la­re con la Sua fami­glia. Mol­ti nostri cit­ta­di­ni ricor­da­no anco­ra Ber­nar­do Mat­ta­rel­la, Suo padre, e le sue visi­te nel­l’i­so­la, gli incon­tri con la popo­la­zio­ne, la vici­nan­za mani­fe­sta­ta alle ammi­ni­stra­zio­ni loca­li e l’at­ten­zio­ne rivol­ta ai biso­gni di que­sta comu­ni­tà. Era un rap­por­to costrui­to sul­l’a­scol­to e sul­la presenza.

È un ricor­do che il tem­po non ha can­cel­la­to e oggi, con la Sua visi­ta, il nostro lega­me ritro­va natu­ral­men­te con­ti­nui­tà nel segno del­le isti­tu­zio­ni demo­cra­ti­che e dei valo­ri che esse incar­na­no. Pan­tel­le­ria è una pic­co­la iso­la, ma la sua è sem­pre sta­ta una gran­de sto­ria. Da miglia­ia di anni, que­sto lem­bo di ter­ra è al cen­tro del­le rot­te del Mediterraneo.

Feni­ci, Car­ta­gi­ne­si, Roma­ni, Bizan­ti­ni, Ara­bi, Nor­man­ni e mol­ti altri popo­li han­no lascia­to qui trac­ce pro­fon­de, con­tri­buen­do a costrui­re un’i­den­ti­tà che ha fat­to del­l’in­con­tro tra cul­tu­re la pro­pria ric­chez­za. Oggi, men­tre il Medi­ter­ra­neo tor­na a esse­re attra­ver­sa­to da for­ti ten­sio­ni e pro­fon­de insta­bi­li­tà, Pan­tel­le­ria con­ti­nua a guar­da­re que­sto mare con lo stes­so spi­ri­to con cui ha costrui­to la pro­pria sto­ria: quel­lo del­l’in­con­tro tra i popo­li, del dia­lo­go e del­la con­vi­ven­za. Da que­st’i­so­la, le paro­le «pace», «demo­cra­zia» e «liber­tà» assu­mo­no un signi­fi­ca­to par­ti­co­lar­men­te intenso.

Non sono sol­tan­to prin­ci­pi da affer­ma­re, sono espe­rien­ze che la sto­ria ci ha con­se­gna­to come respon­sa­bi­li­tà. In que­sto oriz­zon­te, rico­no­scia­mo anche l’im­por­tan­te ruo­lo che la diplo­ma­zia del nostro Pae­se svol­ge a livel­lo inter­na­zio­na­le, affin­ché la pace non sia con­si­de­ra­ta un equi­li­brio pre­ca­rio, ma un impe­gno quo­ti­dia­no fon­da­to sul rispet­to del­la digni­tà uma­na, del dirit­to inter­na­zio­na­le e del­la coo­pe­ra­zio­ne tra le nazio­ni. È anche que­sta la lezio­ne che Pan­tel­le­ria con­se­gna oggi alle nuo­ve generazioni.

Ricor­da­re la guer­ra non per ali­men­ta­re la logi­ca del con­flit­to, ma per custo­di­re il valo­re del­la pace è una respon­sa­bi­li­tà che appar­tie­ne alle isti­tu­zio­ni del­lo Sta­to, alle for­ze del­l’or­di­ne, alle for­ze arma­te e ai tan­ti ser­vi­to­ri del­lo Sta­to pre­sen­ti sul­l’i­so­la, ma anche ai cit­ta­di­ni che ogni gior­no con­tri­bui­sco­no con il pro­prio lavo­ro a man­te­ne­re viva que­sta comu­ni­tà. Signor Pre­si­den­te, chi vive sul­l’i­so­la cono­sce il valo­re del­la pazien­za, del­l’a­dat­ta­men­to, del sacri­fi­cio, ma cono­sce anche il signi­fi­ca­to del dirit­to all’u­gua­glian­za, qua­le con­di­zio­ne che con­sen­te anche agli iso­la­ni di eser­ci­ta­re gli stes­si dirit­ti degli altri cit­ta­di­ni ita­lia­ni, anche quan­do il mare, il tem­po e la distan­za ren­do­no tut­to più dif­fi­ci­le. Pan­tel­le­ria è orgo­glio­sa del­la pro­pria insularità.

Essa rap­pre­sen­ta un’i­ne­sti­ma­bi­le ric­chez­za cul­tu­ra­le e ambien­ta­le, ma que­sta insu­la­ri­tà non deve mai tra­sfor­mar­si in una con­di­zio­ne di svan­tag­gio. Non chie­dia­mo pri­vi­le­gi, non chie­dia­mo ecce­zio­ni: chie­dia­mo che i dirit­ti alla salu­te, alla mobi­li­tà, all’i­stru­zio­ne, al lavo­ro e allo svi­lup­po pos­sa­no esse­re garan­ti­ti con la stes­sa effet­ti­vi­tà che ogni cit­ta­di­no ita­lia­no giu­sta­men­te si atten­de. Sap­pia­mo bene che il Pre­si­den­te del­la Repub­bli­ca non eser­ci­ta l’a­zio­ne di gover­no, ma sap­pia­mo che Lei rap­pre­sen­ta l’u­ni­tà mora­le del­la Nazione.

