Pantelleria, TAR: respinto il ricorso del distributore di benzina

Pantelleria, TAR: respinto il ricorso del distributore di benzina

08/07/2026 0 Di Francesca Marrucci

Pantelleria, il TAR respinge il ricorso del distributore di benzina: via libera ai lavori del Waterfront

La decisione dei giudici amministrativi sblocca il cantiere dell’opera pubblica. Motivo: l’ulteriore stop avrebbe comportato il rischio di perdere i finanziamenti

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di Fran­ce­sca Marrucci

Il Tri­bu­na­le Ammi­ni­stra­ti­vo Regio­na­le per la Sici­lia ha respin­to l’i­stan­za cau­te­la­re pre­sen­ta­ta dal­la Socie­tà Dal Zot­to S.a.s., con­fer­man­do la legit­ti­mi­tà dei prov­ve­di­men­ti di sgom­be­ro e immis­sio­ne in pos­ses­so emes­si dal Comu­ne di Pan­tel­le­ria. Con l’or­di­nan­za nume­ro 00416/2026, pub­bli­ca­ta l’8 luglio 2026, la Pri­ma Sezio­ne del TAR Paler­mo ha mes­so un pun­to fer­mo sul­la con­tro­ver­sia che rischia­va di bloc­ca­re la rea­liz­za­zio­ne del Water­front cittadino.

Secon­do i giu­di­ci, il peri­co­lo laten­te del­la per­di­ta dei finan­zia­men­ti pub­bli­ci lega­ti al can­tie­re costi­tui­sce un moti­vo pre­mi­nen­te di inte­res­se pub­bli­co rispet­to alle pre­te­se del­l’at­ti­vi­tà privata.

La vicenda giudiziaria e le tappe dello scontro

Il con­ten­zio­so lega­le nasce dal ricor­so (inte­gra­to da moti­vi aggiun­ti) pro­po­sto dal­la Socie­tà Dal Zot­to S.a.s. di Dal Zot­to Arman­do e C., l’im­pre­sa che sto­ri­ca­men­te gesti­va uno dei due impian­ti di distri­bu­zio­ne di car­bu­ran­te sul­l’i­so­la di Pan­tel­le­ria. La socie­tà, dife­sa dal­l’av­vo­ca­to Giu­sep­pe Ribau­do, ave­va impu­gna­to l’or­di­nan­za di sgom­be­ro imme­dia­to del­l’a­rea (la nota prot. n. 21929 del 13 set­tem­bre 2025) ema­na­ta dal Comu­ne di Pan­tel­le­ria, oltre al ver­ba­le di con­se­gna del­le aree dema­nia­li marit­ti­me redat­to dal Dipar­ti­men­to Regio­na­le del­l’Am­bien­te di Tra­pa­ni il 9 gen­na­io 2025.

Suc­ces­si­va­men­te, l’a­zien­da ave­va este­so l’im­pu­gna­zio­ne anche alla comu­ni­ca­zio­ne del­la sca­den­za del­la con­ces­sio­ne dema­nia­le marit­ti­ma (fis­sa­ta al 31 mag­gio 2026) e ai con­se­guen­ti atti di immis­sio­ne in pos­ses­so del Comu­ne data­ti giu­gno 2026.

A oppor­si alle richie­ste del­la socie­tà si sono costi­tui­ti in giu­di­zio sia il Comu­ne di Pan­tel­le­ria, rap­pre­sen­ta­to dagli avvo­ca­ti Save­rio Lo Mona­co e Sal­va­to­re Riz­zo, sia la Pre­si­den­za del­la Regio­ne Sici­lia­na e l’Asses­so­ra­to del Ter­ri­to­rio e del­l’Am­bien­te (Dipar­ti­men­to Ambien­te di Tra­pa­ni), dife­si dal­l’Av­vo­ca­tu­ra Distret­tua­le del­lo Sta­to di Palermo.

Il moti­vo del con­ten­de­re ave­va anche visto un’ac­ce­sa que­rel­le tra il pro­prie­ta­rio e il Comu­ne nel­le scor­se set­ti­ma­ne. Infat­ti, alcu­ni cit­ta­di­ni ave­va­no pre­so le dife­se del gesto­re sui social, dichia­ran­do­si con­tra­ri allo sman­tel­la­men­to del­la pom­pa di benzina.

A que­sti e alla pro­prie­tà ave­va rispo­sto il Diri­gen­te comu­na­le, Ing. Sal­va­to­re Gam­bi­no con un comu­ni­ca­to piut­to­sto duro che riper­cor­re­va le tap­pe del­la vicen­da, rispon­den­do all’Av­vo­ca­to Ribau­do che su un gior­na­le iso­la­no ave­va dato la sua ver­sio­ne dei fat­ti (qui pote­te leg­ge­re il comu­ni­ca­to di Gam­bi­no – non abbia­mo il pre­ce­den­te comu­ni­ca­to del­l’Av­vo­ca­to Ribau­do in quan­to que­st’ul­ti­mo lo ha pur­trop­po invia­to ad una sola testa­ta).

Gam­bi­no sot­to­li­nea­va anche come fos­se stra­no che alcu­ni cit­ta­di­ni ante­po­nes­se­ro l’in­te­res­se pri­va­to a quel­lo pub­bli­co e que­ste moti­va­zio­ni sono sta­te in par­te espres­se anche dal TAR.

