Pantelleria: alto pericolo crolli. Divieto balneazione su tre fasce

Pantelleria: alto pericolo crolli. Divieto balneazione su tre fasce

06/06/2026 1 Di Redazione

PANTELLERIA, ORDINANZA DELLA GUARDIA COSTIERA: SCATTA IL DIVIETO DI BALNEAZIONE E NAVIGAZIONE PER RISCHIO FRANE

Nuove misure di sicurezza dividono le coste dell’isola in tre fasce di protezione a causa dell’altissimo pericolo di crolli rocciosi. Interdetto l’accesso fino a 100 metri dalla riva nelle aree più critiche

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Vener­dì 5 giu­gno 2026, l’Ufficio Cir­con­da­ria­le Marit­ti­mo del­la Guar­dia Costie­ra di Pan­tel­le­ria ha ema­na­to una nuo­va ordi­nan­za vin­co­lan­te per tute­la­re la pub­bli­ca inco­lu­mi­tà e ride­fi­ni­re i divie­ti lun­go il lito­ra­le dell’isola, isti­tuen­do tre fasce di sicu­rez­za in mare (zona ros­sa, gial­la e ver­de) a cau­sa di un dif­fu­so e gra­vis­si­mo rischio di dis­se­sto idro­geo­lo­gi­co. Il prov­ve­di­men­to, fir­ma­to digi­tal­men­te dal Coman­dan­te e Tenen­te di Vascel­lo Giu­sep­pe Clau­dio Mar­ro­ne, si è reso neces­sa­rio a segui­to del cen­si­men­to di cen­ti­na­ia di aree a rischio crol­lo lun­go le pare­ti roc­cio­se e le fale­sie che carat­te­riz­za­no le coste del­l’i­so­la vulcanica.

I dati del monitoraggio: 295 fenomeni di dissesto attivi

L’ag­gior­na­men­to nor­ma­ti­vo pog­gia su basi scien­ti­fi­che e strut­tu­ra­te, deri­van­ti dal pro­get­to di aggior­na­men­to del Pia­no Stral­cio di Baci­no per l’Assetto Idro­geo­lo­gi­co (PAI) del­la Regio­ne Sici­lia­na. La Rela­zio­ne Geo­mor­fo­lo­gi­ca alle­ga­ta ai decre­ti regio­na­li ha evi­den­zia­to dati sta­ti­sti­ci signi­fi­ca­ti­vi sul­l’in­te­gri­tà strut­tu­ra­le del­le coste pan­te­sche: sul ter­ri­to­rio iso­la­no sono sta­ti uffi­cial­men­te cen­si­ti ben 295 feno­me­ni di dis­se­sto idro­geo­lo­gi­co attivi.

Di que­sta tota­li­tà, ben 293 epi­so­di sono spe­ci­fi­ca­men­te clas­si­fi­ca­ti come dis­se­sti da crol­lo, una tipo­lo­gia qua­si esclu­si­va det­ta­ta dal­la natu­ra pret­ta­men­te vul­ca­ni­ca e dal­le ele­va­te pen­den­ze del­le sco­glie­re loca­li. In vir­tù del prin­ci­pio di cau­te­la, le auto­ri­tà com­pe­ten­ti han­no attri­bui­to al 100% di que­sti crol­li cen­si­ti il gra­do di peri­co­lo­si­tà “mol­to ele­va­to”, con­tras­se­gna­to dal­la sigla tec­ni­ca “P4”. Mol­ti di que­sti ver­san­ti insta­bi­li si svi­lup­pa­no su pare­ti ver­ti­ca­li o sub-ver­ti­ca­li diret­ta­men­te affac­cia­te sul mare fre­quen­ta­to da natan­ti e bagnanti.

La mappa delle restrizioni: tre zone di sicurezza

Al fine di rego­la­men­ta­re le atti­vi­tà bal­nea­ri e la navi­ga­zio­ne da dipor­to in base all’al­tez­za e alla mor­fo­lo­gia del­le sco­glie­re, l’or­di­nan­za intro­du­ce una pre­ci­sa zoniz­za­zio­ne del­lo spec­chio acqueo pantesco:

  • Zona Ros­sa (Fascia di sicu­rez­za di 100 metri dal­la linea di costa): Com­pren­de l’a­rea a mas­si­ma restri­zio­ne di Cala del­le pie­tre nere, in cor­ri­spon­den­za del cimi­te­ro di Scauri.

  • Zona Gial­la (Fascia di sicu­rez­za di 50 metri dal­la linea di costa): Inclu­de, tra le varie loca­li­tà, la calet­ta a nord di pun­ta Zine­di, l’a­rea dal­le Calet­te a sud dei Magaz­zi­naz­zi a pun­ta del Cur­ti­glio­lo, il trat­to dal Fara­glio­ne di die­tro l’i­so­la a pun­ta Sali­na, e la por­zio­ne da Cala del­le pie­tre nere alla grot­ta dei Palombi.

