EcCiCoCò di Pantelleria entra tra le Buone Pratiche Territoriali ASviS per l’Agenda 2030

EcCiCoCò di Pantelleria entra tra le Buone Pratiche Territoriali ASviS per l’Agenda 2030

24/06/2026 0 Di Redazione

EcCiCoCò di Pantelleria entra tra le Buone Pratiche Territoriali ASviS per l’Agenda 2030

Il pro­get­to “EcCi­Co­Cò – Eco­si­ste­mi Cir­co­la­ri di Comu­ni­tà Coo­pe­ran­te”, pro­mos­so da Resi­lea e soste­nu­to da Fon­da­zio­ne Con il Sud, è sta­to rico­no­sciu­to da ASviS – Allean­za Ita­lia­na per lo Svi­lup­po Soste­ni­bi­le – come Buo­na Pra­ti­ca Ter­ri­to­ria­le per lo svi­lup­po sostenibile.

Il pro­get­to nasce con l’obiettivo di tra­sfor­ma­re gli scar­ti del­la filie­ra oli­vi­co­la in nuo­ve risor­se per il ter­ri­to­rio, attra­ver­so la pro­du­zio­ne di com­po­st, il recu­pe­ro del noc­cio­li­no e la costru­zio­ne di un model­lo di impre­sa socia­le di comu­ni­tà capa­ce di gene­ra­re ser­vi­zi con­di­vi­si, lavo­ro loca­le e nuo­ve oppor­tu­ni­tà eco­no­mi­che per Pantelleria.

Il rico­no­sci­men­to arri­va nell’ambito del pro­gram­ma BEST – Buo­ne Espe­rien­ze di Svi­lup­po Soste­ni­bi­le dei Ter­ri­to­ri, coor­di­na­to da Samir de Cha­da­re­vian per ASviS, l’organizzazione che riu­ni­sce oltre 300 sog­get­ti tra asso­cia­zio­ni, impre­se, sin­da­ca­ti, fon­da­zio­ni e isti­tu­zio­ni impe­gna­te nel­la pro­mo­zio­ne dell’Agenda 2030 del­le Nazio­ni Unite.

L’Agenda 2030 è il pro­gram­ma adot­ta­to nel 2015 dal­le Nazio­ni Uni­te per costrui­re un futu­ro più soste­ni­bi­le dal pun­to di vista ambien­ta­le, socia­le ed eco­no­mi­co. Il pia­no indi­vi­dua 17 gran­di obiet­ti­vi, chia­ma­ti “Goal di Svi­lup­po Soste­ni­bi­le”, che riguar­da­no temi come la tute­la dell’ambiente, il lavo­ro digni­to­so, la lot­ta alle disu­gua­glian­ze, l’economia cir­co­la­re, l’energia puli­ta e la qua­li­tà del­la vita del­le comu­ni­tà. L’Italia ha ade­ri­to a que­sto impe­gno inter­na­zio­na­le e ASviS è l’organizzazione che ne moni­to­ra e pro­muo­ve l’attuazione nel nostro Paese.

Duran­te una visi­ta sull’isola, Samir de Cha­da­re­vian ha spie­ga­to le ragio­ni che han­no por­ta­to all’inserimento di EcCi­Co­Cò tra le buo­ne pra­ti­che ter­ri­to­ria­li italiane.

«È un pro­get­to che ci pia­ce mol­tis­si­mo per­ché sono ini­zia­ti­ve che nasco­no da comu­ni­tà in aree mar­gi­na­li come Pan­tel­le­ria dove non è faci­le svi­lup­pa­re del­le ini­zia­ti­ve di svi­lup­po. Sono le real­tà loca­li, le per­so­ne che vivo­no quo­ti­dia­na­men­te e che sono radi­ca­te sul ter­ri­to­rio, che pos­so­no e devo­no gene­ra­re riscatto».

Secon­do ASviS, il valo­re dell’iniziativa risie­de nel­la capa­ci­tà di uni­re soste­ni­bi­li­tà ambien­ta­le, svi­lup­po eco­no­mi­co e par­te­ci­pa­zio­ne del­la comunità.

«L’i­ni­zia­ti­va EcCi­Co­Cò ha un altis­si­mo poten­zia­le e un valo­re socia­le mol­to impor­tan­te. Ci pia­ce mol­tis­si­mo per­ché com­pren­de un’at­ti­vi­tà eco­no­mi­ca di svi­lup­po loca­le, ossia il recu­pe­ro e il riu­ti­liz­zo degli scar­ti del­la lavo­ra­zio­ne del­le oli­ve e quin­di un ulte­rio­re cir­co­lo vir­tuo­so, un’economia cir­co­la­re che valo­riz­za risor­se loca­li a favo­re del­la popo­la­zio­ne locale».

