A Pantelleria il Re sfida la Luna: oggi il torneo di scacchi del Centro Culturale Giamporcaro

20/07/2026 0 Di Lucia Boldi

A Pantelleria il Re sfida la Luna: oggi il torneo di scacchi del Centro Culturale Giamporcaro

di Lucia Boldi

Sul­la scac­chie­ra, pro­prio come sul­la Luna, ogni mos­sa è un’esplorazione.
Non è un caso che il tor­neo di scac­chi orga­niz­za­to oggi dal Cen­tro Cul­tu­ra­le Giam­por­ca­ro cada il 20 luglio, gior­na­ta in cui si cele­bra­no con­tem­po­ra­nea­men­te la Gior­na­ta Mon­dia­le degli Scac­chi e l’International Moon Day, anni­ver­sa­rio del­lo sbar­co dell’uomo sul nostro satel­li­te. Due ricor­ren­ze solo appa­ren­te­men­te lon­ta­ne, uni­te dal­la stes­sa idea di sfi­da: da una par­te la con­qui­sta del­lo spa­zio, dall’altra quel­la del­la mente.

Gli iscrit­ti si cono­sce­ran­no sol­tan­to all’ultimo momen­to, ma il tor­neo, che ini­zie­rà alle 19.00, è orga­niz­za­to dal­la pre­si­den­te del CCVG, Anna­ri­ta Gabrie­le, con la mas­si­ma serie­tà e pro­met­te qual­che par­te­ci­pa­zio­ne a sorpresa. 

Ad arbi­tra­re il tor­neo sarà Iva­no Bel­vi­si, mae­stro di scac­chi nato a Tuni­si, cre­sciu­to in Sar­de­gna tra­sfe­ri­to­si a Cha­ma­lie­res, in Fran­cia, pri­ma di tor­na­re in Sar­de­gna dove ha inse­gna­to gli scac­chi nel­le scuo­le. Un’esperienza che gli ha lascia­to una con­vin­zio­ne: la curio­si­tà ini­zia­le è faci­le da accen­de­re, mol­to meno tra­sfor­mar­la in passione.
«Su due­mi­la o tre­mi­la bam­bi­ni che ho cono­sciu­to, appe­na una ven­ti­na con­ti­nua dav­ve­ro a gio­ca­re

Bel­vi­si si ispi­ra al gran­de cam­pio­ne cuba­no José Raúl Capa­blan­ca, al qua­le è lega­to anche da un ricor­do per­so­na­le. «Il pri­mo libro di scac­chi che ho let­to è sta­to I fon­da­men­ti degli scac­chi. Il mio imprin­ting è avve­nu­to con lui. Il mio gio­co è nato lì e l’unica vol­ta che l’ho tra­di­to l’ho paga­ta cara.»

Per lui gli scac­chi sono «un gio­co spie­ta­to e fero­ce», ma pro­prio per que­sto pro­fon­da­men­te giu­sto. «Non fan­no dispa­ri­tà. Puoi esse­re alto un metro e ven­ti o due metri, uomo o don­na: tut­ti pos­so­no gio­ca­re.» Secon­do alcu­ni stu­di sovie­ti­ci, rac­con­ta, sol­tan­to una per­so­na su cen­to che svi­lup­pa un rea­le inte­res­se per que­sto gio­co, è di ses­so fem­mi­ni­le. Il mae­stro osser­va come il mon­do degli scac­chi sia anco­ra pre­va­len­te­men­te maschi­le. «Le don­ne sono poche, sia tra le gio­ca­tri­ci che nei ruo­li diri­gen­zia­li. Eppu­re sareb­be­ro per­fet­te per gui­da­re un cir­co­lo.»

Vie­ne spon­ta­neo pen­sa­re che sul­la scac­chie­ra il pez­zo più poten­te sia pro­prio la regi­na, libe­ra di muo­ver­si in ogni dire­zio­ne. E quan­do un pedo­ne rag­giun­ge l’ultima tra­ver­sa può nasce­re per­fi­no una secon­da regina.

Bel­vi­si sfa­ta anche un luo­go comu­ne mol­to dif­fu­so: «Non è vero che gli scac­chi sono una meta­fo­ra del­la vita. Sul­la scac­chie­ra devi guar­dar­ti da pochi pez­zi che han­no tan­te rego­le da rispet­ta­re, nel­la vita inve­ce chiun­que può fare scac­co al re come vuo­le».

Il primo errore del principiante?

«Non vede la scac­chie­ra.»

Una fra­se che vale anche fuo­ri dal gio­co: pri­ma anco­ra di impa­ra­re le mos­se biso­gna impa­ra­re a osservare.

Bel­vi­si col­ti­va anche un sogno: orga­niz­za­re un tor­neo che riu­ni­sca tut­te le iso­le del Medi­ter­ra­neo, uti­liz­zan­do gli scac­chi come lin­guag­gio comu­ne e stru­men­to di socializzazione.
E se doves­se sce­glie­re un pae­sag­gio di Pan­tel­le­ria da para­go­na­re al gio­co degli scac­chi, indi­che­reb­be la Baronia.
«Per­ché è una zona che invi­ta all’esplorazione. Però la imma­gi­no accan­to a un mare in tem­pe­sta, per­ché gli scac­chi sono anche pas­sio­ne

Infi­ne una doman­da sem­pli­ce: come con­vin­ce­re qual­cu­no, in appe­na un minu­to, a ini­zia­re a gio­ca­re? La rispo­sta arri­va sen­za esi­ta­zio­ne. «Gli direi che non c’è modo miglio­re per cono­sce­re se stes­si.»

Ades­so, però, è il momen­to di met­te­re da par­te le paro­le e lascia­re par­la­re la scac­chie­ra. Che vin­ca il miglio­re. Doma­ni pub­bli­che­re­mo la clas­si­fi­ca fina­le del tor­neo e il nome del cam­pio­ne del­la Gior­na­ta Mon­dia­le degli Scac­chi di Pantelleria.

In fon­do, pro­prio come gli astro­nau­ti che cin­quan­ta­set­te anni fa posa­ro­no il pri­mo pie­de sul­la Luna, anche chi si sie­de davan­ti a una scac­chie­ra par­te per un viag­gio. Cam­bia sol­tan­to il pae­sag­gio: non il cie­lo, ma ses­san­ta­quat­tro casel­le bian­che e nere.