Per que­sto con­fi­dia­mo che la Sua costan­te atten­zio­ne ver­so le comu­ni­tà più peri­fe­ri­che pos­sa con­ti­nua­re a ricor­da­re a tut­te le isti­tu­zio­ni quan­to sia pre­zio­so il patri­mo­nio rap­pre­sen­ta­to dal­le iso­le mino­ri d’I­ta­lia, non per la loro distan­za, ma per il valo­re che esse custo­di­sco­no. Signor Pre­si­den­te, tra poche ore Lei lasce­rà la nostra ter­ra, que­sta ter­ra che noi con­ti­nue­re­mo ad abi­ta­re con l’or­go­glio di aver­la rice­vu­ta in ere­di­tà dai nostri padri e con il sen­so di respon­sa­bi­li­tà di chi desi­de­ra con­se­gnar­la anco­ra più for­te ai pro­pri figli. Ci augu­ria­mo che, tor­nan­do a Roma, pos­sa con­ser­va­re un vivo ricor­do non sol­tan­to del­la bel­lez­za dei nostri pae­sag­gi, ma soprat­tut­to del­l’ab­brac­cio del­la nostra comu­ni­tà, del­l’ac­co­glien­za sin­ce­ra del­la nostra gen­te, del sor­ri­so dei nostri bam­bi­ni e del­la digni­tà del­la nostra gen­te anziana.

È la gen­te che ogni gior­no sce­glie di vive­re e lavo­ra­re in que­sta ter­ra, in que­st’i­so­la, per­ché i luo­ghi sono impor­tan­ti, ma sono le per­so­ne a ren­der­li vivi. Gra­zie, signor Pre­si­den­te. Gra­zie per aver scel­to di esse­re oggi uno di noi.

A Lei la gen­te di Pan­tel­le­ria riser­va l’ac­co­glien­za e il rispet­to dovu­to a un Capo del­lo Sta­to, con la gra­ti­tu­di­ne riser­va­ta a chi ser­ve le isti­tu­zio­ni e con l’af­fet­to sin­ce­ro di una comu­ni­tà che si rico­no­sce chia­ra­men­te nei valo­ri del­l’u­ni­tà d’I­ta­lia. Ben­ve­nu­to a Pan­tel­le­ria, signor Pre­si­den­te. Ben­ve­nu­to sul­la Sua isola.

INTERVENTO DI ITALO CUCCI, PRESIDENTE DEL PARCO NAZIONALE ISOLA DI PANTELLERIA

«Anco­ra ben­ve­nu­to Pre­si­den­te, ben­ve­nu­ta alla signo­ra Mat­ta­rel­la, ai col­la­bo­ra­to­ri straor­di­na­ri del Qui­ri­na­le e del­le isti­tu­zio­ni che han­no per­mes­so a me e a una squa­dra di col­le­ghi straor­di­na­ri di rea­liz­za­re que­sto even­to storico.

Scu­sa­te, ma per un istan­te… sì, uomo di mon­do, ma un po’ di emo­zio­ne c’è…

Per la pri­ma vol­ta recen­te, Pre­si­den­te, non sono io a diver­tir­mi con le ulti­me sto­rie da me ana­liz­za­te. Da vec­chio gior­na­li­sta, più che da uomo del Par­co, ho let­to o sfo­glia­to i 132 libri dedi­ca­ti a Pan­tel­le­ria, a par­ti­re dal­la sto­ria del 1920, e con par­ti­co­la­re pia­ce­re il rac­con­to di un turi­sta d’ec­cel­len­za, Gabriel Gar­cía Már­quez, che si tro­vò qui la not­te del 21 luglio del 1969, nel­la magia di Mona­ste­ro, quan­do l’uo­mo mise pie­de sul­la Luna per la pri­ma vol­ta. Affa­sci­na­to, scris­se: «La Luna è Pantelleria».

Da un per­cor­so lun­go 320.000 anni che ha por­ta­to Feni­ci, Ara­bi, Ingle­si, Spa­gno­li, Nor­man­ni, Ebrei, tut­ti ben rap­pre­sen­ta­ti in vita e in mor­te — anche con tom­be ultra­se­co­la­ri e sto­rie fami­lia­ri fuse nei cogno­mi e nei nomi uni­ci degli iso­la­ni — gli iso­la­ni si sono accor­ti che l’i­so­la, diven­ta­ta final­men­te ita­lia­na, non ave­va mai rice­vu­to la visi­ta del suo Capo di Stato.

Ho pre­so il corag­gio e, gra­zie anche a un’e-mail invia­ta per il tra­mi­te del Qui­ri­na­le, Pre­si­den­te, mi sono per­mes­so di invi­tar­la. Il suo “sì”, cer­ta­men­te, oltre ad esse­re un for­te segno d’at­ten­zio­ne per gli iso­la­ni, è for­se l’ul­ti­mo spun­to di un gior­na­li­sta oltre­tut­to anziano.

Pre­si­den­te, da ragaz­zo ho let­to una ter­za pagi­na di Mon­ta­nel­li che ho con­ser­va­to fino ad oggi, nel­la qua­le il mae­stro rac­con­ta­va l’a­bi­tu­di­ne d’I­ta­lia e di tan­te per­so­na­li­tà ita­lia­ne che, nel­l’en­tra­re al Qui­ri­na­le in tem­pi diver­si, pri­ma dal Re e poi dal Pre­si­den­te, si pre­sen­ta­va­no con un inci­pit clas­si­co: «Mae­stà, por­to con me il defe­ren­te salu­to dei sud­di­ti di Bat­ti­pa­glia». Oppu­re: «Pre­si­den­te, por­to con me il salu­to di tut­ti gli agri­col­to­ri del­l’Ap­pen­ni­no pada­no». Pre­so tra que­sti due ricor­di sto­ri­ci e for­ti, ho pen­sa­to che la cosa miglio­re sareb­be sta­ta rac­con­ta­re la pre­sen­za di que­sto Presidente.

