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Pantelleria senza il suo cinema: una ferita culturale
08/07/2026Pantelleria senza il suo cinema: una ferita culturale che non può restare invisibile
L’unica sala cinematografica dell’isola è ancora chiusa. Le verifiche tecniche sono necessarie, ma Pantelleria non può perdere nel silenzio uno dei suoi presidi culturali più importanti.
Pantelleria ha da sempre un rapporto speciale con il cinema. La sua luce, il suo paesaggio, la forza narrativa dei suoi luoghi l’hanno resa negli anni un’isola amata e frequentata da attori, registi, produttori e personalità del mondo culturale italiano e internazionale.
Eppure oggi Pantelleria è senza il suo unico cinema.
Una sala cinematografica, in un’isola, non è un servizio accessorio. È un luogo di incontro, di relazione, di memoria, di immaginazione. È uno spazio aperto tutto l’anno, non soltanto nei mesi estivi: per i panteschi, per chi vive sull’isola, per chi possiede un dammuso, per chi considera Pantelleria parte della propria vita.
La vicenda va raccontata con rispetto. Non è una storia di incuria. Al contrario, va riconosciuto il lavoro di Giovanni e dei volontari che da anni, spesso in modo silenzioso e gratuito, si adoperano perché l’isola possa continuare ad avere il suo cinema.
La chiusura nasce da verifiche tecniche sul materiale del controsoffitto. Dopo lunghe ricerche, è stata recuperata la documentazione storica relativa al materiale utilizzato nella ristrutturazione di circa trent’anni fa. Da quella documentazione risulterebbe che il materiale è ignifugo.
Nei giorni scorsi è intervenuto un perito per verificare la situazione e predisporre le eventuali certificazioni. Sono emerse alcune piccole anomalie, sulle quali si sta già lavorando. Le verifiche devono essere complete, le certificazioni corrette, gli eventuali interventi eseguiti: la sicurezza viene prima di tutto.
Ma resta un fatto difficile da accettare: l’iter per la riapertura si sta protraendo e l’isola continua a essere priva del suo unico cinema.
È qui che la questione tecnica diventa anche una questione culturale. Pantelleria è spesso celebrata come scenario, rifugio, ispirazione. Ma non è soltanto questo. È una comunità viva, che ha bisogno di luoghi aperti, sicuri e funzionanti.
The Dammuso Circle sente il dovere di richiamare l’attenzione su questa vicenda, senza alimentare polemiche e senza cercare colpe facili. Il punto è un altro: una sala cinematografica che chiude a Pantelleria non può restare un fatto invisibile.
Attorno all’isola esiste una rete ampia di persone che la amano e la frequentano: residenti, proprietari di dammusi, volontari, professionisti, artisti, produttori, registi. Questa comunità diffusa può aiutare a dare attenzione e forza a un percorso di riapertura che deve essere accompagnato, sostenuto e reso visibile.
Non servono gesti clamorosi. Serve una voce comune.
Pantelleria merita un cinema aperto, sicuro e vivo. E merita che chi ama davvero quest’isola contribuisca, ciascuno nel proprio ruolo, a non lasciare sola questa piccola grande istituzione culturale.
The Dammuso Circle

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