Pantelleria: meta d’élite per le seconde case. Caccia al dammuso (originale)!

Pantelleria: meta d’élite per le seconde case. Caccia al dammuso (originale)!

11/07/2026 0 Di Francesca Marrucci

IL MERCATO DELLE SECONDE CASE AL MARE NON CONOSCE CRISI: PANTELLERIA SI CONFERMA META D’ELITE

Cresce la domanda in Italia per le abitazioni turistiche negli ultimi cinque anni. Sull’isola siciliana i valori medi si attestano a 2.850 euro al metro quadro, superando la media provinciale e trainati dal fascino esclusivo dei dammusi

di Fran­ce­sca Marrucci

Il mer­ca­to immo­bi­lia­re ita­lia­no del­le secon­de case nel­le loca­li­tà marit­ti­me mostra una straor­di­na­ria resi­lien­za, regi­stran­do una cre­sci­ta media dei prez­zi del 15,5% negli ulti­mi cin­que anni. Secon­do l’a­na­li­si di set­to­re con­dot­ta dal­la socie­tà di ser­vi­zi immo­bi­lia­ri Abi­ta­re Co. sui dati del­l’Os­ser­va­to­rio del Mer­ca­to Immo­bi­lia­re (OMI), l’ac­qui­sto di una pro­prie­tà per le vacan­ze si con­fer­ma una del­le prin­ci­pa­li opzio­ni di inve­sti­men­to in Ita­lia nel 2026, spin­to dal desi­de­rio del­le fami­glie di pro­teg­ge­re i pro­pri rispar­mi dal­l’in­fla­zio­ne e dal­la for­te attrat­ti­va eser­ci­ta­ta sui com­pra­to­ri internazionali.

In que­sto sce­na­rio spic­ca la real­tà di Pan­tel­le­ria, nel Cana­le di Sici­lia, dove i valo­ri medi immo­bi­lia­ri si atte­sta­no sta­bil­men­te a 2.850 euro al metro qua­dro, posi­zio­nan­do­si su livel­li d’é­li­te e stac­can­do net­ta­men­te la mag­gior par­te del­le altre loca­li­tà del­la pro­vin­cia di Trapani.

L’interesse per le loca­li­tà costie­re è ali­men­ta­to da una dupli­ce esi­gen­za: l’u­ti­liz­zo diret­to duran­te i mesi esti­vi e la pos­si­bi­li­tà di inse­ri­re l’im­mo­bi­le nei cir­cui­ti del­le loca­zio­ni bre­vi, garan­ten­do ren­di­te annua­li signi­fi­ca­ti­ve. La ricer­ca di spa­zi aper­ti, pri­va­cy e con­te­sti natu­ra­li tute­la­ti ha orien­ta­to i flus­si di capi­ta­le ver­so desti­na­zio­ni capa­ci di offri­re una for­te iden­ti­tà cul­tu­ra­le e tipo­lo­gie archi­tet­to­ni­che uniche.

Pantelleria e il resto della provincia di Trapani

Nel con­te­sto regio­na­le sici­lia­no, l’iso­la di Pan­tel­le­ria si con­so­li­da come un mer­ca­to indi­pen­den­te dal­le dina­mi­che del­la ter­ra­fer­ma. Per com­pren­de­re la spe­ci­fi­ci­tà del ter­ri­to­rio pan­te­sco, è neces­sa­rio con­fron­ta­re que­sta cifra con la media del­la pro­vin­cia di Tra­pa­ni, dove il costo medio di ven­di­ta degli immo­bi­li resi­den­zia­li si aggi­ra attor­no ai 1.050 euro al metro qua­dro, con mini­mi anche di 400–200€ a mq nei Comu­ni del­l’en­tro­ter­ra. La pro­vin­cia offre gene­ral­men­te mol­te oppor­tu­ni­tà di inve­sti­men­to gra­zie a un costo del­la vita acces­si­bi­le, ma pre­sen­ta for­ti discre­pan­ze interne.

I valo­ri al metro qua­dro per l’ac­qui­sto varia­no note­vol­men­te tra le prin­ci­pa­li loca­li­tà trapanesi:

  • Iso­le mino­ri: Loca­li­tà come Favi­gna­na e l’ar­ci­pe­la­go del­le Ega­di si con­fer­ma­no le più costo­se in asso­lu­to, rag­giun­gen­do e supe­ran­do i 3.250 euro al metro qua­dro. Pan­tel­le­ria segue a bre­ve distan­za con i suoi 2.850 euro al metro quadro.