La sua gene­ro­sa cor­te­sia si rea­liz­za in que­sto incon­tro con la gen­te del­l’i­so­la, l’i­so­la più affa­sci­nan­te del Medi­ter­ra­neo, per­ché Pan­tel­le­ria non è solo un sito di bel­lez­ze pro­prie del nostro bel Pae­se, ma ha in sé due ele­men­ti che con­giun­go­no il con­ti­nen­te e l’i­so­la di terra.

Il pri­mo per­ché rac­chiu­de carat­te­ri­sti­che dif­fu­se del pia­ne­ta: un mare sala­to, cul­la del cam­bio di tem­pe­ra­tu­ra; un mare tem­pe­sto­so che cer­ca le Colon­ne d’Er­co­le nel­l’A­tlan­ti­co; un lago, il Bagno del­l’Ac­qua, spec­chio di Vene­re, che con­tie­ne dati segre­ti del­la natu­ra fino a un par­co pri­mor­dia­le appe­na sco­per­to. E poi le imma­gi­ni da car­to­li­na: dal­l’Ar­co del­l’E­le­fan­te a Cala Gadir, da Cala Fara­glio­ne alla luce del nostro museo archeo­lo­gi­co di Pun­ta Spa­dil­lo, che la invi­to a visi­ta­re. Infi­ne, due boc­che vul­ca­ni­che che nei seco­li han­no dise­gna­to le tra­sfor­ma­zio­ni fisi­che del­l’i­so­la, alla qua­le man­ca solo una pen­nel­la­ta di Sal­ga­ri — che io non sono, nono­stan­te le mie mil­le avven­tu­re gior­na­li­sti­che. L’av­ven­tu­ra di respon­sa­bi­le del Par­co mi è sta­ta affi­da­ta due anni fa dal Mini­stro Pichet­to Fra­tin, a sua vol­ta sapien­te­men­te fidu­cio­so: “Ce la farai? Ma vediamo”.

La mia pri­ma rispo­sta è sta­ta coor­di­na­ta con il Mini­stro Pichet­to per il posi­zio­na­men­to dei Vigi­li del Fuo­co del Par­co, che insie­me ai Cara­bi­nie­ri, agli agen­ti fore­sta­li del­la Regio­ne e alla Pro­te­zio­ne Civi­le prov­ve­do­no ogni gior­no a com­bat­te­re l’an­ti­co nemi­co del­l’i­so­la: il fuo­co, nutren­do l’af­fet­to per que­sto luo­go, la nostra bel­lis­si­ma ter­ra, “Cos­sy­ra”, figlia del vento.

L’al­tro nome, “Iso­la di ter­ra, tem­pio del­l’a­gri­col­tu­ra”, è quel­lo a cui il Par­co dedi­ca inin­ter­rot­ta atten­zio­ne: dal­la col­ti­va­zio­ne del cap­pe­ro alla rac­col­ta del­l’o­li­va, alla cura del mie­le, fino alle vigne del­lo Zibib­bo di Pan­tel­le­ria — famo­so per le viti ad albe­rel­lo — e la tra­ma con­ti­nua dei muret­ti a sec­co. Il 26 novem­bre 2014 a Pari­gi, l’U­NE­SCO ha dichia­ra­to la pra­ti­ca agri­co­la del­la col­ti­va­zio­ne del­la vite ad albe­rel­lo Patri­mo­nio del­l’U­ma­ni­tà. In 10 anni il Par­co Nazio­na­le del­l’I­so­la di Pan­tel­le­ria, fon­da­to dal sena­to­re Gino Gabrie­le, ha costrui­to un model­lo di gestio­ne fon­da­to sul­l’in­te­gra­zio­ne tra con­ser­va­zio­ne del­la natu­ra, valo­riz­za­zio­ne del pae­sag­gio, ricer­ca scien­ti­fi­ca, par­te­ci­pa­zio­ne del­la comu­ni­tà e pro­mo­zio­ne di un turi­smo sostenibile.

Gli inter­ven­ti rea­liz­za­ti han­no con­tri­bui­to a raf­for­za­re la tute­la del­la bio­di­ver­si­tà, a soste­ne­re il patri­mo­nio agri­co­lo e cul­tu­ra­le del­l’i­so­la, a miglio­ra­re i ser­vi­zi per resi­den­ti e visi­ta­to­ri e a con­so­li­da­re il ruo­lo di Pan­tel­le­ria nel pano­ra­ma nazio­na­le e inter­na­zio­na­le del­le aree pro­tet­te. Il per­cor­so com­piu­to dimo­stra come la tute­la del­l’am­bien­te pos­sa rap­pre­sen­ta­re un moto­re di cre­sci­ta per il ter­ri­to­rio quan­do è accom­pa­gna­ta dal­la ricer­ca scien­ti­fi­ca, dal­l’in­no­va­zio­ne, dal­la col­la­bo­ra­zio­ne tra le isti­tu­zio­ni e dal coin­vol­gi­men­to del­le comu­ni­tà locali.

Il pri­mo decen­nio ha posto soli­de basi per affron­ta­re le sfi­de del futu­ro: dal­la can­di­da­tu­ra a Geo­par­co mon­dia­le UNESCO al raf­for­za­men­to del­la Car­ta Euro­pea del Turi­smo Soste­ni­bi­le, fino alla tute­la del patri­mo­nio natu­ra­le e cul­tu­ra­le e al soste­gno alle atti­vi­tà che carat­te­riz­za­no l’i­den­ti­tà del­l’i­so­la e deli­nea­no una pro­spet­ti­va nel­la qua­le con­ser­va­zio­ne e svi­lup­po con­ti­nua­no a pro­ce­de­re insieme.