  • Zona Ver­de (Fascia di sicu­rez­za di 25 metri dal­la linea di costa): Que­sta fascia copre un nume­ro cospi­cuo di siti cele­bri per il turi­smo loca­le, tra cui il Bue Mari­no, Cala Ros­sa, Pun­ta Spa­dil­lo, l’Ar­co del­l’E­le­fan­te, Bala­ta dei Tur­chi, Cala Tra­mon­ta­na e Cala Levante.

All’interno di que­ste fasce di rispet­to marit­ti­me, l’or­di­nan­za impo­ne il divie­to asso­lu­to e per­ma­nen­te di bal­nea­zio­ne, navi­ga­zio­ne, sosta, anco­rag­gio, pesca (sia spor­ti­va che pro­fes­sio­na­le) e qual­sia­si atti­vi­tà subac­quea. Vie­ne inol­tre vie­ta­ta la per­ma­nen­za di per­so­ne e mez­zi sul­le cor­re­la­te zone di dema­nio marit­ti­mo terrestre.

I protagonisti e l’iter istituzionale

L’e­ma­na­zio­ne di que­sto prov­ve­di­men­to restrit­ti­vo è il risul­ta­to di un lun­go per­cor­so di con­cer­ta­zio­ne isti­tu­zio­na­le che ha visto coo­pe­ra­re diver­si enti ter­ri­to­ria­li. I prin­ci­pa­li pro­ta­go­ni­sti del­la revi­sio­ne sono l’Uf­fi­cio Cir­con­da­ria­le Marit­ti­mo di Pan­tel­le­ria (Guar­dia Costie­ra), l’Am­mi­ni­stra­zio­ne Comu­na­le di Pan­tel­le­ria e l’En­te Par­co Nazio­na­le Iso­la di Pantelleria.

Il tavo­lo tec­ni­co si è aper­to for­mal­men­te con una riu­nio­ne ver­ti­ce il 29 gen­na­io 2026. Suc­ces­si­va­men­te, il Comu­ne e l’En­te Par­co han­no redat­to stu­di con­giun­ti sul­le carat­te­ri­sti­che del­le fale­sie e han­no con­dot­to, il 28 mag­gio 2026, un accu­ra­to sopral­luo­go tec­ni­co lun­go le coste del­l’i­so­la per ride­fi­ni­re la boz­za di peri­me­tra­zio­ne, ridu­cen­do l’im­pat­to com­ples­si­vo ove pos­si­bi­le e cali­bran­do le distan­ze di sicu­rez­za. Fon­da­men­ta­le è sta­to anche il ruo­lo del­l’Au­to­ri­tà di Baci­no del Distret­to Idro­gra­fi­co del­la Sici­lia, l’or­ga­no del­la Pre­si­den­za del­la Regio­ne Sici­lia­na pre­po­sto alla map­pa­tu­ra e all’ap­pro­va­zio­ne for­ma­le del­le car­te di peri­co­lo­si­tà geomorfologica.

Deroghe, sanzioni e vincoli meteo

La nuo­va ordi­nan­za, che abro­ga e sosti­tui­sce inte­gral­men­te la pre­ce­den­te dispo­si­zio­ne n. 23/2021, sta­bi­li­sce ecce­zio­ni esclu­si­va­men­te per i mez­zi e il per­so­na­le del­la Guar­dia Costie­ra, del­le for­ze di poli­zia e per le uni­tà in ser­vi­zio pub­bli­co con indif­fe­ri­bi­le neces­si­tà istituzionale.

L’ac­ces­so alle spiag­ge e alle aree dema­nia­li a peri­co­lo­si­tà P4 sarà inol­tre seve­ra­men­te limi­ta­to in base alle con­di­zio­ni atmo­sfe­ri­che: è pre­vi­sta l’im­me­dia­ta chiu­su­ra alla frui­zio­ne pub­bli­ca in caso di aller­ta meteo per rischio idro­geo­lo­gi­co “aran­cio­ne” o “ros­sa” dira­ma­ta dal­la Pro­te­zio­ne Civi­le regio­na­le. Il tran­si­to sarà vie­ta­to per 24 ore anche subi­to dopo even­ti sismi­ci avver­ti­ti nel­l’a­rea o a segui­to di piog­ge eccezionali.

Il Comu­ne e gli enti gesto­ri avran­no l’ob­bli­go di instal­la­re una capil­la­re car­tel­lo­ni­sti­ca infor­ma­ti­va nei pun­ti di acces­so e lun­go i sen­tie­ri costie­ri per infor­ma­re la cit­ta­di­nan­za e i turi­sti sui rischi e sui com­por­ta­men­ti da adot­ta­re. Per i tra­sgres­so­ri sono pre­vi­ste pesan­ti san­zio­ni ammi­ni­stra­ti­ve e pena­li for­mu­la­te secon­do le nor­me del Codi­ce del­la Navi­ga­zio­ne (arti­co­li 1161, 1164, 1174 e 1231) e del Codi­ce del­la Nau­ti­ca da Diporto.

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