Le motivazioni del TAR: prevale l’interesse pubblico

Il col­le­gio giu­di­can­te – com­po­sto dal Pre­si­den­te Sal­va­to­re Vene­zia­no, dal Con­si­glie­re Esten­so­re Fran­ce­sco Mulie­ri e dal Pri­mo Refe­ren­da­rio Fabri­zio Gial­lom­bar­do – ha rite­nu­to insus­si­sten­ti i pre­sup­po­sti per la con­ces­sio­ne del­la tute­la cau­te­la­re, basan­do­si su tre ele­men­ti cardine:

  1. Sca­den­za del­la con­ces­sio­ne: La con­ces­sio­ne dema­nia­le nume­ro 452/2012 in favo­re del­la socie­tà pri­va­ta risul­ta for­mal­men­te sca­du­ta il 31 mag­gio 2026, sen­za che sia mai inter­ve­nu­to alcun atto espres­so di rin­no­vo o di pro­ro­ga da par­te del­le auto­ri­tà competenti.

  2. Man­ca­ta impu­gna­zio­ne del­la deli­be­ra prin­ci­pa­le: Il ver­ba­le di con­se­gna del­le aree del gen­na­io 2025 è sta­to giu­di­ca­to un atto pura­men­te con­se­guen­zia­le e attua­ti­vo di prov­ve­di­men­ti a mon­te (la deli­be­ra del Con­si­glio Comu­na­le n. 22 del 29 apri­le 2023 e il decre­to diri­gen­zia­le regio­na­le D.D.G. N. 239/DRU), i qua­li appro­va­va­no il pro­get­to del­le ope­re pub­bli­che e non era­no sta­ti impu­gna­ti dal­la ditta.

  3. Uso pub­bli­co tem­po­ra­neo: Il pro­get­to avvia­to dal Comu­ne rien­tra pie­na­men­te nel­le fat­ti­spe­cie di “usi pub­bli­ci” tem­po­ra­nei pre­vi­sti dal Codi­ce del­la Navi­ga­zio­ne (art. 34) e dal rela­ti­vo Rego­la­men­to (art. 36), che legit­ti­ma­no la desti­na­zio­ne del­le zone dema­nia­li marit­ti­me a fina­li­tà collettive.

Nel­le moti­va­zio­ni si leg­ge chia­ra­men­te come, nel bilan­cia­men­to dei con­trap­po­sti inte­res­si, l’in­te­res­se pub­bli­co alla rea­liz­za­zio­ne del­l’o­pe­ra sia giu­di­ca­to “pre­mi­nen­te”.

Un ulte­rio­re ral­len­ta­men­to del can­tie­re avreb­be infat­ti espo­sto la comu­ni­tà loca­le al rischio con­cre­to di per­de­re i finan­zia­men­ti stan­zia­ti e all’ob­bli­go di resti­tui­re le som­me già ero­ga­te. Alla luce di ciò, l’i­stan­za cau­te­la­re è sta­ta respin­ta, dispo­nen­do la com­pen­sa­zio­ne del­le spe­se di giu­di­zio tra le parti.

Sbloccato il cantiere del Waterfront

Con que­sta pro­nun­cia, la com­ples­sa que­rel­le giu­di­zia­ria può con­si­de­rar­si vir­tual­men­te con­clu­sa per la sua fase più cri­ti­ca. Il Comu­ne di Pan­tel­le­ria ha ora la pie­na facol­tà di pro­ce­de­re alla dismis­sio­ne defi­ni­ti­va del­l’im­pian­to di distri­bu­zio­ne di car­bu­ran­te e di pro­se­gui­re i lavo­ri di riqua­li­fi­ca­zio­ne del Water­front sen­za subi­re ulte­rio­ri bat­tu­te d’arresto.

Il ripri­sti­no e la valo­riz­za­zio­ne del­la linea costie­ra del­l’i­so­la, con­si­de­ra­ti cru­cia­li per lo svi­lup­po turi­sti­co e socio-eco­no­mi­co del ter­ri­to­rio, potran­no, secon­do la sen­ten­za, avan­za­re rispet­tan­do i cro­no­pro­gram­mi pre­vi­sti, scon­giu­ran­do il dan­no eco­no­mi­co deri­van­te dal­la per­di­ta del­le risor­se finanziarie.

Resta, da par­te di tan­ti cit­ta­di­ni, il ricor­do di una posta­zio­ne sto­ri­ca per il rifor­ni­men­to iso­la­no, e di un cen­tro urba­no che con il tem­po cam­bia e reste­rà per sem­pre immu­ta­to solo nel­le foto d’epoca.

LEGGI LA SENTENZA DEL TAR:

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Note e Fonti di Verifica

  • Prov­ve­di­men­to prin­ci­pa­le: Ordi­nan­za del Tri­bu­na­le Ammi­ni­stra­ti­vo Regio­na­le per la Sici­lia (Sezio­ne Pri­ma) N. 00416/2026 REG.PROV.CAU., sul ricor­so N. 02036/2025 REG.RIC.

  • Data di pub­bli­ca­zio­ne: 8 luglio 2026.

  • Rife­ri­men­ti nor­ma­ti­vi cita­ti: Art. 55 cod. proc. amm.; Art. 34 Codi­ce del­la Navi­ga­zio­ne; Art. 25 e Art. 36 Rego­la­men­to per l’e­se­cu­zio­ne del Codi­ce del­la Navigazione.