Sot­trag­go solo un bre­ve tem­po alla sua pre­zio­sa visi­ta, ma mi pre­me dare con­to del lavo­ro dei miei col­la­bo­ra­to­ri, che sono feli­ci di aver­la qui. Il Par­co, insie­me al Comu­ne con il qua­le ha un for­te rap­por­to di col­la­bo­ra­zio­ne, ha intra­pre­so un per­cor­so ver­so la mobi­li­tà soste­ni­bi­le, con­tri­buen­do alla flot­ta del tra­spor­to pub­bli­co elet­tri­co del­l’i­so­la. Su un tota­le di 17 auto­bus, il Par­co con­tri­bui­sce con 7 vei­co­li: 3 mini­bus sco­la­sti­ci ibri­di per bam­bi­ni, 2 scuo­la­bus elet­tri­ci e 2 bus elet­tri­ci desti­na­ti al tra­spor­to pub­bli­co loca­le. Un’i­ni­zia­ti­va che con­cre­tiz­za il per­cor­so in mate­ria ambien­ta­le ver­so la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca del­l’i­so­la, attra­ver­so la ridu­zio­ne del­l’im­pat­to acu­sti­co e del­le emis­sio­ni di CO₂ in un ter­ri­to­rio di altis­si­mo pre­gio natu­ra­li­sti­co. A ciò si aggiun­go­no le bici­clet­te elet­tri­che acces­si­bi­li da 4–5 sta­zio­ni, 3 vei­co­li ibri­di per il tra­spor­to di ser­vi­zio e un fur­go­ne elet­tri­co per le atti­vi­tà ope­ra­ti­ve del Par­co. Mez­zi e infra­strut­tu­re che il Par­co met­te a dispo­si­zio­ne uti­liz­zan­do i fon­di per l’ef­fi­cien­za ener­ge­ti­ca, la mobi­li­tà soste­ni­bi­le e l’ef­fi­cien­za nei par­chi del Mini­ste­ro dell’Ambiente.

Con­clu­den­do. Pre­si­den­te, sto con­clu­den­do con due ele­men­ti che han­no por­ta­to nel­l’i­so­la sere­ni­tà e alle­gria. Dopo cir­ca 80 anni di assen­za, ha fat­to ritor­no nel­la sua ter­ra di ori­gi­ne l’a­si­nel­lo pan­te­sco. Lo fac­cio pre­sen­te solo per­ché è un mio com­pa­gno di viag­gio. Il pri­mo si chia­ma Etto­re e vive a Sibà. Gra­zie al pro­get­to di recu­pe­ro del­la raz­za del Dipar­ti­men­to regio­na­le del­lo Svi­lup­po rura­le e ter­ri­to­ria­le, dal 5 all’8 otto­bre è nato il Festi­val Pan­te­sco, ini­zia­to pro­prio insie­me ad Etto­re. Il pri­mo asi­nel­lo pan­te­sco è sta­to accol­to con gio­ia dal­la popo­la­zio­ne, ma soprat­tut­to è sta­to festeg­gia­to dai bam­bi­ni del­l’i­so­la. A que­sti, in memo­ria dei miei lon­ta­ni viag­gi nei par­chi più bel­li del mon­do, vor­rei dedi­ca­re, Pre­si­den­te, la crea­zio­ne del Coro dei Pic­co­li Pan­te­schi che può vede­re alla sua destra. Da loro…

(Applau­si)

Non è che sia sem­pre e solo una que­stio­ne di giac­che, di cra­vat­te e di formalismi.

Da loro nasce la noti­zia più bel­la: a Pan­tel­le­ria nasco­no più bam­bi­ni che nel con­ti­nen­te, 63 nel­l’ul­ti­mo anno. Ma chis­sà dove nasco­no que­sti bam­bi­ni… Cer­to, è l’i­so­la più bel­la del mon­do, ed è que­sta l’u­ni­ca rac­co­man­da­zio­ne che mi per­met­to tra le tan­te cose che tut­ti le vor­reb­be­ro chie­de­re: vor­rem­mo ria­ve­re il pun­to nascita…»

INTERVENTO DEL MINISTRO PICCHETTO FRATIN

Signor Pre­si­den­te,

Signor Sin­da­co di Pantelleria,

Signor Pre­si­den­te del Parco,

Auto­ri­tà, cit­ta­di­ni di Pantelleria.

È un gran­de ono­re per me par­te­ci­pa­re, a nome del Mini­stro del­l’Am­bien­te e del Vice­mi­ni­stro, a que­sta ceri­mo­nia che segna i 10 anni dal­la isti­tu­zio­ne del Par­co Nazio­na­le. Il cui decre­to isti­tu­ti­vo fu fir­ma­to pro­prio dal Pre­si­den­te Mat­ta­rel­la nel 2016.

Pan­tel­le­ria è par­te di una col­la­na di gio­iel­li natu­ra­li­sti­ci che l’I­ta­lia ha deci­so di tute­la­re e rilan­cia­re, valo­riz­zan­do la ric­chez­za natu­ra­le sen­za pari. Un patri­mo­nio che ci è sta­to dona­to e che abbia­mo il dove­re di tute­la­re e man­te­ne­re per le gene­ra­zio­ni future.