Nell’ambito dell’Agenda 2030 il pro­get­to con­tri­bui­sce in par­ti­co­la­re agli obiet­ti­vi lega­ti alla tute­la degli eco­si­ste­mi ter­re­stri, all’economia cir­co­la­re e alla crea­zio­ne di lavo­ro soste­ni­bi­le nel­le aree periferiche.

Per Pan­tel­le­ria il rico­no­sci­men­to rap­pre­sen­ta anche un’importante occa­sio­ne di visi­bi­li­tà nazionale.

«Signi­fi­ca che Pan­tel­le­ria, che geo­gra­fi­ca­men­te è più vici­na alla Tuni­sia che non all’I­ta­lia, entra sul­la sce­na nazio­na­le; anzi si can­di­da ad esse­re un pun­to di ispi­ra­zio­ne non sol­tan­to di una buo­na pra­ti­ca, ma di come affron­ta­re nuo­ve for­me di svi­lup­po eco­no­mi­co ed eco­lo­gi­co in aree mar­gi­na­li e isolate».

ASviS sot­to­li­nea inol­tre come le buo­ne pra­ti­che non sia­no esem­pi da imi­ta­re mec­ca­ni­ca­men­te, ma espe­rien­ze che pos­so­no ispi­ra­re altre comu­ni­tà ad affron­ta­re le pro­prie sfi­de territoriali.

«Noi par­lia­mo volu­ta­men­te di buo­ne pra­ti­che e non del­le miglio­ri pra­ti­che. Lo svi­lup­po soste­ni­bi­le richie­de tan­te ini­zia­ti­ve. Ogni ini­zia­ti­va deve esse­re spe­ci­fi­ca per il ter­ri­to­rio e per la comu­ni­tà. Quel­lo che vie­ne por­ta­to avan­ti da Resi­lea diven­ta impor­tan­tis­si­mo nel con­te­sto di Pantelleria».

Uno degli aspet­ti emer­si dall’analisi del­le buo­ne pra­ti­che nazio­na­li è il ruo­lo cen­tra­le del­le reti territoriali.

«Chi lavo­ra in rete rea­liz­za i risul­ta­ti più importanti».

Il rico­no­sci­men­to otte­nu­to da EcCi­Co­Cò con­fer­ma anche l’im­por­tan­za del lavo­ro di rete che carat­te­riz­za il pro­get­to fin dal­la sua nasci­ta. L’i­ni­zia­ti­va è infat­ti pro­mos­sa da Resi­lea APS in col­la­bo­ra­zio­ne con il Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pan­tel­le­ria e il Comu­ne di Pan­tel­le­ria, e vede il coin­vol­gi­men­to di part­ner scien­ti­fi­ci, socia­li e pro­dut­ti­vi qua­li A Sud APS, Plan­ta­rei Bio­tech, l’U­ni­ver­si­tà degli Stu­di di Paler­mo, la Coo­pe­ra­ti­va Agri­co­la Pro­dut­to­ri Cap­pe­ri e Uni­pant. Una rete ete­ro­ge­nea che uni­sce ricer­ca, agri­col­tu­ra, inno­va­zio­ne socia­le, tute­la ambien­ta­le e svi­lup­po loca­le, tra­du­cen­do con­cre­ta­men­te uno dei prin­ci­pi che ASviS indi­vi­dua come fon­da­men­ta­li per il rag­giun­gi­men­to degli obiet­ti­vi del­l’A­gen­da 2030.

Per que­sto moti­vo il rico­no­sci­men­to di EcCi­Co­Cò non rap­pre­sen­ta sol­tan­to un risul­ta­to per Resi­lea, ma un segna­le inco­rag­gian­te per l’intera comu­ni­tà pan­te­sca e per tut­te quel­le real­tà che, nel­le aree mar­gi­na­li e nel­le iso­le mino­ri, stan­no spe­ri­men­tan­do nuo­vi model­li di svi­lup­po fon­da­ti sul­la col­la­bo­ra­zio­ne, sul­la valo­riz­za­zio­ne del­le risor­se loca­li e sul­la cura dei beni comuni.

Come con­clu­de Samir de Chadarevian:

«Noi spe­ria­mo che le ini­zia­ti­ve di Resi­lea a Pan­tel­le­ria pos­sa­no con­ti­nua­re a gene­ra­re tan­te altre buo­ne pra­ti­che a favo­re del­lo svi­lup­po eco­no­mi­co, socia­le e ambien­ta­le del territorio».

Gian­pao­lo Rampini