  • Loca­li­tà costie­re rino­ma­te: Castel­lam­ma­re del Gol­fo si atte­sta su una media di cir­ca 1.920 euro al metro qua­dro, trai­na­ta dal­la for­te richie­sta turi­sti­ca e dal­la vici­nan­za al mare.

  • Cen­tri urba­ni prin­ci­pa­li: Tra­pa­ni cit­tà oscil­la tra i 900 e i 1.000 euro al metro qua­dro, con pic­chi di 1.300 euro al metro qua­dro per gli immo­bi­li situa­ti nel cen­tro sto­ri­co. Val­de­ri­ce si posi­zio­na sui 1.040 euro al metro qua­dro, Mar­sa­la sui 990 euro al metro qua­dro ed Eri­ce sui 980 euro al metro quadro.

  • Altre aree costie­re e pia­neg­gian­ti: Maza­ra del Val­lo regi­stra medie di 800 euro al metro qua­dro, men­tre Castel­ve­tra­no si atte­sta sui 770 euro al metro quadro.

  • Comu­ni del­l’en­tro­ter­ra: Nei cen­tri inter­ni come Gibel­li­na e Par­tan­na i prez­zi scen­do­no a livel­li mini­mi, oscil­lan­do tra i 200 e i 450 euro al metro quadro.

Pantelleria e il suo motore: gli investitori nazionali e internazionali

I veri moto­ri del­la tenu­ta eco­no­mi­ca di Pan­tel­le­ria sono gli inve­sti­to­ri nazio­na­li e stra­nie­ri, i cui flus­si sono gesti­ti da agen­zie loca­li e net­work immo­bi­lia­ri di lus­so ope­ran­ti sul ter­ri­to­rio. Il prin­ci­pa­le ogget­to del desi­de­rio è il dam­mu­so, la tipi­ca abi­ta­zio­ne in pie­tra lavi­ca loca­le con tet­ti a cupo­la pro­get­ta­ti per la rac­col­ta del­l’ac­qua pio­va­na e spes­si muri capa­ci di garan­ti­re l’i­so­la­men­to termico.

I dam­mu­si non rap­pre­sen­ta­no sem­pli­ce­men­te un immo­bi­le, ma un vero e pro­prio sta­tus sym­bol archi­tet­to­ni­co e sto­ri­co per gli inve­sti­to­ri. Per i pan­te­schi il Dam­mu­so è un sim­bo­lo di iden­ti­tà e resi­lien­za, ele­men­to carat­te­riz­zan­te non solo del pae­sag­gio iso­la­no, ma dei rit­mi del­la vita quo­ti­dia­na sul­la Per­la Nera.

L’of­fer­ta sul ter­ri­to­rio spa­zia da strut­tu­re tra­di­zio­na­li da ristrut­tu­ra­re nel­l’en­tro­ter­ra fino a tenu­te sto­ri­che e vil­le di lus­so con pisci­na nel­le con­tra­de più rino­ma­te, come Kham­ma, Scau­ri, Buk­ku­ram e Gadir. In que­ste zone di pre­gio, i prez­zi per i dam­mu­si sto­ri­ci restau­ra­ti supe­ra­no age­vol­men­te i 500.000 euro, arri­van­do a diver­si milio­ni di euro per le pro­prie­tà con acces­so esclu­si­vo al mare e ampi par­chi di mac­chia medi­ter­ra­nea. La scar­si­tà di nuo­ve con­ces­sio­ni edi­li­zie, fina­liz­za­ta alla tute­la del pae­sag­gio e del Par­co Nazio­na­le, con­tri­bui­sce a man­te­ne­re l’of­fer­ta limi­ta­ta, garan­ten­do nel tem­po la sta­bi­li­tà del valo­re degli inve­sti­men­ti effettuati.

Atten­zio­ne però a saper distin­gue­re tra dam­mu­si ori­gi­na­li e ‘brut­te copie’ in cemen­to arma­to, che del dam­mu­so auten­ti­co han­no solo la fac­cia­ta. Le pro­prie­tà natu­ral­men­te eco­so­ste­ni­bi­li del dam­mu­so tra­di­zio­na­le sono tan­te e all’a­van­guar­dia, se pen­sia­mo alle esi­gen­ze attua­li lega­te al cam­bia­men­to climatico.

A comin­cia­re dai muri in pie­tra lavi­ca spes­si anche 1,5 metri per con­ser­va­re la tem­pe­ra­tu­ra inter­na sem­pre sui 15 gra­di o la cupo­la per rac­co­glie­re l’ac­qua pio­va­na per l’u­so quo­ti­dia­no. Un’e­spe­rien­za rea­le che un dam­mu­so in cemen­to arma­to non può cer­to ren­de­re alla stes­sa maniera.