Le aree natu­ra­li pro­tet­te rico­pro­no un ruo­lo stra­te­gi­co per la sal­va­guar­dia degli eco­si­ste­mi e del­la bio­di­ver­si­tà, esem­pio con­cre­to del­la tute­la ambien­ta­le pre­vi­sta dal­la nostra Car­ta Costi­tu­zio­na­le e in linea con la Stra­te­gia del­l’U­nio­ne Euro­pea sul­la bio­di­ver­si­tà per il 2030.

In Euro­pa, l’I­ta­lia è il pri­mo Pae­se per bio­di­ver­si­tà: abbia­mo il mag­gior nume­ro di spe­cie ani­ma­li e vege­ta­li; 1.300 spe­cie di pian­te e 10.000 ani­ma­li sono ende­mi­che, cioè vivo­no solo in Italia.

I Par­chi Nazio­na­li sono un ele­men­to essen­zia­le per la tute­la, ma anche per la frui­zio­ne. Nel com­ples­so, il siste­ma del­le aree pro­tet­te nazio­na­li e regio­na­li, insie­me alla rete Natu­ra 2000, copre attual­men­te un’e­sten­sio­ne di cir­ca 11 milio­ni di etta­ri, inte­res­san­do più del 22% del­la super­fi­cie ter­re­stre nazio­na­le e cir­ca il 15% del­la super­fi­cie mari­na di giu­ri­sdi­zio­ne italiana.

Le aree pro­tet­te non sono ter­ri­to­ri in cui la vege­ta­zio­ne pre­sen­te for­ni­sce un mero con­tri­bu­to alla lot­ta con­tro il dis­se­sto idro­geo­lo­gi­co e con­tro i cam­bia­men­ti cli­ma­ti­ci. All’in­ter­no del­le aree pro­tet­te, la super­fi­cie fore­sta­le è di oltre 3.500.000 etta­ri nei par­chi nazio­na­li. Risor­se natu­ra­li che svol­go­no ser­vi­zi eco­si­ste­mi­ci fon­da­men­ta­li, tra que­sti l’as­sor­bi­men­to di 145 milio­ni di ton­nel­la­te di equi­va­len­ti all’anno.

Sono i nostri ter­ri­to­ri ric­chi di testi­mo­nian­ze di uno sto­ri­co rap­por­to tra uomo e natu­ra, che ha garan­ti­to nel tem­po il man­te­ni­men­to di un’e­nor­me ric­chez­za di bio­di­ver­si­tà e di pae­sag­gi. Non si trat­ta di mera con­ser­va­zio­ne: le aree pro­tet­te por­ta­no l’e­spe­rien­za di una ricer­ca quo­ti­dia­na di equi­li­brio che va avan­ti da decen­ni tra atti­vi­tà uma­na e natura.

Le aree pro­tet­te nostra­ne coin­vol­go­no il 31% di tut­ti i pic­co­li comu­ni ita­lia­ni, dove la pre­sen­za dei par­chi rap­pre­sen­ta l’os­sa­tu­ra fon­da­men­ta­le del­la gestio­ne del ter­ri­to­rio. Sono dun­que fon­da­men­ta­li come pro­pul­so­ri del­lo svi­lup­po soste­ni­bi­le, come crea­zio­ne di risor­se per l’a­gri­col­tu­ra, per l’a­gri­col­tu­ra bio­lo­gi­ca, la pesca soste­ni­bi­le, e dun­que anche per l’e­co­no­mia del­le comunità.

Sono anche luo­ghi dove si stu­dia e si crea cono­scen­za: nei soli Par­chi Nazio­na­li, negli ulti­mi 10 anni sono sta­ti atti­va­ti oltre 1.700 pro­get­ti di ricer­ca, gesti­ti in col­la­bo­ra­zio­ne con le Uni­ver­si­tà e con i cen­tri di ricer­ca e orga­niz­za­zio­ni internazionali.

Allo stes­so tem­po, i par­chi e le aree pro­tet­te, sia quel­le ter­re­stri che quel­le mari­ne, sono ele­men­ti chia­ve di for­za del turi­smo soste­ni­bi­le, che con­sen­te lo svi­lup­po del­le aree inte­res­sa­te man­te­nen­do però tan­to la tute­la degli eco­si­ste­mi quan­to le legit­ti­me aspi­ra­zio­ni di svi­lup­po eco­no­mi­co del­le comu­ni­tà loca­li, costruen­do e raf­for­zan­do la sen­si­bi­li­tà ambien­ta­le di chi sce­glie que­ste for­me di turi­smo rispet­to­se del­la natura.

Un ruo­lo, que­sto, che sin­te­tiz­za per­fet­ta­men­te la mis­sio­ne moder­na dei par­chi e del­le aree pro­tet­te ter­re­stri e mari­ne: i prin­ci­pi del­la Car­ta Euro­pea per il Turi­smo Soste­ni­bi­le appli­ca­ta in Italia.

Soste­nia­mo quin­di il bino­mio tra turi­smo soste­ni­bi­le e tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca come moto­re di cre­sci­ta per l’I­ta­lia, pun­tan­do al bilan­cia­men­to tra la tute­la degli eco­si­ste­mi, la valo­riz­za­zio­ne del ter­ri­to­rio e lo svi­lup­po eco­no­mi­co del­le imprese.

La valo­riz­za­zio­ne del­le aree pro­tet­te rap­pre­sen­ta anche per il Gover­no una sfi­da con­ti­nua che neces­si­ta di azio­ni sem­pre nuo­ve. A livel­lo nazio­na­le abbia­mo avvia­to una revi­sio­ne del­la Leg­ge Qua­dro sul­le Aree Pro­tet­te e voglia­mo rior­di­na­re, voglia­mo rior­di­na­re e ade­gua­re ai tem­pi, sen­za stra­vol­gi­men­ti, ma con un sguar­do al pre­sen­te e ver­so il futu­ro, per con­tri­bui­re allo svi­lup­po eco­no­mi­co, figu­ran­do un turi­smo respon­sa­bi­le, e quin­di voglia­mo favo­ri­re la pro­mo­zio­ne ter­ri­to­ria­le e la pro­du­zio­ne dei pro­dot­ti loca­li, di cui anche Pan­tel­le­ria è mol­to ricca.

I par­chi nazio­na­li e le aree pro­tet­te sono infat­ti anche un labo­ra­to­rio all’a­van­guar­dia per la soste­ni­bi­li­tà agroa­li­men­ta­re. In essi ci sono più di 200 deno­mi­na­zio­ni agri­co­le e sono tan­ti i pro­dot­ti DOP, IGP, STG, a cui si affian­ca­no cen­ti­na­ia di pro­dot­ti agroa­li­men­ta­ri tra­di­zio­na­li e i pre­sì­di Slow Food. Nel­le aree pro­tet­te si regi­stra anche una per­cen­tua­le di azien­de ad agri­col­tu­ra bio­lo­gi­ca e bio­di­na­mi­ca net­ta­men­te supe­rio­re rispet­to alla media del resto del ter­ri­to­rio nazionale.

Il Par­co Nazio­na­le del­l’I­so­la di Pan­tel­le­ria è il pri­mo par­co nazio­na­le isti­tui­to in Sici­lia e tute­la la straor­di­na­ria bio­di­ver­si­tà del­l’i­so­la e la carat­te­ri­sti­ca vite ad albe­rel­lo, rico­no­sciu­ta come patri­mo­nio imma­te­ria­le del­l’u­ma­ni­tà dal­l’U­NE­SCO. Si trat­ta di un rico­no­sci­men­to sto­ri­co: per la pri­ma vol­ta l’U­NE­SCO ha pre­mia­to una pra­ti­ca agri­co­la con­si­de­ran­do­la una vera e pro­pria cul­tu­ra viva e soste­ni­bi­le, e non solo un momen­to o un sito poetico.

Nel­l’am­bi­to del pro­gram­ma “Siti Natu­ra­li UNESCO” per il trien­nio cor­ren­te, l’En­te Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pan­tel­le­ria ope­ra in qua­li­tà di sog­get­to refe­ren­te per il pro­get­to di svi­lup­po “Pan­tel­le­ria UNESCO”, che pre­ve­de 30 inter­ven­ti per un finan­zia­men­to di oltre 550.000 euro. Inol­tre, con l’in­ve­sti­men­to PNRR dedi­ca­to alla tute­la del­la natu­ra, sono sta­ti atti­va­ti ser­vi­zi di moni­to­rag­gio per la rac­col­ta di dati spa­zia­li, spe­cie ed eco­si­ste­mi ter­re­stri e marini.

Il Par­co Nazio­na­le di Pan­tel­le­ria ha bene­fi­cia­to di un’im­por­tan­te dota­zio­ne stru­men­ta­le, tra cui dro­ni e altre attrez­za­tu­re per il moni­to­rag­gio del­l’­ha­bi­tat, foto-trap­po­le, regi­stra­to­ri audio e GPS per il moni­to­rag­gio del­la fauna.

In con­clu­sio­ne, i vostri pri­mi 10 anni sono sta­ti inten­si e pro­fi­cui, e han­no get­ta­to le basi per una ulte­rio­re cre­sci­ta di Pan­tel­le­ria, imper­nia­ta sul­la sua straor­di­na­ria risor­sa naturalistica.

Chiu­do augu­ran­do un feli­ce pro­sie­guo a que­sta bel­lis­si­ma iso­la, tute­la­ta e valo­riz­za­ta anche gra­zie al suo Par­co Nazionale.

Gra­zie.

INTERVENTO DEL PROF. PIERLUIGI PETRILLO

Signor Pre­si­den­te, signo­ri cit­ta­di­ni di Pan­tel­le­ria, signor Pre­si­den­te del Par­co, auto­ri­tà, è un gran­de ono­re per me par­te­ci­pa­re a que­sta ceri­mo­nia che segna i die­ci anni dal­l’i­sti­tu­zio­ne del Par­co Nazio­na­le, il cui decre­to è sta­to fir­ma­to pro­prio da Lei, Presidente.

Pan­tel­le­ria è par­te di un accor­do di cre­di­to del­l’U­nio­ne Euro­pea che intan­to ha deci­so di tute­la­re il pae­sag­gio, valo­riz­zan­do­ne la ric­chez­za natu­ra­le sen­za pau­re: un patri­mo­nio che ci è sta­to dona­to e che abbia­mo il duro dove­re di tute­la­re, man­te­nen­do­lo per le gene­ra­zio­ni del futuro.

Le aree natu­ra­li pro­tet­te rico­pro­no un ruo­lo stra­te­gi­co per la sal­va­guar­dia del­l’e­co­si­ste­ma. L’e­sem­pio con­cre­to è la tute­la ambien­ta­le che ini­zia con la stra­te­gia del 1990 in Euro­pa, e l’I­ta­lia è il pri­mo Pae­se che tie­ne in pie­di que­sta sfi­da. Abbia­mo il mag­gior nume­ro di spe­cie ani­ma­li e vege­ta­li riser­va­te: tra esse, 1.300 spe­cie di pian­te e 10.000 di ani­ma­li vivo­no solo in Ita­lia. I par­chi nazio­na­li sono un ele­men­to essen­zia­le per la tute­la, ma anche per la promozione.

Nel com­ples­so, il siste­ma del­le aree pro­tet­te nazio­na­li e regio­na­li, insie­me alla rete natu­ra­le domi­nan­te, copre attual­men­te un’e­sten­sio­ne di cir­ca 1.500.000 etta­ri, inte­res­san­do più del 22% del­la super­fi­cie ter­re­stre nazio­na­le e cir­ca il 15% del­la super­fi­cie mari­na di giu­ri­sdi­zio­ne nazio­na­le. Le aree pro­tet­te si muo­vo­no sul ter­ri­to­rio in cui la con­ser­va­zio­ne è pre­sen­te, poi­ché gli uomi­ni sono fidu­cio­si nel­la lot­ta con­tro i rischi del nostro tem­po. All’in­ter­no del­le aree pro­tet­te, la super­fi­cie fore­sta­le è di oltre 3.800.000 etta­ri, e nei par­chi nazio­na­li è di oltre 250.000 ettari.

Le risor­se natu­ra­li svol­go­no ser­vi­zi per l’e­co­si­ste­ma, con l’as­sor­bi­men­to di 145.000.000 di ton­nel­la­te di CO₂, equi­va­len­ti a 2 anni di emis­sio­ni. Sono inol­tre ter­ri­to­ri ric­chi di testi­mo­nian­ze di uno sto­ri­co rap­por­to che è garan­ti­to nel tem­po per il man­te­ni­men­to di un’e­nor­me ric­chez­za. Non si trat­ta di una pura con­ser­va­zio­ne: le aree pro­tet­te por­ta­no avan­ti un equi­li­brio che dura da decen­ni tra atti­vi­tà uma­na e natura.

Le aree pro­tet­te, dove la pre­sen­za dei par­chi rap­pre­sen­ta una pre­zio­sa risor­sa per le comu­ni­tà, pro­muo­vo­no la cre­sci­ta soste­ni­bi­le. Sono anche luo­ghi per la ricer­ca scien­ti­fi­ca. Nei par­chi nazio­na­li, negli ulti­mi die­ci anni, sono sta­ti atti­va­ti oltre 1.700 pro­get­ti di ricer­ca, gesti­ti in col­la­bo­ra­zio­ne con le Uni­ver­si­tà e con cen­tri di ricer­ca internazionali.

Allo stes­so tem­po, i par­chi e le aree pro­tet­te — sia su ter­ra che in mare — sono ele­men­ti chia­ve di una for­te tran­si­zio­ne soste­ni­bi­le, che con­sen­te lo svi­lup­po del­l’a­rea valo­riz­zan­do tan­to la poten­za degli eco­si­ste­mi quan­to la resi­lien­za spa­zia­le, costruen­do rap­por­ti con la socie­tà di oggi che sce­glie que­sta for­ma di eco­no­mia. Un ruo­lo, que­sto, a cui va data la mas­si­ma atten­zio­ne. La mis­sio­ne moder­na dei par­chi e del­le aree pro­tet­te riflet­te un ciclo di svi­lup­po e di sostenibilità.

Soste­nia­mo quin­di il dina­mi­co model­lo soste­ni­bi­le del­la tran­si­zio­ne eco­lo­gi­ca, pun­tan­do al bilan­cia­men­to tra la tute­la degli eco­si­ste­mi, la valo­riz­za­zio­ne del­l’in­te­res­se eco­lo­gi­co e lo svi­lup­po eco­no­mi­co. La valo­riz­za­zio­ne del­le aree pro­tet­te rap­pre­sen­ta anche a livel­lo nazio­na­le un pia­no di gran­de atten­zio­ne, sot­to lo sguar­do del Pre­si­den­te e del Par­la­men­to. Il Par­co Nazio­na­le è la ter­ra del sogno.

In esso ci sono tut­te le eccel­len­ze. Ci sono tan­tis­si­mi pro­dot­ti tipi­ci, pro­dot­ti DOP e IGP, da cui si svi­lup­pa­no cen­ti­na­ia di pre­sì­di ambien­ta­li. Il Par­co Nazio­na­le del­l’I­so­la è il pri­mo par­co nazio­na­le che tute­la la strut­tu­ra agri­co­la e la bio­di­ver­si­tà dell’area.

Si trat­ta non solo di una visio­ne, ma anche di un obiet­ti­vo con­cor­da­to con la Pre­si­den­za del Par­co Nazio­na­le del­l’I­so­la, che pre­ve­de inter­ven­ti e coor­di­na­men­to con­ti­nuo. I vostri pri­mi die­ci anni sono sta­ti il tem­po in cui si sono get­ta­te le basi per la valo­riz­za­zio­ne di una straor­di­na­ria risor­sa natu­ra­le, inclu­den­do il mare e guar­dan­do a una tute­la moder­na e pro­iet­ta­ta al futu­ro. Grazie.

INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, SERGIO MATTARELLA

«Io tor­no volen­tie­ri a dire che ho pre­fe­ri­to non resta­re in silen­zio per espri­me­re anzi­tut­to il rin­gra­zia­men­to per l’in­vi­to e per l’accoglienza.

(Applau­si)

E per rivol­ge­re un salu­to più cor­dia­le a tut­ti i pre­sen­ti: al Mini­stro, al Giu­di­ce Costi­tu­zio­na­le, al Sin­da­co, al Pre­si­den­te del Con­sor­zio tra i Comu­ni del­la Traz­ze­ra, alla Regio­ne Sici­lia­na, alla Pro­vin­cia. A tut­ti i pre­sen­ti, alle tan­te auto­ri­tà pre­sen­ti e natu­ral­men­te a tut­ti i panteschi.

(Applau­si)

Sergio Mattarella

Ser­gio Mattarella

Il Pre­si­den­te Cuc­ci poc’an­zi ha ricor­da­to la straor­di­na­ria ed emble­ma­ti­ca pre­sen­za a Pan­tel­le­ria di Gar­cía Már­quez nel gior­no del­l’ar­ri­vo sul­la Luna, nel suo rac­con­to su Pantelleria.

E mi fa ricor­da­re il tito­lo di un libro di Gar­cía Már­quez — un tito­lo per la veri­tà un po’ con­tro­ve­nu­to, un po’ pre­sun­tuo­so —, in real­tà quel libro con­tie­ne i testi di alcu­ne del­le cose più impor­tan­ti, com­pre­si quel­li del­l’oc­ca­sio­ne del con­fe­ri­men­to del Pre­mio Nobel. Ma oltre quel tito­lo per la veri­tà un po’ con­tro­ve­nu­to, un po’ pre­sun­tuo­so, ma che io do per fis­so, per espri­me­re e ricon­fer­ma­re l’af­fet­to degli ita­lia­ni per Pan­tel­le­ria, ben noto d’al­tron­de per la tan­ta fre­quen­za che che ospi­ta e acco­glie, e per sot­to­li­nea­re l’im­por­tan­za che Pan­tel­le­ria rive­ste per la nostra Repubblica.

Le iso­le, par­ti­co­lar­men­te le mino­ri del nostro Pae­se, sono tut­te di gran­de rilie­vo per il pre­sen­te e per il futu­ro. E quin­di chie­do­no una atten­zio­ne, una cura e una tute­la costan­te. Cia­scu­na con le sue pre­ci­se con­di­zio­ni e spe­ci­fi­ci­tà di carat­te­re. E il carat­te­re di Pan­tel­le­ria l’ha mol­to bene evi­den­zia­to il Sin­da­co, sot­to­li­nean­do che quel carat­te­re è il solo del suo valo­re e risul­ta dal­l’in­trec­cio pro­fon­do che vi è tra natu­ra e sto­ria a Pantelleria.

Una sto­ria lun­ga, che ha visto nei seco­li tut­ti i pro­ta­go­ni­sti del Medi­ter­ra­neo cer­ca­re Pan­tel­le­ria. Ed è un patri­mo­nio que­sto che va valo­riz­za­to non per con­ser­var­lo come una foto­gra­fia, ma per il futuro.

Il Mini­stro Pichet­to Fra­tin ha ben indi­ca­to e sot­to­li­nea­to il valo­re e il signi­fi­ca­to dei par­chi natu­ra­li e del­le aree pro­tet­te, che non sono e non sono visto come un pun­to del­la con­ser­va­zio­ne; sono luo­ghi di ricer­ca, sono luo­ghi di appro­fon­di­men­to che garan­ti­sco­no pro­spet­ti­ve future.

Sergio Mattarella

Ser­gio Mattarella

E il nostro Pre­si­den­te poc’an­zi ha ricor­da­to la il carat­te­re ed edu­ca­ti­vo, la fun­zio­ne peda­go­gi­ca che i par­chi eser­ci­ta­no per­ché espri­mo­no e tra­smet­to­no cultura.

Per que­sta ragio­ne sono lie­tis­si­mo di di tor­na­re a Pan­tel­le­ria, di esser­ci tor­na­to, dopo che ci sono sta­to più vol­te nel pas­sa­to. Dice­va il Sin­da­co “mai”, pur­trop­po per per il ricor­do per usu­frui­re del­la ospi­ta­li­tà pan­te­sca. Ma si sa, le visi­te uffi­cia­li non ne fan­no di pro­gram­mi di di sog­gior­ni tra­di­zio­na­li. Ma non è moti­vo per non fare una polis ed veni­re a Pan­tel­le­ria per il riposo.

La pri­ma vol­ta sono venu­to a Pan­tel­le­ria — cre­do che la gran par­te dei pre­sen­ti non fos­se anco­ra al mon­do — si trat­ta che io veni­vo 50 anni fa. Ho cono­sciu­to qui il Sin­da­co di allo­ra, Alman­za, Vin­cen­zo Alman­za, a cui il cui il nome è è inti­to­la­to la la scuo­la supe­rio­re di Pantelleria.

E quin­di Pan­tel­le­ria mi ha accom­pa­gna­to nel­la mia vita duran­te la mia vita pas­sa­ta con la con­sa­pe­vo­lez­za del­la sua del­la sua impor­tan­za, del suo valo­re, del suo fasci­no. Per que­sto, al di là di quel­lo del Par­co, è emble­ma­ti­co e di alto signi­fi­ca­to ren­de­re di que­sta occa­sio­ne pro­ta­go­ni­sti i bam­bi­ni, per­ché il Par­co è per loro.

(Applau­si)

Non sot­trag­go altro tem­po, se non altro per fare gli augu­ri i più gran­di, i più inten­si e affet­tuo­si a tut­ti i pan­te­schi, a Pan­tel­le­ria e al suo Parco.»

Sergio Mattarella

Ser­gio Mattarella

 

Foto di Fran­ce­sca Mar­ruc­ci, Fla­vio Sil­via e Ange­lo Parisi